Skip to content

Giunta anche l’email numero 2

settembre 29, 2017

NEGATIVO!

Negativo vuol dire che sono stata in contatto col parassita ma che non ce l’ho a giro. Devo comunque curarmi, ma non muoio. Cioè per ora no. Prima o poi sì. Credo!

Annunci

Brevissimo update

settembre 28, 2017

Causa temporanea permanenza di KOK a casa nostra tornano le avventure pinguine, siete felici?
Dunque un Pinguino ieri ha gentilmente svuotato la lavastoviglie e ha messo la roba negli scaffali.
Peccato che la lavastoviglie fosse da fare…

Breve update sulle emails:

Numero 1 giunta, 1 volo cancellato (su 6, poteva andar peggio, e non è quello che temevo)
Numero 2 non pervenuta
Numero 3 giunta, hanno accettato!

A bug is bugging me

settembre 22, 2017

Credo di dovermi arrendere: non ho tempo di scrivere. E sì che di cose da scrivere ne avrei!!

In breve.

Sono stata a Kiel, nel nord della Germania, vicino alla Danimarca, per lavoro. Kiel è brutta perché essendo un porto importante è stata bombardata durante la seconda guerra mondiale ma a me è piaciuta perché è sul mare e mi ha raccontato storie di mercanti, naviganti e sognatori. Da quando sono tornata dal viaggio mi manca tantissimo l’acqua.

Bram mi ha raggiunto il Venerdì sera e abbiamo passato il weekend a Amburgo. il Sabato pioviscolava e io ero distrutta quindi mmmeh, ma la Domenica c’era il sole e io mi ero ripresa ed è stato bello.

La mia vicina ha compiuto 100 anni ed è stata organizzata una festa di quartiere per lei, in strada, con tutti i vicini, la musica, la torta e pure delle danze medievali. Io ho portato degli spritz (i biscotti, non il detestabile cocktail chimicone) salati con noci e curry, in una crema di yogurt e sumac, e c’era lo spumante e mi sono sentita a vostra scelta nella corte parigina in cui abita Céline in “Before Sunset” o nel quartiere in cui vivono i Malaussène!

Venendo a cose meno amene, sto aspettando 3 email importanti.

Numero 1. Ryanair sta cancellando voli e io ne ho 3 prenotati, di cui 1 a sorpresa per il compleanno di Bram. Questa spero che non arrivi!

Numero 2. Quando siamo tornati ho voluto fare per scrupolo un po’ di test per malattie tropicali che non danno sintomi. Bram tutto negativo, io positiva per Chagas. Positiva vuol dire che ho gli anticorpi, se sono semplicemente stata in contatto con la bestiaccia o se si è infiltrata ancora non si sa, e quello che sto aspettando è l’email con i risultati del secondo esame del sangue che dovrebbe fare chiarezza. La prospettiva é 2/3 mesi di cura, con bestia o senza bestia, se il contatto c’è stato da meno di un anno; un gran casino se il contatto c’è stato prima.

Non ho letto niente su Chagas perché non mi voglio imparanoiare (quindi se vi incuriosite e andate a leggere non mi dite nulla, grazie) e non voglio sentire discorsi a cazzo tipo “Eh così impari a viaggiare” perché l’insettaccio è presente anche in Europa (e anzi, se ci sono entrata in contatto nel corso del viaggio va benissimo, perché allora sarebbe una cosa recente)!

Numero 3. Abbiamo fatto un’offerta per comprare un appartamento in centro. Ve l’avevo detto che stiamo cercando casa da comprare? Non è l’appartamento ideale quindi abbiamo fatto un’offerta più bassa di quel che chiedono, con l’idea se accettano bene se non accettano bene lo stesso.

Che altro? C’è stata la giornata senza auto e sono venuti a pranzo degli amici di Bram con bimbi. Abbiamo pranzato a casa (vari antipasti, pasta al ragù, insalata di erbe, vari dolci e le fragole) e poi siamo usciti in giro per Bruxelles. C’era il sole, c’erano un sacco di iniziative in giro e c’era una bella atmosfera!

Eccohoscrittooralavorociao!

E senza benzina, né gasolina…

agosto 29, 2017

Capita di tanto in tanto che qualcuno mi chieda “Come si vive in Belgio?”.

È impossibile rispondere, perché al di là di poche cose oggettive la qualità della propria vita in un determinato luogo è determinata da tantissimi fattori sia esterni che personali che variano da persona a persona.

Hai amici qui?
Cosa è importante per te?
Ti interessa la vita sociale, hai bisogno del mare, non puoi vivere senza le montagne, vuoi un buon sistema educativo?

Io stessa ho attraversato fasi differenti. All’inizio ero felice, il fascino della novità; poi sono stata un po’ “Ma che ci faccio qui?”; e adesso credo di aver raggiunto un equilibrio in cui sto qui per scelta perché anche se non tutto è perfetto ci sto bene.

Una delle cose che mi fanno star bene è il tessuto sociale. Gli amici-famiglia che ho qui, Serena e quei Pinguini sono i primi che mi vengono in mente, ma ce ne sono anche altri. Mariano, che grazie alle dimensioni ridotte di Bruxelles Sabato è passato con un preavviso (mio) di 5 minuti a prendere un caffè e poi la sera è tornato a cena. Patty, che è stata il caposaldo dei miei primi anni qua e poi se ne è andata, e adesso è tornata e le situazioni sono diverse e ci vediamo meno ma ancora ci vediamo; le mie colleghe, che non vivono a Bruxelles ma con cui condivido spesso e volentieri bevute post lavoro e ramen; gli amici di Bram, che sono amici di Bram e non miei ma che col tempo sono diventati importanti, alcuni importantissimi, anche per me; e ho detto solo qualche nome a caso e sicuramente me ne sono scordata tanti e mi fermo qui prima di offendere qualcuno. Ah beh Rossella, e anche Angela anche se la vedo meno! E Daniele ♥

Questa cosa mi è venuta in mente perché stamattina Spotify mi ha sparato a sorpesa una canzone di Rino Gaetano che non ascoltavo da tempo e che mi ha fatto tornare in mente gli anni in cui ho vissuto a Firenze. È un periodo a cui non ripenso spesso, forse perché non lo ricordo come proprio il più fantastico della mia vita, ma anche perché di natura io sono conservatrice ma non nostalgica e mi irrito quando la gente mette su Facebook le foto di 20 anni fa e tutti a commentare Ooohhh come eravamo..! Però insomma stamattina ci ho ripensato e mi sono tornate in mente delle cose belle.

Il periodo più di merda della mia vita è stato probabilmente quello prima di trasferirsi a Bruxelles, anche noto come il periodo in cui andavo in ufficio piangendo tutti i giorni (e un giorno era Martedì grasso e sono andata in ufficio vestita da elfo con le orecchie a punta e poi piangevo e la mia collega Donella a un certo punto mi ha detto Francesca, o la smetti di piangere o almeno levati quelle orecchie!).

A Firenze non mi ero fatta tanti amici perché la maggior parte dei miei colleghi erano sì fiorentini ma non abitavano a Firenze, abitavano a Pontassieve o a Sesto Fiorentino o altro, e dopo il lavoro tornavano lì quindi che si uscisse insieme era raro. A Firenze vivevamo io e Francesco.

Che però a un certo punto ci siamo lasciati. E io non lo volevo dire ai miei perché non volevo farli preoccupare (e anche perché sapevo che il mio babbo me l’avrebbe menata, dovete sapete che il mio babbo ha così paura che io rimanga sola che accetterebbe come genero chiunque e veramente chiunque pur di non vedermi da sola – e poi ci si chiede da dove venga la mia sindrome dell’abbandono!). E inoltre nonostante la storia fosse finita da mo’ e quindi lasciarsi fosse Cosa Buona e Giusta e anzi l’avremmo dovuto fare prima, che sindrome dell’abbandono sarebbe se io non ci avessi subito ripensato e avessi fatto tragedie greche una volta appreso che lui invece (giustamente, ma vammelo a spiegare) a tornare indietro non ci pensava neanche? E questo spiega le giornate passate in ufficio a piangere.

E insomma, io non volevo dirlo ai miei e quindi dove vivevo? A Firenze non potevo rimanere e a Lucca non volevo tornare. Allora ho fatto così. Ho proposto a Francesco questo folle e malsano accordo: io avrei continuato a vivere nella casa di Firenze dal Lunedì al Mercoledì (perché il Lunedì sera e il Mercoledì sera facevo yoga al circolino ARCI, con un’insegnante fantastica che adoravo e che mi manca molto) e lui ci poteva stare dal Giovedì alla Domenica. Lui ha accettato. Il weekend andavo a casa dei miei, mi rimanevano un paio di notti da coprire.

È lì che la mia rete di amici si è attivata.
Ho dormito a casa della Donella a Pontassieve e ho dormito dall’Ida, che abitava in campagna in una sorta di comune sopra a un fienile.
Ho dormito varie volte da Valentina (pratico visto che abitava a Pescia), i suoi genitori in quel periodo non c’erano e io le mandavo un messaggio quando uscivo dal lavoro e lei mi faceva trovare la cena pronta.
Ho dormito a casa di Gianpaolo più di una volta (ancora più pratico, stava a Castelfranco di Sotto!!), con i suoi genitori, e la sua mamma la mattina mi preparava i panini con la frittata da portarmi al lavoro ♥

Insomma è stato un periodo brutto a cui non ripenso spesso, ma stamattina mi è tornato in mente e mi sono resa conto che invece è stato anche un bel po’ bello. Ci sono state tante, troppe bevute (ma ci volevano!) e tante serate al Be Bop, dove suonava una band che faceva cover di Rino Gaetano e io mi ero un po’ innamorata del bassista. Ed ecco il ricordo che ha fatto partire questo post.

Tutto il resto è storia!

E insomma adesso è Estate e io sono a Bruxelles, e vedo amici e faccio cose.

La settimana scorsa c’era un festival gratuito nel parco, concerti a pranzo e la sera, e la sera ci siamo andati con amici di Bram (prima abbiamo cenato da noi in terrazza, una delle nostre famose cene al buio perché siamo pigri e non abbiamo mai messo le luci in terrazza) ed è stato bellissimo e io ho scoperto una nuova band che mi piace tanto, si chiamano Girls in Hawaii.

IMG_20170829_101108_777

Da Sabato sono sola, Bram è in Toscana con amici e torna domani e io pensavo Che bello un po’ di giorni da sola e invece mi manca!

Siamo stati a vedere uno spettacolo a Les Brigittines ed era un po’ bello e un po’ strano (ma il posto è così bello che ci vado volentieri anche per spettacoli strani, una volta l’anno magari, non di più).

Mi sono iscritta al corso di spagnolo e mi hanno messo direttamente al secondo anno, allora tutto quel parlare spagnolo maccheronico in Sudamerica a qualcosa è servito!

Domenica sono stata al museo del fumetto con Flanzo, Selena e la Piccina. Io adoro andare al museo del fumetto perché l’edificio che lo ospita è un vecchio grande magazzino completamente in stile art nouveau ed è meraviglioso, e l’esposizione su Gipi era bellissima.

IMG_20170827_124539_047

IMG_20170827_131635_258

IMG_20170827_131807_285

Ah c’è stato anche il festival di circo e arti di strada nel parco!!! Gratuito pure quello. Ci sono andata da sola e con una mia collega e con il mio amico Johannes e abbiamo visto un sacco di spettacoli uno più bello dell’altro, pieni di poesia e di magia. Meraviglia!

IMG_20170819_103845_546

IMG_20170820_191914_951

IMG_20170829_101255_843

Ah ho anche cucinato. Per Céd e Steph antipasto misto, pasta con pesto, pomodorini arrostiti e pinoli tostati, insalatona (foto sotto) e gelato. Per Mariano&fio antipasti misti (taralli con affettati e formaggi; pinzimonio; crostini avocado e burrata; bastoncini di sedano col gorgonzola; tartellette con pomodorini e cipolle caramellate), pasta fredda al pesto di spinaci e pistacchi arrostiti, insalata di melanzane con peperoncini e aglio nero e Victoria sponge cake con fragole passate in padella con limoncello e balsamico.

IMG_20170825_085849_606

Io amo Agosto a Bruxelles. Non vorrei essere in nessun altro posto.

A Gennaio potrei essere in un altro posto, però. Dopotutto i 40 anni non si compiono tutti gli anni!
Tipo in Sri Lanka. Tipo dal 6 al 28 Gennaio. Non abbiamo ancora prenotato niente, eh. Però mi sa che il finale sarà più o meno quello.
Si riparte!

Estate a Bruxelles. Il ritorno.

agosto 14, 2017

Sto facendo fatica a scrivere del viaggio ma ho fatto talmente tante cose da quando sono rientrata che se non scrivo almeno di quelle mi scordo tutto.

Sono andata un weekend in Italia e siamo andati insieme un altro weekend in Olanda.

IMG_20170722_101917_965

Un weekend l’ho passato a cucinare, perché il Lunedì sera avrei fatto il Ristorante Segreto da me per Rossella e Lorenzo. Bram ha fatto il cameriere ed è stato licenziato dopo una sola serata. C’è stata una Catastrofe che ha reso necessaria l’attivazione immediata di un Business Continuity Plan. Alla fine è andato tutto bene e il menù è stato questo sotto.

CESTINO DEL PANE

  • Panini all’olio
  • Focaccia alle olive
  • Pizzettine da forno

APERITIVO

  • Prosecco
  • Mini gazpacho di avocado
  • Mini bicchierino di quinoa saltata
  • Capesante in curry penang

ANTIPASTO

  • Sformatino di zucchine su zabaione salato

PRIMO

  • Spaghetti con i gamberi marinati nel succo d’arancia e gli asparagi

SECONDO E CONTORNO

  • Filetto di pesce al cartoccio con julienne di verdurine profumate, fettine di lime e timo fresco
  • Insalatina semplice

DOLCE

  • Tiramisù leggero ai lamponi (leggero perché ho usato ricotta anziché mascarpone, e più albumi che tuorli)
  • Crostata crema e frutta (perché mi serviva qualcosa in cui piantare la candelina)
  • Biscottini di frolla e qualche frutto di bosco per decorare

DA PORTARSI VIA PER COLAZIONE LA MATTINA DOPO

  • Plumcake al cioccolato e caffè

Tanti altri weekend li abbiamo passati a pulire ed aprire scatoloni. Le subcoinquiline tanto carine hanno lasciato la casa non esattamente pulita, ecco. Ma tipo che ho messo una mano in un mobile per prendere un bicchiere e mi sono ritrovata in mano dei vetri. Poi però ci siamo accorti che le avevamo giudicate male, non avevano lasciato solo casino ma anche dei regali. Tipo delle croste di caciotta marce nella credenza!
Abbiamo anche visto amici, principalmente Selena e PLP che sono qui adesso, e poi gli amici di Bram.

IMG_20170730_173023_523

Altri amici ci sono venuti a trovare e sono ancora qui, ho fatto il Ristorante Segreto anche per loro, Venerdì scorso. Per l’occasione ho aperto un indirizzo email da usare per le prenotazioni. Il ristorante si chiama Little One and Bear, ma littleonenadbear@gmail… era già preso e allora ho messo littleoneandbear2016 pensando al fatto che il ristorante esiste dal 2016, salvo poi accorgermi che l’avevo fatto per la prima volta nel 2015! Vabbè.
Ecco quello che ho cucinato per Manuel e Gloria. Menù Giro del Mondo, e stavolta il cameriere l’ha fatto PLP.

MEXICO
(tortilla, peperoncini verdi, coriandolo)

  • Margarita & chilli verde

THAILANDIA
(foglie di menta; latte di cocco; curry)

  • Insalata di manzo thai
  • Zuppa con lemongrass e funghi
  • Curry penang con asparagi e mangiatutto

ITALIA
(ricotta, scorza di limone, battuto di erbette fresche)

  • Ravioli fatti in casa al pesto bastardo

MEDIO ORIENTE
(noce moscata e cannella; patate dolci; dragoncello, aneto e basilico)

  • Kofta
  • Insalata di erbe aromatiche e mandorle
  • Insalata di patate e fichi

SAMOA
(mango, vaniglia, lime)

  • Mousse di mango

Abbiamo approfittato e stiamo approfittando insieme dell’Estate a Bruxelles. Io adoro essere a Bruxelles d’Agosto perché non fa troppo caldo e ci sono sempre una miriade di cose da fare. Sabato siamo andati a vedere la mostra di Steve McCurry alla Bourse, sapevo che mi sarebbe piaciuta ma mi è piaciuta ancora di più. Ieri Indies Keeping Secrets festival, tre concerti nel corso della giornata, artisti e luoghi comunicati solo all’ultimissimo minuto. È stata un’edizione baciata dalla sorte, il sole splendeva e tutti e tre i concerti sono stati favolosi. Fra l’uno e l’altro abbiamo esplorato Jette, un quartiere che non conoscevamo per niente e che è stato una bella sorpresa!
E poi abbiamo presto i biglietti per un po’ di concerti e festival e anche aerei, e insomma good things are on the way.

IMG_20170813_141003_338

E io? Come è stato il rientro?
In breve.
Il primo weekend (siamo atterrati di Venerdì) bene, a casa mia vecchia coccolati da PLP (e anche da Neil che ci ha raccattato all’aeroporto), contenti.
I primissimi giorni così così, un po’ spersa, attaccata al viaggio, in cerca di nuove cose senza sapere cosa. Ma è durata pochissimo. Il Lunedì sera sono scoppiata a piangere quando mi hanno detto che il ristorante vietnamita in cui volevo cenare non aveva posto, il Mercoledì camminando sotto il sole verso un aperitivo con le mie colleghe e la musica nelle orecchie mi sono sentita felice, e questa sensazione non mi ha più abbandonato.
Ad abbandonarmi è stato, in un certo senso, il viaggio. Tolti i primi giorni è come se il mio cervello l’avesse cancellato, la sensazione era quella di non averlo fatto, che non fosse mai successo. Sapevo che era questione di tempo, che avrei solo dovuto aspettare e far sì che i ricordi trovassero un posto nella mia testa per capire cosa mi abbia lasciato questa esperienza. E dopo un mese di semi negazione, che ho accettato con pazienza e tranquillità, questo fine settimana, improvvisamente, la prima sensazione: nostalgia struggente.
L’ho accolta con gioia, la preferisco al niente, e la osservo chiedendomi come evolverà e a cosa porterà, se a solo dei bei ricordi o se magari ad altro. Chissà!

Colombia e dintorni, considerazioni conclusive

agosto 8, 2017

Vista la clamorosa assenza di post nell’ultimo periodo mi decido a pubblicare questo con qualche considerazione sparsa che avevo scritto dopo la Colombia e mai pubblicato. Notare che l’ho scritto a inizio Sudamerica, poi un po’ di cose sono cambiate, ad esempio poi abbiamo imparato lo spagnolo!

Eccolo qua.

Piccole considerazioni conclusive che non c’entrano molto ma sennò mi scordo.

Una cosina che a Santa Marta mi ha un poco snervato: la musica. OK sono vecchia! Ma veniva sparata a volume altissimo sempre e ovunque (per strada, nei negozi, all’ostello, al ristorante, in spiaggia…) e per quanto mi riguarda c’era da diventarci scemi!

L’inglese non è parlato, e questo non vale solo per la Colombia ma per tutto il Sudamerica. E che tu non lo parli mi va bene, che tu continui imperterrito a parlarmi in spagnolo anche se vedi che non capisco parecchio meno!

Se qualcuno mi avesse avvisato prima della partenza del fatto che a lavarli (e più che altro a asciugarli) negli ostelli i vestiti si restringono mi sarei portata solo roba che non mi piace.

All’interno di un’agenzia turistica ho visto un cartello. C’era scritto “I tuoi occhi possono salvare i miei”. C’era un numero da chiamare. In caso si venisse a conoscenza di traffico illegale di organi.

Ci sono un po’ di cibi nei confronti dei quali lungo il viaggio ho iniziato a sviluppare un’avversione – perché mi sono stati proposti tante di quelle volte da non volerli vedere mai più. In Asia era successo con le zuppe calde quando c’erano 40 gradi, qua sta succedendo col riso e con le uova a colazione!

Infine, la Colombia non ha un servizio postale.

A questo proposito ho un simpatico aneddoto.
Prima di realizzare l’inesistenza del servizio suddetto ho comprato delle cartoline (perché quelle le vendono!) e le ho scritte. Poi mi sono messa a cercare i francobolli.
Mi sono rapidamente resa conto che qualcosa non tornava. Alla domanda “Scusi, vende francobolli?”, che qua non si chiamano sellos come nel resto del Sudamerica ma estampillas, occhioni spalancati. Alla domanda “Dove posso comprarli?” silenzio. E dopo un po’ ho iniziato a notare che in giro non ci sono buche delle lettere, neanche una!
Allora ho chiesto.
A Jardin ci hanno parlato di un negozio che forse ne aveva, ma lo trovavamo sempre chiuso.
Alla fine ho domandato a un poliziotto. Lui non capiva e mi ha detto Vieni con me! e siamo andati insieme alla stazione di polizia. È sgusciato dentro ed è tornato fuori con tutti i suoi colleghi.
È stato così che mi sono trovata circondata da poliziotti che confabulavano lanciandomi occhiate di sottecchi mormorando Estampillas, Estampillas.
A un certo punto uno fa EUREKA! e va dentro. Riesce dopo qualche minuto tutto contento con in mano un foglio A4 fresco di stampante. Sul foglio ci sono stampati dei… francobolli. Attenzione, francobolli di ogni foggia e misura, da ogni paese e in qualunque valuta. Cioè, questo in pratica mi aveva stampato delle foto di francobolli!
Me le fa vedere, mi chiede Sono questi?, io dico Sì!!
E tutti i poliziotti, trionfanti, in coro: Non ce li abbiamo!!

Insomma se non avete ricevuto cartoline dalla Colombia adesso sapete il perché!

Ecuador. Strisciando nel fango a Bahía de Caráquez.

luglio 13, 2017

È difficile scrivere del viaggio adesso che siamo rientrati. Non è solo la mancanza di tempo, è proprio la testa che non c’è. Ma voglio farlo. E con tutto il bene che vi voglio, non per voi ma per me. Perché non voglio dimenticare niente!

Sabato 10 Giugno

Dunque, dalla fattoria abbiamo quindi preso un taxi per andare a Bahía de Caráquez. Per la cronaca il B&B si è rivelato essere parecchio fuori dal paesino, e quindi Bahía de Caráquez col cavolo che l’abbiamo vista!

Arriviamo in serata e il tizio ci apre la porta, anzi il cancello, di questa villona con mega parco su lago. Io mi guardo intorno e penso Ohhh finalmente un posto decente, poi entro in camera e ci sono delle caate sul copriletto.

Parte la discussione con Bram. Il proprietario del mega posto con le cacche è un biologo e io vorrei che facesse il suo lavoro e venisse a identificare la fonte delle cacche, ma Bram non lo vuole chiamare e io mi vergogno a chiederglielo. Alla fine dopo avergli gironzolato per un po’ intorno butto lì con aria indifferente Maaa, ma sai che alla fattoria della tua amica ci sono i pipistrelli? Qui che c’è?

Qui c’è Don Pérez! mi risponde il tizio con entusiasmo, e indica una massa di pelo abbarbicata al muro in orizzontale (cioè praticamente spalmata sul muro) e a quel punto io mi scordo di tutto il resto perché mi importa solo di lui! Questa foto è stata fatta più tardi, quando si è di-spalmato.

IMG_20170618_214334_365

Per chi non l’avesse identificato al volo (tipo me), Don Pérez è un bradipo. Non è che proprio viva nel B&B, in realtà è libero, ma ha deciso che quella è la sua casa e va e viene come vuole. Quando siamo stati lì noi era appena rientrato dopo 12 giorni fuori, che culo averlo beccato! Mi sono innamorata di Don Pérez e ho passato buona parte della serata ad osservarlo, guardandomi bene dall’avvicinarmi perché avete visto che unghie? Anche lui ogni tanto osservava me, mettendoci circa 3 minuti a girare la testa. Quello che si dice dei bradipi è vero!

Essendo arrivati che era già tardino ed essendo un poco isolati (nonché distrutti dalla giornata a cavallo) abbiamo deciso di cenare al B&B. Ci hanno apparecchiato sulla terrazza, grande e spettacolare et con vista lago, e ci hanno servito una buona cenetta vegetariana che comprendeva di nuovo quelle patate dolci viola buonissime già mangiate alla fattoria. Che delizia!

Prima di andare a letto abbiamo fatto quattro chiacchiere con la moglie del proprietario, o più precisamente lei ha fatto quattro chiacchiere con noi (sapete quelle persone che parlano parlano ma non ascoltano?). Ci ha raccontato che lei e il marito hanno una scuola a Bahía, una scuola gratuita per bambini disagiati, e che il giorno dopo una star locale sarebbe venuta a visitarla.

Siamo andati a letto e una volta constatata l’assenza di nuove cacche (il mio terrore erano i topi in camera) sono riuscita a dormire!

Domenica 11 Giugno

La mattina dopo ci alziamo con l’idea di farci una doccia, fare colazione, fare un giretto nel parco che circonda la villa e che non abbiamo ancora visto ma pare sia magnifico, fare le valigie e metterci in viaggio prima di pranzo. Dobbiamo andare a Puerto Lopez, sono 2 autobus (ah, illusi!) e una giornata intera di viaggio.
Tutto va come da programma fino alla colazione, a partire dalla quale tutto inizia ad andare a ramengo.

IMG-20170618-WA0152

IMG-20170618-WA0153

IMG-20170618-WA0155

Quindi usciamo, facciamo questa meravigliosa colazione su questa meravigliosa terrazza sul lago, poi facciamo per andare in camera a prepararci. Ma veniamo fermati dal proprietario (di cui non riesco a ricordarmi il nome, facciamo che da qui in poi lo chiamiamo Fausto) che arriva saltellando eccitato e ci dice È arrivata Samantha!
Samantha è la famosissima star ecuadoriana. Solo che è famosa, appunto, in Ecuador. E quindi boh, per noi si sarebbe potuta anche chiamare Giuseppina e non sarebbe cambiato niente.
Andiamo a fare un giro in barca nel lago, continua Fausto. Volete unirvi?
Uh che bello, mi piacerebbe! dico io, e poi chiedo Quanto dura?, perché sono già le 10 e per le 12 al massimo dobbiamo partire.
2 ore! dice Fausto.
OK. Un po’ al pelo ma ci si può fare.

Ora, non so se voi avete chiara questa cosa. Qual è una delle cose che io amo in assoluto di più al mondo? La pelota basca? La pitta ‘mpigliata? Il polpettone?
Acqua. Una delle cose che io amo in assoluto di più al mondo è essere su una barchetta sull’acqua, fiume o mare che sia. E quindi alla proposta di Fausto non so resistere!

Corro in camera, mi faccio i peli al volo (et alla cazzo), mi infilo il mio adorato costumino verde (grave, gravissimo errore!) ed eccomi pronta.

Andiamo al molo e saliamo sulla barca. Siamo io, Bram, Fausto e moglie, la star e i due tizi che guidano la barca, i quali, viene fuori, non sono due barcaroli ma due naturalisti.

La barca parte. Gli uccellini cinguettano, l’acqua brilla e scintilla, il sole splende alto nel cielo, c’è un venticello fresco e io mi sento felice. Serendipity, penso, se non fossimo stati alla fattoria con i pipistrelli adesso non saremmo qui! Quanto siamo fortunati! E mentre sono assorta in cotesti pensieri la barca all’improvviso si ferma.

O che si è impantanata? C’è un po’ di fango in effetti. Guardo perplessa gli altri passeggeri ma tutti sono impegnati a far foto e moine alla star e a me e Bram non ci caga nessuno. Questo finché Fausto non ci degna della sua attenzione e ci dice tutto allego Eccoci arrivati! e si butta nel fango. La moglie e la star lo seguono e io e Bram non sappiamo che fare. Guardiamo il barcarolo/naturalista e lui ci incoraggia sorridente. Vamos!, dice, e si butta pure lui.

E dunque pare che si facciano i fanghi.E vabbè, che sarà mai. Scendiamo. Metto un piede giù… e sprofondo.

Il fango mi arriva all’incirca al ginocchio. È densissimo e fangoso. Nuotare ovviamente non si può, ma camminare neppure, immaginatevi di essere in una vasca piena di cemento a presa rapida e di volervi spostare, auguri!

Inoltre quella in cui siamo non è una liscia piscina piena di fango. Quello in cui siamo è il fondo di un lago. E da bravo fondo di lago contiene tutto ciò che ci si aspetta da un fondo di lago. E cioè sassi, legnetti, granchi, tronchi, pesci, e vorrai mica farti mancare un gruppetto di anguille che saltellano e strisciano ovunque ARGH?? La barca se n’è andata e io in questa cosa ci sono immersa. E la odio, la odio dal più profondo del mio cuore.

Tanto quanto la star la adora. SEMPRE con una mano levata per reggere il selfie stick si spalma, si rotola, si mette su un fianco languida. Tutto questo con la moglie di Fausto, che nel frattempo abbiamo scoperto essere una fotografa e giornalista di fama nazionale, che la intervista scattando foto e facendo video come se non ci fosse un domani.

Io nel frattempo non riesco a muovermi. Un po’ per l’oggettiva difficoltà, un po’ perché come sollevo un piede e poi lo riposo questo incontra della roba sconosciuta e invisibile e potenzialmente graffiante/urticante/mordente. Sono bloccata e terrorizzata! NON MI PIACE.

Guardo Bram e vedo che ha ideato una Strategia. Si è seduto con busto eretto e gambe stese in avanti e usa le braccia per scivolare sul fango, all’indietro. Cioè in pratica si dà la spinta con le braccia (e anche un pochino con le gambe) e queste si portano dietro tutto il resto del corpo. Sembrerebbe un’ottima strategia, ma io ci provo e non riesco a metterla in pratica! Cioè riesco a mettermi seduta, ma a muovermi no. Perché per riuscire a muovermi dovrei infilare le gambe nel fango, puntarle e darmi la spinta, ma come ci provo… e graffia, e mordicchia, e sii viscido!

Allora ideo il mio Piano personale.

Che è questo: mi sdraio per terra a pancia in giù (a pelle d’orso!), tendo le mani in avanti e mi attacco a quelle di Bram in modo che quando lui si sposta trascini anche me.
Per me questa strategia funziona benissimo, per Bram meno. Mi asseconda per un po’, poi si stufa e mi caa lì. Che malvagità!

Per un bel po’ resto piantata, poi alla fine sono lontanissima da tutti e allora per forza o per amore un modo di muovermi lo devo trovare. Urlo Aspettatemiii e mi metto a gattonare. Ho odiato gattonare lì, mi sono sgrattugiata tutte le ginocchia coi pruni e gli sterpi (chi coglie la citazione?), ma era sempre meglio che camminare perché gattonando il peso è un po’ più distribuito e quindi si va un po’ un po’ meno a fondo il che è un bene perché sul fondo ci sono le PIETRE.

Volete sapere quanto è durata tutta questa manfrina? È durata QUATTRO ORE. Dalle 10 alle 14. Quattro ore in cui io ho sputato sangue, ho bestemmiato, ho detto varie volte Io resto qui, mi sono riempita di graffi e ho rovinato per sempre il mio costume preferito in diretta nazionale. Certo il focus era su Samantha, che devo dire è rimasta impeccabile, ma in alcuni dei video in cui lei danza e sgambetta sullo sfondo ci sono io che striscio!

Dopo le quattro ore, e vorrei far notare che nel frattempo si erano fatte le 14 e che noi saremmo dovuti partire massimo alle 12, ma dove vai se la barca nel fango, non ce l’hai?, abbiamo raggiunto l’Isla de Fragatas. Che si chiama così perché ci vive una colonia di uccellacci schifosi, le fregate appunto, che passano la vita a gonfiare il collo (i maschi) e… indovinate a fare cosa? Indizio: abbiamo scoperto il mittente del regalino sul letto.

Abbiamo passato un’altra ora sull’isola, con la star che faceva cucù dalle mangrovie con aria seducente mentre io e Bram cercavamo di ripararci dalle bestiacce scagazzone!

Quando Fausto ci ha detto OK ora si può tornare indietro ci siamo ribellati. Altre quattro ore a gattoni nel fango?? Nessuno ne aveva voglia! E secondo me neanche lui, perché ha richiamato la barca e la barca è riuscita a infilarsi nell’unica strisciolina d’acqua e a venire non proprio dove eravamo noi ma vicino. L’abbiamo raggiunta strisciando, io e Bram per primi perché non ne potevamo più, e sembrava una scena di un film di zombie e gli zombie eravamo noi!

Siamo tornati alla base che erano le 15 e dovevamo ancora pranzare e PER FORZA farci una doccia.

Saremo riusciti ad arrivare a Puerto Lopez quel giorno? Lo scoprirete nel prossimo episodio!

INFO

Il posto in cui siamo stati a Bahia de Caráquez si chiama Saiananda. Sulla loro pagina Facebook ci sono foto e video della terrificante esperienza. Il focus è ovviamente Samantha, ma se ogni tanto sullo sfondo scorgete due statue di fango dall’aria disperata, ecco, quelli siamo noi!