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Colombia e dintorni, considerazioni conclusive

agosto 8, 2017

Vista la clamorosa assenza di post nell’ultimo periodo mi decido a pubblicare questo con qualche considerazione sparsa che avevo scritto dopo la Colombia e mai pubblicato. Notare che l’ho scritto a inizio Sudamerica, poi un po’ di cose sono cambiate, ad esempio poi abbiamo imparato lo spagnolo!

Eccolo qua.

Piccole considerazioni conclusive che non c’entrano molto ma sennò mi scordo.

Una cosina che a Santa Marta mi ha un poco snervato: la musica. OK sono vecchia! Ma veniva sparata a volume altissimo sempre e ovunque (per strada, nei negozi, all’ostello, al ristorante, in spiaggia…) e per quanto mi riguarda c’era da diventarci scemi!

L’inglese non è parlato, e questo non vale solo per la Colombia ma per tutto il Sudamerica. E che tu non lo parli mi va bene, che tu continui imperterrito a parlarmi in spagnolo anche se vedi che non capisco parecchio meno!

Se qualcuno mi avesse avvisato prima della partenza del fatto che a lavarli (e più che altro a asciugarli) negli ostelli i vestiti si restringono mi sarei portata solo roba che non mi piace.

All’interno di un’agenzia turistica ho visto un cartello. C’era scritto “I tuoi occhi possono salvare i miei”. C’era un numero da chiamare. In caso si venisse a conoscenza di traffico illegale di organi.

Ci sono un po’ di cibi nei confronti dei quali lungo il viaggio ho iniziato a sviluppare un’avversione – perché mi sono stati proposti tante di quelle volte da non volerli vedere mai più. In Asia era successo con le zuppe calde quando c’erano 40 gradi, qua sta succedendo col riso e con le uova a colazione!

Infine, la Colombia non ha un servizio postale.

A questo proposito ho un simpatico aneddoto.
Prima di realizzare l’inesistenza del servizio suddetto ho comprato delle cartoline (perché quelle le vendono!) e le ho scritte. Poi mi sono messa a cercare i francobolli.
Mi sono rapidamente resa conto che qualcosa non tornava. Alla domanda “Scusi, vende francobolli?”, che qua non si chiamano sellos come nel resto del Sudamerica ma estampillas, occhioni spalancati. Alla domanda “Dove posso comprarli?” silenzio. E dopo un po’ ho iniziato a notare che in giro non ci sono buche delle lettere, neanche una!
Allora ho chiesto.
A Jardin ci hanno parlato di un negozio che forse ne aveva, ma lo trovavamo sempre chiuso.
Alla fine ho domandato a un poliziotto. Lui non capiva e mi ha detto Vieni con me! e siamo andati insieme alla stazione di polizia. È sgusciato dentro ed è tornato fuori con tutti i suoi colleghi.
È stato così che mi sono trovata circondata da poliziotti che confabulavano lanciandomi occhiate di sottecchi mormorando Estampillas, Estampillas.
A un certo punto uno fa EUREKA! e va dentro. Riesce dopo qualche minuto tutto contento con in mano un foglio A4 fresco di stampante. Sul foglio ci sono stampati dei… francobolli. Attenzione, francobolli di ogni foggia e misura, da ogni paese e in qualunque valuta. Cioè, questo in pratica mi aveva stampato delle foto di francobolli!
Me le fa vedere, mi chiede Sono questi?, io dico Sì!!
E tutti i poliziotti, trionfanti, in coro: Non ce li abbiamo!!

Insomma se non avete ricevuto cartoline dalla Colombia adesso sapete il perché!

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5 commenti leave one →
  1. agosto 9, 2017 5:28 pm

    Nei negozi di Rimini invece, tabaccaio compreso, sono sparite le cartoline!!! Sta storia dei francobolli è bellissima, bentornata nel blog, ho controllato e pensato “se non è aggiornato le scrivo, che magari non sta bene”. Ma c’era questo post. Bene. Un super abbraccione

  2. agosto 11, 2017 5:57 am

    Ciao Sandra, e grazie per il commento! Sì sono un po’ assente ultimamente, e di questo vorrei scusarmi, ti leggo sempre ma commento poco.

  3. agosto 12, 2017 10:22 pm

    Ciao, Francesca, mi ha fatto ridere da matti questa storia dei francobolli. E’ davvero un altro mondo! D’altra parte, ogni Paese è sempre frutto della propria storia e l’America Latina, tutta bene o male, ha alle spalle condizioni politiche e sociali durissime. Non c’è da stupirsi della vita e delle abitudini delle gente che ci vive. Sono contenta che tu sia tornata a scrivere, leggerti è davvero un grande piacere! Mi raccomando, non fare lunghe assenze, adesso! La settimana prossima, come ti avevo detto, vado in ospedale per qualche giorno, ma quando torno spero di trovarti! A presto, mia carissima “viaggiatrice”! Un abbraccio. ;)

  4. agosto 12, 2017 10:33 pm

    P.S. – Se non sistemi un poco le impostazioni di wordpress, tutte le “faccine” non si trasformeranno mai in faccine, ma resteranno punti, virgole, parentesi … e le risposte ai commenti non saranno mai incasellate al posto giusto, sotto a chi li ha fatti, senza dover scrivere ogni volta a chi stai rispondendo … c’è da lavorarci un po’, ma non è così difficile … provaci, ti darà soddisfazione … hahahahaha – inserisco faccina che ride :D Ciaooooo

  5. agosto 14, 2017 7:55 am

    ciao marianna, grazie per il commento! ti mando un grande abbraccio, in bocca al lupo per il ricovero!
    ps: le faccine le tengo così per scelta, ma ci sono un altro po’ di cose a cui vorrei lavorare, ma non trovo il tempooo!!! ^^

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