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Parco, amici, pensieri, brunch e aperitivo.

dicembre 17, 2018

Voilà, il mio proposito di scrivere tutte le sere è svanito in un battito di ciglia, d’altronde ci sono giornate così piene che riassumerle al volo sarebbe veramente un peccato – già Sabato non ho enfatizzato abbastanza quanto è stato bello vedere sia Serena che Mariano!

È stato un weekend pieno di amici.

Sabato sera sono andata a letto all’1 passata, allora Domenica ho messo la sveglia tardi con l’idea di andare a correre casomai nel pomeriggio (avevo appuntamento alle 12 con amiche per brunch). Però poi alle 9 mi sono svegliata e ho pensato, se faccio colazione al volo riesco a andare ora. Poi ho pensato, però sacrifico la mattinata con Bram, non ci vediamo mai, via non vado. Poi ho pensato, però ho mangiato un pastel de nata a colazione, mmmh, via vado! E sono andata.

Il parco ultimamente è spesso chiuso a causa di manifestazioni. Di solito si tratta dei gilet jaunes, stavolta si trattava del patto di Marrakech. Dunque di quattro volte che sono andata a correre al parco nel weekend:

  • una ci sono riuscita
  • una la metro non si è fermata, non ha neanche fatto l’annuncio, ha semplicemente saltato la fermata a piè pari
  • e due ho corso fra la polizia che si preparava e i cavalli (della polizia)!

Ieri il caso era il terzo e per evitare di avvicinarmi troppo ai cavalli ho fatto dei giri assurdi. Quando sono venuta via erano le 10:50 e per fortuna la metro era ancora aperta, credo che dopo l’abbiano chiusa.

Quindi sono tornata a casa, mi sono fatta la doccia e sono uscita. Avevo appuntamento al Cafè des Minimes, un posto delizioso nel Marolles, con Serena, Romina ed Emanuela. Tutte e quattro abbiamo vite abbastanze piene, loro hanno pure pupi. Riuscire a vederci è stato un regalo.

Emy è arrivata un po’ scossa.

Dunque, non so se avete letto che in Belgio il governo è finito in minoranza a causa del partito nazionalista fiammingo che ha tolto l’appoggio al governo attuale proprio a causa del patto di Marrakech.

Ieri a Bruxelles si tenevano una manifestazione dei nazionalisti fiamminghi contro il patto (che era stata inizialmente vietata ma poi hanno fatto appello) e una contro-manifestazione contro la manifestazione.

Emy è andata alla contro-manifestazione, e poi è venuta via per raggiungerci. Era in bici, da sola, quando ha incrociato la manifestazione. Erano in 5000 (che sono nulla, nulla, ma se te sei sola sono tantissimi) e lei si è fermata con la bici, li ha guardati e ha fatto il segno del pollice rivolto verso il basso. Erano lontani, Emy è coraggiosa ma non scema, e da lontano hanno iniziato a insultarla e tirarle petardi. Lo so che con gente così non ti dovresti neanche mettere, ma capisco anche Emy che non ce l’ha fatta a non fare nulla, e la stimo tantissimo. Non è successo niente, ma capirete che quando è arrivata tremava.

La buona notizia in tutto questo è che questi 5000 vigliacchi avevano in programma, mi ha raccontato sempre Emy, di andare al Parc Maximilen, che è quello in cui si ritrovano i migranti, a tonfarli. 500 migranti, che sono veramente nulla in un paese di 11 milioni di abitanti, e che non hanno fatto niente, contro 5000 stronzi. Vigliacchi, e pure codardi. Ma insomma la piattaforma cittadina di cui facciamo parte anche io e Bram si è attivata ed è riuscita a sistemare tutti i migranti nelle case della gente, di cittadini comuni che hanno offerto protezione e rifugio. E dunque il parco era vuoto!

Questo mi fa venire in mente che non vi ho più raccontato niente dell’ospitalità. Da quando viviamo a casa nuova non abbiamo più ospitato causa mancanza seconda camera, ma a casa vecchia nel periodo in cui non ho scritto un altro po’ di volte l’abbiamo fatto.

C’è stata un’esperienza strana che ci ha fermato per un po’. Una sera sono arrivati due cugini libanesi (fra parentesi, non ditelo a Bram ma uno era un fio, ma un fio..!). Simpatici, gentili, parlavano quel minimo di inglese che ci ha permesso di comunicare, abbiamo cenato insieme, hanno guardato la partita con Bram, insomma ci siamo trovati bene, così bene che abbiamo chiesto se volessero tornare la sera dopo. Tutti contenti ci ringaziano tantissimo e dicono di sì. La sera dopo tornano, e uno si mette a cucinare con me (ha preparato un tajine da svenire!) e l’altro in salotto a chiacchierare con Bram. Parlando sia io che Bram chiediamo come siano arrivati in Belgio. E danno due versioni diverse, due percorsi diversi. Uno dice barcone fino a Lampedusa, l’altro cita la rotta balcanica. E avevano detto di aver viaggiato insieme. Li confrontiamo e viene fuori che in realtà uno è algerino e uno marocchino, che sono a Bruxelles da anni, che hanno vissuto in uno squat ma adesso lo squat è stato chiuso e non sapevano dove andare e allora si sono uniti ai migranti del parco.

Ora al di là della perplessità iniziale io non me la sono presa più di tanto. Sei in una situazione diversa, meno disperata della maggior parte della gente che è approdata in casa nostra. Ma di fatto un posto dove dormire non ce l’hai neanche te. Insomma per me è stata una cosa un po’ spiazzante, molto inaspettata, certo scoprire che avevano mentito non mi ha fatto piacere, però ho capito le motivazioni, e alla fine da un certo punto di vista ci siamo trovati meglio con loro con cui potevamo comunicare e che hanno cucinato e lasciato la camera in cui hanno dormito in condizioni impeccabili che con altri con cui lo scambio è stato zero. Certo che non ospito per avere dei momenti di condivisione, non è quella l’idea, però insomma l’episodio per me non è stato gravissimo, il sistema è basato sulla fiducia e queste cose capitano. Bram si è incazzato come una iena però, e per un po’ non ha più voluto ospitare.

Dunque per un po’ non abbiamo ospitato. E non farlo era più facile. Meno organizzazione, meno discussioni con Bram che accetta di ospitare ma vorrebbe che la sua vita quotidiana non ne risentisse, e certo che un po’ ne risente, come fa a non risentirne, mica sono dei fantasmi.

Ma poi è uscito un articolo su La Stampa, questo qua:
https://www.lastampa.it/2018/01/04/esteri/un-migrante-a-casa-per-una-notte-cos-bruxelles-riscrive-laccoglienza-MGTLy36Joo0J1IcR41YvSM/pagina.html

E leggere l’articolo mi ha fatto ricordare quello che un po’ avevo dimenticato, e cioè quanto, oltre che faticoso, sia bello.

E quindi abbiamo riaperto le porte, e il vento ci ha portato dei ragazzi eritrei che hanno causato la mia comparsa improvvisa, in pigiama e ciabatte, nel ristorante etiope sotto casa, alle undici di sera, chiedendo se per favore per favore potevano vendermi un po’ d’injera – volevo accoglierli con un sapore noto; e dei ragazzi sudanesi con cui ci siamo trovati così bene che li abbiamo ospitati per tutto il weekend, lasciandoli a casa soli quando eravamo fuori. E adesso non mi ricordo più chi altro, ma sono contenta che abbiamo ricominciato. E dà dipendenza, più lo fai più lo vorresti fare.

Ecco, ho scritto un altro pezzettino per coprire il buco che c’è stato nel periodo 2017/2018 in cui praticamente non ho scritto mai, più o meno il periodo immediatamente successivo al viaggio.

Tornando a ieri, il brunch è stato molto piacevole, e anche buono! Serena, Romina e Emanuela sono delle persone belle e dovrei frequentarle più spesso.

Verso le 16 sono rientrata. E che ho fatto? Vediamo.
Ho fatto dei biscotti che poi ho nascosto per metterli sotto l’albero per Bram (quest’anno abbiamo deciso di non farci regali).
Ho lavorato al racconto.
Ho consultato un sacco di libri di cucina, insieme a Bram, per mettere insieme un menù per capodanno (saremo solo io e lui).
Ho cucinato dei ceci e messo insieme un aperitivo che abbiamo mangiato sul divano bevendo Bordeaux e finendo di guardare Colazione da Tiffany.

E poi sono andata a nanna.

Molto molto soddisfatta del weekend!

Volete vedere il look da sfigata con cui vado a correre? Eccolo qua! Notare l’accozzaglia di colori. Ma che mi sarà venuto in mente di comprare le scarpe rosa? Questa foto me l’hanno fatta due gentili giapponesine che passavano!

IMG_20181217_105808_416.jpg

10 commenti leave one →
  1. dicembre 17, 2018 11:39 am

    Volevo dirti due cose da un po’ ma mi dimentico sempre, trovo ci sia una vaga ma non troppo attinenza col post odierno quindi vado.
    La prima è come vi organizzate con i mestieri e le cose di casa, a parte la spesa che nomini
    spesso.
    La seconda è che il mio Orso da circa un anno si occupa del traffico – nel senso trasporti via camion – verso Regno Unito e Irlanda (ha fatto per anni Portogallo) e a Dunquerque hanno trovato sul camion che gestiva lui dei clandestini. Che sono realtà note ma quando le vivi così più da vicino ti rendi proprio conto che sono dei poveracci, che cercano semplicemente una possibilità.

  2. dicembre 17, 2018 11:43 am

    Oh no, che cosa terribile (che li abbiano trovati)!
    Sui mestieri, è una domanda? Se sì c’è una risposta, ed è molto semplice: tranne cucinare e ogni tanto fare la spesa, fa praticamente tutto Bram!

  3. dicembre 17, 2018 12:42 pm

    Sì, grazie, era una domanda, e ora posso solo rispondere a mia volta what a chiul, che faccia tutto Bram.

  4. dicembre 17, 2018 12:46 pm

    Non è culo… l’ho scelto! ^^

  5. dicembre 17, 2018 1:27 pm

    Certo, hai perfettamente ragione, del resto anche io e il mio Orso, sarà il nome? condividiamo le incombenze di casa per cui lui ad esempio stira e stria benissimo tra l’altro.
    PS. ricordavo la storia dei migranti che vi hanno raccontato una frottola, comunque ospitare per me è un atto di generosità enorme e sinonimo di ampie vedute, davvero. Il razzismo incombente in Italia mi preoccupa tanto, ormai è tutto talmente disinvolto che non ci si indigna neanche più.

  6. cenere permalink
    dicembre 17, 2018 2:05 pm

    Condivido la tua preoccupazione

  7. dicembre 17, 2018 2:30 pm

    Anch’io!!!

  8. Silvia permalink
    dicembre 24, 2018 11:52 pm

    Le scarpe rosa sono bellissime (c’è le ho anch’io 😄)

  9. Chiara permalink
    dicembre 28, 2018 6:13 pm

    Auguri…Buon anno…il tuo silenzio è tutta vita…che aspetto ci racconterai😉

  10. dicembre 28, 2018 6:18 pm

    Ciao Chiara! Buon anno anche a te! Ho un post in bozze, se riesco domattina sull’aereo lo finisco e quando arrivo a Bruxelles pubblico!

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