Vai al contenuto

Messico. Oaxaca. A lezione di cucina con Pilar. Deludente! Ma anche mercati, musei, massaggi e piani grandiosi andati in fumo.

luglio 3, 2022

Giovedì 29 Giugno

È il giorno della nostra lezione di cucina con Pilar, la proprietaria de La Olla. L’abbiamo incrociata quando ci siamo andati a pranzo e non mi ha fatto una grande impressione, mi è sembrata fredda. Mi alzo un po’ scazzata. La lezione l’ho prenotata a inizio viaggio e adesso non ho più voglia di farla, preferirei andare a Hierve el Agua o a caccia di avventure. Però magari sarà bella, chissà! Diamole una possibilità!

Facciamo colazione un po’ al volo e poi usciamo. Io vado con Bram alle degustazioni di mezcal, Bram viene ai corsi di cucina con me!

L’appuntamento è al ristorante. Quando arriviamo Pilar non c’è ancora, ci fanno accomodare in terrazza e regolare il pagamento. Io sono un po’ perplessa quando mi rendo conto che il prezzo che pensavo fosse per due persone era in realtà per una, Bram si sfava quando viene fuori che se non si paga in efectivooo bisogna pagare il 5% in più (pratica comune in Messico, però al ristorante questa regola non c’è, perché per le lezioni di cucina sì?). Ci consoliamoci la vista dalla terrazza. Certo che avrebbero potuto almeno offrirci un caffè!

Pilar arriva, saliamo in macchina con lei e si va a fare la spesa. Prima tappa un piccolo stand di verdure ed erbe aromatiche biologiche, che era tipo il davanzale di una casa!, e poi il mercato della Merced. Il mercato mi incanta, è piccolo e di quartiere, non ci sono turisti, tutto ha l’aria freschissima e c’è un profumo di cucina… che mi fa venire una gran voglia di fare una seconda colazione! O di tornarci il giorno seguente, ma non ce la faremo, è lontano dal centro.

Fatta la spesa si va a casa di Pilar.
E che casa!! Mi era già fatta l’idea che oltre al centro turistico e decadente Oaxaca dovesse avere anche una parte più moderna, ricca e lussuosa; así es, e oggi la vediamo. La casa è enorme e luminosissima, su vari piani, con un giardino, e una cucina a vista in cui si aggirano due aiutanti. Gli ingredienti per i vari piatti che prepareremo sono già ad aspettarci sul tavolo, divisi per piatto.

Si inizia a cucinare. Sul menù abbiamo memelas, una salsa, una zuppa, un mole e un dolce. Pilar è precisa e ci dà istruzioni chiare, ma i compiti che ci toccano sono minori: spellare e affettare peperoncini arrostiti sulla fiamma, pestare ingredienti con l’ausilio di mortaio e pestello. La maggior parte del lavoro è stato fatto o viene fatto dalle aiutanti.

Ad essere sincera, con la lezione non ho imparato tantissimo, giusto a fare le memelas (che non è che ci voglia una scienza); la zuppa era buona ma era di nopales (cactus) che in Europa freschi non si trovano e quindi non sarò mai in grado di riprodurla; e il mole… non mi è piaciuto! Era quello amarillo, che è il più facile di tutti; era piuttosto liquido; e sopratutto era servito con un pollo (non cucinato da noi) così saporito che copriva il sapore del mole! La cosa più buona erano le memelas, con la salsa preparata al mortaio da Bram.

Mi fa ridere tantissimo la faccia di Bram in questa foto, il contrasto fra l’aria truce e il grembiule a fiori!

C’è stata un’altra cosa che ci ha fatto girare le scatole (oltre al 5% sui pagamenti con la carta), ed è stata il fatto che siamo stati invitati a lasciare la mancia alle due aiutanti. In Messico la mancia funziona più o meno come negli Stati Uniti e noi solitamente la lasciamo perché i camerieri ecc. sono pagati poco (non sono fan del sistema ma così è), ma in questo caso, ci hai fatto pagare un botto per la lezione, hai una mega casa, ma che dobbiamo pagare noi il salario delle tue aiutanti? Pagarle di più te no, eh?

Insomma della lezione non siamo rimasti tanto soddisfatti. Quando è finita erano circa le 14 e Pilar ci ha riportato in centro, lasciandoci davanti al suo ristorante. Faceva caldissimo!

Era il penultimo giorno a Oaxaca, il Sabato avevamo il volo di ritorno, e io iniziavo un po’ a smaniare e a fare liste di cose da fare prima della partenza. Una delle cose era spedire le cartoline, perché mi avevano detto che andavano spedite dalle poste facendosi mettere un timbro. Bram trova un ufficio postale e ci andiamo. I timbri costano 75 pesos in totale, non si può pagare con la carta, noi abbiamo 100, e non hanno da farci il resto. Bram imbastisce una discussione con l’impiegata, io vado fuori ad aspettarlo per dissociarmi perché secondo me non ha senso aggredire l’impiegata, mica è colpa sua! Fuori c’è un mercato, faccio un giretto e compro una mascherina così cambio i 100 e poi vado a comprare i miei timbri (che poi alla fine erano francobolli), senza Bram però!

Dopo andiamo a quello che era il piano B dall’inizio della vacanza, e cioè il museo dei pittori oaxaqueños. Ci sono varie esposizioni e una a Bram piace talmente tanto che vorrebbe comprarsi il libro della mostra (come se non avessimo già abbastanza bagaglio). A me no.

Questa è una foto fatta dal portone del museo. Muy Oaxaca centro turistico. Si vedono i lustratori di scarpe.

Questo simpatico personaggio sul tetto, invece, ha qualcosa a che fare con la Guelaguetza (ma non so cosa).

Rientrando becchiamo una festa!

Poi ci separiamo. Io vado a farmi fare l’ultimo massaggio della vacanza, mi hanno parlato molto bene della ragazza. Bram gironzola e scatta foto.

Il massaggio è il deep tissue, è molto energico e professionale e anche se a momenti è quasi doloroso mi piace un sacco. Finito mi fermo in una libreria vicina dove lavora un ragazzo gentile, e mi rimane attaccato un fumetto. Non ero sicura che fosse un fumetto perché era impacchettato, così ho chiesto al ragazzo e lui ha controllato sul computer e poi mi ha detto “È un fumetto per bambini dagli 8 anni in su” e quando io ho risposto “Ah allora è perfetto, perché il mio livello di spagnolo è quello di un bambino di 8 anni!” ha riso.

Con Bram ho appuntamento all’hotel. Ovviamente rientrando da sola mi perdo e finisco col percorrere per errore avenida Benito Juárez. Non pensate a situazioni pericolose, non mi sono mai sentita non al sicuro a Oaxaca. Pensate piuttosto a una festa! Cibo di strada ovunque: marquesitas, memelas, hamburguesas, elote, empanadas, quesadillas, papas, tamales… e chi più ne ha più ne metta. Mi è rimasta la voglia di marquesita da quando l’ha presa Bram e decido Fanculo il reflusso, acchiappo Bram e veniamo a cena qui e io mi mangio una bella marquesita tutta per me! E poi vado in albergo, e scopro che Bram ha già cenato.

E così io faccio prevalere la ragione, e anziché con una rica marquesita ceno a fette biscottate. Sicuramente meglio per il mio stomaco… uffa però!

5 commenti leave one →
  1. luglio 3, 2022 8:04 PM

    Certo, Bram col grembiule a fiori è uno spettacolo! Ed è stato carinissimo a venire alla lezione di cucina con te. Complimenti per questa avventura Messicana così fuori dagli schemi ! Grazie a voi vedo cose che non vedrò mai nella realtà. Un abbraccione <3 <3 <3

  2. luglio 4, 2022 7:10 am

    Grazie Vittyna, la cosa più bella che potessi dirmi! Buona giornata!

  3. Vincenzo permalink
    luglio 5, 2022 6:36 am

    Buon rientro!

  4. luglio 5, 2022 7:47 am

    Grazie Vincenzo! Sono tornata, ti scrivo!

  5. luglio 7, 2022 8:46 am

    Grazie!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...