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Thailandia: corso di cucina a Chiang Rai

aprile 17, 2017

Da Ko Samet siamo andati a Chiang Rai, nel Nord.

La prima sera non abbiamo fatto un granché. Siamo arrivati tardi ed eravamo stanchi

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e così ci siamo limitati a un giretto nella piazzetta principale. Abbastanza turistica, con un palco su cui suonava la versione thai di Bobo Strimpelli!

La giornata dopo è iniziata presto. Tik è venuta a prenderci e siamo partiti. Per dove? Per il nostro personale corso di cucina thai!

Non so bene quali parole usare per descrivere Tik. Una piccola signora thailandese deliziosa? Una forza della natura? Una pazza scatenata?

Per iniziare ci ha portato al mercato. Ci ha consegnato un frasario minimo, una lista e un borsellino. E con fare autoritario, nonostante non ci arrivasse al mento, ci ha detto: “Forza! Fate la spesa!”.

Continuo, in questo viaggio, a trovarmi in situazioni surreali. Situazioni di cui avevo letto o visto nei film o sentito nei racconti di altri viaggiatori, ma che mai avrei pensato di vivere in prima persona. Situazioni che hanno un’aura di mito, che sotto sotto pensi che non esistano davvero, che siano un’invenzione o un trucco teatrale. E invece..!

Un esempio sono i bambini. Si legge ogni tanto, no, di gente che va in villaggi e si ritrova circondata da bambini incuriositi che vogliono giocare, toccare, scoprire? Io pensavo accadesse agli audaci che si avventurano in luoghi remoti, a coloro che grazie all’animo giocoso sono calamite per i piccini. E invece nel corso di questo viaggio è successo anche a noi, e più di una volta!

Ho altri esempi ma ovviamente adesso che sto scrivendo non mi vengono in mente. Ah sì, eccone uno: avete presente che si dice sempre che bisogna stare lontani dagli animali se hanno i piccini? Ecco, è vero. More on this to come, e in nostra difesa non eravamo stati noi ad andare noi verso il piccino, era stato lo stupido piccino a dirigersi trotterellando felice verso Bram!

E poi, vi è mai capitato di leggere in qualche libro o vedere in qualche film una scena tipo lei che va al mercato con lui e lei non conosce il posto ma lui sì e la trascina di corsa da un banco all’altro, in un tripudio di rumori, odori e sapori, senza lasciarle il tempo di capire una cosa che già gliene sta facendo assaggiare un’altra, lasciandola a fine giornata confusa, felice e stordita? Non so se mi sono spiegata. Però ecco, la mattinata al mercato con Tik è stata proprio così!

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Ci ha chiesto cosa volessimo cucinare (“Curry Phanaeng!” “Perché curry Phanaeng??” “Ehm, curry Massaman?”) (e anche: “Possiamo preparare una macedonia?” “Sì, certo! Compreremo mango, papaya e frutto della passione e li condiremo con… aglio, olio e peperoncino!”) e poi ci ha portato in giro mostrandoci e facendoci assaggiare di tutto, saltando da un banco all’altro senza lasciarci il tempo di fare una foto! Ecco le poche che siamo riusciti a scattare di straforo.

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Io cucino thai a casa a Bruxelles qualche volta, quindi tanti ingredienti già li conoscevo. Ma ce ne erano anche alcuni che non avevo mai visto prima. Le uova di formica per esempio, o il miele venduto in… non so neanche come si chiamino, favi? A sinistra nella prima foto.

Per fare la spesa ci ha consegnato, come ho scritto sopra, un borsellino esattamente come quello che aveva la mia nonna e un frasario di thailandese minimo. Il frasario riportava i numeri e poi frasi come “Quando costa?” “Me ne dia un po’” “È troppo caro!”..! E così siamo davvero riusciti a fare la spesa da soli!

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Terminata la spesa siamo andati a casa di Tik. Corredati di grembiuli siamo stati spediti in giardino a fare la spesa mancante direttamente dagli alberi!

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L’insalata cresceva in un ruscello. Ed era super bio. E infatti dentro c’era un condominio!

Abbiamo passato la mattinata a cucinare. E vorrei potervi dire che abbiamo cucinato graziosamente chiacchierando con Martin (il compagno, o marito non lo so, di Tik) in un’atmosfera rilassata… ma la realtà è che Tik non perdona (mi ricorda qualcuno firulì firulà) e il ritmo in cucina è stato forsennato!

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Ed ecco qua quello che abbiamo cucinato.

Pad thai

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Curry Massaman (per chi fosse interessato c’è la ricetta sul mio blog, l’altro)

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Lap

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Insalata/macedonia (c’era stato chiaramente un qui pro quo riguardante le parole fruit e fruit salad!)

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Era tutto buono un bel po’!

E poi Tik è impazzita. Non proprio subito, gradualmente, però è proprio impazzita!

Ci ha fatto lanciare una lanterna cinese (probabilmente nel campo del vicino),

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ha convinto Bram ad arrampicarsi su una scala per cogliere una papaya,

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e ci ha portato a dar da mangiare ai pesci. Certi pesciacci grossi!

Ci ha poi portato a vedere il White Temple, una delle maggiori attrattive di Chiang Rai. In teoria avrebbe dovuto farci da guida, ma in pratica cucinando abbiamo fatto tardi e il tempio era già chiuso e allora l’abbiamo solo visto da fuori. Non importa! È stato comunque molto bello vederlo ed ascoltarne la storia.

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E poi si è trasformata in Mr. Hyde. Ci ha portato in una zona che sarebbe stata pure carina, con un lago e delle piantagioni di tè, e ci ha tenuto in ostaggio per DUE ORE obbligandoci a metterci in posizioni assurde e dopo un po’ pure dolorose per fare le foto sceme, quelle che a 14 anni forse mi avrebbero anche fatto ridere, ma ora no!

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Eravamo basite. Non capivamo se lo facesse perché piaceva a lei o perché pensava piacesse a noi. E non c’era modo di liberarsi!

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A un certo punto a me e Vale dalla disperazione è preso un attacco di riso isterico.

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Bram ci prendeva per il culo, ma tranquilli che è toccata anche a lui.

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A un certo punto ci ha fatto mettere tutti e tre in posizioni assurde e precarie sull’orlo di un precipizio. Ha scattato e poi ci ha messo sotto il naso la foto.
Look! ha detto, con fare imperioso.
E noi, per compiacerla (e nella vaga speranza che la tortura finisse): Ooohhh, nice!
Ma lei, impietosa: No! Not nice! You are not able to stay straight! Try again!
E da capo…

La giornata è terminata alla fine! Con una cena in un posto locale e una passeggiata per rientrare passando accanto ai Bidoni coi Topi. I Bidoni coi Topi funzionavano così: erano dei normalissimi bidoni della spazzatura ma ogni volta che ci passavamo accanto si animavano e facevano un gran fracasso, facendoci regolarmente fare un salto in aria (soprattutto a Vale che a inizio vacanza a ratti e scarafaggi non era ancora abituata – verso fine vacanza si sarebbe abituata anche lei). O c’era una candid camera, o c’erano i topi!

Dal Sud America

aprile 15, 2017

Vi do una brevissima, parziale e non oggettiva overview di Sud America vs Asia, considerando per favore che in Sud America per ora in questo viaggio sono stata solo a Buenos Aires: 10000 volte meglio l’Asia.
Al di là che faceva caldo e qua fa fresco, il che mi sta ponendo dei dubbi esistenziali (in breve, ho sempre pensato che per me il tempo non fosse così importante visto che vivo da più di 9 anni in Belgio e tutto sommato non mi ricordo di essere stata più felice quando vivevo in Italia dove il tempo è migliore, epperò in questa vacanza il tempo si sta rivelando un fattore così tremendamente importante che forse mi sono persa qualcosa?), ma poi, la gente era più sorridente, più ospitale, e i prezzi erano più bassi all’incirca del 90%. Tipo che i trekking sui 50 euro che in Asia mi sembravano carissimi, se qua li vedo a 500 mi sembrano economici (non ne ho fatti né prenotati, è solo per dare una misura della differenza).
Ma soprattutto, qui lo dico e qui lo nego, in Asia ero felice e qua, almeno per ora, a volte sono un poco triste.
E lo so che nel mondo stanno succedendo delle cose tremende, le leggo le news. Y so anche che pure senza paragonarsi alle cose tremende sono comunque fortunata. Ma qui cerco sempre di essere onesta e onestamente devo dire che i momenti brutti non sono magari la maggioranza, però ecco, ci sono anche loro.
Questo post è stato ispirato dal fatto che con Buenos Aires non è scattato il colpo di fulmine e che allora mi sono messa a leggere la LP del Perù ed è tutta un “Qua portatevi TUTTI i vestiti che avete” “Qua vi deruberanno” “Qua ci fa caa’”!
È stato ispirato anche da una caipirinha. Questa tastiera non mi dà la n con la strisciolina sopra!

Thailandia: Ko Samet ossia breve cronaca di 3 giorni su un’isola

aprile 11, 2017

Ho deciso che non scriverò mai più un post così lungo come quello su Bangkok. Ci vuole una vita a me a scriverlo, un’altra vita a me a caricarlo e anche una vita a voi a leggerlo, immagino! Per questo motivo il resto della Thailandia lo spezzo.

Dunque dunque, vi ricordate del mio pippone sul fatto che io sulle spiagge tropicali non ci voglio andare?
Allora, la mia amica Vale è atterrata all’aeroporto di Bangkok alle 7 del mattino di Domenica 5 Marzo. Alle 12 eravamo su un’isola tropicale!
C’è da dire che la malvagia idea è stata di Bram, non di Vale.

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C’è anche da dire che essere su un’isola tropicale non è stato così tremendo alla fine. Ci abbiamo passato 3 giorni che sono stati molto rilassanti e pressoché privi di eventi. E pieni di chiacchiere e aperitivi sul mare.

La prima sera è stato dato l’annuncio NASA, il “potremmo non essere soli!”. Dopo cena ho fatto una passeggiata con Bram sulla spiaggia, i piedi nella sabbia gli occhi al cielo, a guardare le stelle e pensare, chissà!

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Il secondo giorno vide come eventi degni di (veramente poca) nota il mio primo bagno in mare, con Vale, e una passeggiata su altre spiagge la sera. Erano rumorose e lucenti e ho preferito la nostra, così calma e tranquilla..!

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Il terzo e ultimo giorno io e Vale ci si alzò presto per fare yoga in spiaggia. Il karma doveva non averci a cuore quella mattina, perché l’idiallico momento venne turbato da un’orda di zanzare venute apposta per massacrarci e anche da un altro, spiacevole avvenimento: si pestò, entrambe, una merda di cane.
C’è da dire che il cane ci aveva probabilmente avvisato. Ma noi, stolte, non riuscimmo a cogliere nel suo abbaiare quello che col senno di poi ci stava sembra ombra di dubbio dicendo. E cioè: non ci andate lì, che c’ho appena caato!

Un bagno in mare, stavolta con Bram che sembra una cavolata ma visto che io di solito non mi tuffo il bagno insieme non si fa mai ed è stato proprio bello, una doccia al volo e poi tuk tuk, barca, taxi, aeroporto (con la cena più triste del mondo, era così triste che ci ha depresso tutti, solo momentaneamente però), e via verso nuove avventure!

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INFO

L’isola era Ko Samet, a circa 3 ore da Bangkok. Siamo stati in un bungalow del Tubtim Resort, molto molto basic ma abbastanza economico e nella pineta proprio davanti alla spiaggia. La sera cenavamo coi piedi nella sabbia!

Meteo inaspettato

aprile 10, 2017

A Buenos Aires piove.
Noi non siamo attrezzati per la pioggia.
Il risultato è che siamo venuti al corso di spagnolo in tenuta da trekking!

Cheviche

aprile 9, 2017

Anche stasera siamo un po’ in una scena da film. Fuori piove, diluvia.

Siamo stati a La Boca, quando siamo tornati indietro il cielo si è scatenato. Ci siamo rifugiati sotto la pensilina dell’autobus, siamo stati lì un’ora intera, non smetteva. Alla fine ci siamo rimessi in cammino, sotto la pioggia.

Io ho le infradito. Le strade sono inondate, per attraversarle bisogna tuffarsi nelle pozzanghere. In una ho perso una delle mie Ipanema, sono dovuta correre indietro a cercarla.

Mentre attraversavamo tra schizzi e fango ho intravisto una parola. Cheviche.

È così che ci siamo ritrovati dove siamo ora. È un ristorante peruviano. È piccolo, semplice, intimo e buonissimo.

In mano ho un bicchiere di vino, in sottofondo c’è una musica leggera. Fuori continua a diluviare, ma non importa più.

Per le strade di Buenos Aires – foto sparse

aprile 8, 2017

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Birra e empanadas. What else?

aprile 7, 2017

Allora sto avendo una delle serate più assurde (e probabilmente più belle) della mia vita. Questo al di là del fatto che sono ubriaca. Sono in un baretto dietro casa nostra a Buenos Aires, che è in San Telmo. È un baretto piccolino, estremamente locale. Abbiamo ordinato un numero imprecisato di birre e un paio di empanadas che il proprietario ha preparato SUL MOMENTO, apposta per noi, e che poi ha fritto con amore, e che si sono rivelate le empanadas più buone mangiate fino ad ora. Dietro di noi c’è un gruppo di ciechi, parlano ad alta voce in maniera concitata e ogni tanto si scusano con la señorita. Che sarei io suppongo, visto che sono l’unico esemplare di sesso femminile presente nel locale.

In tutto questo fra mezz’ora abbiamo appuntamento con KOK per andare a cena. Alle 21:30, ora in cui di solito sono già a letto. Io non ce la posso mica fare. C’ho ‘n’età oh!

Bram dice: Who would have expected the best empanadas in Buenos Aires to be made here!