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Io, in breve

settembre 20, 2016

Ha ricominciato a fare freddo. Finalmente!
La mattina ci si può di nuovo accoccolare l’uno contro l’altra, nel letto. Fino a solo qualche giorno fa non era possibile, troppo caldo.

Lo scorso weekend abbiamo fatto un sacco di cose.
Venerdì birre e spettacoli, dieci, tutti nati da collaborazioni fra Hong Kong e Belgio. Alcuni più belli altri un po’ meno, ma nel complesso una bella serata, con un po’ di disorganizzazione in parte fastidiosa in parte bella, e un po’ di sapori che vengono da lontano.
Sabato giornata inaspettata, sono uscita con una collega e dopo 3 secondi ne abbiamo incontrata un’altra e abbiamo finito col passare tutta la giornata insieme e anche la sera, fra passeggiate, monumenti, mercati un poco hipster, birre, cocktails nei giardini con le bandierine, canale, cibo cubano. Giornata bella e totalmente inaspettata.
Domenica c’era il sole, era la giornata senza macchine, la giornata del patrimonio, la festa del quartiere marittimo, la festa dei saltimbanchi, la festa del quartiere di Saint-Gilles, la fiera nel parco e non so che altro. C’era l’imbarazzo della scelta e far tutto era impossibile, ci siamo lasciati trasportare. Siamo usciti di casa verso le 11 e siamo andati al Beursschouwburg dove veniva offerta la colazione gratis, su tavoloni in mezzo alla strada. Uova e pancetta per Bram e Nutella per me, sul pane. E poi il caffè. E poi i biglietti per un concerto, che per l’occasione venivano venuti al 50%. Poi un tempio massonico, un posto assurdo, magico e sorprendente, in stile neo-egiziano (?), che molto mi ha fatto desiderare di saperne di più. Una stanza era scura, ma illuminata da una luce blu, e con luna e stelle scintillanti. Era il tempo di Osiris credo. Sto scrivendo al volo, vogliate perdonarmi le cazzate. Camminando siamo tornati verso il centro. Un equilibrista camminava sul filo, altissimissimo, sopra le nostre teste, su e ancora più su. C’erano dei ragazzi che rimbalzavano su un filo e facevano salti mortali. C’erano degli skaters che andavano su delle rampe alte alte velocissimo, e salti mortali pure loro. C’erano tante cose, troppe per poterle vedere tutte! C’era anche il camion della polizia militare, quella in tuta mimetica e fucile spianato, che andava su e giù, chiuso davanti e aperto dietro, con i militari pronti. C’è da mesi, non è una novità, ma in quel contesto di gioia, luce, musica e colori stonava così tanto che per un attimo mi è sembrato che avesse portato via il sole. Poi il sole è tornato però. Di recente Bram mi ha raccontato di aver letto che i militari che stanno qua per proteggerci, e ce ne sono ovunque, solo stamattina sono passata davanti a 3 facendo le scale per andare verso il lavoro, e io lavoro in una zona periferica, non in centro, insomma, Bram mi ha detto che sono tristi perché nessuno li saluta mai, e loro stanno qua, lontani dalle famiglie e in una città che non è la loro, per proteggerci, e da allora li saluto sempre, e in effetti rispondono. Divago! Insomma dopo un po’ siamo andati al parco per pranzo, e la fiera nel parco era una meraviglia. L’abbiamo girata in lungo e in largo e io mi sono comprata un vestitino, una birra, una crêpe di lenticchie verdi con verdure, prosciutto crudo e formaggio di capra e un gelato. E ho visto dei maialini neonati (che sarebbero stati) da coccolare. E quando, dopo un bel po’ d’ore, stavamo venendo via, l’uscita che volevamo prendere era bloccata, e tornando indietro siamo finiti in una radura e c’erano dei divani e un concerto che stava per iniziare, e allora ci siamo buttati sull’erba e siamo rimasti lì. Magia!

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Avrei anche un video del concerto ma non riesco a metterlo, lo trovate su Instagram se volete.

Io sono ufficialmente bipolare. Ho passato un periodo abbastanza brutto, triste, in cui non riuscivo neanche a fare piani per la serata perché non sapevo come mi sarei sentita in serata, se avrei avuto uno di quei momenti in cui il buio scende il divano è l’unico rifugio. Ma non mi sono arresa al buio, ho sempre cercato di uscire e fare cose, e Bram ha mostrato flessibilità, si è fatto i suoi piani visto che io non ero in grado di farne con lui, lasciandomi la porta aperta per raggiungerlo quando volevo e potevo, e questo ha portato qualche serata con i suoi amici, e sono state serate belle, e quello che mi serviva in quel momento. Non sono riuscita a parlare di quello che mi stava succedendo per un po’, semplicemente perché non lo sapevo neanch’io, poi finalmente una Domenica mi sono aperta con Rossella, buffo, non so se perché Rossella o semplicemente perché i tempi finalmente erano maturi, fatto sta che parlando ho capito, ho capito questo, che la mia notte è paura del futuro. La mia situazione ora è identica alla mia situazione un anno fa, se prima stavo bene e poi male è perché poi ho iniziato a pensare al dopo. Complici certo tutte le cose che sono successe quest’anno, la voglia e l’incapacità di fare piani, di andare avanti, e alla fine l’impossibilità di realizzare quello su cui avevamo investito le energie. Adesso sto meglio, sto bene di nuovo oserei dire, e di nuovo non so il perché. Come era venuta l’ombra nera sembrerebbe essere andata via, mah. Forse c’entra il fatto di aver capito cosa la causa, forse il fatto che alcune cose stanno cambiando (poi vi racconto), forse è solo in vacanza e tornerà, speriamo di no.

Ho iniziato a studiare vietnamita e lo adoro. Adoro il fatto di tuffarmi in una cosa nuova che ha la freschezza dei nuovi inizi. Una cosa in cui non ho riferimenti e non posso usare i miei soliti perché tutto è diverso, devo partire da zero.

Chào các bạn (ciao amici)! Non sono riuscita ad essere breve.

What’s on?

settembre 13, 2016

Succede che a Bruxelles fa caldo. Caldocaldocaldocaldocaldo. Ed è una situazione surreale, perché siamo nel Nord Europa e non ce lo aspettiamo e non ci siamo né abituati né preparati.

E quindi? E quindi io che non ho l’aria condizionata in ufficio alle 15 sono fuori. Per legge, non per mia iniziativa personale!

Sono fuori da sola pero’ (tastiera senza accenti). Le mie colleghe che non vivono a Bruxelles prendono il treno e vanno a casa. Bram è al lavoro. A casa mia fa caldo.

E allora me ne vado in giro, da sola. Esploro mostre, ci entro a caso più in base all’orario di apertura che al soggetto, e cosi’ scopro. Oggi ho scoperto che dietro alla stazione della metropolitana dove scendo tutti i giorni c’è stato un lavoro immenso, di una coppia di architetti che hanno realizzato anche l’adiacente campus universitario, medicina. Domani forse vado a un’esposizione su carta e inchiostro al centro culturale cinese (che manco sapevo esistesse, l’ho trovato oggi cercando cose da fare!).

Poi bevo birre fresche, da sola, e ogni tanto mi ritrovo un po’ ubriaca, da sola.
Poi Bram finalmente esce dal lavoro e mi raggiunge e a volte scopriamo posti nuovi, tipo stasera abbiamo mangiato la pasta con la coda alla vaccinara e chiacchierato tantissimo con il cameriere.

E le notti? Le notti non si dorme, è impossibile, fa troppo caldo. Allora si accende il ventilatore e si parla, si scrive sul blog, si guardano film.

Di giorno lavoro ed è pure un periodo abbastanza intenso, ma per il resto del tempo mi sembra di essere in vacanza.

Basta frasi sul rientro…

settembre 13, 2016

… io le ferie non le ho ancora fatte!!

Ma fra un po’ inizio eh ^^

Si parte con 21-26 Settembre UK (OK questa è per lavoro, ma non tutta)
Poi 7-16 Ottobre Portogallo
28 Ottobre – 8 Novembre Islanda
10-13 Novembre Vienna
Intorno al 10 Dicembre Berlino
E 6-29 Gennaio Vietnam!

A Saint-Gilles si va col tram

settembre 6, 2016

A Saint-Gilles si va col tram.

E quindi io fra un po’ esco dall’ufficio e prendo la metro e poi, giustappunto, il tram, e vado a Saint-Gilles, a casa del mio amico Daniele che probabilmente non ci sarà ancora ma arriverà e comunque mi ha lasciato le chiavi, a sfriggere guanciale.

Si fa l’amatriciana, stasera. Per una 50ina di persone, e i soldi che ricaviamo vanno ad Amandola, che poi è il paese di Daniele, nelle Marche. Alla fine nell’indecisione ho deciso, e il mio contributo andrà lì.

Caso vuole che lo scorso weekend fossimo in Italia sia io che lui, nelle Marche l’uno in Toscana l’altra. Entrambi siamo stati fermati all’aeroporto per l’eccessivo peso del bagaglio, che conteneva bucatini e pomodori a volontà. Entrambi, alla fine, siamo passati.

E stasera saremo insieme noi e un po’ di amici, italiani e belgici, olandesi e rumeni, portoghesi e francesi, e non so quante altre nazionalità, tutti insieme per solidarietà.

C’è anche chi non ci sarà ma ha comunque voluto donare, anche se non mangerà. La mia collega bulgara, per esempio, e anche la mia mamma. Quando ci penso mi commuovo e piango un po’.

Where is home?

settembre 6, 2016

Venerdì sono venuta in ufficio con la valigia, avevo l’aereo in serata e non sarei ripassata da casa prima di andare all’aeroporto. Il mio capo ha visto la valigia e mi ha chiesto “Where are you going?”. “I’m going home”, ho risposto.

Si è stupito. Ma come, mi ha chiesto, casa non è qui?

Casa sono tutte e due. Non sono forse fortunata ad avere due posti da poter chiamare casa?

È stato un weekend bello e strano, bello e faticoso, ho dovuto fare la giocoliera come sempre quando vado solo per un paio di giorni, ma non è certo colpa della famiglia o dei miei amici se è stato faticoso, sono io che sono in un periodo un po’ così e non sto bene da nessuna parte.

Sull’aereo, al ritorno, ho riascoltato “The Final Cut” dei Pink Floyd, tutto l’album. Non lo ascoltavo da non so quanto e mi ha portato indietro nel tempo. È bellissimo.

Le matte risate

settembre 1, 2016

Per quanto vedere cose per terra sia un po’ uno schifo, e anche un peccato quando si tratta di cibo, ci sono cose che quando le vedo in mezzo alla strada suscitano la mia ilarità.

La prima sono le salsicce. Non capita spesso di vedere salsicce per terra, ma quando le vedo mi sbellico. E tutte le volte Bram mi guarda perplesso e mi chiede “What’s up?”, e fra un singhiozzo e l’altro io mugugno “There’s a SAUSAGE!”.

La seconda sono le bucce di banane. Perché mi sanno troppo di fumetto d’altri tempi.

Adesso ne ho trovata una terza. Poco fa sono andata in bagno qua in ufficio e passando ho visto dei cessi. Due water, così, in corridoio, buttati in angolo. Superfluo dire che sono rientrata in ufficio sghignazzando…

Il cervello bestia strana

agosto 31, 2016

Ieri stavo lavorando e mi scappava la pipì. Stavo decidendo se andare in bagno subito o aspettare di aver finito di lavorare a un documento quando mi sono accorta che il mio cervello aveva già deciso per me: sulla mia scrivania c’era l’anello che indossavo e che mi tolgo quando vado in bagno per potermi lavare le mani senza rischio di perderlo!

Sempre ieri Bram stava mangiando qualcosa che mi piaceva. Prima ancora di aver formulato il pensiero “Adesso gli chiedo se lo posso assaggiare” le mie mani stavano già cercando la pinza per tirarmi su i capelli che mi dà fastidio avere in faccia mente mangio!

:-D