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Aggiornamenti parte 2: Casa

febbraio 13, 2018

L’acquisto della casa procede, a rilento ma procede. A Dicembre abbiamo firmato il compromesso e abbiamo anche preso il mutuo. Le due operazioni non sono state prive di complicazioni.
Abbiamo già stabilito che sono la persona più impegnata del mondo e che lavoro solo io, giusto? E quindi il povero Bram si è immolato e si è incaricato di tutte le pallosissime spedizioni burocratiche in banca e altri luoghi ameni.

Mutuo

Ha fatto tutti i giri e poi è tornato da me e mi ha detto: Allora mia Signora che porta sulle spalle tutto il peso del Mondo, potresti per favore liberare un quarto d’ora la prossima settimana per apporre la tua preziosa firma sui documenti relativi al Mutuo? Ho già organizzato tutto io, devi solo firmare. Lo prendiamo a 20 anni.
E io gli ho risposto: Ma io lo volevo a 25.

Ne è seguita una lunghissima discussione, che io sono un bel crostino ma anche Bram non scherza. Abbiamo coinvolto KOK, ed è stato molto interessante perché lavorano entrambi in finanza ma hanno due punti di vista completamente diversi: Bram bilanci, KOK investimenti.
E io? Il mio punto di vista era semplice e chiaro. Preferisco pagare più di 1000 euro al mese di mutuo e stringere la cinghia per 20 anni o pagare meno e darmi alla bella vita per 25? Mah, secondo voi?
KOK mi spalleggiava e alla fine anche Bram si è convinto che è meglio avere un po’ di soldi di più in tasca adesso che siamo gggiovani che quando saremo vecchi. E quindi mutuo a 25 fu.

Esperto

Poi ci fu la storia dell’Esperto.
Pare che quando si vuole comprare una casa sia necessario visitarla con un Esperto.
Mentre in Italia l’Esperto è solitamente un geometra, in Belgio la figura in questione è ricoperta da un alone di mistero. Pare inoltre che tale figura sia legata al contesto culturale: l’Esperto è presente e riconosciuto in Italia, Francia e Vallonia; non si riproduce e quindi non prolifica nei climi rigidi e cioè nelle Fiandre, in Germania e in Olanda. Insomma il succo è che una cosa che per me era logica per Bram non sussisteva, e visto che come dicevamo si è occupato di tutto lui c’è stata un’altra bizzarra conversazione.

Bram: Allora mia Signora che porta sulle spalle tutto il peso del Mondo, potresti per favore liberare un quarto d’ora la prossima settimana per apporre la tua preziosa firma sui documenti relativi al Compromesso? Ho già organizzato tutto io, devi solo firmare.
Io: Ma non abbiamo fatto la visita con l’Esperto.

Compromesso

A quel punto Bram è un po’ esploso e mi ha detto Se vuoi l’Esperto te lo trovi te.
Io l’ho trovato e poi ho scritto ai proprietari, che tuttora tengono in ostaggio le chiavi della nostra futura casina, Salve, riusciamo questo weekend a visitare l’appartamento con l’Esperto?
Colpo di scena, siccome a quanto pare questa è una cosa che se si fa si fa all’inizio e non alla fine, i proprietari si sono insospettiti e hanno pensato che stessimo avendo dei ripensamenti. E si sono indignati (non scherzo, hanno proprio detto Siamo indignati) e ci hanno trattato malissimo! A quel punto io non la volevo più comprare perché mi ero offesa a morte, poi però Bram mi ha convinto dicendomi che probabilmente lo spregio glielo facevamo più a comprare che a non comprare e allora ho fatto una precipitosa marcia indietro e ho detto Scherzavo e il compromesso si firmò senza aver fatto la visita con l’Esperto e dita incrociate. Oh questo mi ricorda che devo ancora fare una ricerca dal titolo Stamperie e Inquinamento del suolo!

Disdetta e Atto

E niente, avevo iniziato a scrivere questo post a inizio Gennaio e ora è metà Febbraio. Poco o nulla è cambiato nel frattempo, non ho ancora fatto la ricerca di cui sopra, abbiamo dato la disdetta per l’appartamento in cui viviamo ora e dovremo lasciarlo entro il 1° Maggio, l’atto dovremmo firmarlo nella prima metà di Aprile. Notare il dovremo e dovremmo. Il notaio non ci sta cacando e quindi non abbiamo la data precisa per la firma dell’atto. Ah a proposito, ho scoperto che una nostra amica si è trovata malissimo col nostro stesso notaio e voleva fargli causa! Ma questo Bram non lo sa.

Architetto

Nel frattempo abbiamo fatto una visita con un amico architetto. L’amico architetto è Fede, quello che vive a Oberbozen. In pratica KOK e PLP (e altri amici) sono andati in Alto Adige da Fede per Capodanno e io ho ideato un diabolico piano: li ho convinti a tornare su in macchina portandosi dietro Fede e Patrick. E dunque il 2 Gennaio Fede e Patrick sono arrivati da noi, il 3 io, Fede e Patrick abbiamo visitato l’appartamento insieme e sempre il 3 dopo un pranzetto a base di pasta con le zucchine (o con la zucca non mi ricordo) i due tirolesi hanno proseguti in direzione Amsterdam. Piccolo aneddoto, il 2 sera abbiamo cenato tutti da noi e mi è scappato il tappo dell’acqua di rose e ho servito un’insalata che sapeva di dolcetto marocchino!

Insomma qual è stato il verdetto dell’architetto?

Premessa. La casa la stiamo comprando da R e K. R e K sono una coppia inglese che ha vissuto tanti anni a Bruxelles, lui lavorava per le istituzioni europee. Hanno tre figlie sparse per il mondo e adesso sono entrambi in pensione.
Avevano deciso di rientrare in UK e avevano comprato l’appartamento in centro con l’idea di vendere la loro casa fighissima a Scaherbeek (uno dei quartieri di Bruxelles) e tenere l’appartmento per quando sarebbero venuti in visita.
Intanto che si organizzavano l’appartamento era stato affittato.
Non so bene chi ci abbia vissuto. So che c’è stato un finlandese che non avendo la macchina ha pensato bene di usare il garage per tenerci i mobili… peccato che si tratti di un garage con l’ascensore e che si sia bloccato! E poi so che c’è stato Peter (che abbiamo incontrato), un olandese che viveva lì con la compagna e che quando R e K hanno deciso di vendere avrebbe comprato se non che… se non che lui e la compagna sono stati insieme tanti anni, poi si sono sposati e poi lei l’ha mollato. Ah!
Insomma R e K comprano questo appartamento, ci fanno i lavori pensando di andarci a stare, poi ci pensano un attimo e dicono Aspetta un po’. Ma noi abbiamo vissuto tanti anni a Bruxelles. Ci piace. Abbiamo imparato il francese. Abbiamo un sacco di amici qui. Abbiamo una casa fighissima a Schaerbeek. Ma chi ce lo fa fare di rientrare in UK? Noi restiamo qui!
E quindi non si vende più la casa a Schaerbeek e si vende invece l’appartamento in centro, ed ecco che (tramite Serena che ha visto l’annuncio sull’intranet della Commissione e ce l’ha mandato) entriamo in scena io e Bram.

Quindi quali sono state le conclusioni della visita?

La visita ci ha fatto scoprire un po’ di cose su K (è venuta solo lei visto che R non poteva).

  1. Ha i capelli viola.
  2. Ha una figlia integralista musulmana (ma, ci ha assicurato, non è una terrorista..!).
  3. Lei e R si sono resi conto di averci venduto l’appartamento a un prezzo più basso del valore reale e in realtà era per quello che erano indignati.

Inoltre l’architetto ha detto, in sostanza, che i lavori sono stati fatti benissimo e di non toccare nulla. Gli elettrodomestici sono di ottima qualità, i muri sono muri veri e non di cartongesso come pensavamo noi.
E insomma bene da un lato, è tutto di ottima qualità, e un po’ meno dall’altro, anche quello che non piace ce lo dobbiamo tenere.

Ma come è fatta questa casa?

È al pianterreno.
L’edificio era una stamperia, dunque gli appartamenti in origine erano in stile loft.
Il nostro ha conservato il grande salone con angolo cucina. In mezzo c’è un bancone a mezzaluna che separa le due zone. Ci sono delle grandi vetrate che danno su dei cortili interni (in comune).
Vorrei cambiare il bancone perché è alto e io sono nana, ma giusto quello.
Poi c’è un corridoio lungo il quale ci sono il bagno e lo stanzino e alla fine le camere. Nel bagno ci sono sia vasca che doccia e la camera degli ospiti è così piccola che per salire sul letto occorre percorrere il corridoio a corsa e poi saltare.
Io avrei voluto buttare giù un muro, ingrandire la camera e frullare la doccia. Fede ha detto che non è il caso. Quindi creiamo un soppalco e il letto lo infileremo lì!
La cosa che mi sta proprio sulle palle sono gli enormi, altissimi armadi che R e K hanno infilato ovunque e che tolgono aria e luce. Ma cosa ci faccio io con un armadio alto 8 metri? A parte infilarci l’albero di Natale e le pigne secche di Bram? Io li avrei tolto di torno con gioia ma Fede dice che non si può (uffa). Abbiamo convenuto che li faremo almeno smerigliare e dipingere di bianco, almeno avremo un po’ più di luminosità (è una parola?).

E basta

Ultimamente mi è presa la sindrome delle pulizie e non faccio altro che pulire casa, quella in cui stiamo ora. Sarà che sotto sotto non la voglio lasciare??

Volevo chiudere con qualche foto ma non ne ho di decenti, quindi vi beccate questo aggiornamento pippone senza neanche mezza foto. Fidatevi della parola, quegli armadi sono davvero altissimissimi! Tant’è che R e K in omaggio con la casa ci hanno lasciato una scala!

Ecco ho scritto fin qui, per il prossimo pezzo di aggiornamenti non so quanto ci vorrà. Ciao per ora!

Aggiornamenti parte 1: Le ragioni dell’assenza

febbraio 13, 2018

Questo post avevo iniziato a scriverlo a Gennaio, dividendolo in capitoli. Visto che è ormai appurato che non lo finirò mai pubblico i capitoli che ho già scritto, uno alla volta.

Da dove si ricomincia quando non si è scritto per tanto tempo? Forse dal motivo?

A Novembre avevo in mente un post intitolato Mi tengo stretto questo Novembre. Il succo era: mi tengo stretto questo Novembre perché Dicembre sarà un gran casino. Ragionando per weekend, il primo eravamo in Olanda per San Nicola, il secondo ero a Berlino per lavoro, il terzo ero a Bruxelles ma c’era anche mio fratello con tutta la famiglia (inclusi 3 minorenni) e il quarto e il quinto ero in Italia per le feste!

A questo si aggiunge la mole di lavoro che mi ha travolto. Non so bene cosa sia successo ma fatto sta che ho molto più lavoro che in passato. Beh cos’è successo lo so, c’è più lavoro. Quello che non so è se il fatto di essere così incasinata abbia a che fare con i 2 mesi, Luglio e Agosto, in cui io ero tornata ma il mio cervello era ancora in vacanza oppure no!
Sto lavorando un sacco. Mi è capitato di lavorare fino a tardi e di portarmi a casa il lavoro. Sì lo so lavoro solo io! E no, non lavoro solo io e non sono di certo quella che lavora di più al mondo, ma avevo sempre fatto 9-17 tranne se c’era qualcosa di veramente urgente ed era sempre bastato e invece ultimamente non basta più. Continuo a sperare che sia un momento, che mi rimetterò in pari e poi le cose torneranno alla normalità. Ma insomma lavoro tanto e non pubblico più il giornale delle Pitoline e non riesco più a scrivere sul blog, e Novembre è passato e io non avevo buttato giù una riga. Questa settimana però è più calma, tanti sono ancora in ferie, e allora chissà che non riesca, un pezzettino al giorno, a mettere insieme qualcosa ? Sto iniziando a scrivere oggi che è Martedì, vediamo quando pubblico.

Aggiornamenti! Da dove comincio? Forse dal fatto che se non riesco a levare il correttore automatico per il francese da Word frullo il computer dalla finestra… mi mette uno spazio fra parola e punto interrogativo (o escalmativo o due punti o punto e virgola, insomma tutto tranne il punto normale) FASTIDIO.

Intanto BUON ANNO! Come state, cosa avete fatto in questi ultimi mesi?

Cronache lampo dall’Alto Adige part #2

febbraio 5, 2018

Seconda parte della cronaca breve dei giorni tirolesi, dai che ce la fo!

Il Mercoledì siamo stati in giro per Oberbozen e abbiamo incontrato dei lama, un Orso e pare ci fossero anche dei cervi ma noi non li abbiamo visti. La neve era ghiacciata e si scivolava un bel po’. Ripassati da casa per un caffè e poi Valdurna. Giretto intorno al lago ghiacciato, mini giretto nel paesino, pranzo. Il giro del lago non l’abbiamo fatto tutto perché quando abbiamo chiesto quanto tempo ci vuole gli avventori locali hanno guardato orripilati gli scarponi da trekking di cui io vado tanto fiera e hanno decretato “Con quelli lì è meglio che tu non vada da nessuna parte”..!
E quindi siamo rimasti lì, ad ascoltare i discorsi dei locali un po’ attempati ma meglio organizzati, che iniziavano tutti con “Quando eravamo su quella panchina al sole…”. Ne riporto uno a mo’ di esempio.
Locale 1: “Ti ricordi quando eravamo su quella panchina al sole e all’improvviso, dal nulla, mia cugina è caduta con la faccia nelle neve? C’è preso un colpo, perché fino a un minuto prima stava super bene!”.
Locale 2: “Sì beh, stava bene… ma aveva 85 anni!!”.
Poi abbiamo fatto un giretto nel cimitero locale e abbiamo notato che quasi tutti avevano lo stesso cognome.
Abbiamo pattinato fino alla macchina e poi siamo andati a fare un giro a Sarentino, che è il paese di Patrick. Rientrando mi sembra che siamo passati da Bolzano per comprare il vino ma non ne sono sicura!
L’unico rimpianto di quella giornata è non aver pranzato a un ristorante sul lago che si chiamava Fischerwirt e che mi ispirava un bel po’.

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Il Giovedì siamo partiti presto e siamo andati sul lago di Resia. Era bellissimo, tutto completamente ghiacciato, anche gli alberi. Era anche triste, non ne conoscevo la storia, non sapevo in realtà un sacco di cose sul periodo in cui l’Alto Adige è passato dall’Austria all’Italia. La nonna di Patrick il giorno prima si chiamava Getraud e il giorno dopo Crescenza!
Ah io sono scivolata e mi sono sfracellata sul ghiaccio! Praticamente Bram mi ha comprato un pezzo di pizza coi funghi e io accecata dalla gioia ho teso entrambi le mani per prenderlo. Grave errore! Un attimo dopo ero spalmata sul ghiaccio circondata da funghi! Sono atterrata sulla borsa e col mio dolce peso ho fracassato la metà delle cose che c’erano dentro. Poi mi è preso un attacco di riso isterico e Bram si è preoccupato che avessi battuto la testa e fossi impazzita.
Nel pomeriggio gita a Glorenza, bellina, e poi SPA a Collabo, brutta, non ci andate.
La sera cena a Bolzano con Fede e Patrick, bella serata!

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Il Venerdì ce lo siamo preso di riposo e siamo semplicemente scesi a Bolzano che non avevamo ancora visto. Siamo stati in giro e ci è piaciuta. Abbiamo girato in qua e in là, fatto un po’ di spese e pranzato in un posto super mega buono in cui eravamo seduti proprio davanti all’ascensore che porta le pietanze pronte, quindi tutte ci passavano sotto il naso e tutte sembravano da leccarsi i baffi!
Nel pomeriggio siamo andati al museo di Ötzi. Mi è piaciuto tantissimissimissimo, se passate da Bolzano andateci!
Poi io volevo una fetta di Sacher ma le vendevano solo intere e allora ho detto “Va bene, me ne compro una intera, me la tagliate una fetta ora?”. Piccolina 1 – Sacher 0. ^^
La sera siamo tornati da Fede (siamo stati da Fede i due weekend e in un mini appartamento nei giorni lavorativi) e abbiamo cenato a casa con lui. Gli avevo promesso che gli avrei fatto trovare la cena pronta e invece ero così stanca che ha dovuto cucinare lui!

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Il Sabato Fede è venuto in giro con noi.
Prima siamo scesi a Bolzano e siamo tornati a pranzo nel posto buonissimo.
Poi siamo andati all’abbazia di Novacella, bella.
Poi giro a Bressanone, e sotto la guida di Fede (che è architetto) siamo entrati nel chiostro del duomo. Pur essendo già stata a Bressanone non l’avevo mai visto, è in stile romanico ed è qualcosa di meraviglioso!
Dopo Bressanone siamo andati in val Sarentino. Abbiamo parcheggiato e raggiunto Patrick e i suoi amici, con la cabinovia, in una baita dove avremmo cenato. Ci siamo portati le slitte perché l’idea era poi di scendere in slitta. C’era la luna quasi piena e quando la luna è piena o quasi i folli altoatesini scendono di notte senza luci perché, dicono, la neve riflette la luna e quindi ci si vede! Io ero un po’ preoccupata perché avevo paura di lasciarci l’anca. Il Lunedì avevamo fatto un mini corso di slitta e io mi ero già dimostrata per quello che sono e cioè una capra incapace.
Quello che ignoravo è che la vita nelle valli è priva di eventi anzichenò, e che per i giovani virgulti la notte di luna piena è l’evento dell’anno: raggiungono le baite, danzano, si imbriaano ben bene, si disperano per futili motivi legati, sospetto, al tasso alcolico, e poi scendono con la slitta a tutto foo.
Ora, capisco che io per loro ero probabilmente la turista tardona e imbranata che va troppo piano e intralcia il cammino.
Ma loro per me resteranno quelli che mi hanno speronato arrivandomi da dietro a tutta velocità e lasciando un enorme livido viola, nero e giallo sulle mie terga. Lo sfoggio tuttora!

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La Domenica io e Brammeke siamo partiti presto. Abbiamo attraversato l’Alto Adige, l’Austria e una buona parte delle Cermania e abbiamo terminato la vacanza in bellezza con una cena pantagruelica nel nostro ristorante preferito. Dopo stavamo esplodendo ma ne è valsa la pena!

Due piccole note.
Uno, sia in Alto Adige che in Germania, se anche il letto è matrimoniale, non ti danno una coperta doppia ma due singole. Perché?!
Due, per rientrare siamo partiti dall’Alto Adige, poi abbiamo attraversato l’Austria, poi la Germania e infine siamo entrati in Belgio dalla parte di lingua tedesca. 4 paesi, una lingua sola!

INFO

Mini info! Mercoledì abbiamo pranzato al Jägerhof; Giovedì a pranzo panini e per cena Cavallino Bianco a Bolzano (la SPA orribile è quella dell’hotel Bemelmans a Collalbo, non ci andate a meno che non siate appassionati di cani che si piantano nelle porte a vetri); Venerdì pranzo al Vögele a Bolzano, che è dove siamo tornati anche Sabato a pranzo ed è buonissimo e vorrei andare a lezione di cucina da loro; il nome della baita in cui abbiamo cenato Sabato non lo so ma se vi interessa lo chiedo a Fede.
La pasticceria che vende la Sacher solo intera è la Lintner a Bolzano.
L’appartamentino in cui siamo stati dal Lunedì al Venerdì faceva parte del residence Lärchenhäusl ed era bellissimo.
Infine, il nostro ristorante preferito è a Traben-Trarbach e si chiama Die Graifen.

Personal space, thank you!

febbraio 5, 2018

Stamattina sono arrivata al lavoro, infreddolita (ha fatto un’ondata di freddo micidiale in Belgio, poi noi eravamo via per il weekend e ieri notte quando siamo rientrati la casa era un GHIACCIOLO!) e stanca, e ho trovato fuori dall’ufficio una ragazza che stava cercando di aprire il portone principale senza averne la chiave. Le ho detto che serve le chiave e le ho chiesto se potevo aiutarla.

Sì, sono qui per un colloquio, ha detto lei, avvicinandosi TROPPO.

Posso aprirti io e spiegarti dove andare, ho detto io facendo un passo indietro.

Grazie, dov’è la reception?, ha chiesto lei, seguendomi.

E quindi me la sono ritrovata di nuovo a mezzo centimetro dalla faccia. E non potevo più andare indietro perché dietro c’era il muro.

Spazio personale!, ho ringhiato. Allontanati e poi ti spiego!

Lei si è allontanata (terrorizzata) e allora io le ho sorriso e le ho aperto e spiegato come raggiungere la reception e detto in bocca al lupo per il colloquio.

Sono stronza?

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Cronache lampo dall’Alto Adige

gennaio 23, 2018

Le giornate in montagna trascorrono belle, soleggiate e disorganizzate come solo noi sappiamo essere. Andiamo da un estremo all’altro, quasi fossimo bipolari: o organizzazione perfetta, oppure totally clueless. In questo caso è la seconda.

Ma non disperiamo! Perché siamo a Oberbozen e qua abbiamo due amici diletti, Fede e Patrick, che sono esperti del luogo e che gentilmente si sono offerti di sopperire alle nostre mancanze organizzandoci tour de force che ci lasciano esausti e felici.

Io cresciuta in città, Bram che viene da un paese sotto il livello del mare, scarpiniamo nella neve, slittiamo e benediciamo il momento in cui abbiamo comprato le scarpe da trekking.

Domenica era il mio compleanno. Ci hanno portato in val Martello, a mangiare in un maso favoloso (abbiamo dovuto abbandonare la macchina e proseguire a piedi perché c’era troppa neve!) e poi a rilassarci alle terme a Merano. Ma che si può volere di più?

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Lunedì siamo partiti da soli ma con i loro consigli in mano. Siamo finiti sul corno del Renon. Abbiamo camminato, mangiato e slittato e credo di averci lasciato un’anca ma mi sono divertita! La sera eravamo sfatti e siamo andati a scroccare avanzi da Fede!

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Martedì era oggi. Lago di Braies innevato, ci abbiamo camminato sopra e il ghiaccio era così spesso che reggeva noi e tanta neve e manco scricchiolava (e meno male!). Pranzo in zona in un posto consigliato da Fede e nel pomeriggio Brunico, abbiamo fatto un bel giro ed esplorato il cimitero di guerra nella neve, bello ed emozionante.

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INFO

Piccole info: Domenica abbiamo pranzato al maso Stallwies, il posto del pranzo di Lunedì si chiamava Unterhorn e quello di oggi Gasthof Dolomiten.

Attraversando l’Europa in macchina

gennaio 20, 2018

Ho la scelta tra rispondere ai commenti o scrivere un nuovo mini post. Vado per la seconda, scusate! Ho in preparazione un post con un po’ di aggiornamenti e storie diviso in sezioni, ma visto che pare non riuscirò mai a finirlo magari potrei pubblicarne un pezzo alla volta.

La prossima settimana, però! Perché adesso siamo in viaggio! Road trip Bruxelles – Bolzano, e questa sotto è la faccia (o più che altro sono i capelli) di Bram ieri sera dopo che aveva guidato per 6 ore tra neve, ghiaccio e grandine (fino a Ulm dove abbiamo fatto tappa):

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Si va a Oberbozen per la precisione, e si sta lì fino a Domenica della prossima settimana perché… domani compio 40 anni!! Abbiamo degli amici a Oberbozen e li ho incaricati di prenotare un posto carino per pranzo o cena. Ma in questo periodo è tutto chiuso, chissà cosa avranno escogitato!

Come al solito sfrutto i viaggi per scrivere. Fra un po’ Brammeke mi cazzierà, lo so lo so. Ulm è la nostra tappa classica quando facciamo questo viaggio (adesso sembra che lo facciamo spessissimo, è la seconda volta in realtà, ma a Dicembre i nostri amici altoatesini sono venuti a Bruxelles in macchina e anche loro si sono fermati a Ulm, ma questa è un’altra storia) e non so perché ma tutte le (due) volte finiamo a dormire in dei posti che sembrano dei castelli delle streghe, in cui quando arriviamo tutti già dormono e per recuperare le chiavi dobbiamo affrontare paludi popolate di mostri a sette teste!

E niente, io domani compio 40 anni e per uno strano scherzo del destino se la mia nonnina fosse stata ancora viva ne avrebbe compiuti 100. Prima nipotina (nonché unica nipote femmina), sono stata il suo regalo di compleanno, 40 anni fa. Come regalo di compleanno non devo essere stata un granché considerando che mi presentavo pelata, verde (mi ero arrotolata il cordone ombelicale intorno al collo) e con delle enormi orecchie a sventola grazie alle quali per i primi anni di vita andavo sotto il nome di Dumbo. Non volavo, però!

Incasinaterrima ma viva

gennaio 12, 2018

Sono viva e ho tantissime cose da raccontare, ma manca il tempo!
Lavoro, lavoro, lavoro. Casa. Viaggi fatti, viaggi programmati. L’avventura un po’ strana che abbiamo avuto con dei migranti ancora a Novembre. La sera che mi sono presentata in pigiama al ristorante etiope sotto casa e ho chiesto Per favore mi vendete un po’ d’injera. La stessa sera presa dall’entusiasmo nel grattugiare lo zenzero mi sono grattugiata anche un dito. Natale a casa. Mio fratello qui. I 40 anni per 3 di 3 dei miei migliori amici.
L’equilibrio che mi sembra di aver raggiunto.
Non riesco solo perché ho troppo lavoro. Ma prima o poi risorgerò! Sappiate che per controllare come scrivere questa ultima parola (non ero sicura della direzione dell’accento) (sì sono una capra) ho messo su Google Io credo risorgerò e mi si sono aperte un sacco di immagini del Cristo. Questa solo mio fratello Roberto la prenderà!