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Passeggiando per Bruxelles una sera d’estate

luglio 6, 2018

Non ho scritto negli ultimi due giorni semplicemente perché non ho fatto niente, lavoro e casa.

L’idea era la stessa ieri, ma quando sono uscita da vietnamita alle 18 il tempo era così bello che ho convinto Bram a mandare a quel paese tutto quello che avevamo in programma (cucinare, ordinare le tende, discutere delle vacanze, fare la valigia, inaugurare il tavolino nuovo e non so che altro) a favore di una cena all’aperto nel nostro ristorante preferito a Bruxelles, Le Wine Bar des Marolles!

Sono circa due settimane che a Bruxelles fa caldo caldo, ma ieri era una giornata proprio, uso l’espressione inglese perché non me viene in mente una italiana analoga, glorious. Era caldo ma non troppo e tirava un venticello fresco delizioso. E la luce, la luce che c’era! Le foto sotto le ho scattate verso le 21:30 mentre tornavamo a casa a piedi. Esteticamente non sono un granché, ma guardate la luce..!

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Se cogliete errori grammaticali in questo post me lo dite? Ho usato un’espressione di cui non sono sicura al 100%.

Ma che ne so

luglio 2, 2018

Sono stanca
È tardi
Il Belgio ha vinto
Io ero fuori con le mie colleghe e all’inizio è stato bello ma poi mi è presa la balla triste
E ora vado a letto
Buonanotte!

Weekend tra Bruxelles-Capitale, Hainaut e Picardie

luglio 1, 2018

Bruxelles-Capitale è una delle tre regioni del Belgio (le altre due sono Vallonia e Fiandre).
L’Hainaut è una delle cinque province della Vallonia.
La Picardie non è una provincia né una regione.
Per chi volesse saperne di più sulla complicata struttura del Belgio c’è un video carino qui (in inglese):
*https://youtu.be/zJbZQZvDZGk*
È un po’ vecchiotto ma a me piace ancora!

Dicevamo, weekend fra Bruxelles-Capitale, Hainaut e Picardie.

A Bruxelles siamo stati Venerdì sera e ne ho già scritto.

Qualche mese fa il mio collega Chris ha festeggiato il suo compleanno a casa sua nell’Hainaut e per l’occasione mi ero un po’ studiata la zona con l’idea di farci magari un weekend. All’epoca non l’avevamo fatto, ma mi era rimasta impressa una birreria. È l’ultima birreria a vapore del Belgio e l’ultimo Sabato del mese birrificano e si puole assistere (con prenotazione). Questo weekend eravamo qua e allora ho deciso di fare una sorpresa a Bram e ho prenotato!

La birrificazione inizia alle 9 ed è consigliato esserci dall’inizio. Dunque Sabato mattina la sveglia è suonata alle 6:30. Ci siamo messi in macchina e per le 9 eravamo a Pipaix, dove si trova la birreria. Siamo arrivati un po’ in anticipo e abbiamo fatto una passeggiata fra pecore, capre e cani del cazzo abbaioni che mi hanno terrorizzato!

La birrificazione è iniziata alle 9 puntualissima ed è stato super interessante vedere come un semplice pentolone d’acqua riesca a mettere in moto ruote, rotelle e aggeggi (vi piace la mia precisione nel definire la strumentazione tecnica??). Ho fatto un piccolo video, se a qualcuno interessasse chiedetemelo che ve lo mando.

La birrificazione è stata interessante per un po’. Poi il caldo (e la puzza) ci hanno spinto a uscire dalla stanza. Esco, e chi trovo? Una giapponese che vive in Vallonia! What are the chances! E ovviamente non avevo la LP con me, e quindi non ho potuto torturarla con tutte le domande che ho in mente.

Verso le 12:30 ci sarebbe stato un grande pranzo e visto che erano ancora le 10 abbiamo deciso di andare a Tournai, che è a una mezz’oretta e è famosa per essere bellina.

Ora che dire? Bellina Tournai è pure bellina, ma ho trovato avesse quell’aria leggermente deprimente che per me hanno tante cittadine valloni. Sorry Tournai! C’era il mercato, ma non era un mercato carino come quelli che si trovano in giro per Bruxelles, mi ha ricordato più il mercato di via dei Bacchettoni (lucchesi all’ascolto, lo fanno sempre lì?). La Grand Place è bella (ma non si vedeva bene per via del mercato), la cattedrale è bella (ma c’erano i lavori), il Beffroi è spettacolare (ma non siamo entrati perché si stava facendo tardi). E quindi? E quindi boh. Ecco il Beffroi! Che in italiano sarebbe il campanile. Ma allora il clocher che è? Boh. Comunque, eccolo qui!

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Quando siamo tornati alla birreria stavano allestendo il pranzo.
E che pranzo!
Tutto della zona, o preparato proprio da loro, o locale, e tantissime cose preparate con la birra di propria produzione. Il pane era fatto con la birra, il salmone era marinato nella birra, il maiale era cotto nella birra…
C’era una zuppa di verdure deliziosa, semplice e saporitissima.
C’era un buffet col pane, le patate, il burro, la mostarda, il prosciutto del vicino, il clafoutis di zucchine fatto con le zucchine dell’orto e le uova del pollaio davanti, un porcello intero arrostito…
C’era il salmone, marinato da loro, spettacolare.
C’era una vassoio di circa venti tipi di formaggi diversi, tutti locali, e quando uno finiva lo sostituivano con un altro, ma non lo stesso, uno nuovo!
Tutto era presente in grandi in quantità, dunque nessuno è rimasto a bocca asciutta di niente, anzi! Quando tutti avevano finito c’era ancora cibo in quantità (e sono sicurissima sia stato messo da parte, non certo buttato).
Per annaffiare il tutto, birra alla spina à volonté. E per fortuna la spina dispensava anche acqua, altrimenti saremmo ancora lì!

Non so come spiegarvi quello che abbiamo vissuto. Starete probabilmente attribuendo il mio entusiasmo al cibo, e in parte è senz’altro così. Ma non è solo quello. È la gente. L’amore con cui ci hanno presentato i loro prodotti, la fierezza con cui hanno raccontato da dove venisse ogni singolo piatto, il calore e la gioia con cui ci hanno accolto, ospitato e nutrito. Nella prima foto di queste sotto la signora stava dicendo Il clafoutis l’ho fatto con le uova della mia gallina, quella lì!

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In Italia magari una cosa del genere è più comune, ma in questo piccolo paese l’orgoglio del territorio non si incontra così spesso (o forse sono io che non giro abbastanza). E scusate se le foto sono brutte, ma spero che rendano bene l’atmosfera. Quello sotto peloso è il braccio di Bram non la zampa del maiale.

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Mentre mangiavamo Bram cercava notizie sulla birra, e cercando si è imbattuto nella storia del posto. Ed è stato così che abbiamo scoperto che il posto ha una storia incredibile, che potrebbe sembrare triste ma che io ho trovato bellissima. Se volete potete leggerla qui (in inglese):
http://www.belgiansmaak.com/brasserie-a-vapeur/

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A fine pasto sono arrivati il caffè, il liquore e la torta ALLO ZUCCHERO. Una roba orgasmica che è stata servita calda e che non so ancora come mai non mi ha fatto cadere tutti i denti!

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Ora torniamo indietro un attimo nel racconto.

Per annaffiare il tutto, birra alla spina à volonté …

Indovino indovinello, chi ha bevuto principalmente acqua e chi si è attaccato alla spina?

La morale è, ho dovuto guidare.
Con Bram accanto a me che mi diceva “Mi hai portato a pranzo in una birreria! Cosa ti aspettavi? Era ovvio che sarebbe successo!”.
Con Bram accanto a me che su uno stradone dritto, lungo circa 10 km e a senso unico, mi ha obbligato a andare a 50 perché così dicevano i cartelli (una corsia era chiusa per lavori, per questo era stato messo il limite, ma vi assicuro che a 50 su quello stradone proprio non aveva senso!). Avete idea della coda di gente incazzata che mi si è formata dietro? Ma Bram è olandese e non sentiva ragioni, e anzi teneva un sermone su quanto ero brava e quanto dovevo fregarmene degli altri ed essere fiera di me stessa (ricordiamoci che era briao). Ma io sono italiana, e non potete immaginare quanto ho sofferto ad attenermi a quel limite che non aveva senso!

Per punizione l’ho portato a Lessines, a visitare l’Hopital Notre-Dame à la Rose. Tanto l’edificio stesso era interessante quanto il museo allestito all’interno era palloso (forse, probabilmente, la visita sarebbe stata interessante con una guida che spiegasse bene la storia, ma noi non ce l’avevamo). A averlo saputo avrei visitato solo il giardino della piante medicinali e risparmiato i soldi del biglietto! Ah no, una cosa che ho visto e che mi è piaciuta c’è stata, trattasi del giardino interno, c’era un’esposizione di dipinti rappresentanti piante (disegnate come si disegnano per un erbario) che mi è piaciuta un sacco!

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A Lessines c’era anche la braderie, e cioè la fiera. Vedere la fiera di Lessines ha purtroppo confermato la mia idea che tante delle cittadine valloni siano deprimenti. Sorry Lessines!

Siamo rientrati a Bruxelles verso le 18 e vuoi la levataccia, vuoi l’aver guidato che non ci sono abituata, vuoi il caldo, io ero distrutta! Alle 22 già dormivo!

Il che non mi ha impedito di svegliarmi alle 7 stamattina.

Mi sono fatta un caffè, sono andata un po’ avanti con la LP, mi sono fatta una doccia, poi ho fatto un altro caffè e sono andata a svegliare Bram con quello e i baci di dama al pistacchio trovati nel cesto vinto con la Torta, sappiate che sono additivi un bel po’. Doccia anche per Bram e poi di nuovo in macchina, siamo passati a prendere gli Sbuffoli e con loro e la loro piccolina ci siamo diretti versi la Picardie. Destinazione: il parco di Enghien!

Anche a Enghien c’era la braderie e quindi un sacco di strade erano chiuse, ma dopo circa 25 deviazioni siamo riusciti a trovare la via per il parco. E che parco!

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Noi abbiamo steso gli asciugamani e abbiamo fatto un picnic. È stato tanto tanto bello e anche tanto tanto rilassante. Passare tempo con quegli Sbuffoli è sempre una gioia, e in più c’era anche quella piccolina!

Poi siamo rientrati e io (con l’aiuto di un bicchiere di Chianti) ho scritto questo post.

Venere (la cenere) (non c’entra ma non sapevo che titolo mettere, poi mi è venuta in mente la canzone)

giugno 30, 2018

La giornata a sorpresa per Bram in Vallonia sembrava tanto una buona idea quando l’ho organizzata mesi fa. Lo è parsa molto meno quando stamattina la sveglia è suonata alle 6:30…

Ieri ho avuto una giornata un po’ difficile al lavoro, dovevo concentrarmi su una cosa e non ci riuscivo. Alla fine ce l’ho fatta con l’aiuto di un caffè! Il caffè salverà il mondo! E anche Dagmara che me l’ha offerto ^^

La stessa giornata ha tuttavia avuto una svolta inaspettata dopo il lavoro. Bram voleva andare a vedere un negozio di mobili (il nuovo letto ha il materasso più largo del precedente e per questo motivo ci siamo ritrovati da un giorno all’altro senza lenzuola con gli angoli!) e io mi sarei sparata piuttosto e allora gli ho detto che se ci voleva andare doveva passare a prendermi in macchina. Il ricatto purtroppo ha funzionato. Mi ha raccattato alle 17 e siamo andati e io avevo uno di quei momenti in cui vi sembra di non avere energie neanche per camminare, vi succede mai?, e mi trascinavo per il negozio guardando in cagnesco divani e tavoli. OK forse la svolta non c’è stata proprio subito!

Il negoziaccio però era in una zona di Bruxelles che amo molto, les Marolles. E quando siamo usciti c’era il sole e Pieter Bruegel dipingeva e sullo sfondo c’era la rampa per lo skateboard (ecco un’altra cosa che forse non ho mai scritto, oltre all’hip hop e alla break dance un’altra mia grande passione è lo skateboard, da guardare eh non da fare!) e insomma mi è venuta una gran voglia di andare a fare un giro.

Questo è Pieter Bruegel e la chiesa è Notre Dame de la Chapelle, la sua casa era lì vicino,

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e questa sono io davanti a una porta con tanto gelsomino profumato, Cenere pensavo, questa foto non è stata modificata e non l’ho fatta io, quindi in teoria rispetterebbe i canoni di quelle di una volta, poi però mi sono resa conto che Bram me ne ha fatte tre e io ho scelto quella che mi piaceva di più, questo una volta non sarebbe successo!

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Bram aveva letto di un nuovo bar carino in zona, siamo andati a cercarlo e l’abbiamo trovato ed era effettivamente delizioso, in un angoletto tranquillo sotto agli alberi. E io ho preso un succo di mela e Bram una birra e poi abbiamo ordinato dell’hummus, ma per errore ci hanno portato una burrata, eccola qua, abbiamo fatto in tempo a fotografarla prima che ce la portassero via!

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Dopo la bevuta siamo venuti a casa e io ero contenta perché erano ancora le 19 e avevamo già fatto un po’ di cose e avevamo ancora tutta la serata davanti. Abbiamo cenato con la pasta alla ricotta guardando un episodio di Midnight Diner e poi io ho avuto un’idea meravigliosa: inauguriamo la vasca (che a casa vecchia non avevamo) facendo un bagno rilassante insieme! Ora, se vi immaginate una cosa sexy siete totalmente fuori pista, sono state piuttosto le comiche, fra schizzi, botte, gomitate e la mia povera testa che entrava solo in un angolino incastrato sotto al lavandino da rilassarsi c’era poco… ma se non altro è stato divertente! Io mi sono lavata i capelli con uno shampoo nuovo e ho dosato male la quantità.

Ed ecco come mi sono ritrovata a letto (alle 22, senza peraltro riuscire ad addormentarmi perché alle 22 qua è ancora giorno) a profumare fortissimo (decisamente troppo) di Big Babol (o Hubba Bubba che dir si voglia) all’uva! Ve la ricordate? Giuro che l’odore era proprio quello!

SPQF

giugno 29, 2018

Fra il francese che si parla in Francia e quello che si parla in Belgio c’è qualche piccola differenza. Alcuni numeri, per esempio.

Ieri ho comprato uno shampoo e quando ho chiesto per quanti lavaggi bastasse la commessa (francese) mi ha risposto una cosa che non capivo (suonava tipo qulvutupì!). Gli l’ho richiesta tre volte, ma se me la ripeti tre volte ma sempre uguale non è che si vada molto avanti… Alla fine le ho detto Parla lentamente lo vedi che non sono francofona io caio! e allora finalmente si è rinvenuta e mi ha detto Ninety!, in inglese.

E lì ho capito.

In Belgio 90 si dice nonante.

Ma in Francia si dice quattro per venti più dieci!

E quindi la cosa misteriosa che mi stava dicendo era quatre-vingt-dix e io, capra, abituata al nonante belgico, non capivo!

Sono Pazzi Questi Francesi ^^

 

Ci sono mattine

giugno 29, 2018

Stamattina mi sento come se mi fosse passata sopra una schiacciasassi. Considerando che non sono andata a letto tardi e che ieri sera non ho bevuto, forse è proprio quello il caso! Magari è venuta mentre dormivo e mi ha schiacciato ben benino! Questo spiegherebbe!

Oggi, e un paio di cose prima di scordarmi

giugno 28, 2018

Stamattina andando al lavoro ho incrociato un camion che trasportava… Ah! Non so il nome! Sono dei quadrati di ferro, larghi circa 1 metro x 1 metro, che vengono usati in città per piantare fiori e piante in zone asfaltate. Il camion li trasportava e c’erano due operai, uno guidava e l’altro scaricava.
I cosi sono pesanti e l’operaio che scaricava non era giovane. Faceva chiaramente uno sforzo tale che avrei tanto voluto potermi fermare per dirgli Facciamo insieme, dividiamo il peso. Non fossi stata sulla via del lavoro, non fosse che i cosi erano tanti e andavano messi in posti diversi quindi ci sarebbe voluta almeno un’ora, l’avrei fatto.
Invece gli ho solo sorriso e ho proseguito.

Poco dopo, in metro, ho ceduto il posto a una ragazza che mi sembrava visibilmente incinta. Mi ha guardato un po’ stupita e questo mi ha fatto venire il dubbio. Allora, per evitare situazioni imbarazzanti, le ho detto che scendevo alla fermata dopo. E poi sono dovuta andare a nascondermi in fondo alla metro, perché non si accorgesse che non era vero!

Per il Giappone ho avuto un’idea. Visto che ho letto due capitoli della guida (Tokyo e un altro) e che ho già trovato abbastanza roba da tenerci occupati per tre settimane… e se mi fermassi qui? ^^ Scherzo. Non ce la farei mai.

La giornata al lavoro è stata sonnolenta e interessante. Sono uscita presto e sono andata in un negozio di prodotti per il corpo ecologici e poi a mangiare un panino con le mie colleghe Dagmara e Madeline. Entrambe abitano nelle Fiandre e le serate con loro finiscono sempre presto perché poi devono prendere il treno per tornare a casa. Stasera credo che abbiamo battuto tutti i record: alle 18 ero già a casa, già cenata!

Visto che mi sono presa bene con questa cosa di farvi vedere degli angoletti di Bruxelles, ecco a voi altre due foto per la categoria Facciamo i lavori che si avvicinano le elezioni. Entrambe scattate in zona De Brouckere.

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Questo invece è un murales che mi piace tanto in rue des Chartreux, non lontano da casa mia. Quante volte l’ho usato per orientarmi..!

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A casa ho trovato Bram, che mi ha raccontato che la torta è piaciuta tanto a tutti, che i dolci erano anonimi, e che qualche collega ha protestato perché il dolce l’ho fatto io e non lui. Li capisco benissimo! Ma noi avevamo chiesto e ci avevano detto che si poteva. Ma li capisco lo stesso! C’era anche un premio, un cesto di prodotti tipici… italiani! Ci sono una marmellata, della pasta, dei baci di dama al pistacchio, dei taralli alla cipolla, una bottiglia di vino… e un cappello da cuoco!

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Sulla mia maglietta c’è il piatto simbolo del Belgio, lo riconoscete?

Adesso sono a casa sola perché Bram è andato a vedere la partita, forse passa KOK ma non lo so ancora. In forno ho dei muffins, i soliti che faccio sempre quando ho degli albumi avanzati, per l’occasione senza lattosio visto che sia un collega di Bram che uno di KOK sono intolleranti. Ero indecisa se fare le tasse o leggere la LP ma credo proprio che opterò per la seconda, per le tasse c’è sempre tempo! O forse piegherò i vestiti. O forse e più semplicemente cazzeggerò!

Bonus picture, un reperto storico: io e PLP quando stavamo insieme. Avevamo 16 anni!

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