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Taiwan. Da Hsinchu a Tainan. Un viaggio in treno e una serata interessante.

giugno 20, 2019

Fa talmente caldo che ho difficoltà a scrivere i post perché le dita mi si appiccicano al telefono. E che palle ti lamenti sempre, prima la pioggia, poi il caldo… Ebbene sì! Ci sono 31 gradi, percepiti 39. Provo a scrivere lo stesso.

Allora, eravamo rimasti a Lunedì, giusto? Lunedì ci siamo svegliati a Hsinchu. Abbiamo fatto le valigie e poi siamo usciti a fare un giretto al volo prima di andare a prendere il treno. Il giretto ci ha portato verso un tempio e nel tempio si stava svolgendo una cerimonia. Delle donne cantavano, la melodia era bella e di nuovo io mi sono sentita molto molto fortunata.

Oh ma non vi ho raccontato della colazione in albergo! Era compresa, e mentre andavano verso il buffet ho avuto un flash. Le recensioni per questo albergo erano tutte in cinese. ‘Sta a vedere che…

E infatti. Maiale stufato, fritto e bollito. Verdure al vapore, saltate e con l’aglio. Altra carne. Pesce. Salse. Individuo in un angolo una simil crema al cioccolato e mi butto su quella. Indovinate quale era la mia colazione e quale quella di Bram?

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Mentre uscivamo gli addetti alla reception ci hanno richiamato indietro e ci hanno dato un regalino. Mini shampoo, balsamo, bagnoschiuma e crema corpo… all’olio d’oliva del Mediterraneo! Ah e la sera prima ci avevano stampato un documento che ci serviva.
OK non parlavano inglese, ma nel complesso starei lì di nuovo solo per la gentilezza!

Hsinchu nel complesso mi è piaciuta. Non perché sia la città più bella di Taiwan, non lo è. Ma perché l’ho trovata semplice, accogliente, alla mano. Vera.

Da Hsinchu saremmo andati a Tainan, l’antica capitale, sempre sulla costa ovest. Tre ore di treno e non vedevamo l’ora. Sul treno si può leggere, scrivere e mangiare (cosa quest’ultima vietata su metro e autobus), fa fresco, non piove… La sera prima avevo suggerito a Bram di prenotare i posti e lui mi aveva riso in faccia. Chiaramente arriviamo e il treno è tutto pieno e ci tocca stare in piedi! Uffa!!

In più sul treno si può sì mangiare, ma noi non abbiamo comprato nulla. Molto avevo sperato di ritrovare, sulla via verso la stazione, quei wafer ripieni deliziosi del giorno prima, ma niente. Per fortuna nel mio zaino sono rimasti dei mochimochi! Abbiamo anche dei taralli pugliesi (?) ed è così che la sfanghiamo.

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Sì, ho un sacco di magliette a righe. No, non è sempre la stessa!

A Taichung un sacco di gente scende e finalmente riusciamo a trovare posto. La seconda parte del viaggio si fa a sedere hurrà!

Per le 14 siamo a Tainan. Qua vivono Cina e Terry, che sono amici del nostro amico Vincent di Bruxelles. È stato lui a metterci in contatto. Hanno delle stanze che affittano ed è in una di queste che dormiremo.

A darci il benvenuto è Terry, Cina è al lavoro. Ha dimenticato le chiavi della nostra stanza però, e deve andare a prenderle in ufficio. Ci chiede se vogliamo andare con lui o se preferiamo aspettarlo. Preferiamo aspettarlo perché siamo stanchi dopo il viaggio e vogliamo qualcosa da bere. C’è Starbucks dietro l’angolo, ci dice lui. Storciamo un po’ il naso e allora ci indica un caffè locale. Davanti al caffè locale c’è uno stand di succhi ed è lì che ci ritroverà!

Mentre bevo il mio succo tutta contenta ricevo un’inaspettata chiamata dal lavoro. Non è niente di che, semplicemente Madeline non trova un documento e vorrebbe sapere se io per caso sappia dove si trova; ma una semplice telefonata è sufficiente a riportare la mia testa in ufficio a Bruxelles e per un paio d’ore non riesco più a connettere ma solo a pensare a dove potrebbe essere quel cavolo di documento. È così che quando Terry torna e ci fa il check-in l’unico che comprende le informazioni che ci vengono fornite è Bram: io sono completamente assente, e quel poco di cervello rimasto lo uso per cercare di difendermi dalle zanzare che sono spietate! L’ultima volta che siamo andati a farci fare un massaggio la parte più bella per me è stata quella finale in cui ti sfregano con l’asciugamano, perché così facendo mi grattavano tutte le punture di zanzara!

Fatto il check-in decidiamo di uscire. Andiamo prima di tutto a vedere un tempio, il tempio della fata dell’acqua che a me interessava fosse anche solo per il nome. Mi fa troppo Zelda!

E poi a pranzo tardo o cena presta, come volete. Bram ha fatto una lista di posti che preparano roba che vuole assaggiare e ci riusciamo verso lo stand dei beef noodles.

La bottega è, come quasi tutte le botteghe di strada qui, a gestione familiare. Sono babbo, mamma e figlio. Tutti e tre cucinano, ma il figlio spiccica anche tre parole di inglese ed è lui che ci aiuta a ordinare. Fa talmente caldo che pur non avendo pranzato io non ho fame; ma poi assaggio i noodles di Bram, e sono così deliziosi che li ordino anch’io. In brodo per lui, asciutti per me, entrambi i piatti sono buonissimi e con la birra fresca vanno giù che è un piacere.

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Questo era il pranzo. Adesso ci vuole il dessert! Bram individua un banchetto di frutta e si prende un (disgustoso per i miei gusti, contate che a me non piacciono i milkshake) frullato di latte e papaya. Una cosa tipica di qua sono anche i pomodori, che vengono serviti a fette con una salsina come dessert. Non avremo il coraggio di assaggiarli.

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Per sfuggire all’afa facciamo un giro anche in un negozio. È un vecchio department store giapponese, una sorta di grande magazzino un po’ alla buona. È su vari piani, l’ascensore è il più vecchio tra quelli dei department stores di Taiwan e in cima ci sono una bella vista ed un tempietto. Incidentalmente mi rimangono attaccati alle mani un paio di pantaloni!

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Passiamo da casa per una doccia e poi usciamo di nuovo. Abbiamo appuntamento alle 20 con Cina e Terry in un cocktail bar di loro conoscenza. Pare che sia un posto molto esclusivo che sono riusciti a prenotare solo perché sono amici del proprietario. Terry l’abbiamo già conosciuto, Cina ancora no.

Passiamo una gran bella serata con loro. I cocktail scorrono, e inoltre hanno ordinato alla rosticceria accanto degli snack locali per farceli assaggiare: delle frittelle di pesce, delle salsicce, dei peperoni grigliati, dei pesciolini fritti e delle ali di pollo. È tutto molto buono, la cosa più deliziosa forse sono le salsicce.

Chiacchierare con Cina e Terry è interessantissimo. Entrambi parlano inglese molto bene, e finalmente abbiamo la possibilità di porre a qualcuno le domande che ci stanno tormentando dall’inizio della vacanza, tipo se è normale che la gente vada a giro con degli enormi serpenti tutti avvoltolati intorno (no)!

Lui costruisce chitarre, lei lavora come consultant per un albergo.

Vanno al tempio di tanto in tanto, e ci spiegano che andranno a un tempio o a un altro a seconda di quello di cui hanno bisogno. Poco importa che sia buddhista, taoista o confuciano, l’importante è il dio che lo abita. Solo per l’amore, per esempio, ci sono tre diverse opzioni: per i single, per le coppie e per i traditori! Quando chiediamo con che criterio vengano scelte le offerte da portare al tempio ci guardano perplessi e dicono Beh, porterai qualcosa che ti piace, perché alla fine sarai tu a mangiarlo, no? Questa poi! Avevamo sempre pensato che le offerte rimanessero al tempio, invece a quanto pare vengono benedette e poi tornano indietro!

Sono preoccupati per quello che sta succedendo a Hong Kong. Qua se ne sente parlare molto, abbiamo visto anche diverse manifestazioni. L’anno prossimo a Taiwan ci saranno le elezioni e a quanto pare il risultato sarà molto importante.

Entrambi hanno vissuto in Europa, prima di conoscersi, e di recente ci sono tornati insieme, per un viaggio lungo Memory Lane. La loro esperienza risaliva a prima degli attentati al Bataclan e sono rimasti sconvolti vedendo quanto l’Europa sia cambiata da allora. La forte presenza militare li ha fatti sentire più spaventati che sicuri.

Hanno visto cambiare anche Taiwan, con l’avvento del turismo. Ci raccontano che una volta, quando dicevano di venire da Taiwan, tutti capivano Thailandia; Taiwan non la conosceva nessuno.

Terry ha fatto il militare, su uno degli isolotti intorno a Matsu dove volevano andare noi! Ci racconta che l’abitudine di mangiare velocemente gli è rimasta da allora. Ci racconta anche che dopo cena si diceva scegliere fra farsi la doccia o chiamare a casa, entrambe non erano possibili!

Una cosa è chiara, e non è che mi stupisca ma la scrivo lo stesso. Si sentono taiwanesi. Non cinesi, non giapponesi, taiwanesi. E sono orgogliosi di esserlo.

INFO

L’hotel in cui abbiamo dormito a Hsinchu si chiama H.M.Hotel. Per una notte abbiamo pagato 1498 TWD. Nonostante lo scarafaggio ci tornerei. Meno male che da dopo il Texas ho preso l’abitudine di tenere le valigie sempre chiuse con la cerniera!
Beef noodles a Tainan da 小公園擔仔麵. 195 TWD per due porzioni di noodles e due birre.
Il cocktail bar si chiama TCRC. Abbiamo speso 1450 TWD per 5 cocktails, che è tantissimo. Gli stuzzichini ce li hanno gentilmente offerti Cina e Terry!

REWIND

Mi sono resa conto che quando Bram ha ordinato una birra in inglese a Tamsui e la cameriera non capiva ha riprovato… in vietnamita. La cosa sorprendente è che così la cameriera ha capito!

2 commenti leave one →
  1. Vincenzo permalink
    giugno 20, 2019 9:05 pm

    Il vietnamita ti torna utile quando meno te lo aspetti!

  2. giugno 21, 2019 12:40 am

    Più che altro mi ha fatto strano che abbia funzionato, perché sono due parole proprio diverse!

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