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Divano, film belli e film brutti, cene a casa e cene fuori, brunch, corse, spese e incazzature. Ah e la tarte tatin più buona del mondo!

gennaio 8, 2019

Non ho più scritto ma non è che abbia fatto chissà che.

Mercoledì 2 rientravo al lavoro, ma lavoravo da casa quindi il rientro è stato soft. Sono pure riuscita a andare a correre. La sera sono stata a casa con Bram, avevamo un po’ di avanzi della cena del 31 da usare e per usare il brodo, i porri, l’indivia belga e un po’ di formaggi ho preparato una fregola risottata che ci siamo mangiati sul divano guardando se mi ricordo bene gli ultimi episodi di The End of the F**ing World.

Giovedì 3 sono rientrata in ufficio, scordandomi peraltro una candela accesa a casa, fatti i dovuti conti abbiamo pensato che il peggio che sarebbe potuto succedere era una colata di cera sul pavimento e abbiamo deciso di non stare a tornare indietro. La sera quando siamo rientrati miracolosamente la candela era spenta e quindi non ci sono stati danni. Siamo entrambi arrivati a casa tardi e allora pizza e film sul divano. Abbiamo guardato To The Bone, un film un po’ particolare che tutto sommato mi è piaciuto. Il tema che tratta è l’anoressia, che è una cosa talmente lontana da me, dal mio modo di essere, dal mio rapporto col cibo, che proprio faccio fatica a capirla, a concepirla. Ma forse l’errore che faccio è pensare che il punto sia il cibo.

Venerdì lavoro e poi vietnamita, sono arrivata a casa tardi e abbastanza distrutta e Bram pure.
A seguito di quello che è successo in Italia in questi giorni un po’ di fantasmi del passato sono tornati a farmi visita, e non è stato piacevole trovarsi inaspettatamente ad averci di nuovo a che fare. Ora va un pochino meglio.
Insomma Giovedì serviva una serata coccole, e nessuno dei due aveva voglia di cucinare ma alla fine l’ho fatto io, ho improvvisato una pasta pomodoro e gorgonzola (e così ho salvato i pomodori e il gorgonzola) e ce la siamo mangiata sul divano guardando Fantastic Beasts and Where to Find Them. Era esattamente il film che ci voleva!

Sabato abbiamo provato ad aggiustare la doccia. Non abbiamo acqua calda, solo tiepida, e l’idraulico non è venuto ma ci ha spiegato al telefono cosa fare. Dovevamo smontare la doccia, trovare il pezzo difettoso e cambiarlo. La cosa si è rivelata più complicata del previsto e in corso d’opera Bram è dovuto uscire per andare a giocare a calcio e abbiamo finito col chiudere l’acqua e lasciarla chiusa dalle 11 alle 18 e cioè per tutto il periodo in cui lui era fuori. Questa cosa che le partite di calcio siano sempre il Sabato è una rottura di coglioni che non vi potete immaginare. I negozi in Belgio chiudono alle 18 (e cioè quando noi solitamente arriviamo a casa dal lavoro) e sono chiusi la Domenica, dunque se dobbiamo comprare qualcosa insieme l’unico giorno possibile è il Sabato, che però non è possibile perché c’è il calcio dimmerda, che palle! Ma non potevano giocare la Domenica?
Insomma, quando Bram è andato a giocare a calcio io sono andata a correre e poi ho fatto un giro per comprare un po’ di cose che mi servivano – tanto anche se andavo a casa la doccia non la potevo fare!
Ho comprato:

  • lo zathar, i baccelli di vaniglia e un’altra cosa che vi dico dopo in una épicerie deliziosa che si chiama Claire Fontaine
  • due maglioni in un negozio equo e solidale nel Marolles, col fatto che compro solo se sono sicura della provenienza ho due maglioni in croce e in Italia le mie amiche mi hanno fatto gentilmente notare che per una settimana ho usato lo stesso
  • una bottiglia di Prosecco buono, a fermentazione naturale, in un negozio che conosciamo sempre nel Marolles
  • la ricotta fresca, poi vi spiego perché, e la mortadella, dopo 10 anni finalmente ho trovato un negozio che ha la mortadella buona a Bruxelles
  • e forse basta?

Quando sono rientrata Bram non c’era ancora e l’acqua era ancora chiusa, e di conseguenza il riscaldamento non andava, e allora ho fatto una cosa bellissima: mi sono buttata sul divano con una copertina, la stupidissima serie che guardo quando sono da sola, una teiera piena di tè caldo e l’ultima cosa comprata da Claire Fontaine: una tarte tatin. Non era buona, di più. Era una roba da svenire. Volevo lasciarne mezza a Bram, ma era così buona che l’ho mangiata tutta!
Bram non è rimasto a bocca asciutta, però. Quando è finalmente arrivato col pezzo che serviva abbiamo sistemato la doccia (inutilmente: l’acqua è ancora tiepida) e riaperto l’acqua e poi io (dopo essermi finalmente fatta la doccia!) (fredda) ho preparato un aperitivo con i taralli, i formaggi, la mortadella e il Prosecco nuovo. Bram se l’è mangiato sbiaccato sul divano, io cucinando: ho fatto dei ravioli di farina di castagne ripieni di castagne lesse e ricotta che ho poi condito con burro e salvia.
E così ho salvato anche la farina di castagne, le castagne e la salvia!
Film della serata: Rango, un cartone che mi fatto, scusate il francesismo, proprio cagare.
Ecco una foto dei ravioli. Non erano male ma erano un po’ secchini. Come condimento ci sarebbe voluto qualcosa di un po’ più corposo del burro e salvia. Così strozzavano!

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Domenica è stata una giornata piena ma bellina.
Mi sono alzata presto e sono andata a correre. Questa cosa di aver messo la sveglia presto sia Sabato che Domenica mi ha traumatizzato, siamo a Martedì e sono due giorni che arrivo al lavoro in ritardo perché non riesco ad alzarmi! Presto vuol dire alle 9 eh.
Sono rientrata verso le 11, ho fatto una doccia super al volo lavandomi anche i capelli e bestemmiando per l’acqua fredda e poi sono uscita, avevo appuntamento a mezzogiorno al Café des Minimes con KOK e Daniele per brunch. Sono arrivata per prima e siccome dopo aver corso avevo una gran fame ho ordinato un succo e un cestino del pane (che è arrivato con crema al cioccolato, marmellata e, gioia e delizia, burro salato!) e ho ingannato l’attesa sgranocchiando.
Il brunch è andato avanti fino alle 15 ed è stato bello. Non vi immaginate un ricco buffet, si ordina al tavolo e non c’è tanta scelta. Sul menù ci sono un po’ di dolci, il cestino di cui sopra, delle salsicce locali, e poi un piatto con due œufs Bénédicte con patate, un’insalatina e a scelta pancetta o funghi o salmone affumicato. Noi abbiamo preso quello.

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Terminato il brunch sono andata a yoga e poi, verso le 18, sono finalmente rientrata a casa da Bram. Abbiamo sfatto l’albero di Natale, sistemato un pochino casa, poi io mi sono lisciata i capelli e truccata e siamo usciti a cena. Mi sono messa il maglione nuovo e una catenina comprata al mercatino di Natale di un tipo che volevo da tempo: col ciondolo con l’orologio (funzionante). Come quella del Bianconiglio!

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L’idea di uscire a cena era stata mia. Non è che ce ne fosse bisogno, ma se ceniamo a casa ceniamo sul divano davanti alla TV e alla fine non parliamo. Per questo avevo proposto, per una volta, di andare fuori. Niente di chic, siamo andati in un thai vicino casa in cui andiamo spesso carino e buono e non troppo caro. E abbiamo chiacchierato tutta la sera. Missione compiuta!

Da Lunedì le cose hanno cominciato ad andare un po’ mmmeh, cazzate eh, niente di preoccupante.
In pratica mentre io ero in Italia Bram ha comprato una cosa che secondo me non ci serviva senza consultarmi, e cioè una gigantenorme TV nuova. Che al momento è per terra perché non abbiamo un mobiletto TV. Siccome la TV per terra gli dà fastidio, è da quando siamo tornati che mi stressa perché compriamo un mobiletto TV.
Ora, io sto cercando di lentamente riportare l’appartamento dallo stato creato dai proprietari precedenti (chalet di montagna) allo stato originario (loft industriale – sto meditando di scrostare l’intonaco con le unghie per vedere se tante volte sotto ci fossero i mattoncini!). Questo implica che non si vada all’IKEA a comprare il classico mobiletto plasticone, ma che si faccia un’accurata ricerca in negozi di design e mercatini di seconda mano. Questo prende tempo, e Bram smania perché la TV è per terra e gli dà fastidio e continua a mandarmi link (in olandese – e io scrivo It’s in Dutch e glieli rimando indietro) a mobiletti classici che più classici non si può, che sono esattamente quelli che non voglio. Alla fine esasperata gli ho detto Senti, andiamo all’IKEA e vediamo che c’è, e quindi ieri dopo il lavoro siamo andati all’IKEA. All’IKEA ovviamente non c’era nulla e abbiamo perso due ore per niente, perdendo io la possibilità di fare la spesa e Bram l’allenamento di calcio. Siamo arrivati a casa tardi e nervosissimi e nessuno voleva cucinare. Alla fine ha fatto lui la pasta col tonno e l’abbiamo mangiata guardando Derry Girls, ma ero stanca e era tardi e nel tempo libero anziché fare qualcosa di produttivo ho cazzeggiato su Instagram, che è proprio un modo brutto e inutile di passare il tempo, e quindi sono andata a letto sentendomi estremamente nervosa e insoddisfatta.

Stamani mi sono svegliata incazzata. È Martedì ed è la mia giornata blindata, e cioè quella in cui è impossibile fare la qualunque: lavoro e poi vado al corso di spagnolo e quando arrivo a casa sono le 22, i supermercati sono chiusi e la serata è praticamente finita. E io la spesa quando la faccio? L’ho fatta stamattina, e infatti sono arrivata in ufficio alle 10!

 

14 commenti leave one →
  1. gennaio 8, 2019 11:28 am

    Ma come funzionano i ritardi in azienda? Si avvisa e ciao o altro?
    Gli orari dei negozi sono molto restrittivi, ne convengo, qui ormai siamo abituati al 7 su 7 open, anche se sono contrarissima agli h 24 open. Qui c’è una nebbia tremenda oggi dopo giorni di sole, e non c’entra nulla ma volevo dirtelo perché è proprio orribile, tipo che da me c’è il mercato – a proposito di spesa – ma era davvero troppo umido per girarlo bene, solo he poi fino a fine mese non potrò tornarci causa lavoro e allora l’ho girato lo stesso, senza carrellino e mi sono caricata troppo e però ero contenta perché al mercato si risparmia sul serio e ci sono un sacco di venditori troppo simpatici che mettono di buon umore, rispetto alla media nazionale di gente incarognita. L’orologio Bianconiglio è bellissimo.

  2. gennaio 8, 2019 12:17 pm

    Ciao Sandra!! Allora, come sai quella per cui lavoro io non è un’azienda, è un centro di ricerca no profit in ambito accademico, per dire non timbro – quindi c’è più flessibilità. Detto ciò, un tot di ore le devo fare, e in teoria non potrei entrare dopo le 9 né uscire prima delle 16 – ma se una volta sforo non succede nulla! Alla fine la cosa più importante è quello che faccio, non per quanto tempo lo faccio. Fare la spesa al mercato piace tanto anche a me!!

  3. cenere permalink
    gennaio 8, 2019 12:50 pm

    Ma comprare il mobile più semplice ed economico del mondo e poi rivenderlo o riutilizzarlo quando trovi quello che cerchi?

  4. cenere permalink
    gennaio 8, 2019 12:51 pm

    Per mobile semplice intendo anche una panca, una roba così, non mobile tv

  5. gennaio 8, 2019 12:51 pm

    Nooooo, essendo pigri e incapaci finiremmo col tenercelo per SEMPRE!

  6. cenere permalink
    gennaio 8, 2019 12:54 pm

    Comunque il trucco è comprare qualcosa che NON sia un mobile TV, così avrai i cavi a vista, sarà scomodo e quindi continuerai a cercare il mobile perché ti farà schifo quello che hai

  7. gennaio 8, 2019 12:55 pm

    Guarda ieri Bram stava per comprare proprio una panchetta da 10 euro all’IKEA, ma io gliel’ho impedito perché ci conosco e so che per quanto orribile diventerebbe la soluzione definitiva!

  8. cenere permalink
    gennaio 8, 2019 12:56 pm

    Ahahahahahahah

  9. gennaio 8, 2019 2:29 pm

    Mi vuoi dire che te, così al volo, dal nulla, prepari i ravioli? Ommioddio ma così mi sento ancora più schiappa :D :D!

  10. gennaio 8, 2019 2:30 pm

    Ora proprio dal nulla no, ci ho messo un’oretta buona!

  11. gennaio 8, 2019 5:06 pm

    Ho capito, ma a me ci vorrebbe un mezzo pomeriggio solo di preparazione psicologica!

  12. gennaio 9, 2019 8:48 am

    Cri conta che per questi per il ripieno non c’era da fare praticamente niente, solo frullare le castagne lesse (che ho comprato già lessate perché non sono masochista) e mescolarle alla ricotta!

  13. Chiara permalink
    gennaio 9, 2019 4:17 pm

    …ma la fregola…cos’è???🙄

  14. gennaio 9, 2019 11:02 pm

    È un tipo di pasta sardo. Assomiglia un po’ al couscous ma chicchi più grossi!

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