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Ecuador. Strisciando nel fango a Bahía de Caráquez.

luglio 13, 2017

È difficile scrivere del viaggio adesso che siamo rientrati. Non è solo la mancanza di tempo, è proprio la testa che non c’è. Ma voglio farlo. E con tutto il bene che vi voglio, non per voi ma per me. Perché non voglio dimenticare niente!

Sabato 10 Giugno

Dunque, dalla fattoria abbiamo quindi preso un taxi per andare a Bahía de Caráquez. Per la cronaca il B&B si è rivelato essere parecchio fuori dal paesino, e quindi Bahía de Caráquez col cavolo che l’abbiamo vista!

Arriviamo in serata e il tizio ci apre la porta, anzi il cancello, di questa villona con mega parco su lago. Io mi guardo intorno e penso Ohhh finalmente un posto decente, poi entro in camera e ci sono delle caate sul copriletto.

Parte la discussione con Bram. Il proprietario del mega posto con le cacche è un biologo e io vorrei che facesse il suo lavoro e venisse a identificare la fonte delle cacche, ma Bram non lo vuole chiamare e io mi vergogno a chiederglielo. Alla fine dopo avergli gironzolato per un po’ intorno butto lì con aria indifferente Maaa, ma sai che alla fattoria della tua amica ci sono i pipistrelli? Qui che c’è?

Qui c’è Don Pérez! mi risponde il tizio con entusiasmo, e indica una massa di pelo abbarbicata al muro in orizzontale (cioè praticamente spalmata sul muro) e a quel punto io mi scordo di tutto il resto perché mi importa solo di lui! Questa foto è stata fatta più tardi, quando si è di-spalmato.

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Per chi non l’avesse identificato al volo (tipo me), Don Pérez è un bradipo. Non è che proprio viva nel B&B, in realtà è libero, ma ha deciso che quella è la sua casa e va e viene come vuole. Quando siamo stati lì noi era appena rientrato dopo 12 giorni fuori, che culo averlo beccato! Mi sono innamorata di Don Pérez e ho passato buona parte della serata ad osservarlo, guardandomi bene dall’avvicinarmi perché avete visto che unghie? Anche lui ogni tanto osservava me, mettendoci circa 3 minuti a girare la testa. Quello che si dice dei bradipi è vero!

Essendo arrivati che era già tardino ed essendo un poco isolati (nonché distrutti dalla giornata a cavallo) abbiamo deciso di cenare al B&B. Ci hanno apparecchiato sulla terrazza, grande e spettacolare et con vista lago, e ci hanno servito una buona cenetta vegetariana che comprendeva di nuovo quelle patate dolci viola buonissime già mangiate alla fattoria. Che delizia!

Prima di andare a letto abbiamo fatto quattro chiacchiere con la moglie del proprietario, o più precisamente lei ha fatto quattro chiacchiere con noi (sapete quelle persone che parlano parlano ma non ascoltano?). Ci ha raccontato che lei e il marito hanno una scuola a Bahía, una scuola gratuita per bambini disagiati, e che il giorno dopo una star locale sarebbe venuta a visitarla.

Siamo andati a letto e una volta constatata l’assenza di nuove cacche (il mio terrore erano i topi in camera) sono riuscita a dormire!

Domenica 11 Giugno

La mattina dopo ci alziamo con l’idea di farci una doccia, fare colazione, fare un giretto nel parco che circonda la villa e che non abbiamo ancora visto ma pare sia magnifico, fare le valigie e metterci in viaggio prima di pranzo. Dobbiamo andare a Puerto Lopez, sono 2 autobus (ah, illusi!) e una giornata intera di viaggio.
Tutto va come da programma fino alla colazione, a partire dalla quale tutto inizia ad andare a ramengo.

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Quindi usciamo, facciamo questa meravigliosa colazione su questa meravigliosa terrazza sul lago, poi facciamo per andare in camera a prepararci. Ma veniamo fermati dal proprietario (di cui non riesco a ricordarmi il nome, facciamo che da qui in poi lo chiamiamo Fausto) che arriva saltellando eccitato e ci dice È arrivata Samantha!
Samantha è la famosissima star ecuadoriana. Solo che è famosa, appunto, in Ecuador. E quindi boh, per noi si sarebbe potuta anche chiamare Giuseppina e non sarebbe cambiato niente.
Andiamo a fare un giro in barca nel lago, continua Fausto. Volete unirvi?
Uh che bello, mi piacerebbe! dico io, e poi chiedo Quanto dura?, perché sono già le 10 e per le 12 al massimo dobbiamo partire.
2 ore! dice Fausto.
OK. Un po’ al pelo ma ci si può fare.

Ora, non so se voi avete chiara questa cosa. Qual è una delle cose che io amo in assoluto di più al mondo? La pelota basca? La pitta ‘mpigliata? Il polpettone?
Acqua. Una delle cose che io amo in assoluto di più al mondo è essere su una barchetta sull’acqua, fiume o mare che sia. E quindi alla proposta di Fausto non so resistere!

Corro in camera, mi faccio i peli al volo (et alla cazzo), mi infilo il mio adorato costumino verde (grave, gravissimo errore!) ed eccomi pronta.

Andiamo al molo e saliamo sulla barca. Siamo io, Bram, Fausto e moglie, la star e i due tizi che guidano la barca, i quali, viene fuori, non sono due barcaroli ma due naturalisti.

La barca parte. Gli uccellini cinguettano, l’acqua brilla e scintilla, il sole splende alto nel cielo, c’è un venticello fresco e io mi sento felice. Serendipity, penso, se non fossimo stati alla fattoria con i pipistrelli adesso non saremmo qui! Quanto siamo fortunati! E mentre sono assorta in cotesti pensieri la barca all’improvviso si ferma.

O che si è impantanata? C’è un po’ di fango in effetti. Guardo perplessa gli altri passeggeri ma tutti sono impegnati a far foto e moine alla star e a me e Bram non ci caga nessuno. Questo finché Fausto non ci degna della sua attenzione e ci dice tutto allego Eccoci arrivati! e si butta nel fango. La moglie e la star lo seguono e io e Bram non sappiamo che fare. Guardiamo il barcarolo/naturalista e lui ci incoraggia sorridente. Vamos!, dice, e si butta pure lui.

E dunque pare che si facciano i fanghi.E vabbè, che sarà mai. Scendiamo. Metto un piede giù… e sprofondo.

Il fango mi arriva all’incirca al ginocchio. È densissimo e fangoso. Nuotare ovviamente non si può, ma camminare neppure, immaginatevi di essere in una vasca piena di cemento a presa rapida e di volervi spostare, auguri!

Inoltre quella in cui siamo non è una liscia piscina piena di fango. Quello in cui siamo è il fondo di un lago. E da bravo fondo di lago contiene tutto ciò che ci si aspetta da un fondo di lago. E cioè sassi, legnetti, granchi, tronchi, pesci, e vorrai mica farti mancare un gruppetto di anguille che saltellano e strisciano ovunque ARGH?? La barca se n’è andata e io in questa cosa ci sono immersa. E la odio, la odio dal più profondo del mio cuore.

Tanto quanto la star la adora. SEMPRE con una mano levata per reggere il selfie stick si spalma, si rotola, si mette su un fianco languida. Tutto questo con la moglie di Fausto, che nel frattempo abbiamo scoperto essere una fotografa e giornalista di fama nazionale, che la intervista scattando foto e facendo video come se non ci fosse un domani.

Io nel frattempo non riesco a muovermi. Un po’ per l’oggettiva difficoltà, un po’ perché come sollevo un piede e poi lo riposo questo incontra della roba sconosciuta e invisibile e potenzialmente graffiante/urticante/mordente. Sono bloccata e terrorizzata! NON MI PIACE.

Guardo Bram e vedo che ha ideato una Strategia. Si è seduto con busto eretto e gambe stese in avanti e usa le braccia per scivolare sul fango, all’indietro. Cioè in pratica si dà la spinta con le braccia (e anche un pochino con le gambe) e queste si portano dietro tutto il resto del corpo. Sembrerebbe un’ottima strategia, ma io ci provo e non riesco a metterla in pratica! Cioè riesco a mettermi seduta, ma a muovermi no. Perché per riuscire a muovermi dovrei infilare le gambe nel fango, puntarle e darmi la spinta, ma come ci provo… e graffia, e mordicchia, e sii viscido!

Allora ideo il mio Piano personale.

Che è questo: mi sdraio per terra a pancia in giù (a pelle d’orso!), tendo le mani in avanti e mi attacco a quelle di Bram in modo che quando lui si sposta trascini anche me.
Per me questa strategia funziona benissimo, per Bram meno. Mi asseconda per un po’, poi si stufa e mi caa lì. Che malvagità!

Per un bel po’ resto piantata, poi alla fine sono lontanissima da tutti e allora per forza o per amore un modo di muovermi lo devo trovare. Urlo Aspettatemiii e mi metto a gattonare. Ho odiato gattonare lì, mi sono sgrattugiata tutte le ginocchia coi pruni e gli sterpi (chi coglie la citazione?), ma era sempre meglio che camminare perché gattonando il peso è un po’ più distribuito e quindi si va un po’ un po’ meno a fondo il che è un bene perché sul fondo ci sono le PIETRE.

Volete sapere quanto è durata tutta questa manfrina? È durata QUATTRO ORE. Dalle 10 alle 14. Quattro ore in cui io ho sputato sangue, ho bestemmiato, ho detto varie volte Io resto qui, mi sono riempita di graffi e ho rovinato per sempre il mio costume preferito in diretta nazionale. Certo il focus era su Samantha, che devo dire è rimasta impeccabile, ma in alcuni dei video in cui lei danza e sgambetta sullo sfondo ci sono io che striscio!

Dopo le quattro ore, e vorrei far notare che nel frattempo si erano fatte le 14 e che noi saremmo dovuti partire massimo alle 12, ma dove vai se la barca nel fango, non ce l’hai?, abbiamo raggiunto l’Isla de Fragatas. Che si chiama così perché ci vive una colonia di uccellacci schifosi, le fregate appunto, che passano la vita a gonfiare il collo (i maschi) e… indovinate a fare cosa? Indizio: abbiamo scoperto il mittente del regalino sul letto.

Abbiamo passato un’altra ora sull’isola, con la star che faceva cucù dalle mangrovie con aria seducente mentre io e Bram cercavamo di ripararci dalle bestiacce scagazzone!

Quando Fausto ci ha detto OK ora si può tornare indietro ci siamo ribellati. Altre quattro ore a gattoni nel fango?? Nessuno ne aveva voglia! E secondo me neanche lui, perché ha richiamato la barca e la barca è riuscita a infilarsi nell’unica strisciolina d’acqua e a venire non proprio dove eravamo noi ma vicino. L’abbiamo raggiunta strisciando, io e Bram per primi perché non ne potevamo più, e sembrava una scena di un film di zombie e gli zombie eravamo noi!

Siamo tornati alla base che erano le 15 e dovevamo ancora pranzare e PER FORZA farci una doccia.

Saremo riusciti ad arrivare a Puerto Lopez quel giorno? Lo scoprirete nel prossimo episodio!

INFO

Il posto in cui siamo stati a Bahia de Caráquez si chiama Saiananda. Sulla loro pagina Facebook ci sono foto e video della terrificante esperienza. Il focus è ovviamente Samantha, ma se ogni tanto sullo sfondo scorgete due statue di fango dall’aria disperata, ecco, quelli siamo noi!

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10 commenti leave one →
  1. luglio 13, 2017 9:46 am

    Mister Perez … fantastico

  2. Vincenzo permalink
    luglio 13, 2017 7:56 pm

    Spero che i fanghi vi abbiano almeno fatto bene alla pelle :-) comunque sulla pagina FB del b&b ti si vede benissimo!

  3. cenere permalink
    luglio 13, 2017 8:15 pm

    Montale – Meriggiare pallido e assorto
    (la citazione)

    finalmente ho letto di questo fango! non ce la facevo più! che schifezza

  4. luglio 14, 2017 6:43 am

    @ vincenzo: sì dai, alla pelle sì! la famosa fotografa ci aveva promesso delle foto ma non ce le ha mai mandate!

    @ cenere: brava per la citazione! e scusa se ho creato aspettativa per un’esperienza schifosa (ma anche: LOL)! comunque sul momento è stato un po’ schifoso in effetti, ma adesso a ripensarci… rido!

  5. cenere permalink
    luglio 14, 2017 2:32 pm

    oddio ho visto ora le foto!!! ma che schifo! credevo che descrivendolo avessi esagerato un po’! aaaaaaahhhhh

  6. luglio 17, 2017 7:16 am

    cenere però hai visto che classe? l’unica che è riuscita a non impantanarsi i capelli! ^^

  7. cenere permalink
    luglio 18, 2017 6:08 am

    Ahahahahah

  8. luglio 30, 2017 10:58 pm

    Ti ho scoperto per caso e … non potevo leggere i tuoi viaggi senza conoscerti … così sono partita dall’inizio, dal 02 novembre 2008! Ci ho messo quasi tre settimane, ma ho letto tutto, tutto, tutto, non ho perso nemmeno un post, compresi commenti e ricette di cucina. Mi hai letteralmente conquistata! Sono affascinata da te, dal tuo modo di scrivere, dalla tua vita avventurosa. Non ho cliccato alcun like, anche se mi sono iscritta subito al blog, mi sembrava riduttivo limitarmi ad un “mi piace”, e adesso mi trovo spiazzata … sono arrivata qui e non ci sono altri post … tocca aspettare i prossimi! Spero presto, prestissimo, sei diventata quasi come una di famiglia … e … sono rimasta in Ecuador … Scrivi, ti aspetto! A presto, ciao. Marianne :D

  9. agosto 1, 2017 11:32 am

    ciao!! scusa il ritardo nella risposta, ma il tuo commento mi ha lasciato veramente senza parole!
    che dire… mi fa stranissimo pensare che tu ti sia letta tutti i miei pipponi e abbia così seguito 9 anni della mia vita! cioè sei partita da quando ero innamorata persa di bram ma lui non mi voleva!! è stato questo periodo in cui ero un po’ triste che mi ha portato ad aprire il blog… oddio è una lunga storia, ma se sei curiosa (visto che a questo punto hai letto il blog, ma il “cosa successe prima” sul blog non c’è) te la mando via email!
    mi fa strano, ma mi fa ovviamente anche molto piacere. grazie!
    in questo periodo sto avendo un pochino di difficioltà a scrivere, un po’ perché vorrei finire di scrivere del viaggio ma la testa non è più lì, un po’ perché la settimana scorsa mi sono ammalata e sono quattro notti consecutive che vado a letto tipo a mezzanotte e alle due mi sveglio e non riesco più a riaddormentarmi… quindi le notti sono attivissima (ho piazzato un materasso in salotto e se vedo che non c’è verso di riaddormentarsi scendo e cucino, o leggo, o guardo la tv…) ma il giorno poi sono un cencino!!
    bon! un saluto e grazie mille del tuo commento, prometto che appena mi riprendo ricomincio a scrivere! ciao per ora!

  10. agosto 2, 2017 12:19 am

    E’ una grande gioia per me che tu mi abbia risposto. E’ molto tempo che anch’io non scrivo nel mio blog … io, però, per cause di forza maggiore, la mia salute fa letteralmente “schifo” e ho difficoltà ad usare le mani in questo periodo, scrivere diventa una fonte di grande dolore … ma riesco a leggere! E’ un grande traguardo e ne sono contenta. Conoscere la tua vita e i tuoi “viaggi” mi ha fatto viaggiare con te (scusa il bisticcio di parole), mi ha fatto scoprire una persona vera, che ha la capacità di emozionare trasmettendo ella stessa fatti, sentimenti, gioia, tristezza, allegria, senso dell’ironia, le proprie emozioni, insomma “vita” a chi legge. Vorrei scriverti di più, ma per ora diventerebbe per me uno sforzo superiore alle mie limitate capacità. Mi farebbe un enorme piacere se tu mi scrivessi
    marianne.craven4@gmail.com
    ma non posso assicurarti di riuscire sempre a risponderti. Ti leggerò con gioia e se non ce la farò a scrivere, ti manderò una faccetta! Magari come questa: ;) E comincerò anche a cliccare un “like”, così, anche se non mi senti, saprai che ci sono! “Bon!”, un abbraccio. <3

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