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Messico. La laguna di Chacahua. Navigando fra le mangrovie tra aironi e plankton fluorescente. Più qualche riflessione.

giugno 23, 2022

Martedì 20 Giugno

Lunedì sera ha piovuto e Martedì mattina quando ci svegliamo la strada sterrata davanti casa è fango. Riporto questi dettagli (la mancanza di acqua a tratti, le strade di sabbia…) nel tentativo di dare un’idea realistica e non da immagine pubblicitaria di quello che vedo. Con Puerto Escondido l’impressione che ho è che si investa parecchio nel turismo ma che alla gente del posto manchino dei servizi di base. Anche il fatto che siano ossessionati dai contanti, vogliono sempre che paghiamo in contanti, a volte tirano fuori scuse per evitare di farci pagare con la carta (e per noi è difficile avere contanti perché c’è un limite a quanto si può prelevare con una carta straniera) lo capisco, è per evitare di pagare le tasse, perché non è che pagando le tasse abbiano questo gran ritorno in termini di servizi! Un altro esempio sono i tour guidati. Quando passiamo ce ne propongono di tutti i tipi. Ma quando proviamo a prenotarne uno non ci sono abbastanza partecipanti non c’è tempo non c’è staff

Non mi fraintendete, non sto criticando. Quello che sto cercando di dire è che ho l’impressione che si diano da fare per proporre ai turisti dei mega servizi quando magari a casa loro mancano cose di base tipo l’acqua. Che è anche normale eh, visto che quello di cui hanno bisogno sono i soldi, che i turisti hanno e loro no. Si torna, in altre parole, al discorso che facevo qualche post più sotto su privilegi e non equità. 

Comunque. Fra i vari tour che ci avevano proposto ne avevamo presi in considerazione tre. Quello delle 6:30 del mattino per vedere balene e delfini. Escluso perché è all’alba e perché comunque è un tipo di gita che abbiamo già fatto varie volte (in Islanda e in Ecuador, entrambe le volte io sono andata molto vicino a vomitare l’anima!). Quello per rilasciare le tartarughine, che piacerebbe a Bram ma che è anche un po’ indeciso perché è un po’ una trappola per gringos (anche se in realtà non importa, se i soldi vanno a una buona causa). E quello che vorrei tanto fare io, che è la gita in barca nella laguna di Chacahua. Perché io amo molto navigare fra le mangrovie! 

Mentre vagavamo il giorno dell’arrivo eravamo stati acchiappati da Lorena che ci aveva mollato un opuscolo e ci aveva lasciato il suo numero di cellulare. Lunedì sera verso le 23 le mandiamo un messaggio per chiedere se sia possibile fare il giro della laguna il giorno dopo. Non ci aspettiamo certo che ci risponda subito, invece sì, e ci dice che sarà possibile se ci saranno almeno altre due persone interessate, perché il minimo perché l’escursione parta è quattro. 

Martedì mattina, quindi, andiamo a fare colazione senza sapere se l’escursione si farà o no. Incontro però Liz, la proprietaria del nostro bungalow, che ci dice che alla laguna di Chacahua ci possiamo anche andare per conto nostro prendendo prima un colectivo per Río Grande, poi un altro colectivo per El Zapotalito e infine contrattando il prezzo di una lancia o prendendo una barca colectiva (se ho capito bene). Questa è l’opzione budget. Quindi alla laguna si va in tutti i casi, bene! Do la buona notizia a Bram e nello stesso momento Lorena gli scrive che altre due persone sono interessate e che quindi l’escursione si farà. A questo punto abbiamo la scelta, e decidiamo di andare con loro per un discorso di ‘give back’. 

E così alle 12:30 ci passa a prendere Norberto, un ragazzotto messicano dall’aria simpatica. Raccattiamo gli altri due passeggeri, che sono due ragazze tedesche che non ci cacano di striscio – ma proprio trasparenti, come se non esistessimo – e partiamo. Le tedesche passano il viaggio a sgranocchiare cetrioli crudi.

Il tragitto da Puerto Escondido è molto interessante. Se la campagna intorno a Oaxaca è secca, qua è tutto verdissimo. Distese di alberi di mango e di papaya, piantagioni di calabaza, che è una via di mezzo fra la zucca e la zucchina. Mucche e capre. Viene voglia di noleggiare una bicicletta e pedalare fra i campi. Mi chiedo perché in queste zone non ci sia turismo. Mentre a Puerto Escondido ci sono più turisti che messicani! 

E poi arriviamo a El Zapotalito e qua ad aspettarci c’è Geronimo, il nostro capitano per la giornata. Montiamo sulla sua lancia e via che si va! 

Navigare fra le mangrovie è magico.

Sarebbe stato ancora più bello su una barca non a motore (ma non saremmo arrivati dove siamo arrivati!). E sì, ci siamo infilati nel tunnel che vedete nella foto sotto!

Abbiamo visto un sacco di uccelli, ma proprio tanti. Aironi di tutte le foggie e colori (tutti spettinati), cormorani, pellicani, le temibili fregate (chi si ricorda delle fregate scagazzone di Bahía de Caráquez?) e un folto gruppo di cicogne in cova. Passano questo periodo dell’anno qua e poi tornano in Canada!

Se guardate bene la foto sopra vedete le cicogne, in alto al centro verso destra.

Secondo me ci siamo avvicinati troppo (e l’ho detto). Ci siamo andati parecchio vicini, e io mi immaginavo le povere cicogne terrorizzate, col cuore che batteva fortissimo ma che non potevano muoversi perché avevano le uova. Ila mi faccio i film mentali o ci sta?

Per il resto, il giro in barca mi è piaciuto tantissimo. C’erano una pace, un silenzio… Chi mi conosce lo sa, non c’è cosa che ami di più del navigare nei fiumi. O nei laghi, o, nelle lagune!

E poi siamo arrivati a Chacahua. Chacahua è un villaggio di niente. Fango e due baracche sulla spiaggia. Nient’altro.

A Chacahua mangiamo. Pesce per tutti, buono. Norberto si siede con noi solo quando gli dico che lo invitiamo. Il capitano neanche allora. Norberto è seduto vicino a me e mentre ceniamo chiacchieriamo un po’. Ha 28 anni e nella vita ha già fatto un sacco di lavori diversi. Dice di non aver studiato l’inglese (che parlicchia, ma quando parla con me usa lo spagnolo) ma di averlo imparato dai turisti. Gli chiedo come si vive a Puerto Escondido e mi dice che la vita è tranquilla, che si guadagna poco ma che si spende anche poco, che i locali sanno dove fare la spesa per risparmiare. Gli chiedo anche della pandemia (perché Puerto Escondido vive di turismo) e mi dice che il governo non ha aiutato ma che c’è stata una forte solidarietà fra persone: chi aveva le galline ha regalato uova, chi l’orto verdure…

Abbiamo pranzato all’aperto, a un tavolo affacciato sulla laguna. Probabilmente a cose normali è una cosa bellissima e molto bucolica. Ma Martedì tirava un vento tremendo, ma proprio forte, volava tutto (tovaglioli, menù…). Quindi è stata un’esperienza un po’ hardcore. Se il buon Norberto fosse stato un pochettino più sveglio avrebbe capito che forse era il caso di modificare il programma del pomeriggio per via delle condizioni climatiche. Invece l’ha seguito passo passo.

E così ci siamo ritrovati a scalare una montagnetta per arrivare a un punto panoramico, partendo da un sentiero coronato da un grosso cartello che diceva PROHIBIDO EL PASO in lettere maiuscole (ci ha sbrodolato una storia sul governo che poi ha cambiato idea che non ho capito). C’erano i granchi di montagna, non li avevo mai visti!

Portami in spiaggia senza dirmi che mi porti in spiaggia (e quindi senza asciugamano, crema solare…). E con un vento tale che si fa fatica anche solo a camminare, e la sabbia che ti si infila dappertutto, sono passati due giorni e ancora ogni tanto me la ritrovo nei capelli (e sì, la doccia me la faccio!). Immagino che nei tour in giornate senza vento quello sia un piacevole pomeriggio di relax. Per noi è stato più un incontro di wrestling. La mattina prima di uscire ci eravamo dati la crema, che per la sabbia ha fatto da collante, e inoltre eravamo ciechi perché gli occhiali erano tutti impiastricciati di salsedine e rena, e inutile pulirli perché dopo due secondi rierano così!

Oh la spiaggia era bella e abbiamo fatto una lunga passeggiata che non è stata spiacevole, soprattutto quando non avevamo il vento contro. Però boh. Capisco anche che non sia facile trovare un’alternativa, in un villaggio di niente. Le tedesche facevano yoga sulla sabbia, Norberto dormicchiava dietro a una roccia.

Il capitano invece è rimasto (con tutti i nostri averi) al bar. Quando siamo tornati l’abbiamo trovato su un’amaca che giocava con una tartaruga di terra. Ci siamo seduti lì con lui e abbiamo cincischiato fino alle 20:15 (dalle 19) aspettando che facesse buio.

Quando il sole è sceso siamo partiti. La partenza notturna aveva uno scopo: il plankton fluorescente.

È un fenomeno che avevo già visto in Malesia. Una reazione per cui quando si tocca l’acqua il plankton produce luce. Un po’… già so che abuserò di questa parola, ma sembra proprio una magia! Metti la mano in acqua e muovi il dito, e scrivi scie luminose e sbrilluccicanti.
O buttati in acqua direttamente, come le nostre delicate compagne di viaggio. Ci sono i coccodrilli nella laguna, ma immagino che se arrivano arrivino scintillando (e quindi si vedano).
Scia di luce, pioggia di stelle, fuoco fatuo? Non so come descrivere il fenomeno (e ovviamente fare una foto senza attrezzatura professionale è impossibile). Se si prende un po’ d’acqua in mano e la si lascia scivolare giù, in mano restano delle pagliuzze scintillanti che brillano. Come prendere in mano una stella. È veramente una cosa magica.

Un po’ meno magico è il ritorno. La lancia va veloce e il movimento ci spruzza l’acqua addosso infradiciandoci! Meno male che ho portato la giacca impermeabile!

Per le 22 siamo a El Zapotalito. Per le 23 a Puerto Escondido. Al ritorno in macchina io mi addormento. Quando arriviamo non voglio cenare, solo farmi una doccia cercando di non riempire di sabbia tutto il bungalow e crollare sul letto.

Allora il post in teoria finirebbe qui, ma poi il giorno dopo ho fatto un po’ di riflessioni sulla giornata che in teoria andrebbero nel post di Mercoledì perché le ho fatte il Mercoledì mattina sulla spiaggia ma che siccome sono le 5 del mattino e non riesco a dormire scrivo qui. Se volete tenervi il post bellino sulla laguna fermatevi qui!

Sono di cattivo umore e non so perché.

Poi il giorno dopo, riflettendo e parlando con Bram durante una passeggiata in spiaggia, l’avrei capito.

È un misto di cose.

Una è molto semplice, ma ci ho messo un po’ a capirlo ed ammetterlo: il tour non mi è piaciuto. La parte in acqua osservando gli uccelli è stata fantastica, il plankton fluorescente è un fenomeno incredibile che se se ne ha l’occasione vale la pena vedere almeno una volta nella vita (epperò forse una basta!). Ma era organizzato male (una cosa dalle 13 alle 15 e poi vuoto fino alle 20); non era informativo, al di là dello sporadico “Airone! Pellicano!”; non mi è piaciuto il modo in cui Norberto e la guida si approcciavano agli animali (per farci vedere un granchietto Norberto gli ha spezzato una gamba, senza fare apposta ovviamente); e ci hanno lasciato senza la possibilità di procurarci del cibo dalle 15 alle 23 – che ci può anche stare per carità, ma magari se mi avvisavi mi portavo un panino.
Ora, è chiaro che qua c’è un bias, e che io sto giudicando un tour in Messico con occhi europei. Norberto e la guida sono stati gentilissimi e hanno fatto del loro meglio. Non sono naturalisti e non so quanto vengano pagati ma sospetto poco. Noi per il tour abbiamo pagato 1200 pesos (60 euro) a testa (più il pranzo a Norberto, più la mancia al barcarolo, ma quelli di nostra iniziativa) ma non so quanto sia andato a loro del nostro Efectivo efectivo efectivooo, che vorrebbe dire Contanti contanti contantiii – lo dovete dire un po’ con la faccia di Gollum quando vede l’anello – scusate, sono un pochino acidella su questa cosa perché stiamo avendo difficoltà a prelevare con le carte belghe e quindi c’è una parte di me che pensa “Maccheccazzo, ma te c’hai una carta messicana, ma perché devi far prelevare me con la carta straniera”, e una parte di me che lo sa benissimo il perché.
Che pippone che mi sta uscendo. Il sunto è che mi sento una merda secca perché nonostante abbia visto delle cose incredibili il tour nel complesso non mi è piaciuto – ma già ammetterlo mi fa sentire meglio!

Poi, la seconda cosa è che, non so se con l’età o col fatto che non dormo la notte o col fatto che non facevamo un viaggio così da tanto (mi piace pensare che sia l’ultima ma temo che sia la prima), sono meno tollerante alle piccole noie insignificanti tipo le zanzare e la sabbia. Per dire che durante il viaggio di ritorno in macchina Bram pensava agli aironi e io pensavo a come fare a entrare in casa senza trasformare l’appartamento in un litorale!

La terza e ultima, che sottovaluto, è il fatto che non sto bene e che quindi non posso mangiare quello che voglio. Il cibo è sempre stato una parte fondamentale dei viaggi con Bram. Ci è sempre piaciuto andare a scovare le cose tipiche, e quante volte una giornata storta è stata ribaltata da una bella cena? Ecco questo è un aspetto che stavolta manca.

Ohi ohi ce l’ho fatta, sono arrivata alla fine di questo post pipponissimo! Mi dispiace se mi è uscito un po’ negativo, ma sapete che cerco sempre di dare un’immagine realistica e non da cartolina patinata dei viaggi che faccio. Poi questa è la mia esperienza, le tedesche per esempio del tour erano soddisfattissime!

Ma sapete da dove scrivo ora? Dal water! Ci sono seduta sopra (col coperchio chiuso!), non dentro. Siamo in albergo a Huatulco, Bram dorme e io sono sveglia dalle 4 per il mal di pancia, e non avendo un altro posto dove rifugiarmi mi sono messa a scrivere qui. La finestra è aperta e da fuori arrivano i suoni di tanti e tali uccelli che sembra di essere nella giungla!

Ultimissima cosa sul tour in barca, il ritorno è stato talmente agitato che tutte le cose che avevo nelle tasche laterali dello zainetto sono uscite e sono andate perse. Erano la penna con quattro colori e la bottiglietta riutilizzabile della Dopper che avevo da tanti anni. E che mi sono già ricomprata (non stessa marca ma stesso concetto) in un posto hipster a Puerto Escondido. Costava 17 euro. Più del costo medio di un pranzo per due persone.

Ah no un’altra cosa, l’ultima davvero! Io e Bram per mezzanotte eravamo a letto, e la mattina dopo abbiamo dormito. Norberto invece doveva alzarsi alle 5, per andare a fare il tour balene & delfini la mattina successiva.

12 commenti leave one →
  1. Betty permalink
    giugno 23, 2022 5:33 PM

    Ciao, io vi sto seguendo passo passo e durante la giornata mentre faccio le mie faccende penso :”Chissà come vanno i ragazzi in Messico?”
    Giuro che leggo tutto, anche i pipponi, anche le disavventure e i mal di pancia, proprio perchè è vita vissuta e le vacanze non sono sempre belle come cartoline, si sbagliano orari, si perdono mezzi,si rompono le cose…
    Continua a raccontare i vostri viaggi sempre così, come se fossi lì e avessi caldo e sonno e un pó di mal di pancia pure io
    Ciau
    Betty

  2. giugno 23, 2022 6:32 PM

    Cara, pazientissima Francesca, non devi sentirti in colpa se ti senti delusa da questa ultima escursione. Non sono pochi i giorni in cui siete in Messico a contatto con varie difficoltà. E sempre hai trovato il lato positivo di ogni circostanza. Invidio la tua, la vostra pazienza. Tutto è molto bello, ma talune condizioni non sono delle più semplici, in più aggiungici la stanchezza, il mal di pancia che ha deciso di viaggiare con voi e dimmi tu se non ce n’è abbastanza per perdere la pazienza ogni tanto. Ti serve come valvola di sfogo. Come nella pentola a pressione— ;) E meno male che non ti tieni tutto dentro.

    Per il resto quel ” Come prendere in mano una stella. ” merita l’escursione, la delusione, la meraviglia e la dolcezza del tuo cuore. Un abbraccio immenso <3 <3 <3

  3. giugno 23, 2022 7:34 PM

    Io credo che ci stia tutto. Un po’ mi conosci, sai che sono iperattiva, tendenzialmente instancabile, ma le vacanze dei venti anni, con vale piccolo e arrangiati alla meno peggio, io non credo mica che riuscirei a rifarle. Quindi, forse, se hai bisogno di qualche comodità in più, prova a concedertela, magari quando sarai in un posto più comodo! Ci sta che cambiamo un po’, o ci sta anche solo che tutto il peso mentale della pandemia (e del mal di pancia) stia premendo un po’ troppo. Bacio

  4. giugno 24, 2022 5:54 am

    Capita che anche in vacanza qualcosa non vada per il verso giusto o non ci soddisfi. Come hai detto tu, non stai bene e questo è fondamentale. Per il tuo malessere avresti bisogno di cure, riposo e cibi adatti. Comunque te la stai cavando benissimo e stai facendo esperienze incredibili, riflessioni profonde e ci scrivi tutti i giorni. Direi che nonostante tutto te la stia cavando benissimo.

  5. giugno 24, 2022 6:35 am

    Credo che sia la vita a essere un enorme bias. Confrontiamo tutto secondo i nostri parametri e stile di vita. Questo non significa essere degli stronzi giudicanti, e tu sei sempre molto aperta a tutto. Il Messico per gastrite e mal di pancia credo sia davvero un posto poco adatto. Io con una gastrite galattica e una tromba d’aria del Conero ricorderò sempre la seconda settimana a Sirolo come una roba praticamente insopportabile (fortuna che la prima era stata perfetta). Io non ce l’ho mai fatta a viaggiare come fate voi, vi ammiro ma mi rassegno a vedere molto ma molto meno mondo perché certe condizioni le valuto estreme per i miei bisogni, che non sono da fighetta (o da bacucca perché comunque l’età ha sempre il suo peso) ma da persona che semplicemente conosce i propri limiti. Tipo che se mi tocca avventurarmi in un percorso proibito io già vado in ansia e non mi godo nulla. E tutte quelle ore di vuoto non so come le avrei passate (male di sicuro).

  6. Silvia permalink
    giugno 24, 2022 4:22 PM

    Non può essere sempre tutto perfetto, ma capisco che quando capita in vacanza , con poche “chances” a disposizione, fa più rabbia.
    Va detto che nei paesi un più poveri capita spesso che i tour siano “arrabattati”, giustamente è un modo di guadagnare anche senza essere naturalisti o poter offrire molte attività. Però le cose belle che hai visto sono sufficienti dai….tanto ti strano i bei ricordi, la noia te la scordi: i tunnel di mangrovie….le tartarughe e le cicogne…le stelle nel lago…i coccodrilli che mangiano le tedes…ah no quello me lo sono solo immaginato io 😂
    Ti ricordo però, cara la mia amante di laghi fiumi e paludi, che sotto “certi” laghi ci sono “certi” mostri….non parlo di coccodrilli né di Nessie ma del mostro scorpione indonesiano col pungiglione roteante che ancora mi dà gli incubi solo per averlo visto nella tua foto.

  7. giugno 25, 2022 12:18 am

    Betty!! Ciao!! Grazie mille per il tuo commento, che bello risentirti! E grazie per la comprensione. È vero, la vita è vita e non una cartolina!

  8. giugno 25, 2022 12:19 am

    Grazie cara Vittyna, sei sempre gentilissima. Ed è verissimo quello che dici, non dovrei sottovalutate il fatto che siamo in un altro posto con usi e costumi diversi; e che è normale che ogni tanto ci troviamo un po’ spiazzati! Grazie!

  9. giugno 25, 2022 12:19 am

    Grazie Cri, tutti punti di vista interessanti, vedrò se riesco a mettere in pratica qualcuno dei tuoi preziosi suggerimenti! Ricambio il bacio.

  10. giugno 25, 2022 12:19 am

    Grazie Speranza, mi hai fatto commuovere 😀

  11. giugno 25, 2022 12:20 am

    Sandra quanta verità nelle tue parole, sia che la vita è un bias, sia che il Messico non è proprio il posto migliore per la gastrite. Io viaggio lontano perché sento il bisogno di vedere culture diverse e modi di vivere diversi. Non è sempre facile certo. E tu fai benissimo a rispettare i tuoi limiti, non avrebbe nessun senso fare il contrario!

  12. giugno 25, 2022 12:20 am

    Silvia mi ti confondi! La bestia non era in Indonesia ma in Vietnam, non in fiume o lago o laguna ma in mare, ed era nientepopodimeno che uno schiopodo sparacoda!

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