Vai al contenuto

19-22 Ottobre: Lucca (casa)!

novembre 4, 2018

Scrivo Lunedì 22 Ottobre. Sono su un aereo (è nova!). Sto tornando da Lucca, dove ho trascorso il weekend. Lucca è casa. Anche Bruxelles è casa, ma in maniera diversa. Bruxelles è Bram e tutti gli amici che ho lì, che magari non saranno tantissimi ma sono buoni. A Lucca ci sono i miei genitori, i miei fratelli e altri amici importantissimi.

Una volta non era sempre bello andare a casa. Ma ultimamente lo è. E sapete che c’è? È più bello, e questo significa che è anche più difficile.

Vabbè. Sdrammatizziamo. Sono riuscita a montare sull’aereo con… ve lo dico a fine post!

Sono atterrata Venerdì sera tardi. È venuto a prendermi Alessandro, il mio fratellino (ha 13 anni meno di me) più piccolo che vive a Pisa ma in genere nel fine settimana torna a Lucca, e nel tragitto in macchina ci siamo fatti una bella chiacchierata. Bello.

Sabato mattina ho dormito, ma quando sono a Lucca non riesco a dormire più di tanto perché non appena sento le voci dei miei nipotini (Sofia di 6 anni e Francesco di 2) DEVO alzarmi per andare a vedere che fanno! E così abbiamo fatto colazione insieme fra un peluche volante, una canzone di Frozen e le formiche che ti camminano su tutto il corpo, oh che formiche tremende, fanno il solletico e non c’è verso di liberarsene! Mentre facevo colazione cercavo anche di chiacchierare con i loro genitori (Roberto che è mio fratello e Ilaria che è sua moglie) ma sono circa 6 anni che non si riesce più a fare conversazione come si deve!

Dopo pranzo ho fatto una crostata per il compleanno della mia mamma

20181022_202740.jpg

che si sarebbe festeggiato il giorno dopo, poi ho giocato un po’ coi bimbi e verso le 17 sono uscita. Sono andata a comprare un regalo per la mia mamma insieme a mio fratello Claudio, con cui poi ho fatto un giro sulle mura e così abbiamo chiacchierato un po’.

20181020_174301.jpg

20181020_174526.jpg

20181022_202608.jpg

Quando Claudio è rientrato mi sono trovata con Federico, un compagno del liceo che era stato in Vietnam e mi aveva preso un libro che mi serve per il corso – e poi volevo sapere tutto del suo viaggio! Abbiamo fatto un bel giro e una bella chiacchierata e poi abbiamo incontrato suo fratello con la ragazza e abbiamo finito col fare un aperitivo con loro. Mi ha fatto tanto piacere vederli!

La sera cena con i miei amici storici: Ilaria e Silvia coi mariti/compagni e Chiara e Luisa. Serata bella se si toglie il piccolo dettaglio che ci hanno messo in una sala in cui c’era una comitiva rumorosissima e quindi dovevamo urlare per sentirci!

Domenica nanna, colazione, un po’ di aiuto alla mia mamma in cucina (a pranzo saremmo stati in 14!) e poi sono riuscita a uscire al volo per raggiungere la mia amica Ilaria (amica Ilaria e cognata Ilaria sono due persone diverse!) che era al parco con sua mamma, sua sorella (Silvia) e la bimbaElena. Era una giornata GLORIOSA. Io mi sono portata Sofia e tutto è andato bene che meglio non sarebbe potuto andare: ho trovato parcheggio proprio davanti al parchetto, gratis, le bimbe hanno giocato insieme e io Ila e Silvia abbiamo potuto fare quattro chiacchiere. Ho parlato un po’ anche con la loro mamma, mi conosce da quando ero adolescente ma non la vedevo da anni e vederla mi ha fatto molto piacere! È stato bellino anche vedere Elena e Sofia giocare insieme, Elena è più piccola ma finalmente, crescendo, la differenza d’età si è fatta irrilevante!

Il pranzo è stato un delirio, quattordici persone fra cui due bimbi piccoli, immaginate? C’erano tutti i miei fratelli con fidanzate/mogli e prole, c’erano i miei zii che sono arrivati carichi di doni (la mia zia un grembiule da cucina bellissimo e il mio zio le seppie al sugo!), c’era mia cugina, c’era il mio padrino e mi sembra basta? Beh ovviamente i miei genitori! Che mi hanno regalato un libro e una collanina, ma non si festeggiava il mio compleanno, si festeggiava quello della mia mamma, ma questi sono i vantaggi del vivere lontana!

Nel pomeriggio sono andata con Silvia alla sagra de’ ballocciori (e cioè delle caldarroste) a pieve di Brancoli, verso la Garfagnana, o forse è già Garfagnana? Boh. La sagra è stata un’esperienza.
Quello che mi aspettavo: un delizioso borgo con tante bancarelle, di necci e caldarroste ma anche farina di castagne e magari miele, sparse per i vicoli.
Quello che ho trovato: una massa di briai di tutte le età che saltavano e ballavano nel campetto della chiesa, tanti con addosso i premi vinti alla riffa (tipo questo sotto col cappello a forma di pollo arrosto)!

20181021_183435.jpg

Io e Silvia (che, povera, si è sacrificata a andare in macchina con me anziché in moto con Andrea, con tutti i problemi di parcheggio che questo comporta) abbiamo mangiato i necci con la ricotta

20181021_175222.jpg

e visto che coi necci sta bene il vino siamo scese in quel casino a bere e saltellare

20181023_092500.jpg

e ovviamente abbiamo partecipato alla riffa, e guardate che bei primi che ci siamo riportate a casa (non è vero, Silvia ha abbandonato quella meravigliosa tazza col vogatore sul palco del karaoke):

20181021_180946.jpg

Ho incontrato un sacco di gente che non vedevo da quanto, vent’anni? Era un po’ come essere a una festina delle medie! E poi ho visto Doriano, che non vedevo da meno tempo ma che vorrei vedere più spesso perché incontrarlo è sempre bello!

Insomma è stata proprio una bella festina, e quando siamo riscese a valle siamo pure riuscite a incastrare un aperitivo con Chiara prima che io mi dovessi mettere in moto per andare a cena da Valù.

Valù è mia amica da tanti anni e come stile di vita abbiamo parecchie cose in comune, e proprio per questo quando scendo non sempre riusciamo a vederci. Che va bene, perché è una di quelle amicizie che non hanno bisogno di una frequentazione quotidiana per sopravvivere. Su certe cose so che Valù può capirmi come poche altre persone, semplicemente perché per certe cose siamo uguali! Che può essere positivo e può anche essere negativo, nel senso che negli anni è pure successo che ci siamo scazzate. Ma la comune passione per gli stivali ha sempre agito da collante per riportarci insieme ^^ e insomma vederla è sempre bello. Abbiamo cenato nella sua casina con la sua gattina, mangiato bene, bevuto un po’, ascoltato musica e chiacchierato tanto! Basta poco che ce vo’! Vale ci saremmo dovute fare una foto insieme, così la mettevo!

Di amiche speciali non c’è solo Vale eh, ma ora mi è capitato di scrivere di lei. Che le altre non si offendano, che siete importanti lo sapete! Anche se forse non sapete quanto.

Il Lunedì era l’ultimo giorno. Ho dormito e poi sono andata a fare un po’ di spesa da portarmi in Belgio col mio babbo che da poco è in pensione e che dire, da un lato bene che esce e fa cose, dall’altro certe abitudini sono dure a morire (ci siamo fermati in un bar e si è fatto due whisky alle 10 del mattino).

Dopo pranzo ho giocato un po’ con i miei nipoti, fatto la valigia e poi la banda al quasi completo (mancava Martina, rimasta a casa a studiare) mi ha portato a Pisa. Francesco e Sofia hanno visto gli aerei e io ho scoperto una cosa.

Allora sia io che Bram usiamo quando viaggiamo le bottiglie riutilizzabili della Dopper (https://dopper.com se vi interessa, no non mi pagano!). Sono carine, sono leggere, sono BPA Phthalate e lead (piombo) free e vanno in lavastoviglie, il che significa che possono essere utilizzate quante volte vogliamo e che ci evitano di comprare di continuo bottiglie di plastica. In Belgio sono abbastanza diffuse e quando vado al corso di spagnolo sui banchi è una sfilata di bottigliette di colori diversi! Le usiamo principalmente (ma non solo) quando viaggiamo: passiamo il controllo di sicurezza con la bottiglia vuota in borsa e la riempiamo dall’altro lato (come si chiama l’area dopo il controllo di sicurezza?) in bagno. Non vi schifate, l’acqua in Europa è potabile praticamente ovunque (o forse proprio ovunque?) e a dire il vero mi fa più schifo vedere gente che butta una bottiglia di plastica prima del controllo di sicurezza e ne compra un’altra subito dopo. Insomma tutto ‘sto pippone solo per dire che ho scoperto un nuovo uso delle bottigliette: sono perfette per far bere i pampini! Come Francesco e Sofia, appunto. Perché si possono usare per bere al collo, che è quello che di solito faccio io, ma si possono anche svitare ed ecco che la parte superiore diventa un bicchiere! Oh quante cose nuove che si scoprono ogni giorno! Vabbè fine dello spot pubblicitario, scusate mi è scappato, ma davvero non mi pagano, è solo che le uso sempre e ne sono proprio tanto entusiasta!

Insomma aereo, autobus, tram, casa, Bram malaticcio sul divano e casa conseguentemente un casino, piccolo cazziatone (Ma io sono malato), nanna!

Due piccolissimi aneddoti per chiudere.

Uno, la compagnia di autobus che effettua il tragitto Bruxelles-Charleroi e viceversa è cambiata. I tizi che ci lavoravano prima erano antipatici, scorbutici e pure un po’ stronzi (una volta hanno trattato talmente male una signora che aveva commesso il grave errore di provare a salire col trolley in mano che l’hanno fatta piangere!). Adesso sono gentilissimi, amichevoli, sull’autobus vengono proiettati filmini che mostrano tutti che montano sull’autobus ordinati e contenti, e la musica di sottofondo è quella che si usa nei centri benessere! Cioè mi sono fatta Charleroi-Bruxelles (yeah) sentendomi in alle terme!

E due, questa cosa ve la devo dire perché ne vado immensamente fiera. Si tratta di un risultato raggiunto grazie ad anni di duro allenamento, tra valigie chiuse saltandoci sopra coi piedi e forme di Parmigiano nascoste fra i calzini (ah per non parlare del fatto, me ne ero dimenticata, che quando sono andata a Ferrara ho passato il controllo di sicurezza con nel bagaglio a mano dei ferri da calza numero 6!). Vorrei ringraziare tutti i miei amici e familiari che mi sono sempre stati vicini, e anche Bram che una volta è passato con 2 kg di farina di castagne nelle tasche. Siete pronti? Ebbene sono riuscita a portarmi a casa senza fracassarli, nel bagaglio a mano Ryanair…

IMG_20181024_164235_249.jpg

… i Brigidini di Lamporecchio!!!

Felicità.

PS: rileggendo l’articolo mi sono accorta di aver fatto un uso smodato dell’aggettivo bello – è sintomatico, direi!

8-19 Ottobre. A Bruxelles fra frutti della passione, fajitas di mezzanotte, teatri nascosti e uscite con amicone!

novembre 3, 2018

Lunedì 8 Ottobre

Sono rientrata da Ferrara nel tardo pomeriggio. Bram è arrivato a casa dal lavoro tardi e gli ho fatto trovare un mini aperitivo pronto e poi abbiamo mangiato i ravioli al pomodoro sul divano guardando Netflix.

Martedì 9 Ottobre

Lavoro e poi corso di spagnolo. Inizia a piacermi.

Mercoledì 10 Ottobre

Lavoravo da casa e questo mi ha permesso di fare anche un po’ di spesa e preparare la granola per Bram.
Piccola storiellina buffa, a fare la spesa sono andata al mercatino bio sotto casa e mentre ero lì mi ha scritto PLP, che sa che il Mercoledì lavoro da casa e visto che eccezionalmente lavorava da casa anche lui proponeva di vedersi per un caffè. Ho risposto “Guarda sono al mercatino bio proprio sotto casa tua, ma posso fare massimo cinque minuti di pausa” e lui ha capito che al mercatino lavoravo! Alla fine abbiamo pranzato insieme ed è stato così che ho scoperto un posto vicino a casa mia che fa delle pastasciutte spettacolari. Vongole per PLP e gricia per me. Non si finisce mai di imparare!
La sera mi sono imbarcata in un’impresa, e cioè sono andata da Makro (che è un supermercato) a cercare la polpa di frutto della passione surgelata. Makro è un bel po’ fuori e ho dovuto prendere la metro fino a una zona in cui non ero mai stata e poi l’autobus, ma lì non passa l’autobus normale per cui ho l’abbonamento ma De Lijn che è la linea fiamminga, e era tardi e non sapevo dov’ero e tutti parlavano olandese e insomma che avventura! Però la polpa di frutto della passione l’ho trovata. Vittoria!
La sera Bram aveva l’allenamento e quando è tornato abbiamo mangiato le fajitas di mezzanotte.

Giovedì 11 Ottobre

Lavoro e la sera cena fuori con Bram per festeggiare il suo compleanno, non entro nei dettagli perché sul compleanno farò un post a parte!

Venerdì 12 Ottobre

Lavoro e poi teatro con la mia collega Justyna. Il teatro era il Magic Land Théâtre a Gare du Nord e lo spettacolo mi ha entusiasmato, fatto ridere, commosso. Una meraviglia. Il teatro l’anno scorso ha perso i finanziamenti statali e da allora barcolla ma non molla, e noi resistiamo con lui!

Sabato 13 Ottobre

Il tempo a Bruxelles continua ad essere incredibilmente meraviglioso, e se non pensassi che dipenda dal mutamento climatico sarei molto felice. Me lo sono comunque goduto poco perché ho fatto la spesa e poi cucinato cucinato cucinato, il giorno dopo sarebbero venuti gli amici di Bram da noi, a sorpresa per il suo compleanno! La sera sono andata con Bram e Neil al concerto dei Beach House. Non mi ha esaltato.

Domenica 14 Ottobre

Votato (per le comunali) e poi messo Bram a fare il ragù, questo per assicurarsi che non uscisse visto che a breve sarebbero arrivati i suoi amici. Sono arrivati e abbiamo passato una bella giornata. Mi sono stancata tantissimo!

Lunedì 15 Ottobre

Lavoro e poi a cena fuori con Serenuz. Cibo non eccezionale ma compagnia ottima ❤️

Martedì 16 Ottobre

Giornata un po’ particolare al lavoro perché per la fine della giornata era organizzata una gara di torte rosa, questo in occasione di una presentazione sul cancro al seno (vi ricordo che lavoro per un’organizzazione di ricerca oncologica). Per tutto il giorno c’è stata un’atmosfera un po’ da pasticceria, ogni tanto si vedeva passare qualcuno con una spatola in mano (ovviamente i dolci sono stati preparati a casa, ma in tanti hanno messo le ultime decorazioni in ufficio). La gara è stata un po’ un bidone però, perché i nomi dei pasticceri non erano nascosti, le torte erano tutte ammassate insieme con conseguentemente un casino di gente intorno, non c’erano giudici, e tutti potevano votare e votare quante volte volevano! Buuuh! Nel momento in cui scrivo non so ancora chi ha vinto quindi giurin giuretto che non è invidia la mia! Solo un po’ di delusione per la cazzoneria con cui è stato organizzato l’evento. Vabbè ora mi inizia il corso di spagnolo, ciao!

IMG_20181016_215234_194.jpg

Mercoledì 17 Ottobre

Giornata tranquilla, la sera ci sarebbe stata una riunione di condominio ma il mio eroe Bram ci è andato senza di me! È stato ricompensato con dei cappellacci ferraresi al ragù.
Ah la gara di torte l’ha vinta la mia collega Claire, e io sono stata contenta perché avevo votato per lei e perché così la vittoria è rimasta all’interno del Quality of Life Department. E inoltre la sua torta era veramente spettacolare!

Giovedì 18 Ottobre

Lavoro seguito da serata super frenetica. Cucinato un sacco, fatto valigia, sistemato cucina, sistemato vestiti a giro, lavati capelli, annaffiate piante, guardato Kantaro. Dovevo essere un po’ stanchina perché ho tentato di innescare l’allarme al lavoro usando il PIN della carta di credito e ho tentato di aprire la porta di casa, che si apre con le chiavi, con l’abbonamento della metro!

Venerdì 19 Ottobre

Poco da segnalare. Sveglia presto, lavoro e ora sono sull’autobus per la ridente Charleroi!

5-8 Ottobre: Ferrara!

novembre 2, 2018

Scrivo dall’autobus Charleroi-Bruxelles, è Lunedì tardo pomeriggio e sto tornando a casa, per le 19:30 massimo dovrei esserci. E niente, cosa posso dire del weekend (lungo) a Ferrara, se non che è stato bellissimo e che non potrei essere più felice di così?

Tutte di Lucca. Nello stesso “gruppo” da ragazzine. Poi i casi della vita ci spargono in giro per il mondo. Silvia a Lucca, Ilaria ad Alessandria, io a Bruxelles e Veronica, giustappunto, a Ferrara. Silvia e Ilaria, per dovere di cronaca, sono sorelle. Ilaria è la mamma di bimbaElena.

Quante congiunzioni astrali servono perché ci si trovi tutte e quattro nello stesso posto nonostante non sia Natale? Parecchie, e anche il festival di Internazionale.

Andare a Ferrara con KOK e PLP l’anno scorso mi ha fatto realizzare che Ferrara non è così difficile da raggiungere: basta volare su Bologna e ci sei.

Detto fatto, qualche mese fa ho prenotato un volo per andare a trovare Veronica, 5-8 Ottobre. Ho scelto quel weekend perché Bram sarebbe stato in Olanda e perché il volo costava poco. Poi l’ho detto a Ilaria e Silvia e con mia grande gioia hanno deciso di unirsi, arrivando il Sabato mattina e ripartendo la Domenica sera. Hurrà! Casa di Veronica è piccina picciò e in quattro non ci si sarebbe entrate, dunque Ilaria e Silvia si sono messe a cercare un alloggio.

E lì la tragedia. Trovare da dormire a Ferrara durante il festival di Internazionale non è difficile, è impossibile. E infatti non c’è stato verso. Non si trovava niente, niente, niente. OK, quasi niente: un paio di posti che normalmente costano 30 euro a notte e in occasione del festival 350 c’erano pure. Ma ci capirete se vi diciamo che li abbiamo cassati. Tutte accampate da Veronica dunque, orsù! Due nel letto e due sotto al letto! Scherzo. Un po’.

Non vi faccio la cronaca giorno per giorno perché non è stato un weekend alla scoperta di Ferrara, è stata una piccola vacanzina tutte insieme.

Ed è stato bellissimo! Abbiamo chiacchierato, camminato sotto la pioggia e sotto il sole, mangiato e bevuto (quasi tutte le foto che ho sono di cibo ehm ehm), fatto shopping, colonizzato i camerini di non so più che negozio ma so che ce ne erano quattro e a un certo punto ne avevamo uno a testa, parlato di cose serie e anche riso un bel po’ (anche se, Ila e Silvia, non c’eravate quando Vero ha raccontato di quando viveva in una palazzina di ex galeotti e spacciatori in piena attività fra la rosticceria Chinatown e il ristorante trattoria Bengali!). Cose alla fine pure semplici, ma per me che dalla maggior parte delle mie amiche vivo lontana più preziose dell’oro.

IMG_20181007_123948_996.jpg

Ho mangiato troppo, ho fatto troppo shopping, ho pensato una volta di più che Ferrara mi sembra davvero una città meravigliosa.

20181005_201054.jpg

20181006_204937.jpg

Ho fatto anche qualche incontro carino. Sull’autobus da Bologna, all’andata, un diabetologo con la passione per la musica che rientrava da un congresso a Berlino.
Al supermercatino vicino a casa di Veronica, l’ultimo giorno, un commesso del reparto gastronomia così fiero dei suoi cappellacci (tortelli) ripieni di zucca fatti a mano da rifiutarsi di mettermeli in un sacchetto perché “si sciuperebbero gli angoli”! Me li sono portati via in una scatola che da sola prendeva mezza valigia (sul fatto che ho dovuto saltare sulla valigia per riuscire a chiuderla soprassediamo).

E un’altra cosa. Il mio babbo, che da poco è andato in pensione, Lunedì doveva fare un esame un po’ invasivo. Di controllo, ma considerando che ha 70 anni e che beve che venisse fuori qualcosa ci poteva stare. Mentre ero in giro a Ferrara sotto il sole mi ha telefonato e mi ha detto che aveva già fatto l’esame e che aveva già i risultati e che va tutto bene.
Mi sono sentita leggera leggera leggera.

Di nuovo Bruxelles (per un po’!)

ottobre 31, 2018

Lunedì 24 Settembre

Su questa giornata non ho veramente niente da riportare. Mi sono alzata alle 6 perché al lavoro avevamo un meeting importantissimo, ho lavorato fino a tardi e la sera sono crollata!

Martedì 25 Settembre

Lavoro e poi prima lezione di spagnolo del nuovo anno, o meglio seconda, ma la prima l’ho persa perché ero in Croazia.
Ora, sapete quando non hai voglia di fare una cosa, ma proprio non hai voglia che ti spareresti piuttosto?
Ero stata via dieci giorni, rientrata Domenica sera tardi, Lunedì giornata lunghissima di meetings… Martedì dopo il lavoro l’unica cosa che volevo era andare a casa, aprire una bottiglia di vino e morire sul divano! Invece mi sono trascinata al corso di spagnolo (perdendomi pure per la via, ah già e la mattina mi ero persa per andare al lavoro, avevo preso la metro sbagliata ed ero arrivata in ufficio alle 10!) e ho scoperto che: tutti i miei amici italiani o non si sono reiscritti o hanno cambiato giorno; e il corso quest’anno è con un professore con cui avevo avuto una lezione l’anno scorso e il cui modo di insegnare non mi piace per niente – è super caotico, ecco! In più la mia collega e compagna di bevute Dagmara quest’anno ha corsi il Lunedì, il Mercoledì, il Giovedì e il Venerdì, quindi l’unica serata rimasta per vedersi è il Martedì quando io ho spagnolo. Do al professore un’altra possibilità e poi se proprio non mi convince cambio giorno…

Mercoledì 26 Settembre

Sia io che Bram lavoravamo da casa e siano persino riusciti a uscire per una pizza in pausa pranzo.

20180926_134049.jpg

È stata una giornata estremamente produttiva! Dopo il lavoro sono andata a yoga (sto meditando di smettere, perché tutte le volte mi faccio male!) e quando sono rientrata ho spelato il basilico e ho preparato i fusilli col pesto avvantaggiato. Sono venuti buonissimi!

A Bruxelles al momento il tempo è proprio bello, fa freddo ma non troppo e c’è il sole!

Giovedì 27 Settembre

La giornata è stata normale con un finale splatter.
Ho lavorato e sono andata a pranzo con la mia collega Justyna che mi ha deliziato con i racconti dei suoi più recenti viaggi: Senegal, Albania e Slovenia. Io ho preso un hamburger e lei una tartare e dopo rientrare al lavoro è stato difficilissimo!
Dopo il lavoro sono andata a bere un succo con Madeline e poi a cena da Serena (e mini Emma – anche se ha passato tutta la sera a ripetere “Emma è gande”). Serena è lombarda e ha fatto in quattro e quattr’otto un risotto gorgonzola e zucca che era una roba spettacolare. Emma è un pagliaccio, ha un’età proprio divertente. È stata una bella serata!
E il finale splatter? Bram e Neil tornavano da un concerto e sono gentilmente passati a prendermi. Arrivati a casa Bram ha fatto cadere le chiavi della macchina sotto al garage. Come è possibile, vi chiederete voi? In centro a Bruxelles lo spazio si sfrutta, e il garage della nostra nuova casa è fatto a mo’ di ascensore. Tre piani, due macchine per piano, un bottone per far andare l’ascensore in su o in giù. Le chiavi si sono infilate sotto a tutto questo. Farle rifare costa la bellezza di 300 euro. Bram e Neil si sono infilati gli stivali di plastica e i guanti per lavare i piatti e, coraggiosi, si sono calati. Io avevo il compito di manovrare l’ascensore sulla base delle loro indicazioni e ovviamente ero terrorizzata all’idea di sbagliare bottone e spiaccicarli entrambi, o che qualcuno entrasse nel garage mentre ero impegnata e rubasse le scarpe di Neil.
Le chiavi non le hanno trovate, o meglio hanno trovato delle chiavi, ma non le chiavi. In compenso sono tornati su puzzando come dei maiali. Non ve lo dico lo schifo che c’era sotto al garage, fidatevi che non lo volete sapere. Ho infilato Bram in doccia e sono andata a letto.

20180928_183402.jpg

Nel nostro bagno c’è una volpe!

Venerdì 28 Settembre

Lavoro inframmezzato da pranzo con i miei colleghi Dagmara, Madeline, Saskia e Kin (uno, non dirò chi, ha preso la pizza con la bistecca!) e la sera cena al ristorante peruviano con alcuni dei ragazzi con cui ho fatto il corso di spagnolo l’anno scorso. Mancava Rita, una ragazza con cui ho fatto parecchio amicizia l’anno scorso, era malata. Ci ha tuttavia, tramite amici peruviani, dato un prezioso consiglio: quello di prendere un piatto che non avevo mai provato e che si chiama juane. L’ho fatto, ed era delizioso! Ho anche bevuto tre Pisco Sour, e questa si sarebbe qualche giorno dopo rivelata una pessima idea. Ho chiacchierato con tutti ma in particolare con Alessandra, una ragazza di Siena molto simpatica e in gamba. Nella foto il mio juane appena spacchettato, con sullo sfondo il Pisco Sour che sarebbe stato la mia rovina!

20180928_211025.jpg

Sabato 29 Settembre

Giornata molto più piena di quello che avrei voluto. Ma almeno ho dormito, e c’è pure stata una scena buffa: quando mi sono svegliata e ho aperto le tende ho visto in strada… Bram, che passava! Era andato a comprare il pane fresco per colazione… che ridere. Oh, volete vedere le nostre nuove tende (in camera)? Eccole qui! Finalmente non veniamo più svegliati alle 7 dalla luce!

20180912_000514.jpg

Questo invece è il pane col pomodoro che mi sono pappata per colazione. Buono!

20181002_183315.jpg

Poi la giornata è partita, pronti via. Sono uscita a cercare un regalo per Daniele che la sera festeggiava il compleanno e aveva scritto su Facebook Niente regali ma io non uso Facebook e quindi non lo sapevo, sono andata a un festival di arti di strada con i signori Sbuffoli e la loro sbuffolina,

20180929_164331.jpg

ho mangiato una crêpe, ho comprato dei libri, sono tornata a casa, ho impacchettato i regali, poi è venuto KOK e insieme siamo andati da Daniele. È stata davvero una bella serata! Non conoscevo quasi nessuno ma sono stata benissimo lo stesso, anzi forse anche di più, il non conoscere nessuno mi ha obbligato a uscire dal mio angolino. C’erano due ragazzi che si sono sposati a Giugno e si erano divertiti tanto al loro matrimonio che andavano in giro a dire a tutti di sposarsi! E un ragazzo di Roma che continuava a definire Bruxelles “barocca”, e ci ho messo un po’ a capire cosa volesse dire.

Domenica 30 Settembre

Nanna fino a tardi, poi è passata la mia collega Justyna a prendere il vecchio divano di Bram (evviva ce ne siamo liberati!) e poi ho scritto un post sul Giappone e ci ho messo praticamente il pomeriggio. La sera sono andata al concerto degli Okkervil River con Bram, Neil e Florence a Botanique. Il concerto è stato veramente bellissimo ma io non ero molto in forma causa emorroidi! Dannato Pisco Sour! Rientrando siamo passati dalla Grand Place, prima ci passavo tutti i giorni rientrando ma da che abbiamo traslocato non più. Avevo dimenticato che è proprio bella!

20180930_230837.jpg

Lunedì 1 Ottobre

Lavoro e poi a Leuven con Dagmara e Madeline, in teoria per bevute ma in pratica io non potevo bere per il motivo di cui sopra e quindi mentre loro sorseggiavano cocktails io degustavo un succo, uffa.

20181001_185200.jpg

Poi Madeline voleva una cioccolata calda e allora siamo andate in un bar con i tavolini all’aperto (faceva freddo ma ci hanno dato delle coperte) e lei ha avuto la sua cioccolata e io e Dagmara abbiamo preso un succo di mela caldo, non l’avevo mai bevuto prima ed era delizioso! E anche Leuven è deliziosa, è universitaria e piena di localini carini e tavolini all’aperto con studenti che bevono e chiacchierano. Sia Dagmara che Madeline hanno studiato lì e io le ho invidiate un po’!

20181001_201619.jpg

Quando sono rientrata era ancora abbastanza presto e allora io e Bram abbiamo guardato un episodio di Kantaro: The Sweet Tooth Salaryman, serie consigliataci da Cenere, anzi dal marito di Cenere per la precisione. È un po’ interessante e un po’ assurda e onestamente ancora non so dirvi se ci piace o no, so però che avrei già voglia (sto scrivendo neanche 24 ore dopo) di guardarne un altro episodio!

Martedì 2 Ottobre

Ho lavorato da casa perché era sciopero dei mezzi e ne ho approfittato per fare un po’ di cose segrete in vista del compleanno di Bram! Mi sono svegliata con dei capelli quasi decenti e allora mi sono fatta una foto (allo specchio in bagno!).

20181002_183830.jpg

Mercoledì 3 Ottobre

Ho lavorato e cucinato, sempre in vista dell’orsino compleanno. La sera abbiamo mangiato dei ravioli ripieni di ricotta e limone con una salsa di avocado (andava mangiato!) e il dolcino di cui ho postato la ricetta, guardando La Mafia Uccide Solo d’Estate. Ho pianto tutte le mie lacrime guardandolo!

Giovedì 4 Ottobre

Su questa giornata poco da segnalare. La mattina però è successa una piccola cosa carina. Mi sono fermata, andando al lavoro, a un negozietto 24 ore (detti anche “arabini”, nonostante la maggior parte di quelli che ci lavorano siano in realtà pakistani!) per comprare un pacchetto di chewing-gum (altrimenti dette sciangomme, almeno dalle mie parti – l’espressione corretta sarebbe “gomme da masticare”, ma vuoi mettere con “sciangomme”? – le “cicche” per me sono i mozziconi di sigaretta!). Siccome che questi negozietti vendono un po’ di tutto e io mi ero giustappunto scordata di portarmi un gommino ho chiesto se per caso li vendessero. Non li vendevano ma mentre pagavo i chewing-gum il tizio, solitamente scorbuticissimo, rufolava sotto il bancone. Stavo per uscire quando mi ha richiamato e mi ha regalato… un elastico! Proprio un elastico, quelli da cancelleria. Non l’ho usato ovviamente (mi sarei ritrovata calva… piuttosto la penna!), ma mi ha fatto tenerezza!
Quando sono tornata a casa mi sono trovata nella posta (nonostante l’etichetta che dice Niente pubblicità e niente giornali gratuiti) il volantino del partito nazionalista fiammingo. Mi ha fatto talmente rabbia, schifo, ribrezzo, che prima di buttarlo l’ho fatto a pezzi e, preda dell’indignazione, ci ho pure sputato. Come osano!
A parte ciò la serata è passata tranquilla. Ho lavorato un po’ a maglia (sto finendo una sciarpa che DEVE essere pronta in tempo per il compleanno di Bram), ho fatto la valigia e la sera abbiamo mangiato la pasta radicchio gorgonzola e noci guardando Kantaro: The Sweet Tooth Salaryman (per una volta è più bellino il titolo in italiano: Kantaro il rappresentante goloso!). Ma quanto è buono il radicchio? Non lo trovo spesso a Bruxelles, ma quando lo trovo è una festa!

Venerdì 5 Ottobre

Su questa giornata poco da dire. Sveglia presto, lavoro, taxi, aeroporto, Charleroi, Bologna, Ferrara, Veronica. Felicità!

Una lunga estate calda

ottobre 30, 2018

Questo post l’avevo scritto al ritorno dalla Croazia. Poi in realtà a Bruxelles è tornato il caldo. Adesso da qualche giorno fa di nuovo freddo. Era l’ora!

È stata una lunghissima estate calda.

A Giugno è arrivato il tepore a Bruxelles. Ci siamo spogliati di mesi di cappotti e maglioni e siamo usciti.

A Luglio il caldo è continuato. Siamo andati nei parchi e ci siamo goduti il sole con un bicchiere di birra fresca in mano.

Agosto è stato la calura soffocante del Giappone. Persino le magliette erano di troppo. Avevo portato sandali e sneakers, ho usato solo le infradito.

A Settembre il tempo qua era ancora bello e poi è arrivata la Croazia. Abbiamo ritirato fuori i costumi e gli asciugamani.

Adesso è quasi Ottobre, siamo di nuovo a Bruxelles e fa decisamente freddo.
Non ci siamo più abituati e ci ha colto un po’ di sorpresa.
Ma direi che proprio non ci possiamo lamentare!

Croazia. 2 giorni a Plitvice + il rientro.

ottobre 29, 2018

Croazia giorno 7: Venerdì 21 Settembre

Ci svegliamo nella nostra cameretta nella casina incantata

20180921_101245.jpg

e dopo aver fatto colazione ed esserci preparati scendiamo a farci dare utili consigli (bullizzare) da Ivo.

Il personaggio, sulla settantina ma più forte di noi due messi insieme, con un inglese scarso ma un piglio logorroico – immaginate le storie che ne vengono fuori! – ha per me un grave difetto: tocchiccia. Ora, senza andare sul #metoo, credo che la percezione di fastidio sia una cosa estremamente personale. Mi è capitato ferma in coda o in luoghi affollati di ritrovarmi mani sul culo, per caso o forse no, e non me ne sono mai fatta. Ma la gente che ti prende, ti abbraccia, ti mette le mani sulle spalle o peggio intorno alla vita, ti, appunto, tocchiccia, mi dà un fastidio incredibile. Poi dipende da chi lo fa ovviamente, in certi casi è ovvio che non ci sono secondi fini. Ma se a farlo è un tizio di più di settant’anni appena conosciuto le cui intenzioni non mi sono chiare non solo mi infastidisco ma pure mi turbo.

Bram lo sa, e si rende subito conto della situazione e si siede in mezzo in modo da creare una barriera fra me e Ivo. Grazie Bram grazie!

I consigli di Ivo sul come visitare il parco nazionale di Plitvice consistono nel suggerirci (ordinarci) di fare il percorso C, che per fortuna è quello che avevamo già in mente; e nel cercare di convincerci a fregare gli addetti al parcheggio del parco andando a posteggiare nel parcheggio (privato) di un hotel lì vicino di cui ovviamente non siamo ospiti. Per guadagnare l’accesso al parcheggio dell’hotel dovremmo sostenere di avere un fantomatico “marketing meeting”. E certo, perché Bram va agli appuntamenti di lavoro vestito così!

20180921_113311.jpg

La foto sotto è stata scattata nel parcheggio del parco, quello ufficiale. Il folle consiglio è stato saggiamente ignorato (c’erano certi ceffi a guardia del parcheggio dell’albergo che credo che ci avrebbero fatto fuori se solo ci avessimo provato!).

Ma torniamo al singolare personaggio. Tre aneddoti ho al proposito.

Il primo. Ci ha tenuto un’ora al tavolino per spiegarci uno dei percorsi che pure sono contrassegnati, trattando male Bram ogni volta che si azzardava a prendere in mano il telefono per segnare uno dei luoghi indicati sulla mappa. Finito il pippone guarda Bram e fa: “Hai capito?”
Bram: “Sì”
Ivo: “Allora ripeti.”

Il secondo. Ha nominato varie volte la moglie. In frasi al presente, tipo “Mia moglie vorrebbe sapere cosa volete per colazione”. ‘Sta moglie, però, in tre giorni (scrivo a fine vacanza) non si è mai vista. Manco un mignolino.
UPDATE fine vacanza, l’abbiamo vista! Cioè abbiamo visto una signora. Abbiamo supposto fosse la moglie.

Il terzo. La storia del cane di Ivo.
Cathy e Shaun ci avevano raccontato che quando erano stati da Ivo sei anni prima aveva appena preso un cane, che già da cucciolo era enorme. Ci aspettiamo dunque di trovare, sei anni dopo, chissà che gigante. Ma di cani non c’è traccia. Ci sono però delle crocchette in giro, e questo ci fa pensare che il cane non si veda ma ci sia. Bram chiede e ne viene fuori la seguente storia. Ve la riporto come l’abbiamo capita.
Ivo aveva un cane. Il cane di Ivo era odiato da tutto il villaggio perché quando tutto il villaggio andava illegalmente a caccia di cervi (?) il cane abbaiava e faceva scappare i cervi nonché scoprire i cacciatori illegali. Ma nessuno avrebbe potuto torcere un capello al cane di Ivo, perché il cane di Ivo era fortissimo! Un giorno, però, Ivo è andato al negozio di elettronica, e ha chiesto al vicino se gli serviva qualcosa. Al vicino non serviva nulla, ma non appena Ivo è uscito il vicino è andato a spruzzare dello spray urticante negli occhi del cane. Quando Ivo è tornato ha trovato il cane con gli occhi tutti rossi e l’ha portato dal veterinario. Il cane non ha riportato danni, ma se l’è legata al dito e alla prima occasione è saltato addosso al vicino e l’ha messo a tappeto (cioè l’ha steso per terra e poi ci si è sdraiato sopra). Ivo ha visto la scena e ha tirato fuori il vicino e gli ha offerto una rakia (l’orribile liquore di prugne tanto in voga da queste parti). Ma siccome il cane era diventato pericoloso l’ha dovuto togliere di torno.
E questa era la storia del cane di Ivo. A un certo punto nella storia appariva anche una famiglia medio orientale con dieci bambini ma né io né Bram siamo riusciti a capire quale fosse il loro ruolo nella storia.
Ci saremmo successivamente accorti che un (altro) cane in giro c’era. Non l’abbiamo notato subito perché era enorme e lì per lì l’avevamo preso per un pony. Era un po’ mogio. Ivo sosteneva fosse stato morso da un orso.

Insomma le storie di Ivo erano un po’ strane! Ma magari era solo l’inglese. Boh.

Prima di uscire Ivo si raccomanda che compriamo dei cevapcici così la sera si farà il bbq. Io sento un gran bisogno di verdure e quindi vorrei arrostire quelle. Chiedo. La conversazione va così.
Ivi: “Comprate i cevapcici! Al discount vendono i migliori! Poi stasera li arrostiamo sul bbq!”
Io: “Possiamo arrostire anche delle cipolle?”
Ivo: “Salsicce!”
Io: “Peperoni?”
Ivo: “Pancetta!”
Io: “… Zucchine?”
Ivo: “Anche un agnello intero!”

Quando finalmente riusciamo a sganciarci io e Bram andiamo al parco. Anzi no prima a comprarci i panini!

Il parco nazionale di Plitvice è famoso per le cascate e i laghi. Ha avuto anche un ruolo nella guerra di indipendenza croata, ma questo prima di visitarlo non lo sapevo.

Il parco è protetto. Molto protetto. Si può camminare solo sui sentieri prestabiliti e non si può assolutamente mettere piede nei laghi. Se da un lato questo ne preserva la bellezza e l’ecosistema, dall’altro in certi momenti ho avuto un po’ l’impressione di stare camminando in un museo. Ecco qualche foto…

20180921_123101.jpg

20180921_130517.jpg

20180921_132440.jpg

… ma adesso ve ne faccio vedere anche una che rende meglio l’idea del casino che c’era, almeno nella prima parte della giornata (nel pomeriggio i gruppi se ne sono andati).

20180921_134546.jpg

Se era così un Venerdì di fine Settembre non posso immaginare cosa possa essere di Luglio e Agosto!

20180921_142312.jpg

20180921_142440.jpg

20180921_143425.jpg

A un certo punto per spostarci abbiamo preso la barca elettrica compresa nel prezzo del biglietto. Essere sulla barca è stato bello. Aspettare la barca mezz’ora in piedi sotto il sole molto meno!

20180921_152453.jpg

La seconda parte della giornata, il pomeriggio, mi è piaciuta di più della prima. Gli autobus turistici se ne erano andati e quindi c’era molta meno gente, faceva più fresco, il sentiero si era fatto meno composto, più selvaggio.

20180921_154823.jpg

20180921_160006.jpg

20180921_162348.jpg

Faccio quella che se la tira? Faccio quella che se la tira. Belle le cascate eh. Bellissime. Però, dopo aver visto quelle dell’Islanda… Le ho trovate un po’ miserine (in termini di portata), ecco! Ma magari è perché le abbiamo viste a fine stagione!

Verso la fine il percorso è cambiato. È improvvisamente diventato autunnale! Che meraviglia!

20180921_162911.jpg

20180921_170112.jpg

Nella seconda foto l’azzurro che si vede non è il cielo ma un lago, o per la precisione il cielo riflesso nelle acque di un lago.

20180921_125830.jpg

A fine camminata eravamo un po’ stanchi. Abbiamo volontariamente perso l’autobus che ci avrebbe riportato alla macchina (ne passava uno ogni mezz’ora) per riposarci un po’ e bere una birra godendoci le bellezze del parco.

Poi siamo andati a fare la spesa per il bbq. Obbedienti, abbiamo comprato i cevapcici. Ribelli, anche un bel po’ di verdure.

Mettiamo la spesa in macchina e riprendiamo la via di casa. Quando arriviamo sono circa le 20 ed è buio. Vediamo la luce accesa dentro e Ivo alla finestra che scruta fuori. Ci vede arrivare e mentre parcheggiamo esce e va a prendere una spranga.

Una spranga. Di ferro.

Perplessi, scendiamo di macchina. Bram scende dal lato di Ivo, io dall’altro e quindi fra me e Ivo c’è la macchina. Ivo sta ridendo e quindi non sono particolarmente preoccupata, certo che la situazione è strana però.

Perché, strilla Ivo brandendo la spranga, non mi avete avvisato che non c’era acqua calda?!

Sia io che Bram ci eravamo fatti la doccia il giorno prima appena prima di partire da Krk. Normalmente ce la saremmo rifatta la mattina, ma visto che avevamo in programma di scarpinare tutto il giorno nel parco avevamo deciso di farcela la sera invece. Dunque non ci eravamo accorti che mancasse l’acqua calda.

Spieghiamo la situazione (ma poi, ma che mi devo giustificare, ma se io mi volessi lavare con l’acqua fredda??) ma Ivo non molla la spranga. Continua a brandirla e continuando a ridere (ma con la cazzo di spranga in mano) dice che se qualcosa non va glielo dobbiamo dire subito, e che se abbiamo freddo gli va detto!!, così ci darà delle coperte, e io dico che non abbiamo avuto freddo e che una coperta aggiuntiva in camera c’è, e allora lui dice che dobbiamo dormire con la finestra aperta, e Bram dice che la preferiamo chiusa per via della luce e delle zanzare, e Ivo tuona che non ci sono zanzare e poi ridendo si scaglia su di me per fare finta di pinzarmi, e io scappo a nascondermi dietro Bram in una scena che è veramente quanto di più surreale si possa immaginare. Al buio, soli, in montagna, di notte, con un matto forzuto e irragionevole con una spranga in mano! Non è successo nulla eh, ma mi sono spaventata a morte. La cosa più brutta per me è stata che Ivo era di un umore talmente strano che non c’era modo di capire cosa l’avrebbe potuto placare e cosa l’avrebbe invece ulteriormente scatenato.

Alla fine se Dio vole posa quella cazzo di spranga e noi apriamo il bagagliaio per tirare fuori la spesa e quando vede i cevapcici ci chiede se vogliamo ancora fare il bbq e grazie al cielo Bram risponde che siamo stanchi e che preferiamo usare la cucina che c’è sul nostro pianerottolo per cenare in casa.

E quindi niente, ci siamo fatti la doccia e abbiamo preparato cena e la serata alla fine è stata tranquilla, ma io l’ho passata a sussultare ogni volta che sentivo aprirsi una porta. Bram sosteneva che Ivo fosse ubriaco e col senno di poi probabilmente aveva ragione. Più tardi è passato a chiederci se volevamo la colazione per il giorno dopo e sembrava normale. A sentire lui prima scherzava, ma vi pare uno scherzo divertente, ubriaco e con una spranga in mano? Avrò poco senso dell’umorismo, ma io non mi sono divertita per niente!

Croazia giorno 8: Sabato 22 Settembre

Questo era il nostro ultimo giorno in Croazia. Abbiamo deciso di prendercela comoda: quello che volevamo fare l’abbiamo fatto, questo giorno è bonus. L’unica cosa che a me interessa è stare il più lontana possibile da Ivo!

Ci svegliamo verso le 9. Ci svegliamo in autunno! È incredibile, in un giorno solo le temperature sono scese di tipo 10 gradi, e anche il cielo è completamente cambiato. Al suono della cascata che ci ha tenuto compagnia in questi giorni se ne aggiunge un altro: quello, leggero, della pioggia.

E va benissimo così. Le isole le abbiamo viste, il parco l’abbiamo visto, oggi può piovere quanto vuole.

Quando usciamo è quasi mezzogiorno. Ci guardiamo intorno stupiti e incantati. C’è anche un odore nuovo, di terriccio e foglie bagnate.

La nostra prima tappa è Rastoke, un villaggio non troppo lontano famoso per mulini e cascate. Ci arriviamo che è ora di pranzo e sta piovendo. E quindi? E quindi si magna! Che novità.

Finiamo in un pub locale, tranquillo, con un menù che va dai soliti cevapcici a pizza e lasagne. Di cevapcici non ne possiamo più (li avremmo rimangiati a cena, la confezione comprata il giorno prima era formato famiglia, li vendono solo formato famiglia!), Bram prende una pizza e io, ehm, io mi faccio tentare dalla lasagna vegetariana più formaggiosa della storia!

20180922_131709.jpg

Non era cattiva, se si esclude il fatto che a sinistra era una palla di besciamella e formaggi e a destra un agglomerato di sfoglie di pasta fresca tutte appiccicate!

Nel pomeriggio siamo stati in giro per il paesino. La stagione era proprio cambiata, ora vi faccio vedere. Nel paesino c’erano mulini ad acqua, cascate, gatti. Ci siamo comprati le farine.

20180922_141856.jpg

20180922_142113.jpg

20180922_150805.jpg

20180922_150816.jpg

20180922_152624.jpg

C’era un profumo d’autunno, quasi d’inverno, che mi faceva venire in mente le scampagnate domenicali a Trassilico, in Garfagnana, quando vivevo ancora in Italia. Non è affascinante quanto la memoria sia connessa ai sensi?

Questa parte di Croazia è completamente diversa da quella vista nei giorni precedenti. Qua la guerra è arrivata. Siamo vicini al confine con la Bosnia, qui.

Quando ci stufiamo del paesino riprendiamo la macchina e ci dirigiamo verso un posto strano. È un misto tra un parco nazionale e una fattoria. In pratica un tizio si è messo ad allevare cervi per passione. Non li mangia, non ci fa nulla, li tiene in questo spazio recintato ma veramente enorme, userei la parola tenuta ma tenuta richiama un posto lussuoso e questo non lo era. La gente li voleva vedere e allora a un certo punto ha deciso di dare la possibilità di fare delle visite guidate. Si pagano circa 5 euro e la figlia ti porta in giro e racconta. Si può dar da mangiare agli animali (se si avvicinano) e alla fine c’è pure un piccolo rinfresco compreso nel prezzo: formaggio, salame, succhi di frutta e l’immancabile rakia.

20180922_174154.jpg

20180922_174441.jpg

20180922_174521.jpg

Abbiamo imparato un sacco di cose sui cervi. Quello col manto a pois era un po’ vecchietto. Avevano temuto che non passasse l’inverno. Invece ce l’ha fatta! Ci è stato tutto il tempo appiccicato, per farsi proteggere e coccolare. Faceva un freddo tremendo, tutti i visitatori tranne noi avevano il piumino!

Finito il giro è purtroppo arrivato il momento di rientrare. Io ero ormai assolutamente terrorizzata da Ivo e ogni volta che lo incrociavo improvvisavo strani balletti per evitare di anche solo passargli accanto. Ma per fortuna non avremmo più avuto problemi. Cena in casa dunque, e a nanna presto che il giorno dopo avevamo l’aereo e già sapevamo che far entrare sei bottiglie di vino croato in valigia sarebbe stata impresa da non poco! In caso siate curiosi, ecco un esemplare delle nostre cene casalinghe e montane. Dall’alto e in senso orario: pane; cevapcici saltati con verdure e (siccome sono un suino) cheddar; cipolle crude (dobbiamo aver sbagliato qualcosa perché abbiamo continuato a puzzare di cipolla per giorni – forse avremmo marinarle?); e ajvar (una salsa di peperoni locale buonissima, ce ne siamo portati a casa due barattoli!).

IMG-20180922-WA0016.jpg

INFO

Pranzo a Rastoke al Bistro Centar. 105 (120 con la mancia) kn per la mia lasagna e la pizza di Bram.
E veniamo al pezzo forte! Il posto in cui siamo stati a Plitvice si chiama San Korana. Abbiamo pagato 1000 kn in totale per avere un piano tutto per noi con uso di bagno e cucina per tre notti. Caffè e latte erano a disposizione gratis. Ivo era compreso nel prezzo!

Il ritorno. Domenica 23 Settembre.

Domenica 23 Settembre…

… è stata una giornata di viaggio. Eppure le note di colore non sono mancate.

Ci siamo alzati senza fretta e abbiamo fatto le valigie riuscendo a farci entrare tutto.

Al momento dei saluti Ivo ha portato le braccia in avanti per abbracciarmi, ma io pronta gli ho dato un doppio cinque bloccandolo! Chiariamo, non credo avesse cattive intenzioni, tocchicciava anche Bram, credo fosse semplicemente il suo modo di fare e ad altri non avrebbe probabilmente dato fastidio… ma io, semplicemente, non lo sopportavo.

Siamo partiti col sole e dovevamo fermarci da qualche parte a comprare qualcosa per pranzo (avevamo il volo alle 16, di fermarci da qualche parte per mangiare non avevamo tempo e se possiamo evitiamo di comprare cibo all’aeroporto). A un certo punto passiamo davanti a un cartello e io urlo, PEKARA! In qualche remoto angolo del mio cervello era rimasta, dai tempi del viaggio nei Balcani con Stefano e Valù, registrata l’informazione che pekara vuol dire panetteria! E pekara fu.

Ci siamo fermati anche in un bar per prendere un caffè. Era pieno di uomini che fumavano e ci guardavano di sottecchi. Quanto di più lontano ci possa essere dalla classica immagine della Croazia assolata e profumata di mare. Ma ovviamente la Croazia non è solo quello, e sono contenta di essermi spostata e aver visto anche altre realtà. Anche se Veli Losinj resterà per sempre nel mio cuore!

E poi basta. Aeroporto, aereo un po’ in ritardo ma non tanto, valigia troppo pesante e conseguente spostamento di farine nello zaino, volo, Neil l’amico di Bram che ci è gentilissimamente venuto a prendere a Bruxelles, casa.

Per cena la pizza avanzata dalla pekara, era cattiva da fredda e era cattiva anche da riscaldata, una puntata de La Casa de Papel che non mi piace più ma ormai lo finisco, e poi nanna, si ricomincia… ma solo per un po’!

Croazia. 2 giorni sull’isola di Krk + da Krk a Plitvice

ottobre 25, 2018

Croazia giorno 5: Mercoledì 19 Settembre

Come al solito scrivo mentre Bram è nell’acqua scintillante.

Ieri era il primo, e a dire il vero anche l’unico, giorno pieno sull’isola di Krk. L’abbiamo iniziato con calma, con un’abbondante colazione (avevamo fatto la spesa il giorno prima) nel giardino della casa che ci ospitava.

Angolo fie! Quando viaggio ho, come tante, difficoltà a, ehm ehm, andare in bagno. Ho trovato, grazie ai suggerimenti di Valù, una soluzione durante IL viaggio, e ha funzionato anche qua. La soluzione è: una colazione bella abbondante con alternanza di bibite calde e fredde, tipo cappuccino e succo, o anche solo caffè e acqua. Funziona! Fine angolo fie.

Dopo colazione siamo andati a comprare la focaccia e poi ci siamo diretti in macchina verso Stara Baska, una zona in cui si può parcheggiare a lato della strada e poi scendere a piedi verso varie spiagge diverse. Un po’ come a Calafuria per chi conosce!

Sarà che è Settembre inoltrato, ma la spiaggia su cui ci siamo piazzati era praticamente deserta. Abbiamo pagato per un ombrellone e due lettini e se avete imparato a conoscere un poco Bram tramite i miei scritti potete immaginare che questo significa che ci siamo stati tutto il giorno! Bram è immediatamente sparito in acqua (avrà fatto forse dieci bagni nel corso della giornata?) e io ho trascorso un piacevolissimo pomeriggio leggendo, ascoltando musica, scrivendo e mangiando focaccia! Ho anche fatto un bagno a dire il vero, ma ho resistito pochissimo perché l’acqua era freddissima e i pesci venivano a mangiarmi i piedi!! La spiaggia era di ciottoli e l’acqua talmente trasparente che si vedevano arrivare. Erano piccolini, quasi trasparenti, a righe nere. Sulla spiaggia c’era anche un famiglia italiana con un bimbo che avrà avuto un anno. Gattonava e nella vita aveva un solo, fermo proposito: mangiarsi più ciottoli possibile!

20180919_144133.jpg

20180919_165611.jpg

20180919_170958.jpg

20180919_173049.jpg

Quando siamo venuti via dalla spiaggia erano circa le 17 e io avevo un grosso problema: sulla spiaggia non c’era un bagno, a far pipì in acqua non riesco, morale, la tenevo dalla mattina alle 11! Ehy questo forse spiega la panza che si vede in una foto che mi ha fatto Bram! Sì sì, certo. Non sono mica tutte le cose che sto mangiando, no no.

Quando scrivo a volte ho pensieri che genericamente non finiscono nel racconto, ma ci sono. Il disastro di Genova mentre ero in Giappone, e da allora ogni volta che attraverso un ponte ci penso. L’ennesima aggressione a Lucca, la mia città, oggi.

Tornando alla cronaca, da Stara Baska ci siamo diretti verso il villaggio di Vrbnik, famoso per la produzione di vino. Dovevamo cambiarci e Bram ha deciso di adeguarsi agli usi locali e si è cambiato per strada! Io ho aspettato di trovare un bagno. La vineria in cui ci siamo fermati poco prima del villaggio per fortuna ne aveva uno. Ho fatto pipì, mi sono cambiata, abbiamo comprato il vino e poi abbiamo attraversato i filari di vigne fino a raggiungere il villaggio.

Vrbnik è un grazioso villaggetto medievale, molto carino, molto turistico e parecchio dimesso. Ohi ohi. Ho un problema. Sono così abituata a usare l’inglese che non so più l’italiano. Come si traduce run down? Per la cronaca succede anche al contrario. Sono giorni che cerco di spiegare a Bram il concetto di “presa di posizione” e non riesco a fargli capire cosa intendo – il che è ironico, perché delle prese di posizione lui è il maestro!

20180919_190029_001.jpg

Abbiamo girato fra stradine e viuzze (fra cui il vicolo più stretto del mondo) per un bel po’. Io avevo i sandali e scivolavo!

Ed ora, ecco a voi la foto del posto raccomandato dalla LP a Plitvice. Sarà anche stato buono, ma penso basti guardare la foto per capire perché l’abbiamo escluso.

20180919_185343.jpg

Stavamo per rimetterci in macchina per tornare a Krk e cenare lì quando siamo passati davanti a un posto dall’aria tranquilla in cui due ragazze si stavano dividendo, ehm, un cheeseburger dall’aspetto parecchio invitante. Abbiamo dato un’occhiata al menù, la cameriera ci ha sorriso in maniera amichevole, conquistati! Ci siamo accomodati.

Ci siamo ritrovati in un posto semplice ma bellissimo. Il menù era invitante, tutto, e Bram ha avuto un’idea geniale: anziché prendere due cheeseburgers come avevamo inizialmente pensato ne abbiamo preso uno solo e ce lo siamo diviso insieme a un’insalata di verdure grigliate, feta e pinoli. Così abbiamo potuto assaggiare più cose!

20180919_194236.jpg

20180919_194254.jpg

Ed era tutto buonissimo, e la cameriera era così simpatica e gentile, e la birra scorreva così bene (per me, Bram doveva guidare) che ne è uscita una serata super carina – così tanto, probabilmente, proprio perché imprevista e inaspettata. E abbiamo pure speso poco!

INFO

Il posto in cui abbiamo cenato si chiamava Konoba placa e in 2 abbiamo speso solo 174 kn. Caldamente raccomandato!

Croazia giorno 6: Giovedì 20 Settembre

Era il nostro ultimo giorno sull’isola di Krk. Ci siamo alzati presto e siamo andati a far colazione sul mare.

20180920_085232.jpg

Inizialmente eravamo seduti qui

20180920_090308.jpg

ma tempo un paio di minuti siamo corsi a sederci dall’altro lato perché al sole faceva talmente caldo che l’esperienza era non piacevole ma un supplizio!

Avevamo deciso di trascorrere l’ultimo giorno nella cittadina di Krk. Mariza ci aveva fornito un itinerario che sembrava interessante e che volendo includeva anche la possibilità di fare una nuotata. E poi io dovevo ancora avere il mio piatto di formaggi!

Dopo colazione siamo andati a visitare la cattedrale. Normalmente è chiusa al pubblico, ma eccezionalmente era aperta per un’esposizione su Paolo Veneziano. Bella. A un certo punto ho trovato una porta non chiusa a chiave e mi ci volevo infilare nella speranza di finire sul tetto, ma poi ne è uscita una suora e allora ho capito che forse non era il caso!

Dopo la cattedrale abbiamo visitato il castello. Molto molto bello anche quello. Chi nota quello che c’è da notare nell’ultima foto?

20180920_102859.jpg

20180920_103015.jpg

20180920_104753.jpg

Poi ci siamo incamminati verso il mare. Volevamo raggiungere Punta Galetto, non lontana, dieci minuti a piedi dal centro dove eravamo. Ci siamo fermati in un posto bellissimo bordo mare per un caffè. È una cosa che amo, fermarmi nei posti al di fuori del loro tempo: questo era un cocktail bar (Bram sosteneva di no, poi abbiamo guardato il menù e la prima voce era “1 litro di mojito”), noi ci siamo fermati verso le 11 del mattino per un caffè e l’abbiamo avuto tutto per noi. Magico.

Raggiunta Punta Galetto io mi sono sistemata a un tavolino con tutto il necessario (libro, succo, telefono, cuffie, che però raramente uso perché il rumore del mare è più bello) e Bram è come al solito sparito in acqua. È tornato con tantissime foto di ricci e stelle marine!

20180920_131909.jpg

E, poi, finalmente, è arrivato il momento che tanto attendevo: il pranzo. Tagliere di formaggi, aspettami che arrivo! Avevamo controllato e il posto aveva delle ottime recensioni.

Ci arriviamo e troviamo subito posto, anzi ci siamo solo noi. Guardate bellino il ristorante:

20180920_134301.jpg

Io ordino il tanto bramato piatto di formaggi e Bram quello di pesce. Eccoli qui.

20180920_135453.jpg

20180920_135422.jpg

Ero indecisa su quale foto mettere, nella seconda si intravede il piatto di pesce di Bram ma nella prima si vede la mia magliettina adorata. L’ho comprata a Miyakojima e mi piace tanto perché per me strilla: ESTATE!

Torniamo ai piatti. Ora. Non erano cattivi, anzi erano abbastanza buoni. Però se guardate le foto vi renderete probabilmente conto del fatto che di cucinato non c’era assolutamente niente: il pesce veniva tutto da pacchetti sottovuoto, barattoli o lattine. Niente di male, ed era buono eh, però considerando il prezzo… I formaggi erano saporiti ma, di nuovo guardate la foto, era tutto lo stesso tipo di formaggio. Per fortuna Bram ha accettato di fare mezzo e mezzo, perché da sola non ce l’avrei fatta, troppe volte lo stesso sapore, anche se declinato in maniera diversa (ma non abbastanza).

Ma insomma. Il posto è carino, il tizio è gentile, il vino è buono, tutto sommato sono contenta.

Al momento di pagare viene fuori che non accettano carte, e in contanti non abbiamo abbastanza. Colpa nostra, avremmo dovuto chiedere prima. Lascio Bram col tizio e vado a prelevare, quando torno pago e poi diamo un’occhiata al negozietto del ristorante. Un paio di cose le prenderei volentieri, ma Bram non è dello stesso avviso e contrariamente al mio solito non insisto.

Per fortuna.

Perché poi Bram mi racconta che quando mi sono allontanata il tizio ha attaccato bottone, e ha iniziato raccontandogli di essere stanco e che è stata una lunga stagione, e ha continuato inveendo contro i turisti italiani – non sapeva che io fossi italiana – che secondo lui non lasciano mance abbastanza alte e addirittura ordinerebbero il caffè, lo pagherebbero e solo dopo chiederebbero il latte, per non dover pagare per il macchiato. Molto meglio i tedeschi e meglio ancora i norvegesi, ha concluso!

Poi sono tornata io, ho pagato e (ignara) non ho lasciato la mancia.

Di questa conversazione sono venuta a conoscenza dopo, ma la mancia non l’avrei lasciata neanche se ne fossi venuta a conoscenza prima. Uno, perché 500 kn (circa 75 euro) per un piatto di formaggi tutti uguali e uno di pesce in scatola è tanto, anche col vino. E due, perché in Croazia sul conto si trova il coperto, ed è uno dei pochissimi paesi al mondo in cui l’ho trovato (gli altri sono l’Italia e, ovviamente, l’Argentina). E lo so che la mancia va al cameriere e il coperto no… però entrambi escono dalle mie tasche. Infine, e poi giuro la smetto, ma ragioni prima di parlare con persone di cui non conosci la nazionalità? E hai un minimo presenti i costumi, e più che altro gli stipendi, dei paesi che hai citato?

Lo volevo provare e sono contenta di averlo provato. Ma non ci tornerei.

Oh, ho anche un piccolo aneddoto di cui mi ero dimenticata! Allora, come ho già scritto sopra a prelevare sono andata io mentre Bram è rimasto con il tizio. Come ben sapete io mi perdo ovunque. Il tizio mi ha indicato dove era la banca, io ho perso la direzione che mi aveva indicato e mi sono ritrovata in un vicoletto strettissimo. Mi pareva strano che potesse condurre a una banca. Avvistate tre vecchiette locali sedute su una panchina, mi sono avvicinata e ho chiesto se parlassero inglese o italiano. Parlavano inglese ma poco, e non riuscivano a spiegarsi come avrebbero voluto. Ma non c’è problema! Siamo in Croazia, qualcuno che parla italiano dietro l’angolo si trova sempre! E in base a questa certezza si sono messe a urlare in croato, chiamando a gran voce tutti i vicini, e non capivo cosa dicessero ma distinguevo bene la parola italiano. E ha funzionato, perché poco dopo si è affacciata una vicina che credo abbia detto Ma che berciate?, e venuta a conoscenza della situazione mi ha spiegato in italiano dove fosse la banca.
Ringrazio, vado, prelevo (facendomi inculare col cambio – ma questa è un’altra storia) e poi tornando indietro ripasso davanti alle vecchiette e faccio il segno dell’OK col pollice, sorriso e do il cinque. Loro mi guardano perplesse ma, compite, stanno al gioco.
Solo dopo mi sono resa conto che non erano le stesse vecchiette di prima! Cioè, io vado in giro facendo Gimme five! con delle perfette sconosciute! Avranno pensato che fossi matta e che fosse meglio assecondarmi, ahahah!

Quando siamo ripassati da Mariza per recuperare la macchina abbiamo avuto una bella sorpresa. Nell’appartamento c’era un bagno con doccia a disposizione degli ospiti che hanno già fatto il check out. Doppio hurrà! Per me, che mi ero già rassegnata a non poter andare in bagno fino a Plitvice; e per Bram, che ha potuto farsi una doccia dopo aver nuotato.

Un hurrà anche per Mariza, che è stata un’ospite perfetta. Dalla birra che ci ha fatto trovare in frigo, al caffè generosamente offerto, ai consigli che ci ha dato, la possibilità di lasciare la macchina parcheggiata e di farsi una doccia dopo il check out, lo spazio messo a disposizione in giardino… Insomma, anche a Krk siamo cascati proprio bene.

La storia sarebbe stata un po’ diversa a Plitvice. Ma di questo parlerò più avanti. Per il momento vi basti sapere che a Plitvice andavamo per visitare un grande parco nazionale con laghi e cascate e che saremmo stati, dietro consiglio di Cathy e Shaun di Veli Losinj, a casa di un ex ranger (ora in pensione) del parco stesso. Dal momento in cui avevamo prenotato l’ex ranger aveva cominciato a tempestarci di emails con consigli (ordini) su cosa vedere e fare e anche dove mangiare.

Ribelli come siamo (pregasi cogliere ironia), a cena non andiamo dove ci ha detto lui (la mensa del parco, che aveva recensioni tremende e vista su stazione di servizio) ma in un posto in zona trovato su TripAdvisor.
Mai, mai fidarsi di TripAdvisor! Ormai dovrei averlo imparato!

Il posto proponeva quattro menù a prezzo fisso. Antipasto affettati e formaggi; piatto di roba grigliata (la scelta era fra carne, pesce, verdure o hamburger); strudel alla frutta o gelato. L’antipasto era OK, ma i piatti proprio non erano un granché. Ma forse abbiamo scelto male noi. Comunque, sentendo i commenti estasiati dei tizi del tavolo accanto (definivano Amaaazing quella che avevano identificato come mozarelua – era formaggio spalmabile di infima qualità) ho capito da dove venissero le ottime recensioni su TA! Ma a casa che mangiano?
Il dolce l’ho rifiutato perché ero piena, perché avevo letto che era cattivo e perché avevo visto le ragazze del tavolo accanto cercare di tagliarlo con una sega elettrica. Ma il dolce non perdona, e me lo sono ritrovato incartato in un bel pacchettino da portare via. Per la mattina dopo a colazione!

Quando siamo arrivati a casa di Ivo, questo il nome dell’ex ranger, erano circa le 21. Ivo ha mostrato la sua forza portando su allegramente tutte le nostre valigie come fossero fuscelli; dato che saremmo stati tre notti ci ha assegnato un intero piano della casa completo di cucina e bagno; e poi ci ha piazzato in giardino, accanto a una cascata, con due birre. Ci ha terrorizzato con storie di lupi e orsi inframmezzate da ricordi di guerra e poi è andato a letto e ci ha lasciato soli fra gli orsi, al buio, con le birre!

INFO

Pranzo a Krk da Victor & Koko, 500 kn. Caldamente Sconsigliato.
Il posto in cui abbiamo dormito e ci siamo trovati così bene a Krk si chiamava Sobe Tonica. Abbiamo pagato 83 euro per due notti in camera privata col bagno, senza colazione (ma col caffè, e potevamo usare i tavolini in giardino).
Cena da House Katarina. 300 kn.