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29-30-31-1 e oggi è il 2

gennaio 2, 2019

Tornata Sabato 29, atterrata alle 11 a Charleroi, mi è venuto a prendere Bram. Ero stanca, sia fisicamente che psicologicamente, i giorni in Italia erano stati un po’ pesanti.
E quindi Sabato non ho fatto quasi nulla! Bram aveva fatto il ragù e a pranzo abbiamo mangiato quello, a cena manco me lo ricordo, quello che mi ricordo è che abbiamo trascorso una notevole quantità di tempo sul divano ^^

Domenica 30 pure abbiamo fatto poco, ma perlomeno abbiamo fatto la spesa per il 31 e siamo andati a correre insieme. Andare a correre con Bram significa metterci più tempo a uscire semplicemente perché lui si sveglia più tardi, ma anche avere più opzioni su dove andare perché lui ha la macchina! Siamo andati al parc du Cinquantenaire ed è stato bellino.

Lunedì 31 abbiamo cucinato insieme per la cena, saremmo stati a casa io e lui ed ecco il menù che avevamo previsto, così come l’avevamo buttato giù:

STARTERS

  • Mushrooms and chestnuts with za’atar
  • Lamb & pistachio patties
  • Sweet potato chips

PASTA

  • Fregola with witlof

SIDE

  • Spicy beetroot, leek & walnut salad

DESSERT

  • Stilton & white Port ice cream
  • Pear sorbet
  • Cantuccini salati con gorgonzola e mandorle
  • Sweet wine

Per le 17 avevamo fatto tutto quello che si poteva fare in anticipo… e a quel punto io mi sono intristita.

Boh. Non lo so perché succede. Credo semplicemente perché, a parte le uscite per spesa e correre, eravamo stati quasi tre giorni in casa senza far molto. E io ho bisogno di fare, altrimenti mi deprimo. È una cosa scemissima, e è per quello che ho tanta paura di invecchiare. Se a far niente mi deprimo, quando non lavorerò più, quando sarò vecchia e magari sola, che farò, mi sparerò?

È una sensazione brutta, che mi prende in realtà abbastanza di rado, stavolta non me la aspettavo e mi sono stupita, avevo passato le vacanze a sognare i quattro giorni a Bruxelles a casa con Bram senza programmi! E poi arrivano e io mi deprimo. Ma sarò locca!

Però insomma, visto che di tanto in tanto questa sensazione mi prende, la conosco e so come contrastarla. Basta uscire e fare qualcosa!
Certo il cielo grigio non è che proprio aiuti eh.

E insomma ho costretto un perplesso, ma fortunatamente coinciliante, Bram, a uscire a bere, due ore prima della cena dell’ultimo dell’anno!

Siamo andati all’Archiduc, un pub carino in centro. Dati il giorno e l’ora non c’era quasi nessuno. Questi pub di solito sono pienissimi e io adoro, adoro trovarli decontestualizzati (neologismo?). Ho preso un Margarita e Bram un Bourbon Sour e poi si stava tanto bene che abbiamo preso altri due Margarita e dopo ero bella contenta!
Basta poco che ce vo’?

Bram questo bisogno di uscire non ce l’ha (bon per lui) e non lo capisce. Per lui avremmo potuto bere a casa. L’alcool ce l’avevamo, ma fra bere io e lui in casa e uscire con le luci e la gente per me c’è tutta la differenza del mondo. Bere in casa non mi avrebbe risollevato il morale, uscire sì. Lui non lo capisce, non vede la differenza. Voi?

E comunque credo che tutta questa manfrina sia semplicemente la mia interpreazione personale del Chi siamo Dove andiamo Da dove veniamo O che si fa!

Ah, prima di andare all’Archiduc ci siamo fermati in un negozio figo, l’avevo dimenticato. E io mi sono comprata una borsa. Tre delle mie borse preferite hanno dato forfait nell’ultimo anno. Due le ho proprio dovute buttare, la terza no ma perdeva pezzi, e continuavo ad andarci a giro seminando striscioline nere. La borsa nuova è bellissima. Non vi dico quanto l’ho pagata, ma è fatta in Belgio e non in Cina e sono riuscita a farmi fare il prezzo dei saldi anche se i saldi non sono ancora cominciati.
E poi ho riavuto i soldi delle tasse! L’anno scorso ho lavorato solo mezzo anno ma ho pagato le tasse per tutto l’anno. Quest’anno l’ufficio finanze ha fatto il conguaglio e ora a Dicembre mi ha reso i soldi che avevo pagato e che non avrei dovuto pagare.
E io ora ho una borsa nuova!

Quando siamo tornati a casa ero un po’ allegrotta, che era esattamente quello che mi ci voleva. E no, non sono alcolizzata, non è che per sollevarmi dalla depressione devo bere, funziona anche fare una passeggiata o visitare un museo, ma il 31 Dicembre nel tardo pomeriggio non è che ci fosse poi tutta questa scelta. Poi a cena non ho praticamente bevuto, anche se avevamo tenuto da parte una bottiglia di vino bono, proprio perché avevo già bevuto prima e non ne avevo più voglia. Visto che non sono alcolizzata! ^^

Insomma, ero un po’ allegra e allora mi sono vestita e truccata per la cena.
Ho un po’ di vestitini che non metto praticamente più. Invecchiando mi è passata la voglia, mi sembra che mi stiano più stretti, che si veda la buzza, non mi ci sento più. Che poi peso uguale a 10 anni fa, forse anche un po’ meno, però boh, non mi trovo più a mio agio.
Ma per stare in casa sono perfetti! Siamo solo io e Bram, e chi se ne frega se si vede la buzza, e poi se proprio sto scomoda posso calciare via le scarpe o anche cambiarmi, e come è bellino vestirsi carina per semplicemente una serata romantica con le candele in casa io e lui?
E mi sono anche truccata, cosa che non dovrei fare per via dell’infiammazione cronica delle palpebre ma insomma per una volta chi se ne frega, e a fine Gennaio faccio 41 anni e non sono certo una figona, però ero contenta del risultato, diverso dal solito tuta e pezzuola, eccomi qua! Serissima, mamma mia! Ne ho anche una in cui sorrido ma si vedono tantissimo le orecchie a sventola (non per niente da piccola mia mamma anziché tesoro o amore mi chiamava Dumbo)!

20181231_200329.jpg

La cena è venuta così così.
Il primo antipasto, funghi e castagne al forno con scalogni e zahtar, era buonissimo.
Polpette buone ma non eccezionali, e la salsa di pomodoro non ci stava.
Patate mmmeh.
Fregola buona buona! L’ho risottata con l’indivia (witlof in olandese) e il brodo fatto, per la prima volta in vita mia, in casa!
Insalata bah, che vi devo dire, a me le rape proprio non piacciono, l’unico modo in cui riesco a mangiarle è crude, qua erano arrostite e quindi per me no. Comunque credo che le rape siano l’unica verdura che arrostita o lessata esce uguale identica (e cioè molle e disgustosa)!
Il sorbetto alle pere, fatto da Bram, era delizioso, ne abbiamo ancora in freezer e sono molto felice.
Il gelato al gorgonzola fatto da me aveva la consistenza del Pongo! Mi sa che ho sbagliato qualcosa con la gelatiera, probabilmente il programma. Ed è stata un’idea scema anche quella di ridurre le dosi.
Infine i cantuccini. Fatti io e cotti troppo poco, devo ancora prendere confidenza col forno. Quindi non erano croccanti.

Ecco! Gli antipasti li aveva preparati Bram, il primo e il secondo io e i dolci ve l’ho già detto. Vino dolce e divano con un film, e sapete che, a un certo punto mi sono resa conto che non mi interessava fare il brindisi di mezzanotte (anche se poi l’abbiamo fatto, con radio Studio Brussels), non mi importava della data, mi bastava essere dove ero, a casa con Brammeke sul divano col vino dolce e un film. Film che peraltro non abbiamo finito di vedere, perché come da copione io a metà mi sono addormentata!

Martedì 1 ci siamo svegliati con calma e siamo andati a correre nel parco di Tervuren, che è semplicemente magnifico. È un po’ fuori e Bram diceva che forse per lui non vale la pena di fare 20 minuti di macchina per mezz’ora di corsa, ma per me decisamente sì!

Tornati abbiamo pranzato con gli avanzi, abbiamo fatto la doccia e poi abbiamo finito di vedere il film, che era The Theory of Everything, sulla vita di Stephen Hawking. WOW, non per il film ma per lui, ma che mostro di intelligenza era?

Abbiamo guardato anche un paio di serie in questi giorni. Baby, che mi aveva consigliato KOK e che è pochi episodi e quindi l’abbiamo già finita; e The End of the F***ing World, che abbiamo iniziato ieri sera e che mi sono sognata stanotte!

Per le 15 eravamo corsi, docciati, mangiati, filmati, e di nuovo a me è presa la smania, avevo bisogno di uscire. Era tutto chiuso e pioviscolava e allora siamo andati al cinema. Bram sarebbe molto più volentieri rimasto sul divano a bere tè, e ho apprezzato che abbia fatto uno sforzo per accontentarmi, cioè no, non accontentare me, accontentare la mia follia! Abbiamo visto Shoplifters, in francese Une Affaire de Famille, nessuno dei due titoli secondo me rende la delicatezza del tema trattato. Il film sul momento mi ha lasciato perplessa, ma oggi ci sto ripensando e questo vuol dire che mi è entrato dentro, che qualcosa mi ha lasciato. Bene. Bello. Nota di colore, al cinema c’era un tizio da solo che ha passato tutto il film a russare sonoramente, e due ragazze che estremamente infastidite dalla cosa si sono alzate un paio di volte per andare a insultarlo. Una signora a un certo punto gli ha urlato, dall’altro capo della sala, Rentrez chez vous pour dormir! Sembrava di essere al mercato.

Quando siamo usciti dal cinema stavo un po’ meglio, ma per sicurezza abbiamo deciso di andare a fare una bevuta prima di rientrare. Siamo andati al Cobra e io mi sono sentita un po’ scema perché non avevano quello che volevo e allora ho preso un succo, ma considerando che quello che volevo ce l’abbiamo a casa in frigo avremmo potuto benissimo bere a casa! Anche se non è lo stesso.

La sera avanzi, serie, a letto a leggere una storiellina che ho scritto e inviato a un po’ di amici a Dicembre per poi rimanerci MALISSIMO perché solo uno mi ha risposto (grazie!), pensare che ci avevo messo sei mesi a scriverla. Ma Bram la sta apprezzando e questo mi rende molto felice. È in italiano, lui legge ad alta voce e io l’aiuto se non capisce, ogni tanto pronuncia qualcosa in maniera sbagliata e io lo correggo e poi viene fuori che invece era un errore di battitura mio!

Ultimissima cosa, mi ero dimenticata di una cosa buffa successa mentre ero in Italia.

Allora, io ho tutto qua. Tante gente che conosco che vive all’estero tiene dei vestiti, lo spazzolino, il pigiama… in Italia a casa dei genitori, ma io no. Dunque quando con Ila e Silvia si è deciso di andare alle terme si è posto il problema del costume.

Ho rufolato un po’ e ne ho ritrovato uno vecchissimo, a triangolino con i laccetti, rosso, pure carino, in una scatola. Sarà stato lì da vent’anni, ma la scatola era chiusa e quindi era pulito e in buone condizioni. Per buona misura gli ho dato una lavata, a mano, e l’ho messo ad asciugare. Solo che…

… solo che, per qualche misterioso motivo, lavandolo ha completamente perso l’elasticità! Si è allungato ed allargato tanto, tantissimo, lo slip all’improvviso sembrava un tendone da circo!

Speravo che asciugandosi sarebbe tornato normale, ma così non è stato. Il giorno dopo, quando ho provato a metterlo per andare alle terme, mi sono trovata davanti a due opzioni.
Opzione 1: se tiravo verso l’alto saliva fino alle ascelle e sembravo un sollevatore di pesi dei circhi di una volta, avete presente?
Opzione 2: se lasciavo il punto vita dove deve stare, il cavallo mi arrivava alle ginocchia.

Meno male che Silvia mi ha gentilmente prestato un costume suo!

4 commenti leave one →
  1. gennaio 2, 2019 7:35 pm

    Anche a me capita la palla che se sto a casa a volte mi deprimo….mi capita tutto nel giro di 10 minuti… Credo che i miei se ne siano fatti una ragione….
    Mi ha fatto ridere immaginarti con il costume “nuovo”

  2. cenere permalink
    gennaio 2, 2019 7:37 pm

    Ahahahah i costumi sbrindelloni! Qui succede spesso con quelli delle bambine

  3. Anonimo permalink
    gennaio 2, 2019 8:37 pm

    Mi è piaciuto tanto leggere questo post perché anche io e Emanuele abbiamo vissuto lo stesso Capodanno a casa, con un film e ci siamo cambiati, Ema è apparso con pantalone nero e camicia bianca e allora mi sono cambiata pure io. Capisco benissimo il bere fuori che è diverso dal bere a casa, c’è, la gente, il locale, la strada, e magari ci si mette qualcosa di diverso dalla tuta.
    Invece per il costume c’è questa scena ne La banda dei brocchi, magari la ricordi è vitale, Benjamin ha dimenticato il costume e dovrà nuotare nudo, così prevede la piscina, quindi è stra agitato, ma poi ne trova uno abbandonato nello spogliatoio e da lì comincia a credere in Dio.
    Altra cosa da dire, mi spiace quando diventi triste perché capita anche a me ma in maniera differente, il problema non è uscire, capace di diventare triste – è già successo – pure se sono in un posto fighissimo.

  4. gennaio 8, 2019 9:46 am

    Grazie a tutte per i commenti. Sandra, in maniera differente allora, come hai detto tu. Un abbraccio!

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