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Aneddoti

agosto 23, 2016

Ripensando all’ultimo post scritto mi sono venute in mente un po’ di buffe cosine successe in qua e in là. Oddio in realtà non sono tutte buffe.

In Germania

(1)

Partiamo da Bruxelles, ce la prendiamo con calma e arriviamo nel paesino verso le 15.
Passando in macchina avevo visto un paio di negozietti carini e visto che era Sabato e ricordandomi che in Germania la Domenica è TUTTO chiuso inizio immediatamente a smaniare per entrarci.
Iniziamo a fare il check in in albergo e io friggo pensando che in Belgio i negozi chiudono alle 18.
Poi mi viene in mente con orrore che in Olanda chiudono alle 18 dal Lunedì al Venerdì ma il Sabato alle 17. Sarà mica così anche in Germania??
Usciamo e lo scopriamo.
In Germania il Sabato i negozi chiudono alle SEDICI!

(2)

Visto che la Domenica è tutto chiuso decidiamo di andare a fare un giro in bici. Il sole splende e io sono scollata, ma non abbiamo portato la crema solare e neanche la possiamo comprare perché è tutto chiuso (era chiuso anche il noleggio bici, abbiamo incontrato per caso il proprietario e l’abbiamo convinto ad aprire per noleggiarci una bici per me!). Vabbè si fa senza, alla fine stiamo andando in bici sul fiume, mica in spiaggia!
Sono scesa dalla bici che sembravo un’aragosta e per un paio di giorni ho aggredito verbalmente chiunque mi si avvicinasse, urlando “Non mi toccare!”.

(3)

L’ultima sera siamo andati a mangiare in un ristorante di cui avevamo sentito parlare. C’era una giovane cameriera che nonostante parlasse un ottimo tedesco mi pareva italiana, ho chiesto e infatti lo era. Quando ha scoperto che ero italiana anch’io si è esaltata tantissimo e mi ha detto che dovremmo diventare amiche del cuore e vederci spesso. Fra noi c’erano circa 15 anni, e vabbè, ma anche circa 300 km!

(4)

Incuriosita, le ho chiesto come fosse andata a finire in quel paesino sperduto della Germania, che potrei capire una roba tipo Berlino, ma quel posto è veramente sperso nel nulla.
Se ne è uscita bella sorridente con la storia più triste che io abbia mai sentito: “Eh, praticamente stavo in Italia con la mia famiglia, e il mio babbo non aveva lavoro, e la mia mamma non aveva lavoro, e il mio fratello neanche e io neppure. E poi il mio fratello è venuto qui e ha trovato lavoro, e allora dopo un po’ il mio babbo l’ha raggiunto e ha trovato lavoro anche lui, e allora anche la mia mamma è venuta, e per un anno io sono rimasta in Italia a casa da sola senza lavoro. E allora alla fine dopo un anno sono venuta anch’io, e all’inizio non parlavo tedesco e quindi potevo fare solo le pulizie, ma poi ho trovato questa vecchia signora su YouTube che spiega le regole della grammatica tedesca, e così ho imparato e adesso posso fare la cameriera!”.
Le ho lasciato la mancia più grande che avessi mai lasciato…
Le ho lasciato anche il numero di telefono. Non mi ha mai chiamato, però.
Sedotta e abbandonata!

In Olanda

(1)

Come ho scritto, il giardino di casa dei genitori di Bram è un luogo incantato. Ogni volta che ci entro mi sembra di entrare in un libro tipo “Le favole del bosco”.

Parentesi. Da piccolina-ina ho visto un paio di volte una sorta di cartone animato, ma non con disegni, con pupazzi animati. Il protagonista principale era un gufo che viveva in un bosco e raccontava delle storie.
Per anni ho ricercato quel programma, ma niente, non sono mai riuscita a ritrovarlo, e nessuno della mia generazione ne ha memoria.
Finché non ho scoperto che è un format olandese:
https://it.wikipedia.org/wiki/Il_bosco_dei_perch%C3%A9

Tornando all’aneddoto. La mamma di Bram sosteneva che nel loro giardino vivesse un porcospino e che tutte le sere verso le 22 uscisse per farsi un giretto.
Emozionata all’idea, io ho passato 3 serate intere ferma immobile in giardino ad aspettare il porcospino.
Ma niente, non si faceva vedere, e la mamma di Bram probabilmente malediceva il porcospino per avere improvvisamente deciso di non mostrarsi più, e se stessa per avermene parlato.
Finché l’ultima sera…
Lo aspetto fino alle 23, poi mi arrendo e decido di andare a letto. Mi alzo dalla sedia, do la buonanotte, vado verso la porta… e mi si para davanti il porcospino! Che si fa un bel giretto proprio davanti ai miei occhi, a mezzo metro da me!

È stata una coincidenza talmente grossa che io e Bram ci siamo chiesti se non fosse un porcospino telecomandato a distanza dalla sua mamma, stufa di vedermi passare le serate in giardino in attesa!

(2)

Vicino a casa dei genitori di Bram c’è un grande et meraviglioso parco che si può girare con le bici (gratuite) e che contiene un bellissimo museo dedicato a Van Gogh (nota per la prossima volta, NON si può visitare in un’ora).

Io e Bram ci siamo andati e per una notte abbiamo dormito in una fattoria al limite del parco.

La fattoria era ovviamente piena di animali.

C’erano in particolare delle capre. Ecco, le capre adoravano farsi spazzolare da Bram. Ho delle foto di Bram circondato da capre che si prendono a testate per avvicinarsi a lui e alle sue spazzole! Le posterei se non fosse che in quelle foto Bram indossa dei pantaloni imbarazzanti. Cioè non sono dei pantaloni. È un costume. Ma lui è olandese, e io non sono riuscita a fargli capire che era un costume e a impedirgli di andarci in giro!

C’erano anche dei coniglietti neonati. Prima erano tanti, uno accanto all’altro. Poi è passato un gatto e all’improvviso sono diventati una pila accatastata e tremante!

C’erano anche dei volatili, in una grossa gabbia (stia?). Il gatto passava gran parte della giornata a sospirare davanti alla rete.

(3)

Una sera siamo andati a cena fuori. Bram ha ordinato il pollo in salsa di noccioline e io, per stare leggera, un’insalata.
A lui è arrivato del pollo grigliato con una ciotolina di salsa, un’insalatina fresca e due patatine fritte di numero.
A me è arrivata un’insalata enorme strapiena di verdure, semi, noci, nocciole, couscous, formaggio e probabilmente anche cinghiale grigliato. Era l’insalata più pesa della storia. Ma aspettate.
Ci servono, iniziamo a mangiare, e dopo un po’ la cameriera si ripresenta con un’ENORME porzione di patate fritte.
Era il mio contorno.

Fra parentesi, erano le patate fritte più deliziose della storia e non sono riuscita a non mangiarle. Peraltro ho passato la giornata successiva, nel parco, a cercare di convincere Bram a tornare a pranzo lì!

(4)

C’era un’esposizione dedicata a un famoso pittore olandese (Rien Poortvliet) in corso, e c’erano in giro dei volantini. Guardandoli mi sono resa conto che l’opera più famosa del pittore in questione era… David Gnomo amico mio!

(5)

In Olanda siamo stati in un Giardino dei Fiori. Praticamente entri e ti danno un cestino e un paio di forbici. Ti prendi i fiori che vuoi, paghi (poco) e te li porti a casa. Bram ha insistito per prenderne un mazzo per i suoi genitori, per ringraziarli dell’ospitalità. Io ero un po’ perplessa, per il semplice motivo che avevo visto il loro giardino.
E infatti una volta rientrati ci siamo resi conto di aver pagato per dei fiori che nel loro giardino crescono rigogliosi a volontà!

A Castiglioncello

(1)

Siamo andati a Castiglioncello io, Bram e la mia mamma, partendo da Lucca e fermandoci a cena a Livorno. Lucca e Castiglioncello non sono lontane ma neanche vicinissime, più o meno un’ora. Ceniamo, sbagliamo strada, la allunghiamo di mezz’ora almeno, poi finalmente ci ritroviamo e quando siamo a un minuto dalla casa di Castiglioncello, a quasi mezzanotte, la mia mamma fa “Uh! Toh! Ma guarda un po’ che buffo! Ho dimenticato le chiavi!”

(2)

Per fortuna io CASUALMENTE avevo la mia copia con me. Ci siamo quindi ritrovati in 3 con un mazzo di chiavi solo.
La prima sera va bene.
La seconda sera andiamo al Paese dei Balocchi, un festival di arti di strada a Rosignano. Si rientra tardi e si crolla sul letto.
La mattina dopo verso le 9 sto ronfando e sognando un picchio. Un picchio piuttosto insistente. Così insistente che mi sveglia. Mi alzo, vado sbadigliando verso la porta di casa e la apro.
Mi trovo davanti la mia mamma. Era andata a fare la spesa senza chiavi ed erano 20 minuti che bussava!

A Hasselt

(1)

Sono stata convinta per tutto il weekend di essere in Olanda. Sono abituata a Bruxelles, dove tutto è perfettamente bilingue francese-olandese, e non mi ero mai veramente resa conto che linguisticamente parlando Bruxelles è un’enclave.

(2)

Hasselt ha la puzza sotto il naso! Per dire, Domenica mattina verso le 11 siamo usciti per fare colazione.

Posto 1: “Spiacenti, non la serviamo più.”

Posto 2: “Avete prenotato?”

Posto 3: “Aspettate che chiedo allo chef.”

Ma… ma che serve uno chef per mettere insieme un caffè e un cornetto??

(3)

Fra i circensi c’era un artista particolarmente figo. L’ho visto una sera in uno spettacolo e ho passato parecchio tempo ad ammirarne gli addominali. La mattina dopo sono uscita di casa mezza addormentata e tutta spettinata e me lo sono trovato davanti. Stava facendo colazione al bar sotto casa mia!

Back to Brussels

Ci saranno sicuramente altre storie ma adesso non mi vengono in mente. Il weekend appena passato è trascorso fra circensi nel parco, cinema, bevute notturne, cene a sorpresa e concerti segreti su una terrazza che guarda tutta Bruxelles. È stato bello!

Un riassunto

agosto 16, 2016

Ennesimo post che inizio senza sapere se riuscirò a finirlo. Tentativo di riassunto dell’ultimo periodo!

Dopo tanto pensare io e Bram avevamo deciso che ci sarebbe piaciuto prendere 6 mesi di “interruzione di carriera” per viaggiare. Questo per legge belga si può fare senza perdere il lavoro attingendo a una fonte che si chiama “time credit” e a cui sempre per legge non può attingere più del 5% dei dipendenti di una stessa azienda al tempo stesso. Giustamente, visto che non è che se ne possono andare tutti in vacanza insieme!

Chiedo alle mie risorse umane, da qui in poi denominate HR, e viene fuori che grazie a tutte le simpatiche mamme che lavorano al 50% o all’80% il 5% di legge da me è abbondamente raggiunto. Fino al 2019.

Chiedo allora se potrei prendermi 6 mesi come “ferie non pagate” (altra storia, lavoro mantenuto ma altre tutele no). Mi viene risposto che per quello non c’è problema. Evviva!

Risolta la situazione mia, tocca a Bram, la cui situazione lavorativa è incerta (adesso non più, il lavoro ce l’ha). Ottiene il sì.

Si inizia a pianificare.

Parlo col mio capo e gli dico che vorremmo andare via all’incirca da Dicembre 2016 a Giugno 2017. Non è contento ma dice comunque di sì. Andiamo a parlare con HR per formalizzare la cosa e qua iniziano i casini.

Non ho voglia di ripostare tutto. È stato un bruttissimo mese di “sì” “no” “forse”, che se mi avessero detto di no subito sarebbe stato meglio. Si sono ipotizzate varie possibilità. Ferie non pagate. Mi licenzio e quando torno mi riassumete. Si interrompe il contratto e poi lo si riattiva. Un mese di incertezza e risposte contraddittorie, e alla fine un bel “no”.

OK. Alla fine me lo aspettavo pure. E comunque meglio sapere che non sapere. Ma…

Ma il mese di altalena mi ha stressato al punto tale che 1. qualche giorno dopo il “no” sono entrata nell’ufficio di HR per chiedere una cosa e come ci ho messo piede dentro ho, con mia estrema sorpresa, iniziato a piangere, e non sono riuscita a pronunciare una parola per una mezz’ora consecutiva, singhiozzavo e basta; 2. rimesso in discussione tutta la mia vita, ma tutta tutta tutta, le mie scelte, il mio lavoro, la mia città, e anche Bram.

Mi sono trovata disperata e completamente persa, senza sapere cosa fare, senza sapere dove sbattere la testa.

Per fortuna c’è Whatsapp, e per fortuna ci sono tutte le amiche/amici che mi hanno ascoltato/sostenuto/sopportato in quei giorni.

Poi piano piano è passata. Ancora non so cosa voglio fare, ma non sono più così disperata, e anche con Bram mi pare che vada meglio (ma non lo voglio dire a voce troppo alta).

Abbiamo lentamente ricominciato a viaggiare, visto che adesso non dobbiamo più tenere da parte i giorni di ferie per usarli per il viaggio.

C’è stato un weekend in Germania, un po’ triste e ancora con la testa piena di brutti pensieri. L’abbiamo prenotato e poi non ci volevo più andare. Aiuto. Alla fine ci sono andata e è stato un po’ brutto e un po’ bello.

Poi c’è stato il weekend del 21 Luglio, che in Belgio è ponte, e siccome non avevamo prenotato nulla in anticipo non sapevamo dove andare e alla fine abbiamo fatto la cosa più semplice, siamo andati in Olanda dai genitori di Bram. Avevo paura che sarebbe stato brutto, che i miei fantasmi avrebbero preso il sopravvento, e invece è stato bello, pieno di fiori e animali e porcospini che razzolano in giardino!

Poi ci sono stati un po’ di giorni in Toscana, al mare a Castiglioncello, io Bram e la mia mamma! Belli e rilassanti, e mica mi ero resa conto di quanto ci volessero, di quanto viaggiare ci mancasse, e il mare ci mancasse, e un’intera estate senza sole, che qua quest’anno non è pervenuto, possa avere un effeto nefasto sull’umore anche se non ce se ne (o ce ne se?) rende conto.

Lo scorso weekend era quello di Ferragosto e siamo andati a Hasselt, nelle Fiandre, per un festival. Ed è stato fantastico!

Siamo stati in un b&b meraviglioso, un loft nel centro di Hasselt.

Il tempo era bellissimo e Hasselt è molto carina.

Il primo spettacolo che abbiamo visto era in un parco. Un batterista e un giocoliere bravissimi! Fantastico, anche se siamo morti di caldo. Compagnia POST UIT HESSDALEN.

Siamo andati a fare un aperitivo e poi siamo tornati nel parco per D’IRQUE & FIEN. Acrobazie e pianoforti.

Il tempo per la cena non c’è stato. Abbiamo agguantato del pane già affettato e del salame al supermercato e ci siamo mangiati un panino al volo mentre facevamo la coda per entrare nel tendone del COLLECTIF MALUNÉS. Il loro spettacolo è stato meraviglioso. Divertente, acrobatico (e che acrobazie!), con musica dal vivo… favoloso. La musica dal vivo negli spettacoli di circo è qualcosa di incredibile, e non si può portare via solitamente, esiste solo lì.

Saremmo dovuti andare a letto con loro negli occhi, e invece siamo andati a vedere la COMPAGNIE ATTENTION FRAGILE… e lo spettacolo non ci è piaciuto per niente. Vabbè.

La mattina dopo brunch un po’ obbligato (nel senso che non c’è stato verso di trovare un semplice caffè con croissant!) e poi DEFDEF & WING NUTS DECOR, spettacolo teatrale molto molto carino, mi è piaciuto nonostante fosse in olandese!

Poi cinema, BERLIN: i realizzatori sono andati per 10 anni consecutivi a trovare una coppia di contadini ucraini che ha rifiutato di muoversi dalla zona contaminata, e alla fine lì sono rimasti solo loro. Ne hanno fatto un documentario.

Hamburger al volo e poi danza/circo: NOFIT STATE, fantastici come sempre, il motivo principale per cui avevamo deciso di andare al festival.

Abbiamo proseguito con GANDINI JUGGLING, un gruppo di giocolieri che non ci ha convinto troppo, e poi siamo riusciti a cenare in un ristorante delizioso! Non pensavamo avremmo avuto tempo di provarlo, e invece sì!

E dopo cena… lo spettacolo più bello di tutti. GALAPIAT CIRQUE / JONAS SÉRADIN. Nel cortile di un museo, un posto magico di per sé, al calar del sole, siamo stati letteralmente trasportati in un mondo di musica, canzoni che vengono da lontano e salti mortali. Una cosa indescrivibile, magica e poetica, di quelle che ti spiegano perché vale la pena di vivere. Lo spettacolo si chiama BOI, bere, e alla fine vino per tutti, e ancora musica e meraviglia. Chiusura perfetta.

Fuochi d’artifico e a nanna con gli occhi pieni di stelle.

Ieri in giro per abbazie. Sole e una cerimonia del tè dolorosissima, avete presente l’espressione in ginocchio sui ceci? Ecco.

Scrivo poco ma ho aperto un blog di ricette. E ho appena fatto un riassunto, e adesso metto qualche foto!

In Germania:

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In Olanda (quello nelle prime tre foto è il giardino di casa dei genitori di Bram):

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In Toscana:

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Al festival a Hasselt:

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Tutta vita!

Bruxelles odi et amo

luglio 4, 2016

Ultimamente sono un po’ bipolare!

Il mio essere bipolare riguarda sia la mia vita sia il mio rapporto col Belgio… che poi le due cose sono legate.

Ho bisogno, più che voglia, di cambiare qualcosa. Bram anche. A inizio anno abbiamo con gioia iniziato a pensare a cose che ci sarebbe piaciuto fare, a Giugno ci siamo ritrovati frustrati e incapaci di decidere. In realtà una cosa su cui abbiamo focalizzato le energie c’è, ma ancora non si sa se può fare. Aspettiamo, e intanto stiamo a Bruxelles, e se da un lato sono felice all’idea di trascorrere l’estate qui dall’altro ho bisogno di vacanze come dell’aria. Ve l’ho detto che sono bipolare!

Certe mattine mi sveglio e l’orrore mi pervade. Mi sembra che la mia vita non abbia senso, di non stare andando da nessuna parte e che morirò vecchia e sola. Ho paura del terrorismo internazionale, la razza umana mi sembra uno schifo.

Ma ci sono anche le mattine in cui mi sveglio e tutto mi sembra fantastico, luminoso e bello, e sono la maggior parte in realtà.

La prima sensazione non è la più frequente per fortuna, però accade più spesso che in passato. E quindi sto imparando a controllarla. Ho imparato che se mi abbandono alla tristezza e mi butto sul divano va a finire che la tristezza mi avvolge e che passo la giornata lì sentendomi miserable, come si dice in inglese. Quindi cerco di reagire, farmi una doccia e uscire il prima possibile. Allora di solito passa, e anzi molto spesso le cose belle tornano.

C’è una cosa paradossalmente che mi tira su, ed è l’arte. Ed è strano, perché sono cresciuta un po’ con la mentalità che l’arte bellina sì, ma tienitela come hobby e vai a lavura’. E invece è così tanto, così tremendamente importante. Quando leggo le notizie e tutto è così tremendo da farmi perdere la fiducia nell’essere umano, spessissimo c’è una sola cosa in grado di ridarmela, ed è vedere le cose belle che solo l’essere umano può fare, e si tratta quasi sempre di cose artistiche: un disegno, un libro, una canzone, un articolo poetico. Queste mi sembrano le cose per cui vale la pena di vivere.

Credo che c’entrino due cose, principalmente, col mio umore ballerino del momento: la paura, che dall’orrore di Parigi in poi striscia, strscia, e la routine, il fatto di non aver viaggiato molto quest’anno, e i viaggi che ho fatto non li ho fatti con Bram (tranne un paio). Poi trombassi un po’ di più, magari anche quello aiuterebbe ^^

Come al solito divago. Questo voleva essere un post su Bruxelles, sui miei anni qui, sulla mia voglia da un lato di andarmene dall’altro di starci. Questi post sono indipendenti, prendono la via che vogliono!

E quindi Bruxelles.

Da un lato sono un po’ stufa di vivere in Belgio. Motivi principali: inquinamento e minaccia terroristica. Altri motivi più piccini: non è una città bike-friendly (anche per via del tempo, ma sopratutto perché è tutta salite e discese e non ha piste ciclabili degne del nome), non è bella, e detesto cordialmente un certo tipo di mentalità belga, quella che manca di flessibilità al punto tale da applicare alla perfezione le regole ma andare nel panico più totale se non si cade in una delle caselline predefinite.

Dall’altro lato vivere a Bruxelles mi piace tanto! ^^
Magari sarebbe lo stesso a Milano o a Roma, ma: è una capitale europea, ha una vita culturale fantastica e ci sono sempre una quantità incredibile di cose da fare.
Adoro andare con Bram per mercati e fattorie, e conoscere gli animali e portare a casa i vegetali. È tutto così bello, e così locale.
Sta venendo fuori una sorta di orgoglio belga che non avevo mai visto. Nascono negozietti di cose fatte a mano solo da belgi, vengono fuori iniziative.
Due weekend fa Bram non c’era. KOK era da me ma era andato a Liège a giocare a pallavvolo. Mi sono svegliata sola e triste. Allora mi sono fatta una doccia e sono uscita.
Sono andata prima al mercato a Saint-Gilles. C’era un sacco di gente in giro, era allegro e colorato. Poi ho fatto un po’ di giretti in centro. Ho fatto la spesa dal contadino fiammingo, ho comprato dei fiori, sono andata dagli arabi a comprare i fichi. Dopo sono andata alla fattoria. È una fattoria urbana, in centro. C’erano: un mercatino gratuito, se vedi qualcosa che ti piace lo prendi; una fiera del saper fare, se io so fare qualcosa e te lo vuoi imparare te lo insegno; un forno a legna (a un certo punto qualcuno mi ha infilato in mano un pezzo di pane caldo!); tantissimi animali e in particolare degli alpaca; il direttore della fattoria, che mi ha fatto entrare nel recinto degli alpaca e così abbiamo fatto amicizia (io e gli alpaca, non io e lui).
Sembreranno cavolate, ma se non vivessi in una città così, grande ma al tempo stesso a misura d’uomo (in termini di area Bruxelles è abbastanza piccolina, si va quasi ovunque a piedi) trovare antidoti alla tristezza non sarebbe così semplice… qui invece mi basta uscire di casa.
Giovedì scorso avevo bisogno di un consulto legale. Ho cercato, e ho trovato un servizio di avvocati gratuito, nelle Marolles. Sono andata e mi hanno aiutato, senza voler niente in cambio. Stavano vicino alla rue Haute, e percorrendola mi sono accorta che è diventata proprio carina.
Sabato mattina abbiamo ordinato la colazione. Ce l’hanno portata a casa, ed era deliziosa. Ieri invece mi sono svegliata, e avevo una gran voglia di caffellatte, ma non avevamo latte. Mentre Bram metteva su il caffè io sono andata in camicia da notte e infradito all’arabino sotto casa e cinque minuti dopo avevo in mano il mio caffellatte bello caldo. Nel pomeriggio siamo usciti e ci siamo imbattuti in un bello spettacolo di camminata sul filo, così, gratuito, completo di musica dal vivo, davanti alla Bourse.
Ieri siamo andati a passeggio nelle rue Haute e abbiamo incontrato un po’ di spagnoli che preparavano tapas deliziose, una belga che ha degli amici in Senegal e vende vestiti fatti da loro sostendendo la piccola imprenditoria locale e pagandoli il giusto prezzo (e uno adesso è nel mio armadio!), un italiano con una passione per il vino smisurata e adesso facciamo parte della sua mailing list per le degustazioni. Insomma abbiamo incontrato un bel po’ di cose belle.
Il tempo è quello che è, certo, ma se tanto sto in città e devo andare in ufficio e lavorare preferisco dimolto avere 20 gradi che 30.

E quindi? E quindi Bruxelles mi piace e non mi piace, amo il tipo di vita che posso avere qui (anche grazie allo stipendio che posso avere qui!) e al tempo stesso ci sono delle cose che mi mancano, posso essere felice qui o forse potrei essere più felice da qualche altra parte, ma forse no, chi lo sa?

Secondo me la soluzione è VIAGGIARE. Dobbiamo viaggiare il più possibile, tanto, e a lungo, per conoscere altri posti e provare altre vite e capire se è davvero al Belgio che siamo destinati, o magari a una capanna in cima a un monte. Chissà!

Questo non è un post politico

giugno 28, 2016

Questo post è una dichiarazione d’amore nei confronti dell’Europa. Non l’Unione Europea, l’Europa intesa in senso geografico. Anche se alla fine un po’ l’Unione Europea c’entra, nel senso che se ci fossero le frontiere non potrei gironzolare tanto quanto faccio.

Non è una cosa che mi è venuta in menta ora con Brexit ecc., ce l’ho in mente da tanto. Il fatto di scriverne proprio ora, quello sì è legato al momento.

Io amo l’Europa. Il vecchio continente. La trovo bellissima, affascinante, ricchissima di cultura.

Bram era abituato a viaggi esotici. Il primo anno in cui stavamo insieme siamo andati in Brasile. E poi? Poi in Islanda, in Spagna, in Francia, in Gran Bretagna, nella repubblica Ceca, in Danimarca, in Norvegia, in Germania, in Italia, in Olanda, in Polonia, a Cipro. C’è la mia influenza qua, perché per quanti posti belli ci siano al mondo, così bello come l’Europa per me non c’è niente.

Parliamo spesso della possibilità di andare via 6 mesi, e se lo facessimo Bram vorrebbe girare il sud est asiatico. Attira anche me, ma la verità? Per me il top sarebbe scegliere 6 capitali europee e vivere 1 mese in ognuna di esse. Poi se mai lo faremo credo che vincerà lui, e a ragione, perché bisognerà pure che io ogni tanto provi ad uscire dalla mia comfort zone… ma intanto Europa ♥

Io sono italiana, lui è olandese, viviamo in Belgio. I nostri amici sono italiani, inglesi, belgi, polacchi, spagnoli, francesi. I nostri bambini, se mai decideremo di averne e di averne qua, parleranno italiano, olandese, inglese e francese.

La mattina leggo le notizie, e leggo Repubblica e Internazionale in italiano, Le Soir e La Libre Belgique in francese, The Guardian, il sito della BBC e quello che mi capita sotto mano in inglese.

L’Europa, e in questo caso l’Unione Europea c’entra, mi ha permesso di scegliere dove vivere, dove lavorare, di chi innamorarmi. Mi ha permesso di aprire la mente e vedere al di là del mio giardino.

Ma non è di politica che voglio parlare qua (Roberto, poi ti rispondo al commento, e allora lì sì che di politica si parlerà). Qua voglio solo esprimere il mio immenso, sconfinato amore per l’Europa! ♥ (e forza Islanda)!

Brexit

giugno 27, 2016

Non ho tempo, ma ho scritto un’email a Flanzo che riassume in maniera grossolana il mio pensiero. Essendo stata scritta come email personale e non destinata al blog non è per niente diplomatica, non me ne vogliate!

mah, in linea di massima nella mia piccola elite di amici sono tutti, chi più chi meno, tristi e sotto choc. io che sono una ben nota ottimista sono proprio sul disperato.

mi sembra assurdo che sia potuto succedere.

ho pensato e letto tanto, e ho pensato che forse un errore che l’eu ha fatto è quello di essere diventata un organismo tecnico e poco accessibile per i comuni cittadini.

l’eu dovrebbe essere quello, ok. a curare l’aspetto dei rapporti con la popolazione dovrebbero essere i singoli governi. ma di fatto mi pare che i singoli governi tendano a usarla principalmente come capro espiatorio, fornendone una visione distorta ai comuni cittadini che hanno come unica fonte di informazione il tg locale.

e allora? e allora, se l’eu è un organismo tecnico che interagisce con i governi e non con i cittadini, a prendere decisioni relative al restare/uscire dovrebbero essere i governi e non i cittadini.

quello che mi fa rabbia è che ci sia stata così tanta disinformazione. è in questo senso che dico che non avrebbero dovuto decidere i cittadini: non ne sanno abbastanza.
credo si stia vedendo che tanta gente ha votato exit come voto di protesta senza credere che veramente potesse influire (ma se consideri il tuo voto una cosa così irrilevante da sprecarlo per protesta, il diritto di voto ti andrebbe levato secondo me), oppure senza veramente rendersi conto di cosa stava votando. se si rivotasse oggi i risultati sarebbero diversi, son convinta.

l’eu fa anche un sacco di cose buone. perché ai cittadini queste non arrivano?

arrivano a chi legge e si informa, ma ai cittadini comuni no. meno male, mano male che te e la serena vi siete riprodotti! c’è bisogno di più gente come voi!!

infine la parte ottimista di me teme che:
– l’anno prossimo le pen vinca in francia
– donald trump vinca negli states
– il 5 stelle in italia
– piano piano sempre più paesi escano dall’eu
– nel lungo termine si riaprano scenari che minino fortemente la pace che c’è stata in europa dalla seconda guerra mondiale in poi

che altro? se le prime 3 cose di cui sopra succederanno la mia fiducia nel genere umano svanirà definitivamente e credo che mi ammazzerò. ma se succederanno sarà perché:
– la gente è cretina, oppure
– la gente vota per protesta (e quindi è cretina e gli andrebbe levato il diritto di voto)?

Effetti collaterali

giugno 23, 2016

Quest’anno io non sto seguendo proprio per niente gli europei… ma Bram sì.
Ieri sera il Belgio ha vinto e si è qualificato.
Ieri notte io sono stata svegliata da un Orso completamente ubriaco che ballava sul letto.
Trovandola una cosa esilarante, prima di crollare mi ha morso il sedere (dormivo in canottiera e mutande).
Sulla faccia aveva la bandiera del Belgio.
Stamattina quando mi sono svegliata io ce l’avevo su una chiappa!

Tema: cosa ho fatto ieri

giugno 20, 2016

Svolgimento

Ieri Bram mi ha portato alla fattoria. Mi ha detto che saremmo andati a comprare le verdure, ma quando siamo arrivati una bella sorpresa ci ha accolto: alla fattoria non c’erano solo verdure, c’erano anche degli animali! Bram ha subito fatto amicizia con un caprone

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e io ho pazientemente aspettato che si scambiassero i numeri di telefono. Nel frattempo chiacchieravo con un’altra capra, che non so se fosse maschio o femmina ma che a giudicare dall’aspetto doveva essere molto vecchia e saggia. Eccola qua.

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Alla fattoria ci siamo comprati tantissime verdure, abbiamo fatto proprio un bel bottino! Abbiamo comprato:
bietole
finocchi
cetrioli
mini kale (?)
rucola
insalata
rape rosse
broccoli
cavolfiori
fragole
e mi pare basta.

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Abbiamo messo le verdure in macchina e poi siamo di nuovo tornati alla fattoria perché c’era un baretto e noi dovevamo pranzare. Al baretto veniva servita una sola cosa, e cioè un piatto con due pancakes (che poi sarebbero crêpes!) a testa. Insieme veniva fornito un vassoio con tre ciotole contenenti ingredienti per farcire i pancakes. Nelle tre ciotole c’erano:
zucchero a velo
zucchero di canna
cassonade, che è una sorta di zucchero anche quello.
A me sono cascati tutti i denti solo a vedere il vassoio. E poi era ora di pranzo e io volevo qualcosa di salato, non di dolce! Allora mi sono fatta furba. Tutte quelle capre faranno pure un po’ di latte, no? E allora ho chiesto, non è che ci sarebbe un formaggetto di capra? E indovinate un po’, c’era! E allora io e Bram ce lo siamo comprato e abbiamo farcito i nostri pancakes con quello, con tutti che ci guardavano perplessi. Era buono! L’abbiamo finito tutto! E ce ne siamo comprati anche un altro da portarci via.

Ma la parte più bella della giornata doveva ancora arrivare. Infatti quando siamo usciti era sbucato un gran sole

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e allora siamo andati in giro per la fattoria e abbiamo scoperto degli altri animali. Questa è Hellen

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e questi sono dei conigli, e mi scuso per la foto sfuocata ma il mio cellulare stava per dare forfait, non per modo di dire, dopo questa foto si è spento. Quiz, quanti conigli ci sono nella foto?

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Dopo i cavalli e i conigli abbiamo visto degli altri animali: delle anatre, delle oche, delle galline e delle mucche. C’era anche un asino, anzi un’asina, Zoe. E poi…

E poi ho sentito OINK OINK! E allora mi sono emozionata tantissimo, perché i maiali sono i miei animali preferiti da guardare, ma nelle fattorie non ci sono quasi mai! E infatti anche questa volta c’erano, ma non ci poteva avvicinare. Li ho guardati da lontanto, ma non si vedevano bene, erano nascosti dal recinto.

Abbiamo camminato ancora un po’ nei campi e poi ho detto a Bram che forse saremmo dovuti andare, perché il formaggetto doveva andare in frigo. Bram è stato d’accordo e ci siamo avviati. Abbiamo girato l’angolo e, sopresa!

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È stata una sorpresa proprio grossa, e proprio bella! Che ha anche portato un po’ di cose buffe.

La prima cosa buffa è che io molto avrei voluto fotografare quel bel maiale, ma il mio telefono era morto. Allora ho chiesto a Bram di fotografarlo e poi ho preso il suo telefono per mandarmi la foto. Solo che per sbaglio l’ho mandata a un suo amico. Poi ho anche peggiorato la situazione perché volevo scrivere al suo amico “Sono Francesca, mi sono sbagliata”, ma il risultato è stato che al suo amico è arrivata la foto di un maiale con sotto la scritta “This is Francesca”!

La seconda cosa buffa è che quel maiale doveva essere un’amica di Peppa Pig. Perché a un certo punto ha fatto proprio come lei: si è buttata nel fango. Poi si è scossa e ci ha sporcato tutti! E quindi siamo dovuti per forza andare a casa a farci la doccia, e questa è stata la fine della giornata. È stata una giornata meravigliosa!

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