Vai al contenuto

L’ultima del Mostro della Cucina

aprile 18, 2019

20190418_100444.jpg

Il cheesecake da solo non sarebbe neanche stato chissà che.

Ma per non sprecare gli albumi mi ha obbligato a preparare anche dei financiers al pistacchio, un dolce al caffè e noci e un pane al pecorino toscano!

Gli ultimi due mesi (finirò mai?) a pezzettini: da Lunedì 18 Marzo a Domenica 24 Marzo

aprile 16, 2019

Lunedì 18 Marzo

#CMFP: donazione a Wikipedia.

Niente di che, ho lavorato e la sera ho mangiato la pasta col ragù a casa sul divano con Bram. Sopraffatta dell’emozione dovuta all’aver messo la libreria vecchia in camera e di conseguenza avere finalmente non un armadio ma almeno uno spazio su cui impilare abiti, ho aperto, dopo 10 mesi dal trasloco, lo Scatolone dei Vestitini. Ho fatto selezione e, in mancanza di attaccapanni, cercato su Internet un tutorial su come piegarli! Poi ho aiutato Bram a fare i compiti di italiano e poi sono andata a letto!

Martedì 19 Marzo

#CMFP: ho comprato un pallone… è una cosa scema, ma non avevo mai comprato un pallone!

Lavoro, spagnolo (avevamo un test) e al rientro, ispirata da Serena, torta di mele!

Mercoledì 20 Marzo

#CMFP: ristorante nuovo con addosso vestitino nuovo ^^

Lavoro e la sera cena fuori con Bram. Così, perché se stiamo a casa finiamo sempre col cenare sul divano guardando la TV, e invece ogni tanto è carino andare fuori! Mi sono messa il vestitino nuovo e mi sono persino truccata, e siamo andati in un minuscolo ristorante di formaggi che ha aperto da poco dietro casa nostra. Avete letto bene, di formaggi! Era delizioso!

20190320_203017.jpg

Giovedì 21 Marzo

#CMFP: trovato hammam che vorrei provare – adesso devo trovare qualcuno che mi ci venga!

Lavoro e la sera ero a casa sola e pensavo che avrei fatto tantissime cose e invece alla fine mi sono persa a cazzeggiare! Ah e ho fatto una quiche, perché per sbaglio avevo comprato troppo prosciutto cotto. Cioè non per sbaglio, ma perché il mio francese fa schifo!

Venerdì 22 Marzo

#CMFP: ho udito un tamburello che suonava come un’intera batteria di tamburi…

Lavoro e poi vietnamita; all’uscita fatta spesa al volo, passata da casa a posarla, poi uscita. Direzione: Le Cercle des Voyageurs, con Romina!

Le Cercle des Voyageurs è un ristorante e anche un centro culturale il cui tema principale sono, come avrete probabilmente immaginato, i viaggi (non i guardoni, quello è voyeurs). Io e Romina siamo andate perché suonava lì la nostra amica Emanuela, col marito che suona il contrabbasso e una coppia di musicisti fra cui, appunto, un virtuoso del tamburello. È stato bello anche se, devo confessare, forse mi piace di più quando suonano Emanuela e Vincent da soli. Il tamburello/batteria per me è stato emozionante, una cosa così non l’avevo vista mai!

Ed è stato tanto bello anche vedere Romina e chiacchierare un po’. Ci vediamo troppo troppissimo pochissimo!

Sabato 23 Marzo

#CMFP: sono andata a pranzo fuori da sola!

Finalmente weekend! Sarebbe venuta a trovarci la sorella di Bram col compagno e i bimbi. Sarebbero arrivati verso mezzogiorno e i genitori avrebbero dormito a casa di un amico di Bram e i piccini da noi.

Mi sono svegliata presto, naturalmente, senza sveglia, e mi sono alzata. Ho fatto colazione con calma, ho bevuto il caffè, e poi, presa da un’improvvisa, felice ispirazione, ho improvvisato una crostata. Eccola qua!

La crostata è stata una bella idea, perché quando gli ospiti sono arrivati non avevano fame (avevano già pranzato) e volevano solo un caffè… e una fetta di dolce, giustappunto!

Nel pomeriggio Bram è andato a giocare a calcio, la sua famiglia in giro per Bruxelles da sola e io a pranzo da sola, nello stesso posto formaggello di qualche sera prima che mi era rimasto nel cuore! Mi sono portata un libro e ho ordinato qualcosa da bere (onestamente non ricordo più se un succo o un bicchiere di vino) e un Mac&Cheese. Aaahhh ^^

Dopo pranzo ho accompagnato una ragazzina sperduta e che parlava solo olandese alla stazione. Poi ho fatto la spesa, e poi ho avuto un qui pro quo con un mendicante che mi ha chiesto “un euro” e io ho capito “un poivron” (un peperone), che casualmente avevo appena comprato!

Per la sera era prevista pizza fatta in casa da noi. Quando sono rientrata ho fatto il gelato, ho pre-preparato alcuni degli ingredienti per la pizza e poi sono andata a correre. Sono tornata verso le 18 e il mio programma era di mettere Bram a prendere le ordinazioni e guarnire le pizze mentre io mi facevo la doccia, ma quando sono arrivata a casa la famiglia c’era ma Bram no! La conclusione la potete immaginare, è più o meno quella di tutte le mie cene: grembiuli e via, tutti a cucinare, grandi e piccini!

Dopo cena sono crollata. Ho lasciato gli olandesi a chiacchierare e giocare a giochi in scatola e io ho acchiappato un libro e sono andata a letto! Leggevo Wage Slaves di Daria Bogdanska. È una graphic novel sul lavoro in nero in Svezia. Molto, molto interessante!

Domenica 24 Marzo

#CMFP: esperimenti in cucina (mini galettes e torta alla papaya)!

Svegliata prestissimo, alle 7 :30, spontaneamente – di nuovo?! Vabbè, ero anche andata a letto con le galline. Ho fatto colazione e poi volevo preparare la torta di mele (la crostata era quasi finita) ma non avevo mele, ma avevo delle mini papaye in scatola e allora ho fatto una torta alla papaya che è venuta, surprise surprise, deliziosa!

20190324_104149.jpg

Nel pomeriggio siamo andati tutti insieme a Meise, il giardino botanico nazionale del Belgio.La famigliola doveva rientrare in Olanda e quindi non sono stati tanto, io e Bram invece abbiamo fatto un bel giretto, tremando un poco perché c’era il sole ma faceva freddo!

20190324_132213.jpg

20190324_153638.jpg

20190324_154724.jpg

20190324_154820_001.jpg

20190324_161755.jpg

Al ritorno io sono andata a correre e poi è venuto Neil a cena e ho servito un poco di cose nuove e un bel po’ di avanzi/scarti:

E poi nanna!!

L’ultimo mese (ormai diventato un mese e mezzo) a pezzettini: da Lunedì 11 Marzo a Domenica 17 Marzo

aprile 9, 2019

Lunedì 11 Marzo

#CMFP: due, ma entrambe vissute passivamente: un’amica mi ha confessato un segretino e un maniaco mi ha fatto una gentile proposta sul tram!

Lavoro e poi psicologa, era la terza volta ed è decisamente stata anche l’ultima: non avevamo più argomenti di conversazione e abbiamo finito col parlare della qualunque, dal tempo ai posti dove andare in vacanza!

Al ritorno sul tram ho incontrato un gentile maniaco. Era giovane, biondo e stava seduto su una delle panche del tram a aggeggiare (prepararsi una pera?). Mi ha chiesto qualcosa, sorridendo, e lì per lì ho pensato volesse un’informazione, invece stava dicendo, Vous ne voudriez pas faire l’amour avec moi? Ho declinato la cortese offerta e sono scesa, e con la coda dell’occhio ho visto che si spostava per proporsi, suppongo, a un’altra passeggera.

Quando sono arrivata a casa ho trovato la pasta al tonno (ogni volta che avanza della passata di pomodoro Bram fa la pasta al tonno). Era buonissima e l’abbiamo mangiata sbiaccati sul divano!

Martedì 12 Marzo

#CMFP: allora è venuta una nuova donna delle pulizie, ho rovinato delle tovagliette che avevamo comprato in Perù e ho provato una ricetta nuova!

A casa vecchia avevamo una donna delle pulizie. Niente di che, quattro ore ogni due settimane, ma per pulire in maniera sommaria e togliere la polvere era perfetto.
In Belgio c’è un sistema per cui si paga con dei biglietti il cui costo è coperto in parte dal cliente in parte dallo stato. Funziona bene perché c’è un vantaggio per tutti: il cliente spende meno, lo stato scoraggia il lavoro in nero, la lavoratrice è assicurata. In Belgio paghiamo delle tasse altissime (molto più alte che in Italia) ma questo è uno dei modi in cui vediamo che c’è un ritorno. Divago!
A casa nuova, col fatto che abbiamo ancora scatoloni, fino ad ora facevamo da noi, ma siccome non ci siamo mai e non puliamo mai casa nuova era un po’ uno schifo. Alla fine mi sono decisa e ho chiamato l’agenzia, e alle 10 (anziché alle 9 come d’accordo) si è presentata Anna Maria. Io avevo deciso di lavorare da casa per aprirle e farle vedere un po’ di cose, ma alla fine sono scappata e sono andata a lavorare fuori perché aveva ingoiato un grammofono!

A fine giornata sono andata a correre. 60 minuti! Nuovo record!

La sera ero a casa da sola e avevo degli albumi da utilizzare. Non avevo voglia di fare le solite tortine. Allora ho fatto un ciambellone salato! Ottimo modo di riciclare avanzi!

Mercoledì 13 Marzo

#CMFP: cena (di lavoro) in un ristorante un po’ chic in cui non ero mai stata.

Avevo un bel po’ di lavoro e per questo motivo non sono riuscita ad andare a correre né in piscina (uffa). Il giorno dopo sarebbe iniziato un meeting importante, anzi a dire il vero è iniziato la sera stessa, con la cena!

La cena non era lontana da casa mia e sono andata e tornata a piedi. Una volta rientrata un gradevole profumo mi ha avvolto. Sorpresa: in mia assenza Bram aveva fatto il ragù!

Giovedì 14 Marzo

#CMFP: ho avuto un incontro di lavoro con i due colleghi che mi terrorizzano di più e sono sopravvissuta!

Primo giorno di meeting, iniziato la mattina presto ma in maniera soft, sono persino riuscita a bere un caffè e fare quattro chiacchiere con Johannes!

Per il resto poco da dire, ho lavorato tutto il giorno. Il tempo era orribile, ma quando sono finalmente uscita ha fatto capolino il sole. Dalla gioia sono andata a fare un giro e sono rientrata con una borsa e un portafoglio nuovi!

La sera ho saltato la cena del meeting per stare a casa con Bram a mangiare la pasta col ragù sul divano. Abbiamo guardato Soul Kitchen e quando è finito ci siamo resi conto che l’avevamo già visto! Ero stanca e mi sa che prima di riuscire a trascinarmi verso il letto ho fatto un pisolo sul divano.

20190316_133818.jpg

Venerdì 15 Marzo

#CMFP: passata la serata con uno sconosciuto (questo potrebbe anche essermi già successo in passato, ma questo era uno sconosciuto nuovo!).

Secondo e grazie al cielo ultimo giorno di meeting, sono arrivata un pochino in ritardo perché mi sono fermata in un paio di supermercati a cercare del farro perlato che volevo regalare a una collega (non pervenuto).

Ho finito tardi e dopo il lavoro sono andata a fare una bevuta con Madeline e Kasper, poi loro sono rientrati e io sono andata alla terza e ultima cena di lavoro della settimana (secondo per me visto che la sera prima avevo saltato).

Quando sono arrivata ero un po’ alticcia e scorgendo un tizio seduto a un tavolo da solo ho pensato Uuuhhh, poverino, è solo!, e sono andata a sedermi accanto a lui. Si è rivelato un tipo interessante ma anche un po’ strano! Era venuto al meeting e doveva rientrare in Germania, dove vive, con un autobus che sarebbe partito alle due del mattino. Aveva già lasciato il posto in cui dormiva e quindi doveva stare in giro fino alle due. Per tenergli compagnia dopo la cena l’ho portato a fare una bevuta, ma verso mezzanotte l’ho abbandonato e sono andata a casa perché mi scappava tantissimo la pipì e nel pub sudicio e fumoso in cui eravamo non la volevo fare!

Sabato 16 Marzo

#CMFP: ho fatto dei crostini al pesto di aglio orsino e ho iniziato ad usare dei sali aromatizzati comprati in Giappone (che sono sono rivelati cattivissimi).

Finalmente Sabato. Questo meeting c’è due volte l’anno, e tutte le volte io ne esco completamente distrutta. Sabato ero uno zombiettino. Ho vegetato sul divano fino alle 16 guardando Netflix, mangiando la pasta al ragù e facendo un pisolino, e alla fine alle 16 mi sono resa conto che se non mi davo una mossa si sarebbe fatta sera senza che avessi fatto nulla Allora mi sono fatta una doccia al volo e sono uscita.

Non avevo una meta precisa, o meglio, credevo di non averla, ma in realtà da qualche parte nel mio cervello c’era perché i miei passi mi hanno portati decisi verso la nuova piccola libreria che amo in rue de Flandre. Non ne sono uscita a mani vuote! Ho preso una graphic novel nuova per me e un libriccino per Emma che aveva compiuto tre anni e io, presa dal lavoro, mi ero dimenticata. Ho anche fatto un po’ di spesa, così a caso, prendendo cose che a vederle mi ispiravano: dell’aglio orsino fresco, una mozzarella di bufala, delle belle verdure, un filetto di sogliola, le prime fragole.

Bram era a giocare a calcio, ma dopo la partita è rientrato e ci siamo gustati insieme una bella cenetta sul divano. Bella ma non buonissima.
Con l’aglio orsino ho fatto il pesto, e l’ho usato per preparare dei crostini con pesto di aglio orsino (giustappunto) e mozzarella di bufala; ma il sapore delicato della mozzarella veniva un po’ ammazzato da quello forte dell’aglio.
Poi sogliola passata in forno con verdure, questa molto buona.
Insalatina di accompagnamento, per me cattiva perché troppa troppissima rucola.
E infine, fragole spugnone, è ancora troppo presto!

Come da copione dopo cena mi sono addormentata sul divano. No ma non ero stanca eh!

Domenica 17 Marzo

#CMFP: ho testato un nuovo posto per colazione e ho visitato un’esposizione su Bruegel con Bram.

Sono uscita abbastanza presto perché avevo appuntamento con Serena, Romina e Yael per brunch. A causa dei lavori parecchi tram non andavano e per arrivare ci ho messo una vita!

Il posto della colazione non mi è dispiaciuto ma neanche mi ha esaltato. Vedere le bimbe è stato carino anche se, vedendoci una volta l’anno, abbiamo sempre tante di quelle cose da raccontarci… che alla fine in queste occasioni non si riesce davvero a parlare!

La giornata era fredda ma soleggiata e dopo il brunch ho fatto una passeggiata con Selena e Yael.

20190317_114230.jpg

Poi loro sono rientrate e io mi sono trovata con Bram.
Inizialmente volevamo andare a vedere una mostra, ma poi è venuto fuori che non è ancora iniziata.
Allora ci siamo trovati a Notre Dame de la Chapelle con l’idea di cercare dei mostrini di Bruegel che dovrebbero essere appollaiati in qua e in là, ma è venuto fuori che la Domenica non si può visitare.
Sconfitti ma non vinti, ci siamo diretti verso il Bozar. I nostri amati museum pass ci hanno dato accesso all’esposizione Prints in the Age of Bruegel. Attenzione al nome: stampe nel periodo di Bruegel. In altre parole, di Bruegel non c’era praticamente nulla!

L’esposizione ci è piaciuta lo stesso però, ed ecco alcune delle opere che ci hanno colpito di più. Ricordiamoci che non si tratta di dipinti originali ma di incisioni e xilografie!

20190317_134049_001.jpg

Albrecht Dürer
Le Rhinocéros
Gravure sur bois et bloc de couleur vert olive ajouté au XVIIe siècle
Septième réédition de la gravure sur bois réalisée en 1515

20190317_134841.jpg

Anonyme
Portrait de Jean de Leyde, chef des anabaptistes de Münster
Gravure sur bois, coloriée à la main, texte typographique
Hans I Liefrinck, Anvers, vers 1536

20190317_140021.jpg

Johannes et Lucas van Doetecum
d’après Pieter I Bruegel
Paysage alpestre représentant une vallée profonde
Eau-forte avec gravure au burin
Hiëronymus Cock, Anvers, vers 1555

20190317_140158.jpg

Johannes et Lucas van Doetecum
d’après Hans Bol
Paysage avec un villageau bord d’une rivière
Eau-forte avec gravure au burin
Hiëronymus Cock, Anvers, 1562

20190317_143727.jpg

Frans Hogenberg
La Danse des fous, ‘der sotten dans’
Eau-forte avec gravure au burin
vers 1565

Ecco! Sul rinoceronte ho una storiella, e cioè che il primo arrivò in Europa in quel periodo come dono per il re del Portogallo e la maggior parte di quelli che l’hanno disegnato non l’avevano mai visto, ne avevano solo sentito parlare e lo disegnarono sulla base di quello che avevano immaginato!

Quando siamo tornati a casa io ero stanca e anche un po’ sopraffatta da cotanta arte (vi ho messo solo una minima parte dell’intera esposizione). Ero molto indecisa se andare a correre o no, ma alla fine sono andata e ho fatto bene! La sera pasta col ragù e Netflix e, non mi ricordo ma è probabile, ennesimo pisolino sul divano! La pasta col ragù di Bram è così bona che tutte le volte ne mangio una cofana e poi mi abbiocco!!

Kitchen Monster at its best

aprile 5, 2019

Sono viva, ma sto preparando una cena per 22 tizi per domani sera. Sono i compagni di squadra di Bram (che al momento gioca in due squadre per un discorso di età). Che domani giocheranno a calcio e poi alle 18 si presenteranno a casa mia affamati. Quindi lavoro e se non lavoro cucino e se non lavoro e non cucino dormo (poco). Il resto del tempo bevo caffè.

A presto!

Ciao! Sono il Mostro della Cucina, ho preso in mano il blog, e anche la vita di Francesca. Non la disturbate! L’ho convinta a cucinare 25 portate ed è impegnatissima. Adesso vado perché sono un po’ preoccupato che la zuppa di farro sia uscita troppo densa, forse devo aggiungere del brodo. Volete venire a cucinare con noi?? Ci divertiamo un sacco!

L’ultimo mese (che ormai è diventato un mese e mezzo) a pezzettini: da Lunedì 4 Marzo a Domenica 10 Marzo

marzo 28, 2019

Lunedì 4 Marzo

#CMFP: ho provato una nuova piscina, quella di Ixelles, e inoltre: Virus Tropical!

Allora, sono andata al lavoro presto e ho lavorato un sacco perché volevo assolutamente finire una cosa – ma non ci sono riuscita: alle 17 mi ero trasformata in una sorta di gallina senza testa che non se ne andava perché voleva finire di lavorare ma non riusciva a fare più nulla perché era completamente fusa! Alla fine Mad mi ha staccato dal computer e obbligato ad andarmene (grazie Mad!).

Avevo appuntamento con Bram per andare al cinema, ma visto che c’era tempo sono andata in piscina prima. Ho provato una piscina nuova, quella di Ixelles. È in via del Nuoto, non vi fa ridere? Molto molto simile a quella di Saint-Gilles che avevo tanto amato. Metto una foto o non metto una foto? La metto dai, anche se c’è un tizio in mutande!

20190304_180243.jpg

Ho nuotato, ho fatto la doccia, mi sono asciugata i capelli alla bellemmeglio e sono uscita.

Dalla piscina al cinema erano 10 minuti a piedi. Mi avvio, e dopo un po’ si mette a piovere. Prima piano, poi un po’ più forte, poi decisamente forte, poi si alza il vento… e nel giro di cinque minuti sono zuppa, completamente zuppa, e con in mano un povero ombrello che è stato distrutto dalle raffiche di vento, le cui stecche mi urtano e che non so dove buttare.
E intanto la pioggia cade e il vento soffia da tutte le parti, e provateci ad attraversare una piazza aperta in quelle condizioni, con in mano una massa di stoffa che ad ogni raffica si solleva e cerca di volare via e stecche che vi si piantano ovunque!
Morale, alla fine un cestino per buttare l’ombrello (RIP) l’ho trovato, ma io intanto mi ero infradiciata e mi sono fatta due ore di film a tremare come un pulcino – notare che avevo pantaloni, sciarpa e cappello di lana, e tutto era completamente, irrimediabilmente zuppo!
Quando siamo usciti aveva spesso di piovere. Ma un freddo, ad aspettare l’autobus alla fermata con addosso i vestiti tutti bagnati…

Il film che abbiamo visto si chiama Virus Tropical. È tratto da una graphic novel. Paola, la protagonista, racconta la sua infanzia e adolescenza (è autobiografico) tra Ecuador e Colombia, inserendo dettagli personali, familiari e sociali. Mi è piaciuto molto perché è riuscito a darmi qualcosa, a farmi sentire parte della storia, a entrare in qualche modo nella testa di Paola e nel contesto politico e geografico. Bello!

Un piccolo dettaglio. Il film era in spagnolo con sottotitoli in inglese e francese. Come sempre il mio cervello inizialmente è andato in panico. Che faccio? Ascolto lo spagnolo? Leggo l’inglese? Leggo il francese? Alla fine ha autonomamente deciso di prima leggere l’inglese e poi ascoltare lo spagnolo (in genere i sottotitoli sono un poco in anticipo sul parlato).

Mi sono anche resa conto che in genere tendo a preferire il sottotitolo:

  • EN sottotitoli FR leggo i sottotitoli FR
  • FR sottotitoli EN leggo i sottotitoli EN

Forse è perché sono un po’ sorda!

Infine, uno dei motivi per cui mi piace andare a Anima è che è in un quartiere di Bruxelles in cui non vado spesso e che amo. Nello specifico ci sono tanti bei negozietti e ristoranti, e avevo pensato Pancia mia fatti capanna! Ma la triste realtà è che se si va al cinema non c’è tempo per cenare. E infatti la cena è stata un panino portato da Bram, sbocconcellato di nascosto mentre il film iniziava!

Martedì 5 Marzo

#CMFP: Buñuel in the Labyrinth of the Turtles; My Tannour; e Léopold, roi des Belges.

Lavoro, con goduriosissimo massaggio in pausa pranzo al posto del pranzo (mi ero svegliata col mal di schiena) che mi ha pure permesso di scoprire un quartiere nuovo sotto il sole!

20190321_132100.jpg

Dopo il lavoro di nuovo Anima, ma il primo film che volevamo vedere era alle 19:30 e c’era un certo vestitino visto la settimana prima in un negozietto in zona (lo stesso del regalo di Selena) che mi chiamava… detto fatto, trovato e comprato! Ho anche ingurgitato una fetta di pizza al volo, in una pizzeria finta italiana che mi ricordavo buona e che invece era cattivissima (che abbia cambiato gestione?). Ben mi sta!

Il primo film che abbiamo visto si chiama Buñuel in the Labyrinth of the Turtles. È la storia, un poco romanzata ovviamente, del periodo in cui il regista Luis Buñuel si recò con alcuni amici in una parte poverissima della Spagna con l’idea di realizzare un documentario per far conoscere al mondo la situazione disperata in cui gli abitanti di quella zona povera e dimenticata da Dio vivevano. Il film che ho visto alternava disegni animati e spezzoni reali. Il documentario girato nel film è uscito davvero, si chiama Las Hurdes, tierra sin pan, potete cercarlo se volete. La storia è abbastanza pazzesca: dopo un primo film che aveva causato uno scandalo il regista era in una situazione difficile, nessuno voleva più finanziarlo. Un amico gli disse Se vinco alla lotteria sponsorizzo il tuo prossimo film. Beh, vinse davvero! E il documentario si fece.
Il film che ho visto è forse quello che mi piaciuto di meno, fra quelli visti al festival. Ma non per il film di per sé, il film era fatto bene, ma perché mi è stato abbastanza sul cazzo il personaggio di Buñuel. Era cattivo! Non ascoltava nessuno, e per rendere il suo documentario più spettacolare ammazzava animali e sfruttava persone!
Ovvio che non conosco la storia abbastanza da poterne parlare con cognizione di causa anche se dopo ho letto un bel po’, vi dico solo le mie impressioni sul film, che si concentra su una sola, piccola parte della vita di Buñuel. Ma la cosa bella di Anima è proprio questa: ti incuriosisce, ti dà spunti e poi se vuoi sta a te approfondire.
Anche questo film era in spagnolo, hurrà!

Avevamo i biglietti per un altro film la stessa sera, e fra uno e l’altro siamo riusciti a cenare al volo. Abbiamo trovato un posticino minuscolo e delizioso che si chiama My Tannour. Il tannour è un tipo di forno che si utilizza in Siria e il posto in cui siamo stati propone pane appena cotto nella maniera tradizionale con vari ripieni sia di carne che di verdure. Noi abbiamo preso un panino vegetariano e uno con l’agnello ed entrambi erano deliziosi. Avevano anche il kefir, il mio adorato adoratissimo yogurt salato. Promosso, decisamente da tornarci.

20190305_215627.jpg

E poi di nuovo Anima. Questo è un long due post, perché è lungo e difficile da scrivere. Una settimana di film e ognuno ti dà qualcosa, come si fa a scrivere di tutto senza perdersi?

Dunque. Il secondo film visto quella sera era tutto un altro genere. Era una piccola perla.
Si chiama Léopold, roi des Belges, e racconta la storia di come Léopold sia divenuto appunto il re dei belgi. I realizzatori erano in sala e uno è uno storico. Hanno raccontato che si sono fatti prendere da un tale livello di dettaglio nel realizzare il film che se non fosse stato per la casa di produzione che metteva pressione non l’avrebbero mai finito.
Non stento a crederci. Il film era fatto benissimo, con un livello di disegni, dettagli sia storici che privati, e ironia, incredibile. Abbiamo imparato e abbiamo riso, e noi manco siamo belgi… i belgi intorno a noi erano piegati sotto alla sedia!
Ma non faceva solo ridere, riportava anche avvenimenti storici con fedeltà, e si soffermava sulla figura del re, su questo personaggio malinconico, saggio, colto e tanto lontano dal figlio, che infatti crescerà con un bisogno di rivalsa che porterà a tutto quello che è successo dopo (il colonialismo belga ecc.).
Insomma bello bello, se vi capita di beccarlo non fatevelo scappare.

Un dettaglio della serata. Entrambi i film visti puntavano il dito sul rapporto tra padre e figlio: Buñuel era ossessionato dalla figura del proprio padre che lo ignorava; Léopold ignorava il figlio che di conseguenza lo odiava e idolatrava al tempo stesso. Entrambi, Buñuel e Léopolod junior, sono cresciuti con questo bisogno di riconoscimento e rivalsa. E niente, alla luce della mia storia personale, questo è un dettaglio che mi ha fatto pensare.

Mercoledì 6 Marzo

#CMFP: Racines con Bram; Chris the Swiss.

Ho lavorato da casa ed è una stata una giornata super produttiva!

In pausa pranzo sono passata dal sarto, ho fatto la spesa, ho portato dei libri al negozio di libri usati e me li hanno presi tutti (mai successo prima) e stavo portando dei vestiti smessi al negozio di seconda mano quando ho incrociato una ragazza più o meno della mia taglia che chiedeva l’elemosina, le ho offerto i vestiti e li ha accettati con gioia!

Dopo il lavoro ho corso lungo il canale, sotto l’acqua e senza cuffie perché quelle vecchie hanno dato forfait e quelle nuove non ne volevano sapere di collegarsi al telefono (adesso ci sono riuscita)! Ho panicato un po’ (le cuffie mi servono per ascoltare l’app che mi dice quando correre e quando camminare) ma ce l’ho fatta!

La sera di nuovo cinema, ma siccome il film che volevamo vedere iniziava solo alle 22 ho colto la palla al balza e ho prenotato un ristorante italiano in zona che io avevo già provato ma in cui Bram non era mai stato.
Si chiama Racines ed è abbastanza chic. Ci ero già stata con Serena e non ero riuscita bene ad inquadrarlo. Tornarci con Bram ha chiarito la situazione. Abbiamo un’app che usiamo per tener traccia delle spese comuni e questa Bram l’ha segnata come “Pretentious Italian restaurant”. Ha ragione! Non è che il cibo sia cattivo, tutt’alto… ma lo intrugliano troppo, sarebbe migliore se lo intrugliassero meno.

20190306_194615.jpg

20190306_201537.jpg

Dall’alto: fagottino con zucca; e parmigiana di sedano rapa. Buoni, eh. Ma…

Il film della serata era Chris the Swiss.

Anzi no, prima un’altra cosa.
Nel palazzo che ospita il festival ci sono sempre, nei giorni del festival, alcuni banchetti che vendono fumetti, dvd, poster ecc. Di solito sono tre o quattro ma quest’anno ce ne era solo uno. Bram ha sollevato l’ipotesi che ce ne fossero di meno perché la gente ormai preferisce comprare online. Ovviamente io ho iniziato subito a farmi il film mentale del povero piccolo coraggioso libraio indipendente che è l’unico rimasto e vive nell’abbaino ma non si arrende e ho deciso che dovevo assolutamente comprargli qualcosa. Avevo già puntato una graphic novel che mi ispirava ma era strana, un sacco di disegni coloratissimi e “pieni” e poco testo, e sfogliandola un po’ al volo non ero riuscita a capire di cosa parlasse. Mentre facevamo la coda per entrare nella sala del film l’ho cercata su Ecosia (devo smettere di scrivere Google perché io non uso Google, uso Ecosia!) e dopo aver letto un po’ mi sono decisa e sono tornata indietro per comprarla. Il povero piccolo librario l’aveva letta e quando ha visto che la volevo si è esaltato tantissimo e si è messo a sfogliarla insieme a me per mostrarmi i passaggi migliori e i disegni più belli con un entusiasmo contagiosissimo! Bello!
E in effetti la novella è proprio bella, la sto leggendo ora. Si chiama Les Rigoles e in realtà più che una novella è un’opera d’arte. È per questo che non mi dispiace investire in graphic novel anche se costano un po’ di più, perché le vedo come libro + opera d’arte. Fra l’altro leggendo mi sono resa conto che una delle tavole di questa che ho comprato l’avevo già vista… perché è esposta al MIMA!
Les Rigoles, ho scoperto, è un quartiere di Parigi. Figuratevi che quando ho comprato il libro pensavo che volesse dire “I Ridicoli” o qualcosa del genere!

Torniamo al film. Chris the Swiss. È la losca storia di un giovane giornalista svizzero scomparso durante la guerra nei Balcani. Anni dopo la cugina ha deciso di ripercorrere i suoi passi per cercare di capire cosa gli sia successo. Chris si era infilato in un bel po’ di giri strani, e la cugina non lo nasconde. L’ho trovato un film onesto. Ho avuto l’impressione che l’abbia fatto per necessità, perché aveva bisogno di capire. Non mi ha esaltato ma non mi è neanche dispiaciuto. Anche in questo caso ho scoperto delle cose che non sapevo, e anche in questo caso dopo sono andata a leggere per approfondire.

Era mezzanotte passata quando siamo arrivati alla macchina, che era parcheggiata dal lato residenziale dei laghetti di Flagey, Bram era venuto direttamente dal lavoro. Apre il bagagliaio per metterci il mio zaino, lo richiude, poi si blocca. Pensa. Non dice niente e io capisco che c’è qualcosa che non va.
Quanto è brutto quel momento in cui ti rendi che qualcosa non torna ma non riesci a definire cosa, e la realtà intorno a te si sfalda prendendo contorni vaghi e sfumati?
Mi ero portato dietro il computer o no?, fa Bram, pensieroso.
E poi notiamo che nel finestrino dietro c’è un buco, largo quanto una mano messa a pugno.

Che dire?

Cose fortunate.
La macchina è quella del lavoro e il computer era quello del lavoro e quindi tutto è assicurato. Le cuffie noise-cancelling erano di Bram e costano un bel po’ ma pare che la sua assicurazione personale lo rimborsi (questo però sul momento non lo sapevamo). Eravamo a Ixelles e quindi siamo andati dalla gentile polizia di Ixelles e non da quella stronzissima del centro. Non sapendo dove parcheggiare abbiamo finito col mettere la macchina nel posto del borgomastro e la cosa ha divertito i poliziotti infinitamente.
Cose non fortunate.
Il poliziotto parlava francese e Bram parla olandese.
Per gentilezza nei confronti di Bram il poliziotto ha parlato olandese e per gentilezza nei confronti del poliziotto Bram ha parlato francese.
L’olandese del poliziotto faceva schifo e il francese di Bram fa schifo.
Morale, non si sono capiti e la dichiarazione non va bene!
E: siamo andati a letto alle 3!

In tutto questo, mentre Bram e il poliziotto papottavano io, che non osavo intervenire perché Bram era in uno di quei momenti in cui se gli parli scatta, leggevo Les Rigoles.

Più seriamente, ero infinitamente dispiaciuta per lui, e l’ho aiutato con i dettagli pratici come decidere cosa fare sul momento e una volta deciso individuare la stazione di polizia più vicina… ma di più non potevo fare.

Ecco una romantica foto dei laghetti, scattata giusto 30 secondi prima che ci rendessimo conto del fattaccio! Ah!

20190306_235012.jpg

Giovedì 7 Marzo

#CMFP: ho iniziato la giornata con una gita alla polizia di Ixelles… no, dai, Funan (e i corti)!

Come potrete forse immaginare sono arrivata al lavoro che ero uno zombie. Mi sono buttata sul caffè e poi sono andata a una presentazione obbligatoria del super direttore. Alla fine ha detto una cosa che mi ha fatto talmente incazzare che non ho potuto non dire niente. Ho alzato la mano (tremante per l’overdose di caffeina) e ho parlato. Quando sono rientrata in ufficio mi veniva da piangere dall’indignazione. Ma credo che c’entrasse la mancanza di sonno!

Dopo il lavoro, indovinate? Cinema! Ma sono uscita abbastanza presto, e sono riuscita a bermi una birra in tranquillità in un posticino carino in place Fernand Cocq leggendo la guida di Taiwan, che da mesi trascinavo nello zaino a mo’ di simpatica zavorra e che finalmente mi sono decisa ad aprire. In foto: la Mairie di Ixelles Con Ruspa.

20190307_185340.jpg

Raggiunto il cinema ho ingoiato del formaggio al volo dividendolo con Bram (per cenare non ci sarebbe stato tempo) e poi… Funan.

Io non so se sono in grado di raccontarvi Funan. Ci provo.
Il regista, Denis Do, che era in sala, è cambogiano. La sua famiglia viveva in Cambogia quando i Khmer Rouge hanno preso il potere. Stiamo parlando del partito guidato da quello che forse è stato il peggior dittatore della storia (sì, peggio di Hitler – anche se non è certo una gara): Pol Pot. Stiamo parlando degli anni in cui il 25% dell’intera popolazione della Cambogia è morta. Stiamo parlando dei campi, delle violenze fisiche e psicologiche, della carestia tremenda (la maggior parte della gente che è morta è morta di fame).
Il film, d’animazione ricordiamo, racconta quegli anni dal punto di vista di una famiglia, la famiglia, appunto, del regista. Che un giorno si è seduto con la mamma e le ha detto, Raccontami.
Non ci sono scene di violenza nel film. Ma al tempo stesso niente viene nascosto. È forse il film più delicato e tremendo al tempo stesso che io abbia mai visto. È un grido. È l’urlo della gente che è stata costretta a lasciare tutto quello aveva, a separarsi dalla propria famiglia, a lasciar andare la propria madre, il proprio padre, i fratelli, le sorelle, lo sposo o la sposa, i figli, la casa, la terra, la salute, la dignità, la possibilità di vivere, la vita. Di tutto, sono stati privati di tutto. È un urlo, se non ve ne foste resi conto, che si sente ancora oggi.
Il film terminava con una dedica, orribilmente attuale. Adesso non riesco a trovarla, ma era dedicato a tutte le persone che sono costrette a lasciare tutto quello che hanno e fuggire.
I nonni del regista erano dovuti scappati dalla Cina. I suoi genitori sono dovuti scappare dalla Cambogia. Lui vive con questa sensazione costante che nessun posto sia sicuro.
Ma quando finirà?
Finirà?
Al termine del film le luci non sono state accese subito. Ho apprezzato, perché piangevo senza riuscire a fermarmi. Non era un pianto leggero, singhiozzavo proprio, e non riuscivo a smettere.
Ho poi visto che il film ha vinto il premio del pubblico.

Avevamo i biglietti per qualcos’altro quella sera, ma per fortuna era solo una selezione di corti. Due in particolare mi sono piaciuti molto: Le jour extraordinaire, di Joanna Lurie, e Mind my mind, di Floor Adams.

Polizia, niente sonno, discussione col mega direttore, Funan. Una giornata intensa.

Venerdì 8 Marzo

#CMFP: bus tour, Okko’s Inn & Penguin Highway.

Mi sono alzata presto e ho fatto l’impasto per la pizza e l’ho messo a lievitare – perché mica penserete che il weekend mi sarei riposata, eh? Eh no, il Sabato sarebbero venuti una decina di amici a fare i cenci! Piccolo aneddoto, l’impasto a un certo punto ha iniziato a spingere il coperchio del contenitore in cui l’avevo messo e Bram, che lavorava da casa, si è fatto prendere dal panico e mi ha mandato una foto. Nella foto ho visto che nel tentativo di fermarlo ci aveva messo sopra una tavoletta di cioccolato!

Lavoro e poi cinema.

Piccola storia triste.
Dovevo prendere la metro fino a Merode e poi tram 81. Ma mi sono scordata di scendere a Merode.
Allora sono scesa a Maelbeek. Da lì volevo prendere bus 59. Ma bus 59 non arrivava.
È tuttavia arrivato bus 64, che va nella direzione giusta ma solo per un po’.
L’ho preso fino a place Lux e poi da place Lux volevo prendere bus 71. Ma in place Lux ci sono ottocento fermate tutte in posti diversi che prendono anche le vie intorno e che si chiamano tutte place Lux, e io non riuscivo a capire dove fermasse bus 71.
Vagando mi sono imbattuta nella fermata di bus 38, e allora ho deciso di prendere bus 38. Ma bus 38 non arrivava.
È però arrivato, a sorpresa, bus 71! Che, avrei poi scoperto, normalmente non ferma in place Lux ma era in deviazione e quindi eccezionalmente sì. Ma bus 71 era, giustappunto, in deviazione, e non si capiva dove andasse!
Alla fine per fortuna mi ha gentilmente depositato a Flagey. Vittoria!

A Flagey mi aspettava Bram che, memore della sera prima, aveva portato dei panini. In realtà Venerdì il tempo di cenare fra un film e l’altro l’avremmo avuto, ma non potevamo saperlo perché in questi festival spesso gli orari si sfasano.

Il primo film che abbiamo visto era Okko’s Inn, un film giapponese delizioso un gran bel po’. Mi è piaciuto tanto!

Il secondo, pure giapponese, era Penguin Highway. Non era male, ma era strano e né io né Bram l’abbiamo completamente capito (non perché era in giapponese, c’erano i sottotitoli!). In più io ero cotta e mi sono addormentata a metà!

Sabato 9 Marzo

#CMFP: squadra che vince si può cambiare; e cioè, cenci con un nuovo gruppo di lavoro, hurrà!

Mi sono svegliata presto per fare la spesa e verso le 13 sono arrivati i cenciaioli: quelli storici e cioè KOK, PLP, Daniele e Selena, e quelli nuovi e cioè Rossella, Angela e, direttamente dalla Calabria per un evento speciale (che non erano i cenci!!), la mamma di Angela.

Abbiamo passato il pomeriggio a friggere e io ogni tanto sfornavo una pizza e la gettavo alle masse ed è stata una festa!

I cenci sono un evento che cerco di ripetere annualmente per mantenere la tradizione. Abbiamo un gruppo WhatsApp (in cui si parla in rima) che usiamo per metterci d’accordo sulla data prima e per scambiarci le foto poi. È un’occasione per passare un pomeriggio insieme e vedere persone che altrimenti non vedo tanto spesso. Non per chiacchierare, perché c’è sempre troppo casino, fare i cenci è una catena di montaggio: uno spiana, uno ritaglia, uno porta a quello che frigge, uno frigge, uno porta a quello che zucchera, uno zucchera, e ovviamente c’è sempre qualcuno che assaggia, quello è forse il ruolo più importante! No scherzo, per me il ruolo più importante è quello di PLP che poveraccio frigge tutti gli anni, io odiooo friggere! Quest’anno poi avevamo il valore aggiunto della mamma di Angela, che ha portato delle friselle buonissime (che hanno fatto la gioia di Bram) e che mi ha aperto nuovi orizzonti sull’uso della Nonna Papera (la macchina per spianare l’impasto!).

IMG-20190309-WA0010.jpg

KOK ha rifiutato di mettere l’unico grembiule rimasto (solo perché aveva le gale!)…

IMG-20190309-WA0016.jpg

… che allora è andato a Serena…

IMG-20190309-WA0028.jpg

… mentre KOK si è messo quello di mia nipote Sofia (6 anni).

Un altro titolo per la foto sopra avrebbe potuto essere: Mastro Zuccheraio.

IMG-20190309-WA0023.jpg

Nuovi orizzonti per la macchina per fare la pasta!

IMG-20190309-WA0027.jpg

Rossella e un cencio pronto per essere fritto

IMG-20190309-WA0017.jpg

KOK in un attimo di pausa

IMG-20190309-WA0024.jpg

Io e Dani

IMG-20190309-WA0009.jpg

Le Tre Grazie, e sullo sfondo…

… il Mastro della Frittura (PLP)!

IMG-20190309-WA0021.jpg

KOK e Dani mostrano il prodotto finito!

Se volete sapere come facciamo i cenci, la ricetta è qui.

Vediamo se mi ricordo che pizze ho fatto?

  • Pomodorini e capperi (bianca)
  • Broccoli e gorgonzola (bianca)
  • Funghi, gorgonzola e mozzarella (rossa)
  • Pomodorini, burrata e pistacchi (bianca)
  • Zucchine a nastro, pinoli, caprino e basilico (bianca)
  • Verdure rimaste (zucchine, pomodorini, indivia), speck e formaggio

Mi pare!!

A fine giornata era rimasta solo Rossella (che aspetta una bimba!). Io avevo preparato un pacchettino di cenci da dare ai vicini ma non riuscivo a incrociarli. A un certo punto è passata la vicina ma era al telefono e non ho osato disturbarla. Abbiamo iniziato a scherzare che facesse finta di essere al telefono per evitarmi. La gag è proseguita perché mi sono fatta coraggio e sono andata a bussare alla porta, ma ho bussato piano e non mi hanno aperto. Più tardi sono arrivati degli ospiti e ho valutato la possibilità di infiltrarmi, ma non sono stata abbastanza veloce e mi sono ritrovata la porta in faccia. Oh le matte risate!
Si scherza, eh. Credo. Spero. ^^

Quando anche Rossella è andata via io ho pulito casa, che era diventata una pista di pattinaggio (qua si frigge rigorosamente nello strutto) (eredità della nonna lombarda), e poi… pensate che mi sia riposata?

AHAHAHAHAH.

Poi ho preso la metro e sono andata a Schuman, e lì mi ha raccattato Bram, e siamo andati in Olanda!

Domenica 10 Marzo

#CMFP: corsa nei boschi olandesi, bello!!

Ci siamo svegliati a casa dei genitori di Bram che è a Oosterbeek, sul Reno, fra giardini, casette che sembrano uscite dalle fiabe e foresta. Abbiamo fatto colazione e poi io, Bram e il suo gentile papà siamo andati a correre nel bosco… gentile perché è altissimo e credo che per correre piano per stare al mio passo da nana abbia fatto una fatica immensa!

Nella tarda mattinata siamo andati a casa della ragazza del fratello di Bram, Daan. Là c’era il resto della famiglia. L’occasione? Il 40esimo compleanno di Daan!

Abbiamo mangiato, chiacchierato e festeggiato, e poi loro si sono messi a giocare a giochi in scatola e io ho letto un libro. Aaahhh ^^

Per le 20 eravamo di nuovo a Bruxelles. Altro giro di pulizie (il giorno prima non ero riuscita a finire) e per chiudere il weekend stoemp e salsicce sul divano con un film. Hurrà!

L’ultimo mese a pezzettini: da Lunedì 25 Febbraio a Domenica 3 Marzo

marzo 19, 2019

Lunedì 25 Febbraio

#CMFP: ho introdotto Dagmara e Mad al canale mio adorato, e, al ristorante cinese ho ordinato una cosa nuova.

Questa è stata l’ultima settimana di Primavera, poi sarebbe tornato l’Inverno (che tuttora permane – e va bene eh, è Marzo!).

Sono uscita dal lavoro presto e sono andata a bere qualcosa con Dagmara e Madeline. C’era il sole e le ho trascinate verso il mio nuovo amore: il canale mio adorato! Gli stand del cibo erano chiusi ma quelli della birra erano aperti e abbiamo bevuto qualcosa con addosso la sciarpa ma anche gli occhiali da sole ^^

Per cena siamo andate in un ristorante cinese. Mad era deliziata. Io sono rimasta un po’ perplessa perché ho ordinato del riso all’anatra e mi è letteralmente arrivato del riso in bianco con sopra un pezzo d’anatra e basta. Scema io, avrei dovuto saperlo!

Mad è venuta a dormire da me e Bram, da cavaliere che è, ha passato la serata a guardare la TV sbiaccato sul divano, che non avendo ancora una camera per gli ospiti è anche il letto di Mad che quindi non poteva andare a dormire. Io e lei abbiamo fatto una quiche di avanzi e chiacchierato chiacchierato chiacchierato sedute su uno scalino in attesa che quell’Orso andasse finalmente in letargo!

Martedì 26 Febbraio

#CMFP: allora lo sapete che il Martedì è difficile trovare qualcosa di nuovo da fare… essendo a corto di idee, ho provato a raggiungere l’università con le mie forze, senza usare Google Maps – ce l’ho fatta!

E dunque come sempre il Martedì lavoro e poi corso di spagnolo. La settimana prima il professore era stato a cena con alcune delle studentesse più giovani e ha passato la lezione a fare battute e riferimenti alla serata che solo chi c’era poteva capire. Ma si può essere più maleducati di così?

Mercoledì 27 Febbraio

#CMFP: ho provato un posto nuovo in centro per una bevuta.

Mi sono svegliata con un gran mal di pancia, non so perché. Di andare in ufficio non sarei probabilmente stata in grado, ma per fortuna lavoravo da casa, e nel corso della giornata piano piano il mal di pancia se ne è andato. Ho cercato di restare leggera: a colazione biscotti secchi col miele, a pranzo pasta all’olio!

La giornata era spettacolare, urlava Primavera!, e io sono uscita e ho comprato dei fiori.

20190227_155750.jpg

Nel pomeriggio ho convinto Bram a fare una pausa e andare a bere qualcosa in place du Vieux Marché aux Grains. Era una giornata troppo bella per non uscire almeno un’oretta!

La sera Bram è andato all’allenamento. Io sono rimasta a casa e ho fatto il mio primo pan d’arancio!

Giovedì 28 Febbraio

#CMFP: allora oggi ero un po’ in crisi sulla cosa nuova… volevamo guardare un documentario sulla forza dell’acqua, ma il computer non lo caricava… ho fatto una nuova ricetta, ma non l’ho proprio fatta, l’avevo fatta in anticipo e congelata e l’ho solo cotta… ma poi, per fortuna, poco prima che scattasse la mezzanotte, Bram ha rovesciato una ciotola d’acqua sui fornelli, che si sono messi a fare scintille come fuochi d’artificio impazziti!

Anche su questa giornata poco da segnalare, se non che la nuova ricetta (una galette di patate, cipolle e pancetta) è uscita veramente deliziosa e per la prima volta ho visto Bram leccarsi i baffi ancora prima di assaggiarla (l’ho servita insieme a un’insalata improvvisata uscita molto buona pure quella); e che quando è successo il fatto di cui sopra Bram ha tirato tante di quelle bestemmie che gli ho detto che se si comporta un’altra volta così vado a dormire da PLP!

Ho solo una foto dell’insalata e non mi ricordo cosa ci ho messo. Sospetto spinaci, indivia, finocchio, pomodorini, treccia (mozzarella), semi di girasole, semi di canapa, olio e sale. Era buona!

20190228_194244.jpg

Venerdì 1 Marzo

#CMFP: sono stata a cena a La Tana con Vincenzo… ero già stata a La Tana e ero già uscita con Vincenzo, ma non ero mai stata a La Tana con Vincenzo! ^^

Dunque! Lavoro; corso di vietnamita; cena con Vincenzo a La Tana, che è un minuscolo ristorante romano a Parc con una bella selezione di vini e birre. Cacio e pepe per me, amatriciana per lui, tante chiacchiere, una bella serata, e… Vincenzo mi ha trovato una 10k che dovrei essere in grado di fare! Hurrà!

Sabato 2 Marzo

#CMFP: ho provato un posto nuovo per cena con Justyna e Victor… mmmh, le mie cose mai fatte prima si stanno rivelando tutte da magna’!

Allora, mi sono svegliata presto e ho fatto colazione da sola con calma sul divano mentre Bram dormiva – amo!

Quando Bram si è svegliato e ha a sua volta fatto colazione siamo usciti insieme. Siamo andati in un negozio di mobili vicino casa a studiare un mobiletto svuotatasche che avevamo visto. Siccome vorremmo usarlo anche per tenerci le ciabatte ci siamo portati dietro le ciabatte di Bram, per provare se in quello che avevamo in mente entravamo. Quando ha visto le ciabatte il giovane e garrulo commesso si è scompisciato dalle risate! Per la cronaca, non c’entravano. Quindi niente mobile. Missione fallita!

Usciti dal negozio ci siamo separati. Bram è andato a giocare a calcio e io a: comprare la cera per il tavolo in un grazioso negozietto di quelli che vendono un po’ di tutto; a cercare un regalino per il compleanno di KOK (pianta, anzi piantE, ne ho presa una anche per me); esplorare una nuova, deliziosa tipografia sotto casa; studiare altri negozietti che hanno aperto da poco; comprare una pizza perché non avevo voglia di cucinare. Ho mangiato la mia pizza in solitudine sul divano e poi sono andata a correre.

Correre è stato bello come sempre. Una cosa che non vi ho mai detto è che correndo sono dimagrita. Non era quello lo scopo ma è un gradito effetto collaterale!

Verso le 18 mi sono trovata con Justyna e Victor e siamo andati a cena (dovevamo cenare presto perché poi avevamo un concerto). Considerato che avevo pranzato alle 14 non avevo per niente fame. Ma ovviamente ho mangiato lo stesso! Abbiamo provato un nuovo piccolo ristorante biologico marocchino a Saint-Gery che volevo provare da un bel po’ e che si è rivelato delizioso!

Il concerto è stato bello. Ci ha raggiunto anche Bram e abbiamo visto due artisti islandesi che ci piacciono: Axel Flóvent e Júníus Meyvant. Il primo concerto è stato carino ma abbastanza tranquillo perché era Axel da solo con la chitarra; Júníus si era portato tutta la band e con lui abbiamo saltato! Bello!

Davanti a me si è venuta a piazzare una coppia italiana (italiana non c’era bisogno di scriverlo visto che i belgi stanno ordinatamente in coda). Lui era alto e in più continuavano a tocchicchiarsi e sbaciucchiarsi bloccando completamente la mia visuale. Non avendo con me il TagliaTeste (un innovativo strumento che sto brevettando, trattasi di disco rotante a lame taglienti che se lanciato alla giusta altezza elimina le teste di tutti quelli alti che si sono messi davanti) ho sopportato per un po’, poi mi sono stufata e gli ho detto: «Voi siete bellini e innamorati, ma io non ci vedo una sega! Mi fate passare?». Sono stati gentili e hanno acconsentito. Viva!

Dopo il concerto Victor e Justyna sono andati a casa perché dovevano piallare o qualcosa del genere e io e Bram siamo andati a bere qualcosa al Kafka. Il Kafka ha cambiato gestione ed è tornato bellino. Bram era briao e molesto e dopo un po’ l’ho portato a nanna!

Domenica 3 Marzo

#CMFP: Mirai no Mirai (Mirai of the Future)!

Bram ha preparato una bella colazione all’inglese completa e poi è arrivato il Mostro della Cucina, di cui ho già scritto e che ha occupato praticamente tutta la giornata – l’unica altra cosa che ho fatto è stata pulire casa!

Questo è stato anche il giorno in cui abbiamo inaugurato Anima, il festival del cinema d’animazione di Bruxelles.

L’anno scorso col festival abbiamo avuto una disavventura.
Ci abbiamo messo un bel po’ a decidere quali film volevamo vedere, e alla fine la lista era abbastanza lunga e ci conveniva prendere il pass per il festival.
Solo che il pass funziona così: prima si compra, poi bisogna aspettare un giorno o due che venga attivato, e solo una volta attivo si possono comprare i biglietti.
Prima di comprarlo avevo chiamato e avevo chiesto se i film che volevamo vedere fossero già sold out. Mi era stato risposto di no. Compro i pass, non appena sono attivi vado a comprare i biglietti… e scopro che la metà della roba è sold out.
Inizia una battaglia, valorosamente condotta da Bram e devo dire anche vinta, per annullare i pass e farci ridare i soldi.
Alla fine l’anno scorso al festival non siamo andati.
Ma Bram è riuscito a trovare un po’ di film, e ci siamo fatti il nostro personale festival 2018 a casa!
Avevamo visto The Breadwinner, il film d’apertura. Un film delicato e forte al tempo stesso, che racconta la vita di una famiglia di sole donne sotto il dominio dei talebani a Kabul. È un cartone, il festival è del cinema d’animazione, eppure è riuscito a farmi veramente sentire quanto difficile, quasi impossibile, fosse. In Belgio al momento è su Netflix, se avete occasione di vederlo non fatevelo scappare.
Dopo averlo visto mi ero messa a cercare informazioni sull’Afghanistan. Non mi era mai venuto in mente che ci si potesse viaggiare, e invece spulciando avevo trovato il blog di Alex, una travel blogger che è stata, fra le varie, proprio in Afghanistan. Lei e il ragazzo, sacco a pelo e via. Un’ispirazione.
Gatta Cenerentola, un film italiano molto particolare, un po’ surreale ma che ho amato. Sto continuando a pensarci e questo vuol dire che ha lasciato un segno.
Night Is Short, Walk Home Girl. Un film giapponese di quelli un po’ assurdi loro che ho assolutamente, assolutamente adorato. Oh lo rivederei con piacere!
Big Fish & Begonia. Un film cinese molto molto strano, con aspetti spirituali tipici di questo genere di film. Ecco, di questo forse avrei anche potuto fare a meno!

E quest’anno? Quest’anno mi sono rifatta per tempo. Ho fatto la selezione, l’ho sottoposta a Bram e poi sono andata a Flagey a comprare i biglietti (niente pass quest’anno). C’era un solo film che avrei voluto vedere e che Bram aveva escluso: Mirai no Mirai, e l’aveva escluso perché lo davano solo in giapponese con sottotitoli in francese. Epperò…

… epperò il giorno prima, andando all’appuntamento con Justyna e Victor, ero passata davanti al cinema Palace che è un cinemino vicino casa per cui io e Bram abbiamo un abbonamento che dobbiamo usare perché scade, e indovinate un po’ cosa c’era in cartellone? Mirai no Mirai, in versione JP sottotitoli FR/NL! Esattamente quello che mi serviva! Ma che botta di culo mostruosa, no?

E così quando il Mostro se ne è finalmente andato io e Bram siamo andati al cinema.

Il film in sé è abbastanza semplice, parla di un bambino piccolo che è geloso a causa dell’arrivo di una nuova sorellina; ma la storia è molto bella. È un viaggio nella storia e fra le generazioni. Ma non solo. Il motivo per cui l’ho amata è che è riuscita a farmi sentire nella testa di un bambino di quattro anni. È una cosa difficilissima eppure il film ci è riuscito. Bravi!

A film terminato Bram è rientrato e io e il Mostro siamo andati da PLP per la cena per il compleanno di KOK. C’era anche Torsten e abbiamo tirato mezzanotte perché il compleanno era il Lunedì. A mezzanotte io e il Mostro abbiamo allestito la mostruosa creazione e abbiamo cantato EPPI BIDDAI TO IUUU. E poi siamo andati a nanna!

20190304_090927.jpg

 

L’ultimo mese a pezzettini: da Lunedì 18 Febbraio a Domenica 24 Febbraio

marzo 14, 2019

Lunedì 18 Febbraio

#CMFP: una cosa scemina ma che non avevo mai fatto, ho postato qualche foto delle cose cucinate per il brunch di compleanno sul gruppo di cucina (che mi aveva aiutato con la preparazione).

Sono andata al lavoro e poi dalla psicologa.

Dalla psicologa non avevo voglia di andare, ma proprio per niente. E non so se è perché ero stanca dopo il brunch (è dall’altra parte della città) o perché non mi andava di riaprire la scatola nera. Fatto sta che sono andata, e mi è servito tantissimo.

Abbiamo parlato e mi ha fatto capire un po’ di cose. La più importante è questa. Io non volevo tornare a casa perché ero terrorizzata all’idea che quello è successo a Natale potesse succedere di nuovo. Ebbene, lei mi ha fatto capire quanto segue. Succederà di nuovo! E io lo posso solo accettare.

Accettare non vuol dire subirlo, eh. Accettare vuol dire accettare il fatto che possa succedere, e stare pronta ad allontanarmi quando succede – e non mettermi MAI PIU in situazioni in cui non posso allontanarmi.
I meccanismi che si sono instaurati a casa sono meccanismi da cui io mi sono allontanata e che non mi riguardano. Posso solo viverli con distacco.
Al tempo stesso, se rinunciassi alla mia famiglia rinuncerei a una parte fondamentale di me (si è già visto quanto sono stata male a Gennaio quando valutavo l’opzione). E i miei genitori non hanno vent’anni. È quindi altrettanto importante che cerchi di approfittare dei momenti buoni, quando ci sono.
In sintesi: allontanarsi dal cattivo, prendere il buono.

Ora non sembrerà che questo ragionamento sia chissà che, ma per me è stato importante farlo. Ero arroccata in cima a una montagna chiusa in un’armatura a pensare Non deve succedere non deve succedere non deve succedere e non mi facevo la domanda più importante, e cioè, OK, e se succede? La psicologa mi ha obbligato a farmi questa domanda, e ho capito che se succede (e succederà) non casca il mondo.

E qualcosa si è sciolto. L’armatura è magicamente caduta. La mattina dopo ho chiamato i miei genitori e ho detto che a fine Marzo vado e che starò a casa.

A fine seduta la psicologa mi ha chiesto se avessimo finito. E in effetti probabilmente abbiamo finito. Ma ho deciso di andare comunque un’ultima volta, giusto per essere sicura di non lasciare indietro niente.

Ci butto un’altra riflessione che ho fatto stamattina, anche se l’avevo già fatta in passato.
Io mi considero, tutto sommato, una persona abbastanza equilibrata (anche se, come diceva il saggio saggissimo Stregatto mio adorato, “Qua siamo tutti matti”!).
Vivo da 11 anni a Bruxelles e la amo e ci sto bene – ma ho anche delle mie radici chiare e definite, che sono a Lucca.
Ho una famiglia dietro, un po’ disfunzionale ma ce l’ho.
Credo che il fatto di essere tutto sommato abbastanza equilibrata e di riuscire a vivere all’estero senza struggermi di nostalgia e senza sentirmi spersa e non appartenente a nessun luogo sia dovuto proprio al fatto di avere delle radici. Come diceva Massy, profonde e trasportabili.

Bon, torniamo al Lunedì! Sono arrivata a casa alle 20 distrutta e Bram mi ha fatto trovare la cucina pulita e la cena (avanzi) pronta. Divano e Mrs. Maisel!

Insalata di avanzi qui.

Martedì 19 Febbraio

#CMFP: scoperta una nuova bella canzone (Coffee Cup, di Anthony Lazaro) – oh, ve l’ho detto che il Martedì è difficile trovare qualcosa di nuovo da fare!

Per il resto poco da segnalare. Lavoro, corso di spagnolo e alle case!

Mercoledì 20 Febbraio

#CMFP: ho portato avanti il mio percorso di scoperta di Bruxelles a corsa esplorando un nuovo pezzo di canale; ho provato il massaggio post corsa; ho iniziato un nuovo libro; ho offerto delle patatine a degli sconosciuti!

Beh, le cose fatte le ho praticamente scritte sopra.

Ho lavorato; sono andata a correre; dopo la corsa sono andata a farmi fare un massaggio (sudicia com’ero, ehm ehm); e poi, come a volte capita il Mercoledì che Bram spesso non c’è perché ha l’allenamento, ho deciso di coccolarmi con una cenetta in solitudine; e normalmente avrei preso qualcosa da asporto e mi sarei sbiaccata sul divano, ma avevo voglia di un hamburger e gli hamburger si raffreddano subito, e allora sono andata da Ellis!

Cenare da sola non mi disturba eccessivamente, viaggiando per lavoro ci sono abbastanza abituata. Ma è fondamentalmente che abbia con me un libro. In questo caso avevo una graphic novel, Je suis née dans un village communautaire di Kaya Takada. Credo di aver già nominato la nuova, piccola libreria in rue de Flandre che ha una selezione piccola ma semplicemente fantastica, ecco, questo libro l’avevo preso lì. Mi aveva incuriosito perché del fenomeno dei villaggi comunitari in Giappone non avevo mai sentito parlare, non sapevo neanche che esistessero. Lo sto ancora leggendo, l’ho quasi finito ed è super interessante.

Tornando al Mercole, ho ordinato un hamburger e ero un po’ indecisa se prendere anche le patatine, qua le porzioni sono grandi e non riesco mai a finirle. Ma avevo fame dopo la corsa ed era un sacco di tempo che non mi concedevo delle patatine fritte e allora alla fine le ho ordinate. Quando sono arrivate mi sono ricordata perché non le ordino mai: perché non mi piacciono! Il Belgio sarà pure famoso per le patate fritte, ma le servono sciocche e io le trovo insapori! Morale, ne ho mangiate due e poi le ho rifilate a quelli del tavolo accanto (che hanno accettato con gioia).

Giovedì 21 Febbraio

#CMFP: mi sono integrata facendo un’esperienza molto belgica, e cioè la raclette!

Sono andata al lavoro presto e sono uscita presto. Ho fatto un giretto a Ixelles, dovevo cambiare una maglia che mi aveva regalato Selena molto carina ma che mi stava grande. Ho preso una maglietta da sotto a righe (I love stripes) e una canottierina e ho lasciato gli occhi su un vestitino. Soddisfatta, sono andata a Flagey a prendere i biglietti per il festival del cinema d’animazione di cui poi vi racconterò e poi a piedi fino a Saint-Gilles dove avevo appuntamento con la mia collega Justyna.

La raclette è stata un’esperienza. Il posto in cui abbiamo cenato è una formaggeria, e di conseguenza il vassoio di formaggi che ci hanno portato era una roba spettacolare. Insieme sono arrivate una stupenda selezione di affettati e un’insalata meravigliosa.

20190221_191358.jpg

Patate arrosto, bottiglia di vino e bella serata!

Tante chiacchiere (in francese!!), Justyna si è da poco licenziata perché sente di voler provare qualcosa di diverso, tanti le danno della folle ma secondo me ha fatto proprio bene, è giovane e in gamba, perché dovrebbe rimanere incollata a una scrivania se sente che quella non è la sua strada?

Quando sono tornata era l’1 ed ero brilla. E puzzavo di formaggio grigliato. Ho messo a lavare tutti i vestiti e anche la borsa e nonostante l’ora mi sono buttata sotto la doccia e mi sono lavata tutta, capelli compresi!

Venerdì 22 Febbraio

#CMFP: dopo il lavoro io e Bram siamo andati a Laeken… e io ho scoperto, con estremo stupore, che Laeken è anche un villaggio, e non solo il posto in cui vive il re!

Dunque lavoro, spesa per il giorno dopo (vedere Sabato), cena al volo (pasta all’olio per me, Brammeke non è riuscito a passare da casa e gli ho portato un panino) e poi a Laeken per il concerto di Ásgeir, Brammeke mi aveva regalato il biglietto per il mio compleanno.

Lungo la via Bram mi ha informato di essersi organizzato con il suo amico Wim per montare le librerie nuove (che ci sono finalmente arrivate)… la Domenica mattina alle 10. E io mi sono imbizzarrita !

Mi sono imbizzarrita perché ero stanca morta, la mattina dopo mi dovevo alzare presto e avevo tanto contato sulla Domenica per andare a correre e rilassarmi. Un impegno alle 10 del mattino proprio non lo richiedevo. Il concerto è stato bello, ma noi l’abbiamo passato a litigare!

E quello accanto a noi a ri-decorare la chiesa. I fiori disposti intorno all’altare bloccavano la vista e un po’ di volonterosi li hanno spostati varie volte. Il prete al mattino avrà trovato la chiesa con un nuovo look !

Sabato 23 Febbraio

#CMFP: cucinato 13 portate in 13 ore, tutte nuove… ah, questa sì che è una cosa bella (per i miei strani standard) e interessante!

La sorella di Selena sarebbe venuta a trovarla a Bruxelles e a domanda Cosa ti piacerebbe fare? aveva espresso il desiderio di provare uno dei ristoranti di Ottolenghi. Solo che i ristoranti di Ottolenghi non sono a Bruxelles, sono a Londra! Selena ebbe l’incauta idea di chiedermi quale fosse il miglior ristorante pseudo-ottolenghesco di Bruxelles e io ebbi la risposta pronta: Casa mia!

E così si organizzò.

Io, che posseggo tutti i libri di cucina dello chef, preparai una selezione iniziale di preparazioni salate (da PLENTY) e dolci (da SWEETS) e la inviai a Selena perché facesse la selezione finale; Selena rientrò tardi e stanca dal lavoro e pensava, poverina, di potersi riposare; e invece si trovò con i compiti per casa, e cioè con un centinaio di ricette da sfogliare!

La selezione fu fatta alla fine, e ci si accordò per 13 preparazioni, 10 salate e 3 dolci. La cena sarebbe stata alle 20, il calcolo è presto fatto: sveglia alle 7, una preparazione all’ora, per le 20 sarà tutto pronto, simple as that!

Le cose non andarono esattamente come previsto, o meglio, per le 20 era effettivamente tutto pronto, ma solo perché un Orso barbuto gentilmente si prestò a pelare pastinache e affettare porri e scalogni senza lacrima versare! Ci fu anche una vittima, e cioè una presina a cui il fuoco si appiccò.

Alla fine pronta in anticipo mi ritrovai, ed ebbi persino il tempo di fare una doccia ed appendere dei festoni. La sorella non sapeva che sarebbero venute da me, la casa andava dunque mascherata almeno un po’.

Avevo apparecchiato con garbo per tre, e il messaggio “Stiamo cercando parcheggio” avrebbe dovuto insospettirmi, perché Selena non guida e la sorella non era certo venuta dall’Italia in macchina! Ma un po’ dura sono, e non mi ammoscai. Sta di fatto che quando aprii la porta mi trovai davanti due persone grandi (di cui una stupefatta) e una piccina picciò (e dimolto bellina!). La terza persona grande, venni informata, stava ancora cercando parcheggio.

Il qui pro quo è presto detto. Non solo io non ho figli, ma io e Bram facciamo vite estremamente separate per quanto riguarda le amicizie, per dire non andiamo neanche ai matrimoni insieme, se amico suo va lui da solo e se amico mio vado io da sola (questo sostanzialmente perché consideriamo i matrimoni delle grosse rotture di cazzo e non vediamo perché un tale supplizio vada imposto anche all’altra metà). Diamo dunque per scontato, quando invitiamo un amico, che questo verrà da solo. La gente normale, e cioè non noi, dà invece per scontato il contrario! Sapete quante volte ci è successo di invitare due persone e trovarcene otto? E mica impariamo dall’esperienza, eh! Con Selena non ci furono fraintendimenti, semplicemente, io ero certa della mia e lei della sua. E fu così che ci si trovò seduti in cinque a un tavolo apparecchiato per tre. E non fu un problema, assolutamente, anzi, più siamo e meglio è! La mia unica preoccupazione era la piccina, che tanto child-friendly il cibo proposta da Ottolenghi non è (prova ne sono i nipoti di Bram che all’ultimo pranzo di famiglia cucinato da me non hanno mangiato NULLA e il bimbo addirittura davanti alla tavola imbandita si è messo a piangere!). Ma la piccina in questione è una ganza e non se ne fece, e anzi si sbafò frittelle di porri e couscous all’harissa come se non ci fosse un domani, al grido di battaglia di Accora liso!!!

E la sorella? La sorella è una ganza, e come già mi è successo con alcune amiche di Selena mi sono ritrovata a pensare Uffa ma perché non vive a Bruxelles??

E il menù? Eccolo qua !

Il salato

  • Spicchi di patate dolci arrostite con salsa al lime
  • Insalata di zucchine grigliate, nocciole e basilico
  • Soba noodles con melanzane fritte e mango
  • Sfogliatine con lenticchie speziate
  • Frittelle di porri con la loro salsa
  • Ratatouille versione Ottolenghi, veramente deliziosa
  • Quesadillas con avocado, fagioli neri e cheddar
  • Indivia caramellata al forno con groviera
  • Zuppa di ceci, pomodori e pane al pesto
  • Couscous invernale

Il dolce

  • Torta alla frutta con copertura di mango e frutta tropicale
  • Friands (tortine di farina di mandorle) ai mirtilli (dovevano essere alle more ma non le ho trovate)
  • Rotolo al pistacchio con crema di yogurt greco e lamponi (questo era una delle cose più buone che io abbia mai mangiato!)

Di foto ne ho fatte pochine, e sono bruttarelle. Le poche che ho fatto, eccole qua!

20190223_173244.jpg

20190223_173438.jpg

20190223_224902.jpg

20190223_224452.jpg

Domenica 24 Febbraio

#CMFP: varie, vedere sotto!

Un po’ di riposo finalmente! Mi sono alzata non troppo tardi e mi sono goduta una doppia colazione sul divano: prima salato poi dolce, il rotolo avanzato hurrà!

Bram si è svegliato più tardi e alle 10 è arrivato Wim. Fino alle 14 è rimasto, e mentre io pulivo la cucina, scaldavo gli avanzi e davo ordini loro hanno appeso i quadri che avevamo in giro da mesi, smontato le librerie vecchie e montato finalmente quelle nuove!

C’è stata anche una scena un po’ particolare. Allora a volte io dico che Bram ha un pessimo carattere, perché è impulsivo e fa gli scatti e ogni tanto piuttosto che discutere, solo per presa di posizione, prende e se ne va (tipo in camera, non chissà dove). Questa cosa mi fa imbufalire perché la trovo di un distruttivo (qual è il contrario di costruttivo?) unico.

Allora, Domenica volevamo appendere i quadri e non ci riuscivamo, perché non appena avvicinavamo il chiodo al muro il muro si sgretolava come se fosse fatto di pangrattato. La cosa non mi garbava e quando Wim ha proposto di provare con un altro tipo di chiodo io, che non avevo capito e pensavo volesse riprovare con lo stesso, mi sono opposta.
Bram mi ha mandato a cagare e ha messo via tutti i quadri.
Wim mi ha spiegato che si trattava di un tipo di chiodo diverso e come funzionava e allora io mi sono tranquillizzata e ho accettato che ci riprovasse.
Grazie a Wim adesso tutti i quadri sono appesi.
Fosse stato per Bram (e le sue cazzo di prese di posizione) sarebbero ancora tutti accumulati in un angolo!

20190224_142330.jpg

Quando Wim è andato via io sono andata a correre. C’era un sole spettacolare!

20190224_152209.jpg

Accanto al canale ci sono le rotaie del tram e sulle rotaie cresce l’erba.

20190224_155245.jpg

Una volta rientrata ho mangiato una quesadilla (ho imparato a farle in casa, con la farina apposita, si fa in un volo e sono buonissime), ho fatto una doccia e ho trascinato Bram fuori per una birra.

Correndo ero passata davanti al Barbeton illuminato dal sole, ma quando ci siamo arrivati il sole era andato via.

Abbiamo provato con la zona di Sainte-Catherine, ma nel tempo che ci siamo arrivati il sole non c’era più.

Allora siamo andati sul canale, e lì il sole c’era ancora. Siamo entrati a prenderci una birra e quando siamo usciti era sceso pure lì.

Non importa! Ci siamo seduti a bordo canale e abbiamo bevuto la nostra birra (e mangiando i nostri sliders, ehm ehm) guardandoci intorno e dicendoci contenti che Bruxelles assomiglia sempre di più a una di quelle città che viaggiando ci hanno fatto dire, Oh come mi piacerebbe vivere qui!

20190224_173336.jpg

20190224_174218.jpg

20190224_192721.jpg