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Un’estate strana

luglio 27, 2018

Mmmh vorrei scrivere un po’ di cose ma devo anche preparare la presentazione per il Giappone… Vediamo se riesco a scrivere due righe al volo, anche considerando che ieri notte non ho chiuso occhio (sospetto la causa sia l’eccessiva quantità di caffè che bevo in assenza di Bram, nel senso che faccio la caffettiera grande e me la scolo da sola) e che qua si bolle e alle 15 mi sa che esco.

Allora così, piccole riflessioni scemine.

Da quando ho smesso di fare tessuti praticamente non faccio più sport. Faccio yoga, ma yoga per veci, non si può definire sport.

Fino ad ora lo sport non mi mancava. Certo continuavo a guardarmi la panza e a pensare Minchiaaa dovrei fare sport, ma era appunto un dovrei, non un vorrei. Essendo io un piccolo essere irrazionale guidato dall’istinto e non dalla ragione il dovrei da solo non va nessuna parte (mentre il vorrei ma non dovrei può andare molto lontano!).

Insomma faccio yoga, e yoga degli effetti benefici comunque ce li ha, e cioè mi calma.

Il mio cervello va costantemente a mille e per questo non riesco a fare la famosa cosa chiamata vivere il momento, perché col corpo ci sono ma la testa è sempre da un’altra parte. Nel passato, nel futuro, la maggior parte delle volte in un mondo immaginario.

Ah! Ecco una cosa che forse non vi ho mai detto! Io parlo da sola. Nel senso che immagino di avere una conversazione con qualcuno, ma mi immedesimo talmente tanto che nel farlo gesticolo. Sì, sembro matta. Chi mi vede non sa che nella mia testa io sto parlando con qualcuno!

Essere così non è tanto bello, non solo perché sembri pazza ma anche e soprattutto perché non ti vivi le cose, spesso ti agiti per roba che poi magari non succede neanche, e la cosa più brutta forse è che diventi inconcludente – o almeno io divento inconcludente, nel senso che quando ho tante cose da fare vado nel panico e comincio a correre in cerchio starnazzando Oddio quante cose devo fare!!! e non ne faccio neanche una.

Dunque yoga mi piace perché mi calma e mi porta a pensare, che ogni tanto male non fa.

Ci vado il Mercoledì e Mercoledì della scorsa settimana ci sono arrivata agitatissima per una cosa, sapete quando sei talmente agitata che manco respiri?

Ecco, l’insegnante a un certo punto ci ha detto di concentrarci su qualcosa che volevamo lasciar andare, e a me pensando alla cosa che volevo fare (ecco un perfetto esempio, non dovevo ma volevo) e che mi agitava è venuta in mente, come zavorra di cui avrei voluto liberarmi, l’ansia… no aspetta, non è l’ansia è la pigrizia… no aspetta non è pigrizia, è paura!

Bingo. L’ansia era dovuta alla paura. Non stavo rimandando perché la cosa che volevo fare fosse particolarmente difficile o perché sono pigra, ma perché mi faceva paura. Mi ci è voluta una lezione di yoga per capirlo! E una volta capitolo è stato più facile farla (e l’ho fatta).

Ieri era di nuovo Mercoledì ed ero di nuovo agitata, stavolta a causa dell’eccessiva dose di caffeina in circolo mi sa, ma vabbè. Nuova lezione, nuova insegnante, nuova rivelazione! Cioè ma sarò scema che devo andare a yoga per costringermi a pensare e capire le cose?

Come ho scritto sopra, lo yoga che faccio è molto blando, ci siamo io e tutti i vecchi di Bruxelles e facciamo cose semplicissime che non richiedono pensiero (ma talmente semplici che un paio di volte mi sono addormentata in classe!).

Ieri però abbiamo fatto una cosa innovativa: ci siamo appesi a testa in giù! Onestamente non era complicatissimo perché avevamo delle stringhe che potevamo usare, però ti obbligava a concentrarti perché se non stavi attento pigliavi una bella chiorbata.

Appendermi senza sfracellarmi mi ha obbligato a concentrarmi, e mi sono resa conto che questa è una cosa bella dello sport e che mi manca, il fatto che mentre fai sport il cervello non può andare per i fatti suoi più di tanto perché devi stare concentrato su quello che stai facendo in quel momento. E sembra una cosa ovvia ma è una cosa che io non riesco a fare quasi mai.

E quindi ecco l’altra rivelazione: il focus.

Uno dei motivi per cui sono cazzona e inconcludente è che non mi focalizzo: faccio dieci cose insieme e non mi concentro su nessuna.

Ecco dunque una piccola chiave su cui potrei lavorare.

Adesso sto scrivendo sul blog e faccio quello.

Poi mi ributto sulla presentazione e faccio quello.

Per tanti è ovvio, per me no.

E niente, era una piccola riflessione che volevo fermare!

L’altra cosa che vi volevo dire è che ieri (che nel frattempo è diventato ieri l’altro) ho visto Rossella e ci siamo trovate vicino a casa sua, nel parc du Cinquantennaire dove al momento c’è un bar temporaneo.

Di solito quando esco per pigrizia resto in centro, invece con Rossella ci siamo trovate a ‘sto parco (dove dopo un po’ ci hanno raggiunto anche Lorenzo e Angela) ed è stato proprio bello. Per via dell’estate calda, che in Italia è normale ma qua proprio per niente, il parco era una festa. È bello grande e oltre al bar temporaneo all’aperto c’erano persone di tutte le età che facevano picnic, corsi di salsa, tango sotto alla pergola, cricket, pallavolo, esercizi acrobatici, e chi più ne ha più ne metta, tutto self-organizzato, non si tratta di corsi organizzati dal comune, si tratta di gente che si trova, sceglie un angolo del parco e parte! So che fanno anche dei corsi di yoga gratutiti e chissà che altro, non essendo un parco che frequento molto spesso ignoro, dovrei uscire dal centro e muovermi di più!

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E niente, Bruxelles sta avendo una vera estate, e vi assicuro che è una cosa eccezionale qui. Non siamo preparati. Sto lavorando con 35 gradi (ma alle 15 esco) e ieri c’è stato un breve temporale estivo e tutto si è allagato. Non siamo preparati neanche per la pioggia, che checché se ne dica qua sul serio non piove quasi mai. Siamo pronti solo per il cielo grigiolino e da rammendare!

Insomma è un’estate strana, e io approfitto dei giorni senza Brammeke per godermela.

E poi il 10 Agosto si parte!

5 commenti leave one →
  1. luglio 28, 2018 9:34 am

    A me questo post è piaciuto molto, perché ho scoperto che abbiamo in comune l’agitarsi e il parlare da sole, proprio uguale uguale. Però io al contrario di te riesco a concentrarmi tantissimo su ciò che sto facendo in quel momento, ma in generale mettere troppa carne al fuoco è deleterio per tutti. Non so se possa aiutarti ma magari quando sei agitata mi puoi mandare un vocale che un po’ ti soccorro, se ti va.
    Buona estata calda bruxellese.

  2. luglio 30, 2018 9:44 am

    Grazie cara per la proposta, la terrò in considerazione!

  3. agosto 16, 2018 6:51 pm

    Io ho sempre parlato nel sonno, invece. Ma qualche tempo fa ho cominciato a parlare una lingua incomprensibile, e parlo parecchio la notte, ma non riesco a capire con chi e cosa dico. Ultimamente mi sveglio cantando. Ho l’impressione che sia l’effetto dei farmaci, ma questa cosa non mi dà alcuna preoccupazione, anzi mi rilassa e mi diverte. Spero, però, che non mi succeda mai di giorno, soprattutto al lavoro! Hahaha …

  4. agosto 17, 2018 2:24 pm

    Ma dai! Ma come in una lingua incomprensibile? Fatti registrare! Al lavoro spero che tu non dorma..!

  5. agosto 17, 2018 8:27 pm

    Intendevo dire che non mi succeda di parlare o cantare in questa lingua da sveglia al lavoro, perché a casa un paio di volte mi è successo da sveglia e la mia ragazza (quella che mi aiuta a lavarmi e vestirmi la mattina) si è spaventata, anche se le avevo raccontato quello che succedeva la notte. Il fatto è che io non riesco a fermarmi, mi sento parlare, ma non riesco a bloccarmi. Per questo penso che sia l’effetto farmaci. Non credo sia pazzia. In ogni caso … non ho intenzione di curarla!


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