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Un’estate spezzettata – riprendo con le cronache: 3-7 Giugno 2019

novembre 18, 2019

Riprendo con le cronache delle settimane in cui non ho scritto – quindi si torna a Giugno!

Prima, però, un aneddoto napoletano che avevo dimenticato. Alla cena del meeting a un certo punto io e Madeline ci siamo ritrovate, non si sa bene come, circondate da giapponesi. Non parlavano molto, ci guardavano e basta, ed era una situazione veramente assurda, surreale e anche un poco imbarazzante in cui né io né lei riuscivamo a capire come ci fossimo potute trovare! Alla fine ci siamo rese conto che erano affascinati da noi, un po’ come se fossimo bestie strane… semplicemente perché l’anno scorso ci hanno visto parlare alla conferenza a Tokyo!

Tornando alle cronache, dobbiamo tornare a Giugno, e per la precisione a quando sono tornata da Roma dove ero stata con KOK e PLP per il matrimonio di Daniele e Sabato. Qua me la dovrei cavare velocemente perché è stata una settimana corta!

Lunedì 3 Giugno

Rientrata da Roma la sera tardi e andata a casa da Bram ♥

Martedì 4 Giugno

Lavoro, sulla via del ritorno prese pizze e cenato a casa con Bram.

Mercoledì 5 Giugno

Fisioterapia per il ginocchio, lavoro, corsa, medico per controllo orecchie in vista lungo volo. Sera credo a casa con Bram.

Giovedì 6 Giugno

Lavoro, e la sera a cena alla Bettolina (la casina che KOK e PLP hanno comprato nelle Marolles) con KOK, PLP e Daniele, a fare cappottini sul matrimonio e a mangiare i bucatini cacio e pepe – gli ingredienti ci erano stati regalati da Dani e Sabato, tutti li abbiamo ricevuti e dovremmo fare una sfida di bucatini. Ha iniziato KOK, manchiamo ancora io e PLP!

Venerdì 7 Giugno

Lavoro; poi ceretta (ahi!) e la sera a casa perché la mattina successiva… saremmo partiti per Taiwan!!!

E di Taiwan ho già scritto, quindi una volta pubblicato questo si salterà a Luglio (e finalmente scoprirete la storia della calcina liquida piovuta in testa a me e a Bram!).

Il ritorno

novembre 16, 2019

Su Mercoledì 13 Novembre veramente poco da segnalare.
Sveglia al KEX. Fuori era ancora buio, ma dalla finestra si vedeva il mare!
Caffè e delizioso croissant con prosciutto e formaggio previdentemente comprato il giorno prima.
Aeroporto.
Copenhagen, 3 ore di layover.
Bruxelles.
Partiti dal KEX a Reykjavík alle 9, per le 21 eravamo a casa a Bruxelles.

Oggi è Sabato 16 Novembre e io sono in pigiama che faccio colazione.
Indovinate con cosa?
Con un croissant prosciutto e formaggio comprato a Reykjavík e surgelato per i tempi bui!

E così mi sono portata un pochino di Islanda qua.

Mi manca già. Ma penso proprio che ci tornerò presto!

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Islanda. Martedì 12 Novembre. Scivolando lungo la via vecchia, fra fattorie e campi di grano.

novembre 14, 2019

OK in realtà non so se fosse grano. Ma ci stava così bene!

Mi ero dimenticata una cosa. Il Lunedì stavamo rientrando quando Neil, che stava guidando, inchioda. La strada come spesso in Islanda è deserta e lì per lì non capisco. Poi guardo avanti e mi rendo conto che ci sta venendo incontro, di corsa… una mandria di cavalli islandesi (non chiamateli pony)! Belli!!!

Martedì mattina abbiamo fatto le cose con calma. Nanna, colazione, valigie, e verso le 11 siamo usciti. Avevo già messo questa foto ma era la luce delle 9, questa è quella delle 11.

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Un giretto al porto

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e poi, come stabilito la sera prima siamo tornati sull’isoletta di Súgandisey, stavolta con la luce. Meraviglia!

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Rapidamente si è fatta l’ora di pranzo. Puntavamo a un pranzo leggero perché avevamo una ricca cena in programma, ma l’unico posto che abbiamo trovato aperto era la stazione di servizio che serviva hamburgers! E hamburger fu. Buono, però. Tutti gli hamburger che ho mangiato in Islanda erano buoni. Mentre quelli che mangio in Belgio sono sistematicamente cattivi. O come mai??

E poi siamo partiti. Destinazione: Reykjavík, la mattina dopo avevamo il volo. Non abbiamo preso il tunnel ma la strada vecchia, che costeggia dolcemente un fiordo. Abbiamo guidato (cioè Neil ha guidato) con calma, osservando il panorama e fermandoci a far foto. Quanta bellezza! E quanta pace, quanta serenità.

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Siamo arrivati a Reykjavík verso le 17. I negozi chiudono alle 18, via a fare shopping! Un CD, un libro di cucina e una scorta di rolls (cinnamon roll, vanilla roll, blueberry liquorice roll, caramel muesli roll and amaretto roll) da portare ai miei colleghi al rientro al lavoro. What else?

Check in, indovinate dove siamo stati l’ultima notte? Al KEX! Ho protestato per gli hamburger bruciati e si sono scusati e ci hanno offerto delle cialde di parmigiano, che con la birra stavano benissimo.

E poi cena. Siamo andati al ristorante preferito mio e di Bram, The Fish Market. È un posto scicchettino e ci andiamo giusto una volta l’anno. Io ho preso la solita insalata che adoro (iceberg, anatra, mandarino, noodles fritti, wasabi, fiocchi di parmigiano e un condimento buonissimo che non ho idea di cosa sia, purtroppo – ho provato a riprodurla in passato ed era buona ma non uguale!) e l’agnello, ed era tutto delizioso come sempre. Anche gli altri piatti erano buoni. Daniela e Neil hanno delle intolleranze e non si è ben capito se le hanno tenute in conto no, è stato un po’ strano. Praticamente il cameriere ci ha dato il menù e ha detto di avere la lista delle intolleranze (che avevo mandato) in tasca; ma non ha specificato quali piatti Neil e Daniela potessero mangiare e quali no, né ha detto che potevano ordinare qualunque cosa e che sarebbe stata adattata. Quindi boh, alla fine forse il caso era il secondo, non si è capito bene. Non sono stati male comunque. Abbiamo fatto fuori due bottiglie di vino in tre ed è stata una bella serata!

INFO

Pranzo a Stykkishólmur da Skurinn.
Cena a Reykjavík da Fiskmarkaðurrin – The Fish Market.

Islanda. Lunedì 11 Novembre. Sulla penisola di Snæfellsnes fra spiagge nere, fari e pecore!

novembre 13, 2019

Lunedì ci siamo svegliati presto. Doccia, colazione, e via verso nuove avventure! Quando siamo usciti era ancora buio, ma la vista dalla porta di casa era questa. Ma quanto sarebbe fantastico svegliarsi ogni mattina con una vista così?

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Ed eccoci in marcia.

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La prima tappa è stata la montagna di Kirkjufell, che ci siamo limitati a guardare per benino ma che non abbiamo neanche provato a scalare; e, accanto, la relativa cascata (Kirkjufellsfoss). Pioveva, tirava vento e faceva freddo. È stato fantastico!

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Seconda tappa Hellissandur, una cittadina semi abbandonata che si è reinventata colorandosi: alcuni edifici e la vecchia fabbrica di pesce sono coperti di murales.

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E poi spiaggia! Abbiamo ritrovato, per caso, quella spiaggia bellissima in cui eravamo finiti, per caso, io e Bram qualche anno fa. Era ancora tanto bella!

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Abbiamo proseguito fino al piccolo faro arancione.

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L’Islanda è verde d’estate, gialla d’autunno, suppongo bianca d’inverno. In primavera come sarà?

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Abbiamo continuato il nostro giro della penisola fino a un’altra spiaggia, la spiaggia vulcanica di Djúpalón. Pioveva e tirava vento, ma siamo comunque scesi per dare un’occhiata. Ci siamo trovati in un ambiente lunare, surreale. Sulla spiaggia le onde danzavano con furia, mosse dal vento. Gran bello spettacolo da vedere, mai avrei voluto essere in quel mare!

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Si era fatta l’ora di pranzo. Il delizioso caffè che avevamo in mente io e Bram si è rivelato chiuso per l’inverno, abbiamo dunque dovuto cercare un’alternativa. Siamo finiti… in un posto fantastico nel nulla, sul mare, fra l’erba gialla e con vista ghiacciaio. E il cibo era delizioso! Abbiamo preso la zuppa di pesce e poi io e Bram ci siamo divisi le polpette di agnello. Tutto buonissimo. E il pane, oh, il pane e il burro islandesi! Credo che potrei viverne.

Nel frattempo il tempo era cambiato. Nel corso della giornata avevamo avuto cielo grigio, vento, pioggia e pure grandine. Adesso però era uscito il sole! C’era ancora una cosa che volevamo fare, ed era visitare la spiaggia di Ytri-Tunga, dove pare abbia preso residenza una colonia di foche. Le foche non c’erano, in compenso tutte contente e rilassate nel bel mezzo della spiaggia c’erano… tre pecore! Questa cosa mi ha fatto ridere un sacco. Le ho fotografate, ma nere su nero non si vedono!

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Quando siamo tornati a Stykkishólmur erano le 17, stava facendo buio e eravamo tutti abbastanza sfatti – non che avessimo fatto chissà che, ma il vento e il freddo ci avevano un po’ provato! Ecco il tramonto visto dal parcheggio dei camion di Stykkishólmur!

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Abbiamo fatto un po’ di spesa al supermercato e siamo stati un paio d’ore in casa a bere e rilassarci prima di uscire per cena. Nessuno aveva tanta fame, ma almeno una cena a Stykki volevamo farla! E così siamo usciti. Siamo finiti in un posto molto carino al porto, una casina tutta in legno con la vista sulle barche. Io ho preso la zuppa di pesce e un hamburger sempre di pesce e Bram delle capesante con verdure e il pesce del giorno. Era tutto parecchio buono, giusto nel mio hamburger c’era una marmellata di cui si sarebbe potuto fare a meno!

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Dopo cena siamo andati a piedi fino a Súgandisey, un isolotto collegato a Stykkishólmur con un faro e una bella vista. C’eravamo solo noi e era buio, è stato ganzo e surreale! Ci siamo ripromessi di tornarci la mattina dopo con la luce.

È stata una giornata bellissima!!

INFO

Pranzo alla Langaholt Guesthouse. Cena da Sjávarpakkhúsið.

Islanda. Domenica 10 Novembre. Saghe, magie e l’arrivo a Stykkishólmur.

novembre 11, 2019

Domenica abbiamo fatto le cose con calma, anche perché le previsioni del tempo erano abbastanza brutte. Sveglia senza fretta, colazione, partenza. La destinazione era la penisola di Snæfellsnes, dove avremmo dormito le due notti successive. Abbiamo fatto tappa a Borgarnes per pranzo (spettacolare) e per visitare il Settlement Center, e dopo io avevo in testa solo saghe e storie di vichinghi e maghi!

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Ma ve lo immaginate cosa doveva essere vivere in Islanda qualche centinaio di anni fa, senza riscaldamento, senza elettricità, senza strade? Nei cupi inverni tra il ghiaccio e la neve? Mi sembra incredibile pensare che davvero ci fossero persone che stavano qua a quei tempi!

Ripartiti, siamo giunti a Stykkishólmur intorno alle 17. C’era ancora un po’ di luce e io e Bram siamo usciti immediatamente per andare a fare un giro.

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E di nuovo perfetta, immensa felicità.

Rientrati, c’era da decidere cosa fare per la serata e per il giorno dopo. Neil e Daniela erano più inclini a serata relax a casa e magari dormita la mattina successiva, mentre io smaniavo e quasi mi indignavo all’idea di essere in Islanda e stare in casa. L’equilibrio non è mai completamente facile quando si viaggia in quattro e la discussione c’è stata, ma ne siamo usciti indenni! Io sono veramente molto poco flessibile, a volte riesco ad adattarmi, ma mi costa un grosso sforzo.

La serata è trascorsa in casa a bere, chiacchierare, mangiare nachos (nessuno aveva fame dopo il mega pranzo) e fare le classifiche dei concerti che ci sono piaciuti di più fra quelli che abbiamo visto tutti e quattro insieme. Ecco la nostra classifica personale.

Numero 3! A pari merito, Blanco White da Iðnó e CeaseTone al Dillon.

Numero 2! Þórir Georg al 12 Tónar.

Eeeeeee…

Numero 1! Con voto unanime, Svavar Knútur al Kornhlaðan! Eeeh, hurrà, evviva, bravo Svavar, applausi!!!

Io e Bram vorremmo già comprare il biglietto per il festival per l’anno prossimo, ma ci stiamo pensando perché il prezzo è salito da 70 a 90 euro, senza spiegazione.
Da quando c’è il nuovo management abbiamo. Meno concerti. Meno off venue. Meno location, e conseguentemente concerti più affollati. I biglietti VIP.
Io capisco che abbiano bisogno di fare soldi… ma non è questo il modo. Fatemi pagare di più, ma ridatemi il festival di prima!

INFO

Pranzo a The Settlement Center. Cena sul divano!

Iceland Airwaves 2019. Sabato 9 Novembre. Cascate, lagune, serre piene di pomodori, un laboratorio di organi sul mare e un finale col botto!

novembre 11, 2019

Dunque dunque, al di là dell’essere andati a letto alle 3 per poi alzarci alle 7, Sabato è stata una giornata bellissima!

Var è una mie band islandesi preferite, ma quest’anno al festival non suonavano. Bram, però, aveva visto che avrebbero tenuto un concerto il Sabato a un’ora da Reykjavík. Il concerto sarebbe iniziato alle 15 e noi abbiamo deciso di farne una giornata in giro!

Alle 9, già colazionati, siamo partiti.

Prima tappa: Faxi, una cascata che io e Bram avevamo già visitato qualche anno fa. Non è una delle più spettacolari, ma non è troppo lontana da Reykjavík e ci si può parcheggiare praticamente davanti. Quando siamo arrivati, però, abbiamo avuto una brutta sorpresa: il parcheggio è diventato a pagamento! Non si tratta dei 700 ISK, si tratta dello snaturare quella che sarebbe semplicemente un’attrazione naturale. Comunque. Abbiamo pagato e siamo andati, e Faxi era sempre lì, bella come una volta, e al tempo stesso per me ha perso qualcosa… e non solo perché non c’era il sole.

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Devo anche dire che c’è stato un momento in cui eravamo lì tutti e quattro a ridere e far foto nel mezzo della natura islandese e io ho pensato, Questo è un momento perfetto, un momento che in futuro ci ricorderemo. Uno di quei momenti per cui vale la pena di vivere!

Tappa successiva: Secret Lagoon! Anche qua io e Bram eravamo già stati, ma è sempre bello tornarci, e per fortuna c’era poca gente.

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Ma la bellezza?

C’è stato anche un momento buffo quando io ho chiesto, Qual è il geyser?, e Neil, Quello, e nell’esatto momento in cui l’ha indicato il geyser si è messo a spruzzare! Che bravo geyser obbediente!

Neil è simpatico, mi ha fatto molto ridere anche la prima sera quando io volevo andare a letto e lui e Bram chiaramente avevano voglia di un’altra birra, e nel rientrare siamo passati davanti a un pub da cui proveniva un fracasso indiavolato (concerto) e Neil ha detto It would seem impolite not to enter..!

Poi siamo andati a pranzo. Nella serra dei pomodori! C’eravamo già stati e sono lieta di informarvi che è ancora buonissima e bellissima, e hanno pure gentilmente preparato un pranzo speciale per Daniela che ha qualche intolleranza, che carini!

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Dopo pranzo ci siamo messi in macchina in direzione concerto. Quando siamo arrivati ho scoperto che
si teneva
in un laboratorio di organi
sul mare!

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Cioè ma che meraviglia è?

Ha suonato per prima Myrra Rós, che è la moglie del cantante dei Var ed è un’artista lei stessa. È molto brava, ma devo confessare che mi ha un gocciolino fatto addormentare perché le canzoni erano lente e la stanchezza dovuta alle poche ore di sonno iniziava a farsi sentire! Le ultime due canzoni mi sono piaciute, però.

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Dopo hanno suonato i Var. Io li amo. Il concerto è forse stato un attimino più calmo rispetto a quelli visti l’anno scorso a Airwaves, ma comunque WOW WOW WOW!!!

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Poi forse faccio un post con le foto dai vari concerti. Questo mi è piaciuto un sacco anche per il contesto, c’erano i familiari della band… e noi!

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Momento cabarettista della giornata, fra un concerto e l’altro c’è stata una pausa che è stata annunciata in islandese, e ce ne siamo resi conto solo quando tutti gli islandesi sono usciti e seduti molto composti e un poco perplessi siamo rimasti solo noi quattro!

Quando siamo rientrati a Reykjavík erano circa le 18. Siamo andati al KEX e abbiamo cenato (con un hamburger veramente cattivissimo) mentre suonava una band chiamata The Garrys, a cui onestamente non ho prestato troppa attenzione perché appunto stavo cenando – non mi sono sembrate male!

Ci siamo successivamente spostati al Dillon, perché dopo averlo visto come spalla di Axel Flóvent Neil era curioso di veder CeaseTone da solo. Era lui con la chitarra acustica (di solito è con la band), e da solo ha messo su uno show veramente incredibile! Bravo, bravo, bravo!!!

Poi io e Bram volevano vedere EinarIndra in un posto chiamato Hressingarskálinn e abbiamo convinto Neil e Daniela a venire con noi. Credo che l’abbiano rimpianto. Al contrario del concerto precedente, avevamo sempre visto EinarIndra da solo e ci era sempre piaciuto; questa volta, con la band, ci ha convinto di meno. Non solo per la band ma anche perché l’acustica del posto era pessima!

Dopo EinarIndra ci siamo separati, cioè Neil e Daniela non ci volevano più vedere dopo che li abbiamo portati da EinarIndra – scherzo! La verità è che loro sono andati a vedere Of Monsters And Men al Valshöllin mentre io e Bram volevamo vedere un concerto all’Iðnó ma siccome era ancora presto siamo prima andati al Reykjavík Art Museum a (ri)vedere Seabear. Questa volta mi sono piaciuti di più!

Hotdog, e poi Iðnó. Prima Sólstafir (non mi piacciono, ma ho scoperto che il tastierista è lo stesso degli Árstíðir, quello di cui sono un poco innamorata!) e poi la band per cui eravamo andati: Grisalappalisa. Sono completamente folli e si stanno sciogliendo, e proprio perché uno degli ultimi sapevo che sarebbe stato uno show da non perdere. E lo è stato, oh se lo è stato!

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Siamo rientrati alle 3 passate, tanto stanchi ma anche tanto felici!

INFO

Pranzo Friðheimar, cena KEX!

Iceland Airwaves 2019. Venerdì 8 Novembre. Danzando fra i fiordi.

novembre 10, 2019

Chi è quella ragazza dallo sguardo spento ed ancora addormentato che non riesce proprio a trovare la forza di alzarsi dal letto? Possibile che sia la stessa che solo poche ore prima saltava e ballava come una pazza?
Possibile. Vediamo come è successo!

Iniziamo con un aneddoto che avevo dimenticato. Una sera stavamo uscendo dal Reykjavík Art Museum ed eravamo incastrati fra la folla. A un certo punto, davanti a me, due altissimi islandesi si sono incrociati. Uno stava entrando e l’altro stava uscendo, e si sono dati il cinque. Io che sono piccolina ho deciso di sfruttare l’arco creato dal cinque per passare sotto. Ma proprio in quel momento i due grattacieli islandesi hanno deciso di abbracciarsi e così io mi sono ritrovata spiaccicata nell’abbraccio, ooouh! Bram che era dietro e ha visto tutta la scena sta ancora ridendo.

Quindi! Come abbiamo iniziato la giornata Venerdì? Ah, sì!! Abbiamo fatto colazione separatamente, io e Bram a casa nostra e Neil e Daniela a casa loro. Ce la siamo presa comoda, quando ci siamo incontrati era quasi mezzogiorno. Il primo concerto che ci interessava era verso le 16, l’idea iniziale era quella di scendere verso il centro con calma e fare un giro. Ma poi Bram ha proposto di andare al faro. C’era un faro che si intravedeva in lontananza, non dalla parte di Reykjavík dove a volte passeggiamo ma esattamente dal lato opposto dove non siamo mai stati, e visto che avevamo la macchina abbiamo deciso di andare a esplorare. I paesaggi erano belli come lo sono sempre in Islanda, ma tirava un vento porcello!

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Ma è stato bello lo stesso. Non so, a me basta essere qua per essere felice. Per tornare indietro abbiamo camminato su dei roccioni in bilico e varie volte io ho rilasciato di finire nell’acqua. Non particolarmente profonda, ma ghiacciata!

Quando siamo venuti via dal faro erano circa le 14 e allora siamo andati a pranzo. Siamo andati da Glò, un posto che fa cucina prevalentemente vegana ma non solo. Io ho preso le mie amate lasagne di spinaci col pesto e Bram, Neil e Daniela sono tutti e tre andati di zuppa. Era tutto buono, ma poi loro hanno avuto un pochino di mal di pancia e io no, e quindi forse c’era qualcosa di strano nella zuppa? Boh!

Comunque! Niente di grave! Dopo pranzo io e Bram siamo corsi al KEX per il primo concerto della giornata, e cioè quello di Svavar Knútur. Svavar l’avevo già visto suonare parecchie volte, ma mai in questo contesto. I concerti che si svolgono al KEX vanno live su KEXP, una radio di Seattle, e quindi sono in genere un po’ più seri (o meno cazzoni che dir si voglia) della media. Svavar a me è sempre piaciuto perché è simpatico, è divertente e la sua musica è carina, ma devo confessare che solo alla musica forse non avevo mai prestato troppa attenzione. Ero abituata a lui, la sua chitarra e le sue storie. Qua invece era con la band, ed è stata un’altra storia. Simpatico e garbato anche questa volta, ma stavolta mi sono resa conto che anche la sua musica è proprio bella! 💙

Con Neil e Daniela ci siamo ritrovati al 12 Tónar, che è un gran bel negozio di musica. Lì suonava Þórir Georg (My Summer as a Salvation Soldier) che è in giro da anni ma che non avevo mai visto. Non chissà che, ma non mi è dispiaciuto. Poi tutti i gusti son gusti, per esempio a Neil e anche a Daniela Þórir Georg è piaciuto parecchio, mentre un’altra band che io ho adorato ha fatto loro cagare!

Alle 19 suonava di nuovo Svavar, al Kornhlaðan questa volta. Visto che Neil e Daniela si erano persi la performance pomeridiana abbiamo deciso di dirigerci lì. Svavar almeno una volta va visto! Quando siamo entrati stava finendo Jóhanna Elísa, sconosciuta ma piaciuta (molto!); e poi è arrivato Svavar. Questa volta, senza i vincoli imposti dalla radio, abbiamo avuto lo show in grande stile – un mix di stand-up comedy e buona musica. È stato bello, e anche a Neil e Daniela è piaciuto molto! Evviva!

Cena al volo e poi Dillon. Quando siamo entrati stava suonando una band chiamata Flavor Fox che non mi ha convinto per niente. Il cantante ci ha chiamato tutti motherfuckers e di certo si sentiva molto rock, ma non aveva la presenza scenica necessaria per impersonare la rockstar, era un po’ come se dicesse motherfuckers mia nonna!

Dopo Árstíðir, i miei amati Árstíðir, col tastierista di cui sono un po’ innamorata (sembra un vichingo)! Il Dillon non rende loro giustizia, piccolo e con una pessima acustica, ma a me il concerto è piaciuto lo stesso.

Tappa successiva Iðnó! Axel Flóvent, bravo, giovanissimo e timido, con CeaseTone a fare da seconda chitarra; Blanco White, bravi e felici; e poi Neil e Daniela sono andati a letto e io e Bram siamo rimasti per Berndsen, che come musica non è un granché ma i cui concerti sono una festa; e che festival sarebbe stato senza nemmeno una serata finita a ballare e saltare come pazzi? Questo volevo, e questo ho avuto. Sicuro come l’oro, proprio così!

INFO

Pranzo da Gló e cena da Salka Valka. Il primo mi piace tanto e ci tornerei volentieri, il secondo invece non mi ha convinto!