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Six Heure Du Mat (ritorno da Cipro, fine del Ramadan e varie)

Maggio 3, 2022

Sono le 7 e io sono sveglia dalle 5, un po’ perché Bram ha il raffreddore e russa, un po’ per il mal di pancia. Sono arrivati parte dei risultati della gastroscopia (manca l’helicobacter pylori) e pare che ci sia una leggera infiammazione dell’esofago (questo tubo sottovalutato) e che dovrò fare due mesi di omeprazolo. Aspetto di avere tutti i risultati, poi prendo appuntamento con il medico e poi probabilmente inizio. Casca un po’ a fagiolo perché abbiamo finalmente preso i biglietti per il Messico e bramo e al tempo stesso temo un poco la cucina messicana, ma se sono sotto omeprazolo non dovrei avere problemi. Mi sembra di essere una giocoliera perché soffro da sempre di colite (il reflusso invece è una new entry) e a volte quello che fa bene di qua dà fastidio di là, ed è difficile trovare un equilibrio!

C’è anche da dire che io ho un po’ un problema col funzionamento della sanità qui. Sono cresciuta in Italia con un babbo medico (proprio il medico di famiglia che arriva con la valigetta e conosce tutti i suoi pazienti per nome) e ho lavorato vari anni al centro studio e prevenzione oncologica della Toscana, e per me culturalmente l’approccio alla salute si basa fortemente sulla prevenzione; per il mio medico belga, invece, si basa sul cosiddetto Wait and See. Per esempio prima di farmi fare la gastroscopia lui voleva farmi fare l’omeprazolo, e per me questa era un’idea folle/criminale perché ci fosse stato qualcosa di serio si sarebbe ritardata di almeno due mesi la diagnosi.

Vi ho detto che in Italia lavoravo al centro studio e prevenzione oncologica (come statistica, non come medico). Seguivamo tre tipi di screening: mammografia, pap-test e ricerca del sangue occulto. Per fare questi test la popolazione in una certa fascia d’età viene convocata ogni tot. Ecco in Belgio niente di tutto ciò accade. È tutto in mano a me. Se voglio fare la mammografia devo essere io a andare dal mio medico di base, convincerlo a farmi la richiesta e chiamare l’ospedale per prenotarla – nonostante alla mia età (44) sia raccomandato farla ogni anno. In questo sistema io non mi ritrovo, mi sento spersa a dover prendere decisioni che dal mio punto di vista è il medico a dover prendere! Ma forse devo semplicemente cambiare medico, è proprio il mio che non mi piace. È che non è proprio facilissimo. Ma fra medico e paziente deve esserci un rapporto di fiducia, e io del mio non riesco a fidarmi. C’è anche da dire che non sono la paziente più facile del mondo, perché parlo col mio babbo (che ora è in pensione) e poi vado dal medico e gli do i sintomi e anche la diagnosi e la cura!

Piccola lista di cose che devo organizzarmi da sola, così faccio mente locale: dentista; test di screening; vaccini per il Messico if needed; sistemare la mia pancia pazzerella; basta mi sembra?

Fine parentesi medico-sanitaria.

Nel frattempo sono tornata da Cipro. Il meeting è stato massacrante e produttivo.

Per alcuni dei miei colleghi questo meeting è una sferzata di energia, a me devo dire che fa l’effetto contrario, nel senso che mi sento sempre un po’ peora quando sono lì. Lavorativamente perché ho mollato la statistica per fare la project manager, ed è stata una scelta e non la rimpiango ma a questi meeting a volte mi sento un po’ “di meno” perché ho un ruolo amministrativo e non di ricerca; e personalmente perché non ho più l’energia per andare a ballare e fare le 5 dopo il lavoro, e a volte mi sento un po’ una vecchia babbiona!

Però ci sono state anche tante cose belle, sicuramente più di quelle brutte. Al di là che il meeting è andato molto bene, ho per esempio parlato con molte persone che non vedevo da tempo o che non avevo proprio mai visto se non in video, e ho fatto delle belle scoperte. Un giovane ricercatore austriaco, un’oncologa australiana di origine cinesi e una psichiatra belga fra le sorprese belle di quest’anno!

Un’altra cosa ganza è stata vedersi di persona con le ragazze della foto di due post sotto: Monika, Amy, Gracia, io, Madeline e Lucia (che in foto non c’è) abbiamo un meeting virtuale tutti i Lunedì mattina. È stato fantastico per una volta essere fisicamente insieme!

E poi i momenti. Quei pochi momenti di pausa fra una corsa e l’altra. Le colazioni all’aperto guardando il mare. Sapete che la mattina presto io ho lo stomaco chiuso e nonostante il ricchissimo buffet salato della colazione riuscivo a ingerire solo cappuccino e mini muffins al mirtillo? Le due ore in spiaggia la mattina, prima della partenza. Non farò le 5, ma questo significa che ho energia sufficiente per alzarmi alle 6, fare la mia misera colazione e correre al mare prima dell’aereo!

Siamo tornati Sabato. L’aereo da Larnaca a Vienna era in ritardo e così abbiamo perso la coincidenza da Vienna a Bruxelles. Mi sono molto arrabbiata, non per l’aereo perso che figuriamoci può capitare, ma per come Austrian Airlines ha gestito la cosa: nessun tipo di informazione, neppure se l’aereo ci aspettava o no, col risultato che a Vienna abbiamo corso per il controllo passaporti (Cipro è UE ma non è Schengen), corso per il ri-controllo di sicurezza, corso fino al gate, e lì nada, l’aereo non c’era più. Ci siamo rifugiati da Jamie Oliver (non per scelta, ci avevano dato un voucher per il suo ristorante, con grande delizia di Claire che non c’era mai stata) e poi abbiamo preso l’ultimo volo della Brussels. Sono arrivata a casa a mezzanotte passata. Si noti che ho preso al volo l’ultimo treno e poi ho camminato dalla stazione centrale a casa mia con il trolley e lo zaino con dentro il computer, da sola di notte. Considerando che dopo l’aggressione per mesi non sono tornata a casa da sola, direi che faccio progressi! Chissà se Bram se ne rende conto? Quando si sveglia glielo chiedo.

Intanto la zia Nilde è ancora in ospedale, è stata operata perché c’erano dei problemi con la valvola cardiaca inserita qualche anno fa. Si aspettano i risultati di laboratorio per capire quale fosse il problema, perché al momento si brancola nel buio. Spero la mandino a casa presto perché non ne può più di stare in ospedale, l’hanno ricoverata prima di Pasqua!

Ieri è morto Jeff, un collega canadese. Era malato da tempo ed era una delle persone più attive e vivaci che conoscessi. Ha avuto una vita bella, piena. Immagino che se ne sia andato senza rimpianti. Se ne è andato circondato dai suoi cari (moglie e tre figli), nel reparto di cure palliative dove l’avevano recentemente trasferito per garantirgli un fine di vita il più dignitoso possibile e con la migliore qualità di vita possibile.

E per una vita che se ne va, due che arrivano. Vi avevo già raccontato di Amy e Rosa, nate lo stesso giorno di fine Aprile. Una delle due è nata piccolina e ha avuto qualche piccolo problema… ma migliora ogni giorno, e se sto bene domani vado a trovare la sua mamma e le porto delle vettovaglie!

Dico se sto bene perché mi sento un po’ circondata da untori: Bram ha un super mega raffreddore, e due mie colleghe al ritorno da Cipro sono risultate positive al COVID. Io ho fatto un self test e per ora sono negativa, ieri quindi sono andata in ufficio… e mi hanno rispedito a casa a calci! Devo lavorare da casa per due settimane, per sicurezza.

Ho quasi finito. In realtà avevo iniziato a scrivere per raccontarvi una cosa, che come al solito va a finire a fine post.

Allora ieri è finito il Ramadan! E a Bruxelles tanta gente festeggia.

Dopo il lavoro sono passata da una sarta senegalese a cui avevo chiesto di farmi un vestitino. Mi ha fatto andare a casa sua, ed era a tavola con tutta la famiglia per festeggiare e mi hanno invitato a unirmi! Ve l’avrei fatta vedere quella tavolata, tutti indossavano i vestiti migliori, colori e turbanti spettacolari… e il cibo!!! Non mi sono fermata perché non mi sarebbe sembrato corretto togliermi la mascherina e rischiare di contagiarli tutti, ma un profumino..! La cucina senegalese è meravigliosa. Peccato non averne potuto approfittare, ma sono già felice che mi abbiano invitato, ho adorato questo senso di accoglienza. Ah e una cosa buffa, mi sono provata il vestitino e poi lo specchio era in salotto, e tutti i familiari erano curiosi di vederlo e ho finito col fare una sfilata per la famiglia senegalese, che ridere!

Rientrando ho poi incrociato i miei vicini arabi e ho detto Eid Mubarak (che significa più o meno “buona festa”), e mi hanno sorriso stupiti. E poi ho incrociato una coppia in abiti festivi proprio davanti casa (mia), ho detto Eid Mubarak anche a loro… e mi hanno ringraziato, hanno aperto la scatola che avevano in mano e mi hanno offerto dei dolcetti! Uno ripieno di frutta secca e uno di datteri, fra le cose più preziose.

È difficile spiegare perché amo vivere a Bruxelles, ma questi sono alcuni dei motivi. E sapete che c’è? Ho trovato del positivo anche nel fatto che in centro ci sia poco verde – perché quando c’è un fiore, me ne accorgo subito e lo apprezzo di più!

Oh e un’ultima cosa. Alcune delle piantine casalinghe che avevo dato per morte sono risorte! Hanno nuovi butti e piccole foglioline verdi tenere! Hurrà!

7 commenti leave one →
  1. Maggio 4, 2022 11:09 am

    Mah, dico mah perché almeno qui in Lombardia la tanto efficiente sanità fa acqua da tutte le parti. Due esempi di oggi: visita allergologica con priorità per cui devono darti appuntamento entro un mese: 20 ottobre, tempo di ragionarci su e trac mi avevano portato via il posto e ho prenotato per il 16 novembre. Medico di base che si ostina a non farmi la prescrizione per le allergie alimentari, morale ho trovato un laboratorio che con un pacchetto da 50 euro mi verificherà un tot di alimenti tanto per cominciare. Prevenzione mammografia? Bella certo, peccato che abbiano chiamato sempre e solo la mia gemella e alle mie rimostranze la dottoressa ha accampato mille scuse, che poi con la mammografia senza eco – non nel programma di screening, nel mio caso si capisce poco. Quindi sono appena andata a prenotarmi pure questa a pagamento in un centro privato. E non sento nessuno soddisfatto del proprio medico di base. Dottori vecchio stile che vanno dai pazienti con la valigetta io non ne conosco più: visite a domicilio non pervenute, se hai bisogno urgente chiami l’ambulanza. Scusa il pippone ma ho giusto letto il post mentre ero in metro di ritorno da un giro un cui tra le altre cose avevo prenotato la mammografia. Cambiando tema, Cipro mi era piaciuta un sacco quando ci andai, il mare è favoloso. Intanto si spera sempre di non beccarsi il covid a ridosso di una partenza! La faccenda del Ramadan e invito dalla sarta senegalese è deliziosa davvero e meriterebbe un racconto, che magari scriverò perché sei sempre fonte di idee stupende. Quindi grazie.

  2. Vincenzo permalink
    Maggio 7, 2022 7:15 PM

    Che bel racconto, alla fine molto positivo!

  3. giugno 1, 2022 5:09 PM

    Perdona la mia ignoranza: cos’è l’omeprazolo?

  4. giugno 2, 2022 9:13 am

    Ciao! Non vorrei dire cavolate perché non sono un medico, ma da quel che ho capito è un farmaco che si usa per reflusso gastrico e esofageo e che va preso prima di mangiare perché crea uno strato protettivo.

  5. giugno 2, 2022 9:17 am

    Grazie per la risposta! :)

  6. giugno 6, 2022 9:33 am

    Sandra scusa se rispondo solo ora. Che non ti chiamino per la mammografia è sconvolgente! Io invece nel frattempo ho scoperto che i programmi di screening in Belgio esistono, io non vengo chiamata solo perché non ci rientro ancora per età. Cipro me l’ero girata qualche anno fa e non mi era piaciuta, ma si sa che a farti piacere o no un posto non sono solo i paesaggi ma anche e soprattutto le esperienze, e io ne avevo fatte di negative. Scappo che son di corsa, buon Giugno e buona estate!

  7. giugno 6, 2022 9:34 am

    Vincenzo grazie per il commento! Torni in Italia d’estate o sei qui? Se sei qui vediamoci, io faccio le ferie a Giugno e poi sono qui praticamente tutti Luglio, Agosto e pure Settembre!

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