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Tentato colpo di stato!

ottobre 23, 2021

Oggi c’è stato un tentato colpo di stato: Bram ha proposto della pasta al sugo per pranzo!

Dovete sapere, se non lo sapete, che in Olanda rigorosamente un pasto al giorno è cucinato (cotto, caldo) e l’altro no. Essendo prevista Gourmetten per stasera, fare la pasta a pranzo avrebbe significato due pasti caldi in un giorno! Inammissibile!

La cosa buffa è il modo in cui il colpo di stato è stato sventato: i suoi genitori hanno fatto finta che andasse bene, poi velocissimamente mentre lui era girato hanno fatto dei boterhammen (panini), li hanno messi in tavola e hanno detto, Questo è il pranzo!

Paese che vai

ottobre 23, 2021

Quando stavo con un ragazzo originario della Normandia e andavamo a trovare i suoi genitori in Francia, ad attenderci c’erano… baguettes au beurre, calde e croccanti; montagne di burro salato dalla consistenza pannosa; trionfi di scampi freschi, e ciotole di maionese fatte in casa per accompagnarli; e la tarte tatin, con la sua palla di gelato alla vaniglia.

Uscivo dai quei weekend un po’ stordita, rotolante e felice. 

Adesso con Bram quando andiamo a trovare i suoi genitori andiamo in Olanda. Ora siamo giustappunto lì, per un family weekend con anche fratello, sorella, consorti e nipoti.

Stamattina a colazione ha destato grande preoccupazione il fatto che nessuno avesse pensato a portare il burro di noccioline: da spalmare sul pane c’erano solo halvarine (un infimo composto oleoso che per qualche motivo che mi sfugge qua tutti pensano sia burro) e formaggio al cumino. Attimo di panico, poi il lampo di genio: è comparso un grosso salame fosforescente, che ha egregiamente risolto l’incresciosa situazione.

Adesso è in corso un’accesa discussione su cosa comprare per la cena che ci aspetta: Gourmetten

Perché non scrivo

ottobre 19, 2021

Non è stato così dall’inizio (intendo dal rientro) ma pian piano la frenetica vita bruxellese è ripartita.

Questa settimana:
Lunedì (ieri) mi sono infiltrata nella classe d’italiano di Bram perché andavano a vedere un film all’Istituto di Cultura Italiana (La Mia Classe, di Daniele Gaglianone).
Stasera vado a spagnolo e poi a mangiare avanzi, chiacchierare e dormire da KOK.
Mercoledì dovrei andare a cena con Selena e delle sue amiche.
Giovedì mattina vado in ufficio (evento eccezionale perché di solito lavoro da casa) e la sera al circo con Bram.
Venerdì ho un team building a Wavre (solo il mio dipartimento, siamo amici oltre che colleghi, altrimenti non ci sarei andata) e poi la sera vado in Olanda con Bram.
Sabato Olanda.
Domenica rientro e la sera tordelli lucchesi con KOK e Mariano.

Inoltre, mese di Novembre:
Primo weekend sono in Italia.
Secondo weekend sono a Berlino.
Terzo weekend ci sono Silvia e Andrea qua.
Quarto weekend faccio un corso di cucina online.

Capite, adesso, perché non scrivo?

Che fantastica storia è la vita (a volte)

ottobre 17, 2021

Ho circa trecentoventi post in bozze e non riesco a finirli. Intanto però vi racconto una cosa al volo!

La settimana scorsa e anche quella prima ho lavorato da Mercoledì a Venerdì da casa della mia collega Madeline a Sint-Niklass nelle Fiandre, per darle una mano con la sua pupetta che ha due mesi e mezzo (e le idee molto chiare). Non ero mai stata a Sint-Niklaas e probabilmente se non ci vivesse Madeline manco saprei che esiste – pur vivendo in Belgio da ben 13 anni. Non è una destinazione di quelle proprio mainstream, ecco.

Venerdì era il compleanno della mia mamma. La chiamo per farle gli auguri, mi chiede dove sono e per semplicità le dico “San Nicola”. E lei: “Ah, Sint-Niklaas”!

Sapete cosa è venuto fuori?

È venuto fuori che Lucca e Sint-Niklaas sono gemellate; e che mia mamma c’è stata con la scuola a 16 anni, giustappunto con il gemellaggio!

Cioè ma quanto è incredibile pensare che lei è stata a Sint-Niklaas nel 1963 e io nel 2021? E che sono finita, senza saperlo, a camminare 58 anni dopo nelle stesse strade in cui ha camminato lei? Assurdo!

E anche una di quelle cose incredibili che, secondo me, rendono la vita una gran figata!

La foto non è Sint-Niklaas ma il museo delle migrazioni ad Anversa – c’entra poco ma mi pareva appropriata!

15-16 Agosto 2021 in Maremma. Ferragosto nella foresta. Notti insonni, bbq e stelle cadenti!

settembre 6, 2021

Domenica 15 Agosto

Colazione e partenza, destinazione Boccheggiano dove abbiamo appuntamento con Daniela e Neil per il pranzo di Ferragosto. In macchina riusciamo a litigare di nuovo, Bram si irrita moltissimo perché gli chiedo di abbassare l’aria condizionata e mi dà una rispostaccia che mi lascia alquanto perplessa; quando poi, durante il pranzo, mi si rigira perché ho osato chiedergli se non preferisca la bistecca più cotta, arrivo alla conclusione che mi odi!

Da Gabriele c’è casino e fa caldo, ma con un po’ di pazienza riusciamo a sfangarla e a pranzare. A un certo punto porta persino un ventilatore a Daniela che è all’ottavo mese di gravidanza e sta morendo di caldo!

Dopo il pranzo ci spostiamo da Andrea e lì, sotto ai mandorli e con la piscina, si sta molto meglio. Faccio il bagno persino io, se non altro per smentire Bram che sosteneva che non mi sarei mai tuffata. Non si rivela l’idea del secolo, perché siamo altini e in serata rinfresca e, dopo aver patito tanto caldo, coi capelli bagnati ho quasi freddo!

Giunti alla casa nella foresta, c’è tempo per un aperitivo prima di cena. Lo facciamo in terrazza e a un certo punto sentiamo un fruscio provienente dalla parte bassa del giardino. Guardiamo e vediamo un tasso! Bellino!

Per cena bbq in giardino. Prima volta che ceniamo in giardino da quando siamo nella foresta! Neil si occupa della carne, io preparo un’insalata, Daniela le patate e Bram non mi ricordo, forse intrattiene Tristan – Sajed è più grandino e fa da sé!

Il bbq è uno spettacolo. Al di là del cibo, è proprio la serata che è bella. Mangiamo, chiacchieriamo, beviamo e verso mezzanotte, quando Tristan dorme e il cielo è tutto nero (questo è uno dei posti meno illuminati d’Italia), vediamo persino due stelle cadenti! Sono la ciliegina sulla torta che chiude una serata perfetta.

Diversa sarebbe stata la notte, ma questo ancora non potevo saperlo!

Lunedì 16 Agosto

E venne la notte. Se la serata fu deliziosa, la notte fu la peggiore dell’estate!

A dormire eravamo nella stanza degli ospiti. Io ero ancora arrabbiata con Bram per come mi aveva trattato e sono andata a letto per prima senza augurargli la buonanotte. Sarà stata l’una. Mi sono addormentata di botto, ma dopo un’oretta mi sono svegliata perché 1) ero morta di caldo (giuro, peggio dei 45° della Val d’Orcia), 2) avevo una sete manco fossi nel deserto, 3) mi scappava la pipì. Ero in quella fase di dormiveglia in cui alzarsi sembra un’impresa impossibile e così sono rimasta a letto a contare i minuti, i secondi, a aspettare l’arrivo dell’alba. Ma quanto sarò trulla?
Verso le cinque del mattino mi sono finalmente rinvenuta e ho capito che tutti e tre i miei problemi erano di facile soluzione. Dovevo solo andare in bagno a fare la pipì, in cucina a prendere un bicchier d’acqua e fuori a cercare un po’ di fresco, basta poco che ce vo’? Nel buio della notte tutte e tre queste cose mi sembravano imprese impossibili, ma ai primi chiarori dell’alba, facili come bere un bicchier d’acqua!

La casa nella foresta non è nata come casa. L’acqua di rubinetto viene da una cisterna e non è potabile. E le camere sono collegate, bisogna attraversarne una per raggiungere il bagno, perché in passato erano… magazzini per le castagne!

La nostra stanza per quella notte tuttavia era quella nell’angolo, e da quella si poteva arrivare in bagno senza dover svegliare nessuno, e si poteva anche andare direttamente fuori. E così ho fatto la pipì e poi sono uscita con l’idea di attraversare il giardino e rientrare dalla cucina per prendere l’acqua. Ho tuttavia trovato la cucina occupata. Non ero l’unica insonne: Daniela era appollaiata sul divano che leggeva col cellulare, con la portafinestra che dà verso la foresta spalancata per far entrare il fresco – cosa che io non avrei mai osato fare perché avrei avuto troppa paura che insieme al fresco entrasse un cinghiale al galoppo!
Comunque, ho preso l’acqua e poi mi sono messa in veranda a leggere. Si stava benissimo! Tanto bene che dopo un po’ ha cominciato a venirmi sonno… e così verso le sette sono tornata a letto, e con la finestra aperta mi sono riaddormentata e ho finito col dormire fino alle dieci! Che meraviglia!

Quando mi sono svegliata ho trovato Neil e famiglia quasi pronti per la partenza. Bram mi ha poi raccontato che lui si era alzato verso le nove e che appena l’aveva visto Neil gli aveva piazzato in braccio Tristan dicendo (scherzosamente) Finalmente sei sveglio! Occupati del tuo figlioccio, così posso iniziare a caricare la macchina!
Già, perché il giardino della casa della foresta termina in un burrone, e non è propriamente indicato per piccini avventurosi che hanno appena iniziato a camminare e non hanno ancora il senso del rischio.
E così niente colazione tutti insieme come avevo immaginato. Saluti (tutti), ringraziamenti (noi a loro) e la promessa di rivedersi presto in Belgio!

Ed eccomi di nuovo sola con Bram nella casa nella foresta. Quel giorno eravamo in ferie e sarebbe stata una giornata un po’ pulp. Quello che abbiamo fatto ve lo racconto nel prossimo post!

Ieri in Monferrato

settembre 5, 2021

Ricordo di un’estate

settembre 3, 2021

Ultimo giorno a Lucca.

Sto lavorando da casa di Silvia e Andrea.

Ieri dopo il lavoro siamo andati dai miei e abbiamo cenato lì in giardino, discorrendo e giocando coi bimbi. Poi siamo tornati qui, e ci hanno raggiunto Chiara e Veronica e abbiamo chiacchierato tanto in terrazzo. Oggi dopo il lavoro partiamo e andiamo ad Alessandria da Ilaria Stefano e Elena (viene anche Silvia, che di Ilaria è la sorella!).

Alessandria è la prima tappa del viaggio di ritorno verso il Belgio.

Non mi metto a fare bilanci di quest’estate incredibile. Ma qualcosa voglio scrivere prima che il momento passi.

Sono un po’ malinconica oggi – anche se ho voglia di ritrovare la mia casina e le mie cose, e anche i Pinguini del mio cuore.

Credevo che sarebbe stata un’estate bellissima. Tutta bella, dall’inizio alla fine, un po’ come IL viaggio. Invece è stata… un emotional roller coaster! Le montagne russe emozionali!

La casa nella foresta.
Le gite in barca.
Il casino del Giglio.
Essere travolti da Roma.
Il caldo della Val di Chiana.
La serenità che trasmette il mare.
Le magiche sere d’estate, con gli eventi culturali incredibili a cui abbiamo assistito.
Le stelle cadenti.
Tato(ooo) e tata(aaa).
Le liti con Bram.
E tanto altro.
E più di tutto.
Le persone!

Ho visto tantissimo i miei amici, ho visto tantissimo la mia famiglia, e questa è la cosa che mi porterò nel cuore, questo è il vero tesoro di questa estate inaspettata. A volte mi sembra di essere in una bolla quando sono a Bruxelles; e che invece quella qui, con i suoi alti e bassi, sia vita.

Mi scoppia il cuore di gratitudine per aver potuto fare questa esperienza. Per, dopo più di 13 anni in Belgio, aver avuto la possibilità di vivere ancora per un po’ in Italia. Anche se solo per tre mesi, e per tre mesi molto particolari visto che era (è) estate!

Sono un po’ triste all’idea di partire, ma mi consola pensare che io e quei due Pinguinastri stiamo comprando casa (forse) (dita incrociate) a Lucca e torneremo spesso. E anche che sono libera di essere dove voglio, e che se un giorno capirò di voler tornare for good, niente me lo impedirà.

E mentre scrivo Bram mi guarda sornione e dice “Oggi partiamo alle 18 vero?”, quando sa benissimo che l’idea è quella di partire alle 16 spaccate per arrivare da Ila non troppo tardi.
Bram, che ha passato l’estate a farmi da autista, a sopportarmi e a sfidarmi.
Bram, il cui italiano ha fatto un incredibile balzo in avanti in questi tre mesi – e che nonostante ciò si è reiscritto al corso e a Settembre ricomincia.
Bram, che alla fine della vacanza/lavoro aveva imparato a insultare gli altri autisti in un misto di inglese olandese e napoletano, e che è diventato maestro nell’arte del parcheggio selvaggio.
Bram, che di tutte le mie famiglie è quella che c’è sempre.
Ve l’avevo detto che oggi sono nostalgica!

Un’ultima cosa vi volevo dire. La mia amica Chiara ha messo su una mostra bellissima. È a Lucca, è gratuita e si può visitare ancora oggi 9-19 e domani (Sabato) 9-14; e poi Domenica c’è un evento. Che credo che sarà bellissimo, che credo vada prenotato (forse è già sold out ma forse lo rifanno), e che di sicuro io mi perderò!

Ma non dispero, solcheremo nuovi mari e andremo per nuove avventure, e troveremo altre storie.

Sicuro come l’oro, proprio così!

10-15 Agosto in Val di Chiana. Calici di Stelle. O anche: da qui si va nella città rovente…

agosto 28, 2021

San Lorenzo, io lo so perché tanto

di stelle per l’aria tranquilla

arde e cade, perché si gran pianto

nel concavo cielo sfavilla.

Martedì 10 Agosto

E così il 10 Agosto ci si mise in macchina, intorno alle 18, per andare da Lucca a Piazze. Dovendo fare prima il check in saremmo andati a cena solo intorno alle 21; e non conoscendo io la zona, si decise di prenotare un ristorante suggeritoci dal B&B. 

Stolta! Stolta! 

Non mi resi conto che era il 10 Agosto!, e che la Toscana era un tripudio di feste e mercatini. Calici di Stelle, e che cavolo, ci voglio andare da una vita e anche quest’anno me lo sono perso!

E così si andò in un posto chiamato Quo Vadis o qualcosa del genere. Una pizzeriaccia grossa e cattiva, stracolma di gente e di bimbi che stufi, giustamente, di stare a tavola, correvano su e giù sul piano rialzato, indossando credo degli zoccoli di legno (klompen) – altrimenti non mi spiego il fracasso che facevano! Pizzeriaccia cattiva nel senso che era cattiva la pizza eh, non che ci frustavano mentre mangiavamo.

Ma quando, quanto sono scema che non mi sono resa conto di che giorno fosse?

Mi rinvenni, alla fine, sulla via del rientro. Ci si fermò e si stette un po’ buoni e zitti in macchina a sperare di Avvistare almeno una stella cadente. Ma niente, nemmeno una piccina picciò!

Mercoledì 11 Agosto

La seconda settimana di Agosto è stata, credo, la settimana più calda che io abbia mai vissuto. In Val di Chiana c’erano 45°, e nel B&B in cui stavamo non c’era l’aria condizionata. Io non sono una grande fan dell’aria condizionata e quando posso la evito, ma quella settimana ci sarebbe veramente voluta.

A causa probabilmente del caldo, la mattina del primo giorno mi sentivo un po’ debole, tipo pressione bassa. Ho dunque incaricato Bram di organizzare la giornata. Ecco dove mi ha portato quell’olandese.

Prima tappa: San Casciano dei Bagni

San Casciano dei Bagni è un delizioso borgo toscano con una piazza terrazzata con vista da cartolina. Ah piccolo aneddotto, la signora del B&B ci raccontava che hanno dovuto mettere l’antenna per la WiFi molto in alto perché il segnale veniva bloccato… dai cipressi!

A San Casciano dei Bagni abbiamo fatto un giretto e soprattutto siamo passati dall’ufficio turistico, dove abbiamo trovato una ragazza gentilissima che ci ha dato un sacco di ottimi consigli. Io avevo preso un caffè e stavo un pochino meglio, e ho finalmente iniziato a realizzare che questi paesini della Toscana in Agosto sono una miniera di eventi spettacolari (conferenze, concerti, teatro…) gratis o a basso costo, e che bisogna cercare un po’ ma se lo si fa si ha accesso a una vera miniera d’oro! 

Un po’ si spulciano i siti.

Un po’ si chiede all’ufficio del turismo.

Si seguono le pagine Facebook di locali, organizzatori di eventi, associazioni Pro Loco, musei.

Si tengono, soprattutto, gli occhi e le orecchie bene aperti. Andando in giro ci si guarda intorno e si fotografano poster e volantini.

Tutto ciò può sembrare ovvio, ma sapete quante volte mi capita di sentirmi chiedere, da amici e conoscenti, quali eventi ci siano in giro in determinati giorni? Come faccio a saperlo? Così!

La ragazza dell’ufficio del turismo (Silvia) ci aveva fatto anche una bella lista di ristoranti, e siamo andati a vedere se uno che ci ispirava tante volte avesse posto. Era chiuso per pranzo e allora siamo tornati a San Casciano, ci siamo comprati un panino e l’abbiamo mangiato seduti su una panchina sulla terrazza (rovente) ammirando il panorama.

Seconda tappa: Radicofani

A Radicofani ci sono tre cose.

C’è una fortezza, costruita su un castello di origine medievale. Si può montare in cima, fa un bel freschetto e c’è una vista spettacolare.

C’è il paesino, che è veramente delizioso (anche se, ahimè, caldissimo pure lui).

E quel giorno c’era anche un attore, seduto su una panchina in una piccola piazza altrimenti deserta.

L’attore ha attaccato bottone. E ci ha detto, fra le varie, che avrebbe recitato il Sabato ne Le Notti di Cabiria, nel bosco effimero di Radicofani, con orchestra dal vivo. Che meraviglia! Ho subito deciso che ci dovevo andare. E ho fatto partire la campagna di martellamento nei confronti di Bram, che (comprensibilmente) sul teatro in italiano nicchia.

Cioè ma che fortuna è, un caldo pomeriggio d’Agosto, in un villaggio deserto, incontrare casualmente un attore che ti racconta di un evento bellissimo che non avresti scoperto altrimenti? Questa estate italiana mi fa sentire culturalmente stimolata ecco. Poi io amo il teatro e a Bruxelles ci vado di rado perché il mio francese, ahimè, fa pena.

Terza tappa: Bagni San Filippo

Di Bagni San Filippo avevo sentito parlare ma non ci ero mai stata. Adesso che ci sono stata vi so dire cosa c’è. C’è un paesino minuscolo e ci sono delle acque termali nel bosco. Sono bellissime ma c’era un casino mostruoso, e visto che l’acqua è calda vi raccomando caldamente (ahah) di andarci quando fa freddo e non la seconda settimana d’Agosto.

Quarta tappa: Abbadia San Salvatore

Vi ricordate che mi ero svegliata con la pressione bassa per via del caldo? Non so se avete presente quanti sono 45°, vi dico solo che il giorno dopo il cellulare di Bram che stavamo usando come navigatore si sarebbe spento chiudendo tutte le app incluso il GPS e dichiarando “I’m overheated” (sono surriscaldato)! Insomma a fine giornata io ero morta e Bagni San Filippo mi aveva dato il colpo di grazia, e così ad Abbadia San Salvatore non sono neanche scesa di macchina e ho lasciato che Bram andasse da solo a guardare l’abbazia (che io comunque avevo già visto)!

Quinta tappa: back to the B&B (with the bagpipes in the sack) (con le pive nel sacco)

Quando Bram è rimontato in macchina abbiamo iniziato a chiamare i ristoranti che ci aveva consigliato Silvia (la ragazza dell’ufficio del turismo) per prenotarne uno per cena. Era un Mercoledì sera ed eravamo solo in due. Ma era, ahimè, anche la seconda settimana d’Agosto. Oh: non abbiamo trovato posto da nessuna parte. Siamo finito in camera a mangiare taralli da una busta di plastica, stesi sul letto col ventilatore acceso. Bram era una iena. Ci sarebbe pure stato un concerto di arpa nella piazzetta di Piazze (ahah) ma non ci siamo andati. Poi me ne sarei pentita.

Sipario.

Giovedì 12 Agosto

Giovedì ci svegliamo e, memori dell’epic failure della sera precedente, decidiamo di non uscire prima di aver prenotato un ristorante per cena per tutte le sere che ci restano. Le telefonate le faccio io per ovvi motivi linguistici, e prenoto per la sera stessa all’Osteria del Merlo a Cetona e per il Sabato alla Locanda Quattro Vesta a San Casciano dei Bagni. Manca il Venerdì. Il Venerdì vorremmo andare da Anna, un posto a Piandicastagnaio famoso per la zuppa di funghi. Chiamo e mi dicono che fuori non hanno posto, solo dentro. Abbiamo il Green Pass ma io non mi sento comunque tranquilla a mangiare dentro; e inoltre controllare il Green Pass senza controllare il documento secondo me ha poco senso, quel Green Pass potrebbe essere di chiunque; e così non prenoto. Bram mi dice “Ma scusa, ma potevi chiedere se controllano i documenti”, e io gli dico che se lo vuol chiedere, che richiami lui. Lui richiama e gli dicono che non controllano i documenti ma che se ci tiene lui il suo glielo può far vedere (…). Bram prenota. E io mi incazzo.

La lite abbastanza pesante che ne è seguita va inserita in un contesto più ampio. Fondamentalmente anche se siamo vaccinati io sono ancora abbastanza rigida e Bram no. Quindi io vedo lui come un irresponsabile e lui vede me come una rompicoglioni. Lui ogni tanto dice che non vuol fare più nulla per non correre il rischio che io mi sfavi, e io mi sfavo sì… ma perché trovo che esageri. Lui vorrebbe richiamare e annullare la prenotazione per evitare che io scleri se le misure non mi soddisfano e che ne venga fuori una serata di merda. A me scoccia richiamare per la terza volta e inoltre il mio punto è che o le misure sono rispettate e allora il posto va bene a entrambi, o non lo sono e allora ce ne andiamo entrambi. Non dovremmo essere sullo stesso piano? Proprio sullo stesso no. Comunque. Decidiamo di dare una possibilità a Anna e tenere la prenotazione. Magari i tavoli sono ben distanziati e i camerieri hanno la mascherina. E magari gli asini volano.

Battibecchiamo finché la camera non diventa un forno e poi siamo costretti a uscire per non arrostirci, e andiamo a San Casciano dei Bagni perché nel frattempo si è fatta l’ora di pranzo. Per la precisione Bram si compra un panino alla Coop, io no perché sono imbufalita e ho deciso che per punizione (di chi?) non mangerò mai più, poi quando arriviamo a San Casciano e lui si siede sotto il sole a mangiare il suo bel panino fresco mi pento tantissimo e entro nel primo bar che vedo e mi compro una focaccina stantia col prosciutto cotto tutto rinsecchito e il formaggio tecco come intonaco. Ben mi sta. 

Dopo andiamo alle terme. Perché, siamo sinceri, con 45° la domanda che ci facevamo la mattina non era “Quale delizioso borgo medievale andiamo a visitare oggi?” ma “In cima a quale monte potremmo trovare un poco di refrigerio?”. In cima al monte (Amiata) saremmo andati il giorno successivo (visto che la sera ci aspettava la temuta cena da Anna, che si trova giustappunto in un paesino sull’Amiata), oggi si va alle terme. Alle terme, devo dire, si stava così bene che ci siamo placati e abbiamo smesso di litigare (temporaneamente, poi avremmo ricominciato). Avevamo preso il pacchetto che comprende ingresso e massaggio e mi sono molto goduta lo stare un po’ in acqua a sguazzare e un po’ sul lettino a leggere, e mi sono molto goduta anche il massaggio che era fatto proprio bene. Insomma una gran bella esperienza!

Dopo le terme siamo tornati a San Casciano, un po’ a corsetta, perché c’era un evento che ci interessava.

E quanto abbiamo fatto bene ad andarci!

Seduti su un palco in una piazzetta c’erano l’economista Joseph Ingram, il fisico Bernard F. Schutz (di cui io confesso di essermi un po’ innamorata) e il giornalista e scrittore Carlo Marroni; che chiacchieravano, in un misto di italiano e inglese, di riscaldamento globale. E usavano un linguaggio estremamente semplice per spiegare una cosa estremamente complicata; cosa che solo i veri grandi, secondo me, sanno fare. È stato un evento… brillante, non saprei definirlo altrimenti. Altro che le stelle cadenti! 

Mi sono sentita tanto fortunata per avervi assistito. Non lo trovate incredibile anche voi? In un villaggetto in Val di Chiana, nel tardo pomeriggio di un Giovedì d’Agosto?

Interrotti solo dalle campane della chiesa (che non guardano in faccia a nessuno).

Ah no. Ehm. Interrotti anche da una tizia che alla fine ha fatto una domanda ma che, presa dall’emozione, l’ha sbraiata (in inglese e con la mascherina addosso, tanto per essere proprio sicura che nessuno capisse niente) come una pescivendola al mercato. Firulà firulà, chissà chi era… Mi sono vergognata molto dopo!

Appena l’evento è finito siamo schizzati via, perché avevo fissato per cena a Cetona ed eravamo quasi in ritardo. Cetona (che non avevo mai sentito nominare, che toscana degenere che sono) è deliziosa. E all’Osteria del Merlo abbiamo mangiato veramente benissimo. Il mio antipasto in particolare, seppur semplice, era da svenire. Spuma di pomodoro con stracciatella, polvere di tarallo e perline di basilico. Sapori poveri no? Pomodoro, stracciatella, burrata, basilico. Eppure, una delle cose migliori mai mangiate. Di primo non mi ricordo cosa ho preso, ah, mi sa dei tagliolini zucchine e tartufo. Buonissimi anche quelli. E poi gentile e amichevole il servizio, insomma, una serata meravigliosa.

Dopo cena abbiamo girellato un po’ per Cetona. C’erano parecchi turisti stranieri, e, in piazza, musica dal vivo discretamente kitsch. Noi ci siamo persi per le viuzze strette finché non si è fatta l’ora di andare a letto. Il giorno dopo nuove avventure ci aspettavano! 

E la lite più grossa dell’estate, ma questo ancora non lo sapevamo.

Venerdì 13 Agosto

Confesso che la mattina io cercavo sempre di tirarla per le lunghe il più possibile, per uscire in quel caldaccio infernale il più tardi possibile. Quella mattina abbiamo chiacchierato un sacco con la proprietaria del B&B. È olandese e la sua vita mi incuriosiva molto, visto che ha fatto il tragitto opposto al mio: io dall’Italia al Belgio, lei dall’Olanda all’Italia. E oltretutto non è andata a vivere in una grande città ma in un paesino. Ci ha raccontato che non è sempre facile ma che non rimpiange la scelta fatta. Che la figlia, che quando si sono trasferiti aveva 12 anni, la prima settimana piangeva tutti i giorni perché a scuola non capiva una parola, e che adesso invece si è adattata e l’Olanda le piace per le vacanze ma per vivere preferisce l’Italia; e che ha scelto di andare a scuola a Montepulciano nonostante disti un’ora in autobus (solo andata), e che ogni tanto dall’autobus la mattina le manda la foto di una bella alba o di un cinghiale. Ci ha detto anche che la vita nel villaggio è molto comunitaria, e che lei dall’inizio ha tenuto la porta del B&B aperta perché la gente del paese potesse entrare a curiosare, e che a sua volta ha cercato di visitare i negozi e ristoranti locali per conoscere e farsi conoscere; e che nel B&B ha aperto un negozietto in cui vende i prodotti della gente del posto. Insomma, una bella storia!

Chissà com’è vivere in un villaggetto? Io non lo so, ho sempre vissuto in città, prima a Lucca, poi a Firenze e infine a Bruxelles. D’estate tutti questi paesini sono vivaci e vitali, ma come saranno d’inverno? Sono domande che invecchiando, e dopo il lungo confinamento trascorso in appartamento a Bruxelles, ogni tanto mi faccio. Vorrei poter vivere tante vite per provare tante possibilità!

Comunque! Verso l’ora di pranzo la nostra stanzetta diventava un forno, e così siamo usciti e siamo andati, appunto, a pranzo. Avevamo in mente due posti ma nessuno dei due ci rispondeva al telefono, e così a uno dei due ci siamo semplicemente presentati. Era il ristorante dell’albergo Fontanelle, suggeritoci anche questo dalla ragazza dell’ufficio del turismo. Il pranzo era buono (io ho preso dei ravioli ripieni di faraona e Bram mi pare i pici all’aglione), ma il pranzo è stato un po’ una sofferenza perché ci hanno dato un tavolino all’aperto e si moriva di caldo. Mi è rimasta la sensazione che il posto avesse un sacco di potenzialià che noi però non abbiamo sfruttato ecco!

Ci siamo poi diretti verso il monte Amiata, fermandoci a fare un giretto a Celle sul Rigo dov’era l’altro posto che avevamo considerato e che non ci rispondeva al telefono. È venuto fuori che avevano il telefono rotto; ed erano così simpatici e cordiali che Bram se ne è innamorato; e inoltre Celle sul Rigo è sulla via per Radicofani dove avevamo in programma di andare la sera dopo per lo spettacolo teatrale; e insomma, per farla breve Bram mi convinto a disdire la prenotazione che avevamo per il giorno seguente e a spostarla lì. Poi abbiamo provato a spostare la prenotazione del sabato al Venerdì (e così avremmo saltato Anna, che era il posto su cui non ero tanto convinta perché aveva posto solo all’interno) ma non è stato possibile e quindi ciccia.

Tappa successiva Vetta d’Amiata. A Vetta d’Amiata faceva fresco! Hurrà! Abbiamo fatto la camminata fino a proprio in cima e poi siamo scesi e abbiamo mangiato un gelato e infine ci siamo buttati nel prato a leggere e goderci i 25 gradi, che meraviglia!! A un certo punto mi sono persino messa il golfino!

Quando siamo venuti via siamo andati a Santa Fiora. Non mi ricordo se l’avevo scritto, ma Santa Fiora è un paesino che ha messo la fibra con l’idea di convincere un po’ di gente a trasferirsi lì – per almeno qualche mese per iniziare, per sempre con un po’ di fortuna. Se affittavi un appartamento per almeno due mesi, una parte dell’affitto la copriva il comune. Io e Bram l’avevamo considerato come possibilità per lavorare d’estate; ma non avevamo trovato niente in affitto, e alla fine ci eravamo arresi. Visto che eravamo in zona abbiamo deciso di andare a vedere, per curiosità, il paesino che avrebbe potuto essere la nostra casa per l’estate! Santa Fiora è molto carina, abbiamo fatto una bella passeggiata (e io mi sono comprata un ventaglio). La sera, se non erro, c’era l’opera! Ma noi non potevamo restare, noi dovevamo andare a cena da Anna.

Andiamo dunque da Anna. Arriviamo e ci controllano il Green Pass e poi ci chiedono se siamo noi “quelli che volevano farsi controllare i documenti”, e già io storco il naso. Mi è rimasto il dubbio se ci fossero o ci facessero. Poi ci fanno accomodare, e la situazione è quella che segue.

Non c’è menù. Il proprietario, un signore sulla sessantina, va da un tavolo all’altro e ti urla il menù sul muso. All’interno e senza mascherina.

Il mio istinto sarebbe quello di alzarmi ed andarmene.

Poi però ripenso all’esperienza del Mercoledì, che non avendo prenotato siamo rimasti a bocca asciutta; e a quanto si è innervosito Bram in quell’occasione; e quindi desisto.

Quando vedo il cameriere venire verso di noi mi metto la mascherina e poi, terrorizzata dal fatto che mi stia urlando in faccia (per declinare il menù) senza, ordino a casaccio la prima cosa che vagamente mi ispira, i pici zucchine e speck. Bram li prende al ragù.

Quando il proprietario si allontana Bram è una iena. Non ce l’ha col tizio smascherato. Ce l’ha con me. Ringhia “Ecco! Lo sapevo che non ci dovevamo venire! Adesso la serata è rovinata!”.

Io vado nel panico perché sono in una situazione in cui non mi sento a mio agio (il ristorante degli smascherati) e in più Bram è arrabbiato e non mi rivolge la parola. Quando arrivano i pici (che, va detto, sono molto buoni) li ingoio in un sol boccone, poi mi alzo e vado a pagare: voglio venire via di lì il prima possibile. Pagando faccio presente la situazione ma non capiscono, o fanno finta di non capire. Di nuovo, ci sono o ci fanno?

E così veniamo via, e Bram è una iena perché secondo lui io ho rovinato la serata, perché non si è goduto la cena, perché non ha potuto prendere il secondo, ecc.

Io sono allibita, perché la situazione è sì sgradevole, ma dal mio punto di vista è lapalissiano che a causarla non sono stata io ma l’urlatore smascherato, e mi sembra parecchio assurdo, e mi fa anche parecchio incazzare, che Bram se la prenda con me.

Visto che è ancora presto (a prova’, abbiamo ingoiato i pici in un boccone e siamo scappati!) non andiamo a casa ma andiamo a San Casciano dei Bagni, dove sapevo che avrebbe suonato la filarmonica locale. Il concerto è all’aperto ed è un po’ artigianale e molto molto carino, e l’atmosfera si distende un po’. Mi piace tanto stare lì ad ascoltare l’orchestra guardandomi intorno. C’è la ragazza dell’ufficio del turismo che presenta i brani (faceva anche da traduttrice durante la conversazione sul riscaldamento globale), c’è una bambina minuscola ma sveglissima, c’è una gran bel cane che quando vede passare una ragazza con tacchi e minigonna corta e aderente la segue e le infila il naso sotto alla gonna, lei non se ne accorge ma io e Bram sì e ridiamo!

Sabato 14 Agosto

Ci svegliamo e siamo ancora nervosi dalla sera prima. Facciamo colazione e poi, su consiglio della proprietaria del B&B, ci dirigiamo verso il lago di Bolsena, alla ricerca di un po’ di refrigerio. È il weekend di Ferragosto e quando ci arriviamo siamo un po’ spersi: c’è un gran casino, fa caldo, c’è tanta gente e non troviamo dove metterci. 

Alla fine ci accampiamo sotto a un albero e trascorriamo la giornata lì, quasi senza rivolgerci la parola. Bram per rinfrescarsi fa il bagno, e siccome torna con storie di pesci defunti e cacche fluttuanti io mi guardo bene dall’avvicinarmi all’acqua. 

Nel tardo pomeriggio le temperature si fanno finalmente accettabili… e noi parliamo. Parliamo perché quando una lite va avanti così a lungo e non si riesce a cavarne le gambe, l’unico modo è parlarne con un metodo che ci hanno insegnato e che usiamo di rado perché lungo e palloso ma che fino ad ora non ha mai fallito; perché ci costringe ad ascoltarci, e è utile per mettersi l’uno nei panni dell’altro. Funziona più o meno anche stavolta e finalmente l’atmosfera si distende.

A cena andiamo a Celle sul Rigo, alla Trattoria La Pace. L’atmosfera è bella come ci era sembrata e sia i miei pici con le briciole che la tagliata di Bram sono buoni. È una bella serata!

Dopo cena corriamo a Radicofani per lo spettacolo di cui ci aveva parlato l’attore incontrato per caso, Le Notti di Cabiria nel bosco effimero (o bosco di Isabella). Arriviamo, ci sediamo… e la magia inizia.

Non so da che parte cominciare per spiegare quanto mi è piaciuto. 

Fellini io lo conosco poco, di questo film non sapevo nulla. Mi immaginavo Cabiria come un personaggio timido e dolce, perché l’associavo al faccino di Giulietta Masina. Invece! Invece è una donna forte e volitiva, che non si arrende. Bravissima l’attrice che la interpretava. Ma in realtà, bravi gli attori tutti. 

Il setting era incantevole, nel bosco e con l’orchestra dal vivo. La storia mi ha catturato. Ho riso e mi sono commossa. Tante delle scene continuano a tornarmi in mente. Quella in cui Cabiria e le sue amiche mangiano i dolci portati da Oscar. Quella in cui pregano, e si vede una Cabiria mai vista prima. Quella del trionfo (effimero, quello sì), in cui l’attrice, sola sul palco, racconta, urla come la sua vita stia per cambiare, e condisce la storia con un sonoro TIÈ! È piaciuto tanto anche a Bram, nonostante il suo italiano non sia perfetto e gli attori recitassero in romanaccio!

Insomma bello bello bello. Devo andare a teatro più spesso. Anzi prima devo migliorare il mio francese, e poi potrò andare a teatro sempre!

Che meraviglia.  Che fortuna averlo trovato. E che bel modo di chiudere la rocambolesca vacanza in una Val di Chiana calda oltre ogni dire (ma fresca la sera) (non in camera nostra però)!

Domenica 15 Agosto

Sulla Domenica poco da dire: sveglia, colazione e partenza. Direzione casa nella foresta, per una giornata con Neil e famigghia. Avremmo trovato il modo di litigare anche in macchina, ma questo ve lo racconto nel prossimo post!

Ora

agosto 27, 2021

Sebbene non nel migliore stato fisico (nottataccia), vorrei scrivere due righe per fermare questo momento, perché questa è l’ultima mattina in cui lavoro dalla casa nella foresta. Oggi pomeriggio siamo in ferie e poi ci spostiamo.

Causa invasioni di nuovi insetti dentro (ne parlerò), negli ultimi giorni mi sono decisa a fare quello che avrei dovuto fare molto prima, e cioè a spostare la mia postazione di lavoro all’esterno. 

Siamo in mezzo al nulla, quindi posso fare tutte le mie teleconferenze e urlare quanto mi pare. Sono anche lontana da Bram (che, stoico, lavora dalla cucina), il che non è proprio niente male (wink wink)!

La vista è questa:

Si vede l’Elba!

Intorno a me, come potete vedere, solo natura, tantissima natura. 

Gli unici rumori sono quelli degli uccellini e degli insetti. Ogni tanto un’ape o una vespa arriva ronzando, mi si avvicina e se ne va. Non mi hanno mai fatto nulla, e quindi non ho più paura. C’è un sacco di vita tutto intorno!

E tanti fiori, semplici fiorellini di campo, e una quantità di erbe aromatiche, che tutte le volte che mi alzo e cammino per il giardino per andare a prendere qualcosa in casa vengo inebriata dal profumo. Quello che sento più spesso è quello della nepitella.

Davanti a me ci sono un fico e un ulivo, e un albero che mi fa ombra.

Voglio fermare questo momento, perché quello che mi è mancato di più in questo anno e mezzo di confinamento a Bruxelles è stato il silenzio della natura. 

Mi ha salvato Meise. Credo che il giorno più bello dell’anno per me sia stato quello in cui io e Bram abbiamo ricevuto il vaccino e poi siamo andati a sbiaccarci sotto a un albero a Meise. Era un giorno lavorativo e c’eravamo solo noi.

Un cavo lungo che scende dalla finestra mi permette di caricare il laptop. Il modem è proprio sopra di me, quindi la WiFi funziona persino meglio di quanto non funzionasse in casa!

Al tempo stesso, questi giorni nella mia mente resteranno indissolubilmente legati all’orrore per quello che sta succedendo in Afghanistan. 

Sembra quasi essere il destino di questa casa, farmi da testimone per momenti storici terribili: ero qui la sera in cui ci sono stati gli attacchi al Bataclan, nel 2015. La sera in cui la mia vita è cambiata.

E ora. L’impotenza e la rabbia davanti a quello che sta succedendo ora. E sì si possono fare raccolte fondi, ma quello che serve veramente è pressione sui governi. Vedere paesi che anziché pensare a come accogliere pensano a come rafforzare i confini mi fa accapponare la pelle. A volte penso che questi muri che stiamo costruendo con tanta cura finiranno per diventare una gabbia per noi. È un’Europa che non riconosco. 

Ne ho già parlato ma lo cito di nuovo, se volete vedere un bel film che, attraverso il filtro dell’animazione, dia un’idea della vita delle donne sotto i talebani, vi consiglio tantissimo The Breadwinner. Su Instagram invece ne parla una ragazza che in Afghanistan c’è stata: Alex di Lost With Purpose (in inglese).

9-10 Agosto 2021. A Lucca fra amici, banche e mezcal!

agosto 26, 2021

Lunedì 9 Agosto (continua)

Da Roma siamo andati a Lucca passando per Follonica. 

A Follonica c’era una bel freschino e c’erano Neil, Daniela, Tristan e Sajed! Abbiamo fatto una passeggiata con loro, mangiando i panini che ci eravamo comprati a Testaccio per pranzo.

E poi siamo andati a Lucca. A Lucca saremmo stati da Silvia e Andrea, e per sdebitarci per l’ospitalità avevamo promesso che avremmo cucinato. Messicano, ecco il perché della spesa al Testaccio. 

Bram ha preparato un paio di Margarita e ci siamo messi ai fornelli, e il tardo pomeriggio se ne è andato così, chiacchierando e spignattando.

Abbiamo continuato a chiacchierare mentre facevamo aperitivo in terrazza con nachos e guacamole e mentre cenavamo a tortillas con pollo e peperoni, tutti tranne Andrea che si è bruciato la lingua con la salsa habanero. E poi, intorno alle 21:30, il gruppo si è allargato. Prima è arrivata Veronica, poi PLP, poi Chiara e Luisa, poi Alessia… E insomma, una buona metà dei miei amici storici amici c’era, e con Bram barman e Chiara imbonitrice ne è uscita una serata meravigliosa, di quelle che mi porterò nel cuore quando sarò di nuovo a Bruxelles! Abbiamo parlato delle olimpiadi, di collane ventilatrici, di vacanze in Sicilia. Abbiamo riso, bevuto, sgranocchiato. Siamo stati, semplicemente, bene fra noi. Una serata bellissima! Viva viva gli amici (e viva viva la tequila) (che poi era mezcal)!

Martedì 10 Agosto

O: le comiche.

Ricorderete forse che con KOK e PLP si sta cercando di comprare un appartamento a Lucca. La firma dell’atto è prevista per il 30 Settembre, ma niente mutuo niente atto. Martedì 10 Agosto era il giorno in cui ci dovevamo trovare tutti e tre a Lucca per fare il punto della situazione e dei documenti e per andare in banca a firmare la richiesta di mutuo.

KOK e PLP mi sono venuti a prendere a casa di Silvia e Andrea verso le 8:30 (Bram l’ho lasciato a ronfare). Siamo andati a fare colazione insieme (io con la focaccina cotto e formaggio più buona del mondo), e poi…

… vi risparmio i dettagli della giornata trascorsa fra documenti nella lingua sbagliata, fogli perduti e inettitudine generale.

Vi racconto solo questo aneddoto.

A un certo punto PLP si rende conto di non avere il foglio di iscrizione all’AIRE. Scrive all’ambasciata italiana a Bruxelles e l’ambasciata gli dice che quel foglio è rilasciato dal comune di nascita. Siccome che Lucca è piccola (e, fra parentesi, invasa dai turisti) e dal comune non siamo lontani, ci si passa. Una signora bionda dice a PLP che a fare quel foglio non ci vuol nulla e di tornare alle 14. Garruli andiamo a pranzo, e alle 14 bel belli ci ripresentiamo. Io e KOK aspettiamo fuori e PLP entra.

Della signora bionda non c’è traccia. Nessuno la conosce, tanto che viene il dubbio che sia una figurante che al comune non ha mai lavorato. Alla fine viene scovata nascosta sotto un tavolino a mangiare la sua pastasciuttella. Diventava fredda, si giustifica. Il foglio, comunque, non lo sa fare.

PLP viene rimbalzato da un ufficio all’altro. Nessuno sa come produrre questo foglio misterioso. A un certo punto PLP viene portato da “quello che sa fare tutto”. Ma questa cosa, purtroppo, non la sa fare neanche lui.

Ora, io tutte queste scene me le sono perse perché ero fuori con KOK che aspettavo. Ma vi racconto quello che ho trovato quando sono entrata a vedere che fine avesse fatto PLP.

Tutti gli impiegati rinchiusi in un gabbiottino, chini su un computer, con l’aria disperata/terrorizzata.

PLP che troneggia fuori, separato dagli impiegati dal plexiglass (se non ci fosse probabilmente sarebbe stato dentro a pungolarli con degli stecchi), che sbraita, col cellulare in mano, “Sono al telefono con l’ambasciata di Bruxelles, mi fate il foglio o ve li passo e parlate direttamente con loro???”.

Alla fine il foglio, non si sa come, è apparso.

Io nel frattempo ero andata a prendermi un gelato al Caniparoli. Poi avevo deciso che volevo anche i biscotti di buccellato. Ma non avevo mani libere per cercare i soldi e pagare, e nel frattempo il gelato aveva cominciato a sciogliersi. La signora del negozio mi urlava Leccalo!, ma io non lo volevo leccare perché mi sarei dovuta togliere la mascherina e ero all’interno. Alla fine però ho dovuto cedere, ho spostato la mascherina, ho leccato… e mi sono fatta degli enormi baffi di cioccolato, e quindi poi non sapevo come fare a rimettermi la mascherina (che era bianca)! Alla fine la signora è uscita da dietro il bancone con in mano un grosso bavaglio e mi ha pulito lei il muso. Che vergogna!

Comunque, risolte le varie cose siamo riusciti ad andare in banca e a introdurre la richiesta di mutuo, ed ora dita incrociate (niente è detto). Poi abbiamo bevuto un caffè e poi io sono stata depositata a casa di Silvia e Andrea, dove ho recuperato Bram che aveva passato la giornata a dormire e a chiacchierare con Andrea e non era mai uscito.

Siamo passati un’oretta da casa per salutare i miei genitori, ma purtroppo non siamo potuti stare tanto perché avevamo davanti ancora parecchie ore di viaggio.

E poi siamo partiti. Destinazione successiva: Piazze, ridente (e, spoiler alert, rovente) paesino nella Val di Chiana!