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Giorni strani e post polpettone

luglio 17, 2018

Sono giorni un po’ strani. Oggi sono un pochino triste e non so bene il perché, ma ci sta che c’entri una cosa lavorativa che però appena arrivo in ufficio sistemo (update: avevo iniziato a scrivere in metro e ora sono in ufficio, la cosa è sistemata e io sono più tranquilla e non più triste!).

Sono giorni strani. Chi ha bimbi approfitta della chiusura delle scuole per andare in ferie quindi in ufficio siamo meno del solito, e anche tanti dei miei amici in questo momento sono via: Flanzo e Selena in Toscana, KOK e PLP in Sardegna, Dagmara e Demmy in Austria, e anche Bram la prossima settimana se ne va.

In teoria dovrebbero essere giorni tranquilli, e da un certo punto di vista lo sono. Ma al tempo stesso sono frenetici.

Il 10 Agosto parto e torno il 2 Settembre, e quindi il 10 Agosto è la mia deadline per tutto. Potendo scegliere non avrei mai scelto di andare in ferie d’Agosto, ma volendo approfittare della conferenza in Giappone non ho avuto scelta.

Torno il 2 Settembre, e il 13-14 Settembre ho il meeting più importante per il mio lavoro, quello che c’è due volte l’anno e che coincide con i miei periodi di lavoro più intensi (non è un caso ovviamente, le due cose sono legate). Questo meeting è il motivo per cui non ho potuto prendere le ferie dopo la conferenza a Tokyo, ma solo prima. Questo significa che entro il 10 Agosto devo anche preparare il meeting, perché quando tornerò non ci sarà tempo: rientro al lavoro il 3 e il 12 già riparto.

Viene anche Bram, il meeting è in Croazia, a Opatija che è vicino a Rijeka (Fiume) e dopo abbiamo un’altra settimana di ferie. Non so dove andremo, la Croazia non mi ha mai attirato e mentre io sto cercando di organizzare il Giappone della Croazia è incaricato Bram.

Ma anche la conferenza in Giappone è importante, da un certo punto di vista ancora più importante del meeting in Croazia. La organizza il mio collega Mitsumi, un medico giapponese che è a Bruxelles per tre anni e poi rientrerà, in collaborazione col JCOG (Japan Clinical Oncology Group). Mitsumi ha un obiettivo: portare il concetto di qualità della vita nei pazienti oncologici in Giappone, dove ancora c’è resistenza da parte dei medici in tal senso – non perché pensino che la qualità della vita non sia importante, ma perché ritengono non si possa misurare. Sto riassumendo in due righe un discorso lungo e complicato, comunque il succo è che la presentazione che devo preparare per il Giappone è estremamente delicata perché tratta di un argomento difficile in un contesto scettico in una cultura profondamente diversa e che non conosco. Ovviamente sto cercando di prepararmi al meglio, e anche questa cosa deve essere pronta entro il 10 Agosto (cioè la deadline è il 31 Luglio, ma fino al 10 Agosto ci sono e se devo aggiustare posso farlo, dopo no!).

Che pippone che mi è uscito! Volevo solo dire che questo periodo al lavoro in teoria dovrebbe essere tranquillo ma in pratica non lo è.

Domenica, su ordine di Silvia, mi sono presa una giornata di cazzeggio, ed è stata un’ottima idea. Tra l’altro cazzeggiando sono riuscita anche a fare cose che rimandavo da un bel po’, tipo dare il consenso trattamento dati per la copertura ospedaliera che in mancanza di tale consenso sarebbe stata sospesa, rimandavo perché le cose burocratiche che richiedono username e password mi fanno venire l’orticaria, la Domenica di calma mi ha permesso di mettermici e farlo.

Ho riscoperto una canzone che mi piace e che avevo dimenticato (The Temper Trap, Trembling Hands) e Sabato sera ho visto un altro gran bel film (Destiny: The Tale of Kamakura) con Bram, già mi pregustavo un altro filmino Domenica ma avevo dimenticato che c’era la partita! Bram è sparito verso le 16 ed è riapparso alle 2 brandendo assorbenti (gli avevo chiesto se rientrando si fermava al night shop a comprarmeli e per non dimenticare li ha comprati subito e poi è andato in giro tutta la sera brandendo il pacchettino rosa)!

Domenica fra un episodio di New Girl e uno di Nailed It! (alternavo) sono anche andata avanti con la lettura della LP (grazie al vecchio/nuovo metodo vado molto più veloce) e il nostro futuro itinerario in Giappone sta piano piano, molto piano, iniziando a prendere forma. Più leggo (non solo la LP) e più mi rendo di quanto la società giapponese sia diversa dalla nostra (e grazie al cazzo, direte voi) e, da un certo punto di vista, molto più complicata. Mi verrebbe da dire più indietro ma ovviamente non posso dire indietro, la storia è secolare e io non la conosco. Però ecco, insomma, prima il viaggio, adesso questo, mi rendo conto sempre di più che, per quanto ci sia ancora tanto da fare, rispetto a tanti altri paesi a livello di diritti umani in Europa siamo messi parecchio bene.

Salto di palo in frasca? Salto di palo in frasca. Ultimamente non apro più Facebook, per quanto per alcune cose sia innegabilmente utile (fossero solo gli eventi) la libertà che ha chiunque di sparare qualunque cazzata senza doverne verificare la fonte mi dava ogni giorno di più ai nervi. Uso un pochino di più Instagram perché è più cazzone, sono principalmente foto, è meno politico. Epperò ultimamente ha iniziato a darmi ai nervi anche quello. Le cose che mi irritano sono principalmente tre:

  • la mancanza di etica – ma come fai a pubblicizzare un mega resort in posti poverissimi in cui fuori c’è gente che muore di fame, o marche di vestiti legate allo sfruttamento dei lavoratori?
  • la mancanza di informazione – frasi di qualunque tipo buttate lì come dati di fatto quando basterebbe una ricerca minima per informarsi ed evitare di sparare minchiate
  • la mancanza di comunicazione – spessissimo chinque esprima un’opinione fuori dal coro viene liquidato con “Sei geloso/a” (ma che razza di argomento è?)

Poi mi rendo conto che io non sono migliore. Nei miei rozzi tentativi di vivere in maniera etica sbaglio, a volte me ne frego, ma soprattutto giudico, che è proprio quello che non dovrei fare (anche perché, da che pulpito..!).

Domenica scorsa, al mare, mi sono trovata impelagata in una discussione. Avevo delle idee molto chiare ma non le sapevo difendere. Perché sono una capra e non ne so abbastanza.

Mamma mia che post polpettone che mi è uscito. Meglio che torni a occuparmi di pasticcini va’!

Piccolo aggiornamento sulla mia ultima ossessione

luglio 15, 2018

Sono passata da questo metodo…

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(caffè e biscotti, in riga dal mattino quindi, guida cartacea rigorosamente sottolineata a mano con colori diversi, appunti al computer con lo stesso metodo più cuori e sottolineature, grassetto e corsivo)

… a questo…

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(Sauvignon, iniziato quindi con calma nel tardo pomeriggio, guida in formato elettronico e quindi evidenziata con un semplice gesto, appunti presi a cazzo su un quaderno)

… e niente, la carta e lo schermo si scambiarono, e la mia vita di molto migliorò, si va molto più veloci così!

Risponderei anche ai commenti ma caso vuole che in questo momento sia un poco brilla. Magari domani.

PS: il secondo metodo è quello che ho usato per tutto il viaggio – avrei dovuto sapere che era migliore!

Stanchezza

luglio 14, 2018

Sono stanca in questo periodo. Me ne accorgo da tante piccole cose e mi stupisco.

Ieri sono tornata da Anversa esausta. Non so perché. Vuoi la levataccia, vuoi il caldo, vuoi lo stress. Non mi pareva di essere stressata, ma certo è stato strano stare ferma e tranquilla mentre delle piccole ventose attaccate alla pelle osservavano il mio cuore, sapendo che in teoria avrei potuto ricevere una notizia che avrebbe cambiato la mia vita. Poi mi sono resa conto che sono scema, perché l’elettrocardiogramma te lo fa l’infermiera ma per analizzarlo serve il dottore! Non ho ancora i risultati, ma l’infermiera sostiene che il parassita, ammesso che ci sia, NON si è costruito un castello a dieci piani con torri, fossati e ponte levatoio nel mio cuore. Presa con le dovute cautele è una buona notizia. Non mi ha eccessivamente sorpreso. Voglio dire, se qualcuno facesse qualcosa del genere si può pensare che ne ne accorgerei, no?

Al rientro ero stravolta dalla stanchezza. La sera abbiamo guardato un film mangiando delle melanzane che ho avuto l’ispirazione di saltare con semi di sesamo e salsa di soia. È stata un’idea geniale!

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Abbiamo guardato un film giapponese che ci ha fatto venire voglia di frittata sul riso, Tampopo, e poi io mi sono addormentata senza cuscino, con la testa sul tablet e con la coda. Mi sono risvegliata stamattina così. No ma non ero stanca eh!

Anversa è bella. Più bella di Bruxelles, anche se a Bruxelles io sono più affezionata. Questa è la stazione, non è magnifica?

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E queste sono alcune foto che ho fatto mentre camminavo verso la clinica, fermandomi ogni tanto per chiedere indicazioni in un misto di olandese, francese e inglese.

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Qua invece abbiamo di nuovo Bruxelles. I lavori in boulevard Anspach sono quasi finiti. Le canne di bambù se ne andranno, lì sorgerà erba. Mi piace! Speriamo che duri, che se c’è una cosa che a Bruxelles non manca sono i vandali.

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E questa è la vista da place Polaert. Da qui si prende l’ascensore che scende nel ventre de les Marolles. Lo sapevate, che a Bruxelles c’è un ascensore per andare giù?

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Stamattina siamo usciti. Io mi sono messa un vestitino e me sono pentita, sono troppo abituata ai jeans, coi vestitini mi sento a disagio. Faceva caldo. Cercavamo dei portaposate, abbiamo trovato delle bottiglie di vino.

Uscendo dal negozio abbiamo visto una ragazza stesa a terra sulle rotaie del tram. La ruota si era incastrata e lei era caduta in malo modo. Non si muoveva e qualcuno stava chiamando l’ambulanza. Più tardi, uscendo da un negozio, ho visto l’ambulanza passare. Ho cominciato a piangere e non riuscivo più a smettere. Camminavo e piangevo, col mio bel vestitino e gli occhiali da sole. La gente avrà pensato che avessi avuto un appuntamento galante e fossi stata scaricata! Tanto per chiarire, non sono triste o depressa, è solo che la scena mi ha fatto parecchia impressione.

Rientrando mi sono fermata a casa di Edmund, il mio ex vicino, a prendere la posta. Ha messo su un orto in terrazza. Ne sono uscita con una sporta piena di pomodori ancora caldi, del sedano, del finocchietto selvatico (grosso lusso qua a Bruxelles), dei cetrioli e delle immagini di galline con la parrucca negli occhi.

Adesso sono rientrata e di nuovo sono stanca, forse è davvero il caldo, o forse il lavoro chissà. Intanto mi sono tolta vestitino e sandali e messa pantaloni largoni, maglietta e infradito e mamma mia quanto sto più comoda! Bram e Wim stanno guardando la partita e io cazzeggio fra cucina, telefono e tablet, ancora sto leggendo la guida del Giappone anche se l’approccio adesso è un po’ più rilassato.

E sapete qual è la cosa che più di tutte mi fa capire di essere stanca? Adesso la scrivo, e se leggete il blog da almeno l’inizio del viaggio capirete il perché. Leggo la guida, e sapete su cosa mi fisso? Su tutte le isolette tropicali in cui non c’è da fare assolutamente un cavolo..!

Boschi, treni, cervelli e amiche. In ordine sparso.

luglio 13, 2018

Quando i cervelli vennero divisi la divisione non fu equa fra me e la mia amica Ilaria, con cui i nostri simpatici compari sostenevano condividessi un unico cervello (se ne deduce che a testa ne possediamo meno di metà).
Già si sapeva che il senso dell’orientamento era andato a lei e la passione per la cucina a me.
Ultimamente, però, si è scoperta un’altra cosa: l’efficienza è tutta sua, io ne sono totalmente priva!

Non per niente siamo gemelle separate, però. Dove io non potevo, per i motivi sopra descritti, arrivare, sopperì lei.

Del parassita io non mi ero più preoccupata. Ma lei sì! Ed è per questo che mi mise in contatto con un Esperto italiano e che tramite lui mi fece scoprire una clinica in Belgio, e manca poco mi prendeva pure appuntamento, ed è per questo che in questo momento mi trovo su un treno per Anversa! Dove ho appuntamento nientepopodimeno che col primario dell’Istituto Ricerca Malattie Tropicali. Sì lo so, sono molto Esotica!

Per la cronaca non ci sono novità eh, vado solo per una seconda opinione. Vi farò sapere.

Non ho scritto negli ultimi due o tre giorni perché non ho fatto un granché tranne lavorare, tagliarmi i capelli e cucinare. Mercoledì è venuto a cena PLP e ieri sera eravamo solo io e Bram e abbiamo fatto le zucchine ripiene. Eccole qua! Non sembrano uscite direttamente dal Bosco delle Favole?

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Senza titolo

luglio 10, 2018

Stanotte ho messo la sveglia alle 2:45 per comprare il biglietto per il museo Ghibli (ce l’ho fatta ma non riesco a scaricarlo, ma prevedo che ci riuscirò).

La vista dalla finestra dell’ex camera dei miei fratelli, dove ora dormo io quando vado, è bellissima, e io non me ne ero mai accorta.

A Bruxelles oggi c’è un vento che profuma d’Islanda.

Che sonno!

luglio 9, 2018

Stamattina ci siamo alzati alle 6. Alle 9 abbiamo preso l’aereo, alle 11 eravamo a Charleroi, per le 12 eravamo al lavoro.

Ieri bella colazione a letto per Bram, poi pranzone con tutta la famiglia (eravamo in… 14?) e nel pomeriggio siamo scappati al fresco, alle cascate di Candalla, verso Camaiore. Badate che incanto!

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La zona è Camaiore, la frazione Lombrici. Notevole anche il baretto del paese vicino di cui ora non mi sovviene il nome: uno di quei baretti di paese di una volta che fanno anche da alimentari e casalighi, con in più una bella terrazza con vista!

In serata ci siamo spostati a Viareggio e abbiamo cenato sul mare con Ilaria, Silvia e Andrea.

Nota di colore, al momento dei saluti il nipotino duenne che per tutto il weekend aveva scrutato Bram con sospetto l’ha puntato con un dito, poi si è girato verso il padre (mio fratello Roberto) e ha strillato “Ma quello lì chi è?”..!

Da Lucca

luglio 7, 2018

Allora sono a casa in Italia e è tardi e provo a scrivere due righe al volo ma non so se riuscirò a pubblicare perché Internet qui fa schifo, pubblicare foto men che mai.

Ieri lavoro e poi aeroporto, ma giocava il Belgio e l’attesa dell’aereo l’abbiamo passata al bar che trasmetteva la partita, a me non interessava ma a Bram e a tutto il resto dell’aeroporto sì, un delirio. Bram mi ha quasi fatto perdere l’aereo per non perdersi gli ultimi due minuti!

Adesso siamo a casa dei miei e va tutto bene anche se il mio babbo non mi parla perché ho commesso il grave delitto di non inviargli un messaggio quando a mezzanotte siamo atterrati. Oggi pomeriggio volevamo andare a fare un giro, possibilmente al fresco e non sul mare, e pensa che ti ripensa mi è venuto in mente il parco dell’Orecchiella, in Garfagnana, che meraviglia! Siamo partiti dopo pranzo, pioveva, il navigatore ci dava arrivati per le 16 e non sapevamo a che ora chiudeva il parco, secondo alcuni siti alle 17, quindi la gita sarebbe potuta finire nel nulla. Invece quando siamo arrivati aveva smesso di piovere, il parco chiudeva alle 19, faceva fresco e noi abbiamo fatto dei giri bellissimi, che idea meravigliosa che ho avuto (o forse che mi hanno dato, non mi ricordo più)!

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Al ritorno ci siamo fermati a fare un giretto a Barga e poi cena allo Scompiglio con gli amici di sempre. Bello il posto, buona la cena e ottima la compagnia!

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Ah, nel parco a un certo punto Bram mi ha chiamato e tutto emozionato e con gli occhi a cuore ha indicato le frasche che ci circondavano e ha sussurrato Guarda, uno animale bello!
Era un cinghiale selvatico.