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Pandemia blues

febbraio 22, 2021

Mi manca viaggiare. Con Bram, lontano, a scoprire nuovi mondi e nuove culture. Mi manca anche viaggiare da sola. Mi mancano le piccole interazioni, le sorprese.
Sabato stavo andando a prendere Mariano, ho girato l’angolo e mi sono trovata davanti una mamma e una figlia bloccate davanti al parchimetro che prendeva solo carte, loro avevano solo spiccioli. Ho pagato col mio bancomat e mi hanno dato i soldi. Stamattina stavo andando a correre, avevo le cuffie con la musica, sono passata davanti a una scuola, dei ragazzini appesi al cancello chiuso gridavano, ho guardato e davanti a me c’era una palla. L’ho presa e gliel’ho lanciata (per fortuna abbastanza in alto, sai che figura se rimbalzava nel cancello e tornava da me). Qualche giorno fa ero con KOK, stavamo prendendo la macchina di Bram per andare a fare un giro, il nostro garage è con l’ascensore per vetture, mentre la macchina saliva un tizio che passava si è fermato ad osservare la magia stupefatto e con KOK si sono messi a ridere commentando la tecnologia.
Di momenti come questi una volta ce n’erano molti di più. Mi mancano.
Sabato in Belgio si è tenuta una manifestazione per chiedere la riapertura dei teatri, dei posti in cui si fa cultura. I musei sono aperti e ci vado, ma non mi ero resa conto di quanto mi mancassero gli spettacoli dal vivo, l’energia che prendono e quella che restituiscono. E siccome sono un essere umano e non una scimmia, ho pianto davanti a una ragazza che ballava nella fontana vuota di Sainte-Catherine sulle note di Total Eclipse of the Heart. Still Standing For Culture era il nome dell’azione, e su di me almeno ha funzionato, ha risvegliato emozioni sopite.
Lo scorso weekend ha fatto caldo, siamo stati fuori senza giacca, è stato bellissimo e triste al tempo stesso. Ho ritrovato la Bruxelles che conosco, ma solo per un giorno. Agosto era il mio mese preferito in Belgio, non volevo mai andare via d’agosto, ci sono un sacco di festival e iniziative carine. Adesso non c’è nulla e non ci sono neanche i miei amici, che d’estate migrano, se tanto devono telelavorare. Non aspetto più l’estate con gioia, la aspetto con terrore.
E io sono tra quelli fortunati. Tra quelli che non hanno problemi economici, che non hanno perso il lavoro. Ma siamo esseri umani, e non sono solo il cervello e il portafoglio ad aver bisogno di essere nutriti, è anche l’anima.
Speriamo che il vaccino funzioni. Speriamo che nel frattempo si trovi un modo di riaprire i ristoranti (quelli che non sono ancora falliti) e i luoghi di interesse culturale in sicurezza. Non entro nella polemica su quello che è aperto e secondo me non dovrebbe esserlo, sarebbe sterile.
Lo scorso weekend mi ha fatto tornare in mente com’era la vita, prima.

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5 commenti leave one →
  1. febbraio 22, 2021 9:33 PM

    Mi sento come te. Sono una privilegiata (anche se i mesi senza stipendio di Patri lo scorso anno non sono stati una passeggiata, lui è stato bravissimo a trovare un altro lavoro nel mezzo della pandemia), ma a volte sento di non essere più io. Facevo molte meno cose di te, ma il cinema, le corse, la progettualità mi mancano molto. Venerdì si laurea Chiara(la sorellina) e io non posso abbracciarla, e mi rompe. Si tiene duro, ma gli abbracci mancano tanto

  2. Anonimo permalink
    febbraio 25, 2021 7:39 PM

    E mi intristisce che i bambini si perdono la libertà le opportunità la spensieratezza di cui io ho memoria…come un tesoro…e qui c’è un aria di primavera calda così prepotente…che è strano ricordarci…che non si può

  3. cenere permalink
    marzo 1, 2021 7:42 am

    Abbiamo lavorato sempre, entrambi. Con i pro e i contro del caso, avendo due figlie piccole e dovendole così portare dai nonni.
    Ora parlano, al momento solo parlano, di chiudere nuovamente le scuole.
    Lavoro in centro città, vedo i bar pieni di gente che prende l’aperitivo con le mascherine abbassate, con distanze inesistenti, abbracci e brindisi.
    E parlano di richiudere le scuole.

  4. Anonimo permalink
    marzo 12, 2021 3:28 PM

    Mi consolo, ma solo in parte, perché vedo che tutto il mondo è paese. Abbiamo la fortuna di avere un bel giardino grande, dove possono scorrazzare i nipotini, beati loro, che almeno hanno questa libertà!

  5. Vincenzo permalink
    marzo 20, 2021 9:20 PM

    Oggi sono stato a fare una passeggiata con due amiche a toison d’or e dintorni. Tutti luoghi che mi erano molto familiare, ma che ad un anno dal confinamento mi trovo a riscoprire.
    Anche se per poche ore mi è sembrato di riappropriarmi della città, per quanto sia molto cambiata.
    Mi mancano uscite normali come oggi. Speriamo nei vaccini.

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