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Al volo, in volo

maggio 19, 2018

Post scritto ieri

Sono su un aereo e faccio una cosa che non facevo da tanto tempo, e cioè scrivo sul blog mentre sono in viaggio.

Sto andando a Cracovia per una mini-vacanzina. Sono con la mia collega Madeline e stiamo andando a trovare la nostra collega Dagmara che è già lì. Dagmara è polacca e ci farà da guida! Poi Domenica torniamo tutte e tre insieme. Si noti che di tre cervelli nessuno si è reso conto che Lunedì in Belgio è festa e quindi abbiamo prenotato il volo di ritorno Domenica! Rinco che siamo! A nostra difesa, nessuna delle tre è belga (e quindi non abbiamo il calendario delle feste belgiche installato nella memoria).

Quindi volo di nuovo, sì. E volerò anche il prossimo weekend, che vado a casa, è da Natale che non vado.

Due weekend fa ero a Roma e mi è successa una cosa particolare. Sono tornata da sola perché eravamo a trovare un amico di Bram e Bram ha preso un giorno di più.
Alla stazione del treno, Termini, mi sono sentita un po’ spersa. Dove devo andare? Che devo fare? Come funziona qui?
Una volta arrivata all’aeroporto di Roma Fiumicino, invece, mi sono sentita in controllo. In un territorio familiare di cui conosco i codici e i comportamenti.
Questo sono gli aeroporti per me!

Non mi sono però dimenticata del nostro recente proposito di volare di meno. Volevamo andare da qualche parte a Luglio e abbiamo deciso di restare in zona per evitare l’aereo. In realtà io lo so dove andremo, e so che anche che andremo in treno, ma non lo posso scrivere perché Brammeke non sa niente, è una sorpresa!

Voleremo di nuovo a Agosto, ma questa volta è per lavoro e dunque inevitabile. Vado a parlare a una conferenza… a Tokyo! E ovviamente ci ho attaccato le ferie.
La conferenza è il 1° Settembre e io e Bram partiamo il 10 Agosto. Viaggeremo insieme per due settimane, poi lui rientrerà e io ho ancora una settimana da sola che pensavo di passare, semplicemente, a Tokyo. Non mi esalta l’idea di viaggiare da sola. Mi esalta invece, e parecchio, l’idea di avere un’intera settimana per esplorare Tokyo sola soletta! Magari alla fine della settimana avrò persino la mia panetteria (o qualunque cosa ci sia a Tokyo per fare colazione) di fiducia!

Il mio grande cruccio in questo momento, l’ho già scritto, è che ho tanto lavoro, e poco tempo per altro. Al di là dello studiare spagnolo e vietnamita, adesso nello specifico sto pensando al fatto che non ho ancora neanche aperto la guida del Giappone! E quindi non sono in grado di organizzare l’itinerario.

E la casa come va? La casa è un casino, ci sono scatoloni ovunque, ma piano piano (molto piano) la stiamo sistemando. Abbiamo trovato un idraulico e la prossima settimana viene un pittore a fare un preventivo per dipingere gli armadi grattacielo di bianco, nella speranza che si confondano col muro e non li vediamo più!

Abbiamo solo un tavolo da giardino e quattro sedie di plastica, ma abbiamo già cominciato a invitare amici.

Qualche giorno fa sono venuti Mariano e KOK a pranzo.
Avevamo salame, formaggio e creme di verdure per fare aperitivo, e poi… vediamo se mi ricordo cosa ho cucinato. Eravamo appena tornati da Roma con tante verdure fresche e una bella mozzarella di bufala. Dunque…
Ho fatto una quiche con pomodorini, cipollotti freschi, zucchine, pinoli e formaggio.
Un’insalata di riso con cime di rapa, pomodori secchi, pisellini freschi, scaglie di pecorino e pistacchi grigliati.
Degli agretti in insalata con olive e spicchi d’arancia. Buonissima, non avevo mai assaggiato gli agretti e sono stati una sorpresa!
Poi, avevamo le fave fresche e ho preparato dei canederli al formaggio da servire su passatina di fave. I miei primi canederli!
Poi c’erano una frittata di asparagi selvatici; una parmigiana al forno con pomodori freschi e mozzarella di bufala; e per dolce una bella crostata (quadrata perché non ho ancora ritrovato le teglie tonde) con le fragole fresche. Tre cestini!

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So che questa notizia vi cambierà la vita: ho cambiato ricetta per la frolla!
Una volta la facevo sempre con 250 di farina, 125 di zucchero, 125 di burro e 1 uovo. Veniva buona ma… dura!
Adesso invece faccio sempre la “pasta frolla di Pascale” che si trova sul blog di Anice e Cannella, mettendo meno burro (100 anziché 150) e aggiungendo un goccio d’acqua se necessario. Contiene farina integrale, fecola e anche un tocco di lievito in polvere e viene croccante ma friabile, non da tira’ nel muro insomma!
Quando la faccio per la crostata di marmellata uso il burro salato per bilanciare il dolce della marmellata, quando la faccio per la crostata di frutta no.
Ecco questo era l’aggiornamento frolla, molto utile eh! ^^

Poi, Sabato scorso sono venuti i nostri ex vicini a cena (ti pareva che non si facesse amicizia con i vicini a fine permanenza!). Io e Bram abbiamo preparato, insieme, una cena semplice ma di cui sono rimasta molto soddisfatta!
Lui ha fatto il guacamole, fresco fresco, l’avocado appena lavorato, ancora verde, il succo di lime appena spremuto.
E cosa chiama il guacamole?
… Margarita! ^^
Io ho preparato una salsa di fagioli bianchi con semi di cumino e curry che è venuta una roba da svenire; e poi ho provato a fare il roti, un pane sottile e croccante originario del sud dell’India ma diffuso anche in Malesia e a Singapore che è da dove viene Edmund. Il pane che mi è uscito non era un roti, ma era veramente delizioso! Saporito e croccante, si scioglieva in bocca!
Poi, fra un balletto e l’altro (guardavamo Eurovision, per me era la prima volta – e mi sa anche l’ultima), ho cotto del riso e della quinoa e li ho conditi con asparagi croccanti e piselli freschi e mantecati col pecorino.
E per finire, di nuovo crostata di fragole!

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Ecco, tra poco atterriamo e io ora mi metto a ragionare sul menù per la prossima cena, saremo in cinque e abbiamo solo quattro sedie. In qualche modo si farà!

A Venezia noi andiamo e riandiamo

maggio 4, 2018

A Venezia noi andiamo e riandiamo, ma non ci si annoia mai perché la prospettiva ogni volta è diversa.

Non si direbbe, ma io tendenzialmente sono una precisina. OK non su tutto, e precisina in un modo mio caotico e a volte anche dannoso, sapete quando la pignoleria si trasforma in inconcludenza perché “se non puole essere perfetto non lo fo”?

Ecco, questo per dire che uno dei grandi crucci della mia vita è il fatto che il blog non sia in ordine, né estetico né cronologico, e chissà se troverò mai il tempo di sistemarlo?

Quindi, adesso, ho mesi di arretrato e che faccio, scrivo del weekend a Venezia?

E l’altro weekend a Venezia, quello fatto con Flanzo e Selena, bellissimo, un paio di anni fa, e di cui avevo cominciato a scrivere ma non ho mai finito e quindi mai pubblicato? E dove sono le foto?

Ma forse devo semplicemente arrendermi al fatto che la mia vita non è ordinata e precisa, il mio blog neanche, e alla fine va bene in questo modo (bada rigiri che faccio per sopperire alla mancanza di accenti)!

E quindi. Del weekend con Flanzo e Selena, e Bram ovviamente, ho ricordati frammentati, sono passati un paio di anni del resto, Emma non c’era ancora!
Era stato un weekend bellissimo perché io e Bram siamo due caproni e Flanzo e Selena invece sono appassionati d’arte, e girare Venezia con loro ci aveva aperto prospettive mai esplorate.
Le chiese, che prima per noi erano solo chiese, si erano trasformate in scrigni del tesoro grassocci, da aprire per riempirsi gli occhi e la mente.
L’ospedale era diventato non solo un luogo da sorpassare distratti ma un edificio in cui passeggiare ammirando l’architettura incredibile e godendosi il giardino (e chi se lo sarebbe aspettato?) con i gatti a fare da guida.
Le calli, i campi, le insegne, le vere da pozzo, tutto si animava e prendeva vita. E i quadri! I quadri, i loro colori, le loro luci, raccontavano storie.
Venezia storica Venezia viva, l’ho già scritto, l’immagine simbolo di quel weekend per me resterà quella di Bram (o era Flanzo?) che issa un bambinetto del posto sopra alla vecchissima tomba di un doge per recuperare un pallone.

C’erano stati anche, nel corso di quel weekend, dei momenti fortunati, di più, fortunatissimi.
Corte Sconta detta Arcana, un campiello con un significato speciale (chi è appassionato di Corto Maltese capirà), che oggi è chiuso al pubblico ma noi avevamo incontrato uno dei residenti e ci avevano lasciato entrare.
Un monastero incantato, non mi ricordo di che ordine, appena recupero la guida guardo. Ci eravamo avvicinati, avevamo trovato la porta aperta ed eccoci dentro.
Pura magia.

Ma veniamo a questo weekend, quello appena passato. Inaspettatamente ci ha regalato dei nuovi punti di vista.

Prima di partire avevo cercato una guida nuova. La Lonely Planet va bene per le cose generali. Quella di Corto Maltese è fantastica ma l’abbiamo consumata, percorrendo più e più volte gli itinerari fino a consumare le suole delle scarpe. E già queste due forniscono prospettive diverse.

La prima descrive. Questa è San Marco, ha questo tipo di architettura, questo campanile, etc.
La seconda stimola e intriga. Guarda, in un angolino nascosto c’è uno stemma, questa è la sua storia o forse la sua leggenda, e fra parentesi, se giri l’angolo c’è un bacaro buonissimo sconosciuto ai più!

E la nuova?

La nuova raccontava e faceva vedere i soliti luoghi con occhi diversi. Qua, durante la seconda guerra mondiale, viveva un partigiano, proprio in quella casa, la polizia lo ricercava ma gli abitanti del quartiere si sono uniti e l’hanno protetto.

La guida nuova si chiama “Guida alla Venezia ribelle” e girare Venezia seguendola è stato un regalo. Non pensavo che strade viste e riviste potessero avere ancora qualcosa da raccontarmi, e invece..!

Non solo quello storico ma anche un altro punto di vista, più attuale, questo weekend ci ha regalato. Ci è capitato di chiacchierare con dei veneziani. La signora del b&b in cui siamo stati prima di tutto, ma anche una panettiera e un signore che vende tazzine disegnate da lui, da anni, nel solito posto.

E abbiamo trovato, non vi stupirà credo, tanta tristezza, in alcuni trasformata in rassegnazione in altri in rabbia, per questa Venezia venduta al miglior offerente, dove le navi da crociera attraccano e attaccano il fragilissimo equilibrio della laguna, dove le botteghe storiche diventano negozi di souvenir, dove il tuo vicino che conoscevi sin da bambino un bel giorno sparisce e al suo posto c’è un giapponese, parole queste non mie ma sentite. Niente contro il giapponese – tanto contro l’abbandono.

E ho capito, e mi sono intristita. Venezia è bellissima ma è davvero invasa dal turismo, e sono pochi quelli che cercano di viaggiare in maniera responsabile e di prendere atto del fatto che Venezia è una città e che la gente ci vive, sempre meno ma ci vive.

Mi ci metto anch’io ovviamente. Mai più a Venezia per il ponte del 1° Maggio tanto per dirne una. Bello lo stesso, anche perché conoscendo la città sappiamo come muoverci e non siamo rimasti intrappolati, ma onestamente un casino tale non l’avevo mai visto.

Siamo arrivati Venerdì verso mezzanotte e subito mi sono resa conto di aver fatto una cazzata. Ho portato il trolley. Ma a Venezia a mezzanotte non puoi girare col trolley, non puoi passare tra le case sbatacchiando le ruote per terra. È andata a finire che me lo sono portato in braccio per tutto il tragitto da piazzale Roma a dove stavamo noi (San Giacomo dell’Orio) tra calli e sui ponti, traverso le piscine e nei sottoporteghi. Trulla io!

A cambiare è stato anche il mio quartiere preferito. Era sempre stato Cannaregio, stavolta ho apprezzato di più Castello. Con la sua atmosfera ancora vagamente intatta e il mio grande amore, l’Arsenale!

Ma ho amato anche Santa Croce e San Polo. E persino San Marco ha degli angoletti (pochi) ancora esclusiva dei veneziani, con i gatti (se ne vedono sempre meno). Siamo finiti in uno di questi, un campiello piccolino proprio dietro Rialto. Un baretto pieno di locali, una vera da pozzo, un gatto, e poi noi, e devo dire che è stato bello ma mi è anche sembrato di invadere uno spazio privato. Quando siamo rientrati e ne abbiamo parlato con la padrona di casa lei ha detto Lo conosco quel campiello, e conosco anche il gatto, è il gatto della mia amica!

E poi le isole. Domenica era il delirio, allora siamo scappati. Siamo andati a Sant’Erasmo, l’orto di Venezia, dove abbiamo camminato nella campagna verde e comprato delle creme di verdure da portarci via, le verdure fresche purtroppo no perché avrebbero sofferto nello zaino. E poi Murano, cercavamo dei bicchieri per la nostra casa nuova, ci siamo ben presto resi conto di non poterceli permettere. Piccolo aneddoto, almeno tre volte al ristorante ci è capitato di sollevare un bicchiere per osservarne il disegno e rovesciarci l’acqua in testa! E infine Giudecca. A Giudecca non c’erano turisti, solo i locali, un mercatino e noi. A Giudecca io mi sono sentita pienamente, intensamente, felice.

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E ho pensato a quando mi sento felice. E tutte le situazioni che mi sono venute in mente hanno a che fare col viaggio. Credo che niente mi renda più felice della sensazione di esplorare un posto nuovo, la mattina presto con l’aria fresca. E badate che non deve per forza essere un posto esotico, questa sensazione l’ho avuta anche di recente quando sono andata a ritirare il passaporto nuovo al consolato italiano a Saint-Gilles!

Un’altra cosa che mi rende tanto felice è il pensiero di tutto quello che a Venezia non abbiamo ancora esplorato. Giudecca stessa non l’abbiamo vista tutta, ci sono ben due ristoranti sull’isola che vorrei provare, non abbiamo fatto la visita guidata delle sinagoghe, non siamo stati a Lio Piccolo, non abbiamo fatto l’itinerario proposto dalla guida a Santa Marta, per non parlare del fatto che non abbiamo mai messo piede in nessuno dei musei perché, fatalità, tutte le volte che andiamo c’è il sole e vogliamo stare fuori! Evviva evviva, tanti motivi per tornare!

Quindi, Venere l’atterraggio tardo e il trolley portato in braccio.
Sabato Castello, l’Arsenale, via Garibaldi e le sue storie, Cannaregio, troppi cicchetti e troppa gente, Paradiso Perduto, un libro di cucina giapponese, la panchina in San Giacomo dell’Orio di notte.
Domenica un gran caldo e le isole. Sant’Erasmo e una fattoria, Murano e dei bicchieri bellissimi, Giudecca e un racconto. La sera un ristorante a Castello che volevo provare da tempo, più sotto ne scrivo. San Marco di notte, l’unico momento possibile.
E poi Lune il mercato contadino di Santa Marta e la laguna, che meraviglia, sarei rimasta tutto il giorno. Bram che mi obbliga a fare TUTTO via vaporetto perché abbiamo fatto il pass 24 ore ed era caruccio e a mezzogiorno scade. A casa a mettere le verdure in frigo e poi di corsa a pranzo a Cannaregio in un posto delizioso, e poi a trovare un nostro amico carissimo, ci siamo comprati delle tazzine con il mare dentro e ne abbiamo comprato due anche per quei pinguini, le loro non hanno il mare ma un’altra cosa, non si puole dire. Un gelato, una passeggiata a Dorsoduro, la sera Santa Croce, cena a La Zucca e quelle tagliatelle con la carbonara di piselli e asparagi ancora me le sogno.
Marte avevamo l’aereo ma nel pomeriggio. La mattinata è scorsa lenta. Abbiamo passeggiato con calma, verso campo Santa Margherita. Ci siamo seduti su una panchina al fresco, abbiamo letto storie di partigiani, siamo entrati nella chiesa e poi in una della mie librerie preferite, si chiama Marco Polo e più che una libreria è un’ispirazione, non ne sono uscita a mani vuote infatti. Aperitivo/pranzo (che a Venezia a bere si inizia presto) di nuovo in San Giacomo dell’Orio, al Prosecco. E poi aereo, e in aeroporto Bram ha cominciato a stare male ma questa è un’altra storia, adesso comunque sta bene!

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Il ristorante in cui abbiamo cenato Domenica sera si chiama Al Covo ed è un ristorante storico che volevo provare da tempo. Strano fu! Antipasti di terra buonissimi, ma proprio da svenire. Primi di pesce no, non sapevano di pesce! Desserts, uno buonissimo e uno no. Al tavolo accanto al nostro famigliola russa. La ragazzina, avrà avuto 10 anni, a un certo punto durante la cena si alza da tavola, va a prendersi un gelato alla gelateria vicina e torna a tavola col gelato, da notare che sul menù dei desserts c’erano fior fiore di gelati. Poi mette sul cellulare video a palla e ad alto volume e per un’ora io e Bram non riusciamo a parlare a causa della musica.
Poi loro lasciano 25 euro di mancia e noi no.

Il giorno dopo, a Dorsoduro, entriamo in un negozio a rivedere dei bicchieri che avevamo visto l’ultima volta. Famiglia russa sta valutando un acquisto. Nominano Al Bano e Romina. Il commesso per compiacerli mette Felicità APPALLA (ma tipo che gli scaffali tremavano!), sale in piedi sul bancone e si mette a ballare. Loro ridono contenti, io e Bram scappiamo tappandoci le orecchie (e gli occhi, perché veramente la scena non era simpatica, era pietosa).
Loro i bicchieri li hanno comprati, noi no.

Che dire insomma? Il weekend lungo è stato bellissimo e mi ha lasciato con un po’ di amaro in bocca. Costruttivo spero. Essere turisti responsabili è possibile e noi ci proviamo e proveremo sempre di più. Stavolta, per esempio, abbiamo scelto di prendere semplicemente una camera in casa di una signora locale, per essere certi che i nostri soldi andassero dove vorremmo, e poco importa se il bagno era in comune e se i suoi gatti impelavano il letto, molto meglio anzi, chiacchierare con lei non ha prezzo!

Usiamo le bottiglie riutilizzabili; rifiutiamo le cannucce; ma voliamo tanto, e questo non va bene. Piantiamo alberi (tramite siti, non nel giardino che non abbiamo), sosteniamo il WWF, usiamo motori di ricerca ecologici (Ecosia), ma certo non basta. Su questa cosa devo riflettere.

Ecco, nel frattempo siamo a casa nuova, fra gli scatoloni ma felici.

Quiz! Vedendo come ho scritto, riuscite a indovinare quali vocali accentate ho e quali mi mancano? Contate che a volte il correttore mette automaticamente gli accenti ma la maggior parte delle volte no.

Buon fine settimana a tutti, ciao!

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Ci risiamo

maggio 3, 2018

Io: Un mio amico vende un armadio! Lo prendiamo?
Bram: Che dimensioni ha?
Io: Ha i cassetti azzurri!
Bram: OK, ma a noi serve un armadio su misura, che misura ha quello del tuo amico?
Io: … Alto!
Bram: Alto quanto?
Io: Alto abbastanza da entrarci. E con i cassetti azzurri!
Bram: E la larghezza? Quella è importante per noi. Quanto è largo?
Io: Non lo so. Ma…
Bram: Ma?
Io: Ma ha i cassetti azzurri!

Allora ieri

aprile 26, 2018

Allora ieri:

  • mi sono svegliata all’1 di notte pensando a tutto il lavoro che ho da fare e visto che non riuscivo più a riaddormentarmi alla fine mi sono alzata e ho lavorato fino alle 3 del mattino
  • ho chiuso il conto in banca (vecchia)
  • abbiamo comprato il tavolo e anche una panca
  • abbiamo fatto la coabitazione legale (tipo matrimonio ma senza il matrimonio, non so se esiste una cosa simile in Italia)
  • abbiamo traslocato e dormito per la prima notte nella nuova casa (per terra).

Vi stupite se vi dico che la mia cena è stata un GIN TONIC?

Ho anche un piccolo aneddoto dal meeting a Parigi, che fra parentesi era in piena Primavera e radiosa e splendente come non mai.

Allora durante una presentazione un poco noiosina ho deciso di ripassare un po’ di vietnamita piano piano nel mio angolino. Ho tolto l’audio e mi sono messa a fare gli esercizi.
Solo che non l’avevo tolto! E quindi nel mezzo del meeting, mentre quatta quatta facevo pratica cercando di non farmi vedere dagli eminenti professoroni da cui ero circondata, il mio telefono ha strillato:

NHỮNG CON GÀ!

Che nel caso ve lo stiate chiedendo, significa:

TANTE GALLINE!

8 del mattino e tutto va bene

aprile 22, 2018

8 di Domenica mattina, tornata ieri da Parigi, bbq sul tetto del vicino, Venerdì si parte per Venezia e ora si sta traslocando.

Poi uno ti chiede Perché non scrivi…

Ecco perché!

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^^

Una sorpresa bellissima

aprile 17, 2018

Allora, ci sono un sacco di cose di cui vorrei scrivere ma non ho proprio tempo, sono rientrata ieri sera da ora vi dico dove e domani parto per Parigi dove c’è lo sciopero dei treni e dove ho un meeting importantissimo per cui oggi sono oberata di lavoro.

Lo stress io lo manifesto così: mi sveglio quando alle 3 quando alle 4 di notte (ieri notte all’1) e non mi riaddormento più.

Due righe le volevo scrivere anche se non ho tempo però, perché Venerdì dopo il lavoro KOK e PLP mi hanno rapito, bendato e messo su un aereo e la vocina dentro di me che diceva Ma dovresti lavorare e studiare e fare il trasloco è stata zittita molto molto rapidamente.

Mi sono ritrovata a Ferrara!, dove vive la nostra amica Veronica.

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Ed è stato un weekend (lungo, ho preso Lunedì di ferie) super stra bellissimo di sole, amici, risate, relax, buon cibo e buon vino, mostre di fotografia in spazi normalmente chiusi al pubblico, tuffi nella storia degli Este, scoperta di una città che non conoscevo e di cui mi sono perdutamente innamorata.

È stato bellissimo, fantastico, meraviglioso e io sono molto contenta che i miei cazziatoni perché si erano quasi scordati del mio compleanno (cioè mi avevano fatto gli auguri e basta, e visto che compivo 40 anni mi aspettavo qualcosina di più, io puntavo a un invito a cena ma questo è stato molto molto meglio!) abbiano sortito l’effetto sperato.

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Insomma non era il momento ma forse i momenti rubati in periodi in cui non è mai il momento sono ancora più belli. A Ferrara sono stata bene, mi sono rilassata e ho dormito tutta la notte!

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Poi sono tornata e ho scoperto che in mia assenza Bram aveva traslocato tutte le pigne secche.

Avalanche

aprile 5, 2018

Stamattina mi sento completamente hangover anche se non posso esserlo perché non ho bevuto quasi nulla ieri sera. Credo sia semplicemente stanchezza!

Questo periodo in un certo senso assomiglia un po’ a quello prima del viaggio: così pieno di cose da fare che non ci si rende conto di quello che verrà dopo. Dovremmo traslocare l’ultimo weekend di Aprile ma ovvamente, essendo io e Bram, quel weekend invece ce ne andiamo a Venezia. Questo siamo in Olanda per un concerto, quello dopo io sono via con KOK e PLP, poi Parigi per lavoro e poi Venezia fino all’1 Maggio. L’appartamento in cui siamo ora dobbiamo lasciarlo entro il 30 Aprile e quindi boh. Qualcuno provvederà! Intanto io soffio sulle candele (che accendo per rilassarmi!) per spegnerle e aziono geyser di cera bollente che mi si spalmano in faccia e sulla maglia e trascino scatoloni senza rendermi conto che sotto c’è il ferro (che riga il pavimento). Ma chi cavolo mette del ferro sotto a uno scatolone di cartone?? Io faccio causa al produttore di cartoni, ecco.

Intanto Bram mi tende trappole. Stamattina mi ha offerto un passaggio in macchina per il lavoro. Era una trappola! Mi ha interrogato su sedie e divani per tutto il viaggio mentre io volevo solo dormire!

Adesso sto bevendo il caffè in ufficio e ascoltando gli Absynthe Minded. Siamo stati al concerto Venerdì e mi è piaciuto tantissimo. Non hanno ‘sta grande stage presence, ma è che mi piace proprio la musica. Essendo cazzoni ci siamo fatti una zuppa di canederli (cioè abbiamo messo a lessare i canederli e quelli, non so perché, si sono sciolti!) e poi abbiamo fatto tardi e quindi non eravamo tanto vicini al palco, però il concerto me lo sono goduto lo stesso tanto, tanto, tantissimo! Tra le canzoni che ho preferito Avalanche, Beam e poi ovviamente Envoi. Oh e Pretty Horny Flow!

Insomma volevo solo dire che sono stracotta e che sono così stanca perché ieri sera ho fatto un altro ristorante segreto e ecco il menù!

  • CESTINO DEL PANE: carta da musica e taralli
  • ANTIPASTI round #1: salamino (strolghino) e tuma piemontese con la cugnà
  • ANTIPASTI round #2: bruschettine con i capperi di Pantelleria, gazpacho di avocado e fave e pecorino
  • ANTIPASTI round #3: tartellette con pomodorini arrostiti e cipolle caramellate, pan brioche tostato con crema di pisellini freschi e cornetti di sfoglia con radicchio e scamorza
  • PRIMI: tagliatelle al ragù e orecchiette con le cime di rapa
  • SECONDO E CONTORNO: polpettine di agnello coi pinoli e insalata di crescione e erbe aromatiche coi pistacchi e l’acqua di fiori d’arancio
  • DOLCE: crostata di fragole
  • PER COLAZIONE: tortine con le more

Come sono contenta che è tornata la primavera e finalmente il mercato è di nuovo un’esplosione di profumi e colori!

Ah e poi studio vietnamita. Ma sarò scema? Dovrei studiare spagnolo, che a breve ci sono gli esami, e invece tôi học tiếng việt (io studio vietnamita), così, perché mi va!

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Tutti quei libri di cucina che vedete sullo sfondo dovrebbero essere negli scatoloni (ferrati)!